Mutui al 4% di tasso interesse per decreto anti-crisi

Il c.d. decreto "anti-crisi", convertito dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009, tra le misure a sostegno delle famiglie, ha previsto per tutto il 2009 un tetto al 4% (compreso spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione) sui mutui a tasso variabile contratti entro il 31 ottobre 2008 per l'acquisto, la costruzione e ristrutturazione dell'abitazione principale (eccetto abitazioni signorili - categoria A1, abitazioni in ville-categoria A8 e castelli e palazzi di eminente pregio artistico e storico - categoria A9).

In pratica se il tasso di interesse oltrepassa il tetto del 4 per cento, l'eccedenza sarà a carico dello Stato. Agli istituti finanziari che dovranno anticipare ai mutuatari lo sconto sulla rata, viene riconosciuto un credito d'imposta che possono recuperare in compensazione attraverso l'F24 utilizzando il codice tributo 6811, denominato: "credito d'imposta, per il recupero da parte delle banche e degli intermediari finanziari, della quota di mutuo a carico dello Stato - art. 2, comma 3, Dl 185/2008".

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso e i mutui sottoscritti per altre motivazioni non ci sarà nessun cambiamento. Per quanto riguarda, invece, i nuovi mutui a tasso variabile sottoscritti dopo il primo gennaio 2009, le banche dovranno offrire anche tassi indicizzati al tasso ufficiale Bce, oltre che all'Euribor.

L'Agenzia delle Entrate ha predisposto gli elenchi sulla base dei dati disponibili presso l'Anagrafe Tributaria, inviandoli alle banche e agli intermediari finanziari. I soggetti che non sono stati individuati dall'Agenzia ma che ritengono di aver diritto all'agevolazione, ne possono richiedere comunque l'applicazione alla propria banca o all'intermediario esibendo idonea autocertificazione.