Tasi: esenzioni, riduzioni, scadenze e modalità di pagamento

tasi , tassa sui servizi indivisibili

Oltre che per l'IMU è iniziato il countdown anche per il versamento del saldo Tasi. Per entrambi, infatti, la scadenza fissata è quella del 16 Dicembre 2016. Da quest'anno, come sapete, la Tasi sulla prima casa non è più dovuta, nè dal proprietario nè dall'eventuale inquilino che utilizza l'immobile come abitazione principale. La recente Legge di Stabilità, infatti, ha cancellato ogni tributo locale sulla prima casa, con l’eccezione degli immobili di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9). Ricordiamo che la prima casa è quella nella quale il proprietario (o l'inquilino) e il suo nucleo familiare vivono abitualmente e risiedono anagraficamente.

Cos’è la TASI

La Tassa sui Servizi Indivisibili (TASI) è una tassa destinata a finanziare i cosiddetti servizi comunali indivisibili, ossia quei servizi che per il fatto di essere usufruiti dalla collettività, non possono essere imputati e fatti pagare direttamente al singolo fruitore, come invece accade per l'asilo nido, la mensa scolastica, ecc. I servizi indivisibili devono essere individuati in maniera analitica da un regolamento comunale specificando per ciascuno di essi i relativi costi. A titolo esemplificativo vi rientrano: l'attività di manutenzione delle strade e del verde pubblico, il servizio di illuminazione pubblica, l'anagrafe, la sicurezza, ecc.

La Tasi, insieme all'Imposta Municipale Unica (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili (escluse le abitazioni principali) e alla Tassa sui Rifiuti Urbani (TARI), destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, va a costituire l'Imposta Unica Comunale (IUC).

Chi paga la TASI

Come detto chi possiede un immobile che non rientra nella categoria degli immobili "di lusso" (A/1, A/8, A/9) e lo adibisce ad abitazione principale non deve pagare nè la Tasi nè l'Imu. L'esenzione Tasi riguarda anche l'inquilino che utilizza l'appartamento come prima casa, ma non il proprietario che sarà tenuto al pagamento della tassa in quanto per lui l'immobile rappresenta una seconda casa concessa in locazione.

Oltre all'abitazione principale, godono dell'esenzione Tasi anche le relative pertinenze, ma entro un numero massimo di 3. Inoltre le pertinenze devono essere necessariamente accatastate in una delle seguenti categorie:
- C2 (magazzini e locali di deposito come cantine e solai);
- C6 (stalle e scuderie, garage);
- C7 (tettoie chiuse o aperte).
Ciascuna pertinenza deve appartenere ad una differente categoria catastale.

L'esenzione Tasi vige anche in caso di separazione o divorzio con conseguente assegnazione al coniuge della casa coniugale. Così come non è tenuto al pagamento della Tasi il cittadino italiano iscritto all'A.I.R.E. e pensionato nel paese di residenza, che risulta proprietario in Italia di un solo immobile non concesso nè in affitto nè in comodato d'uso.

Esenzione Tasi anche per gli immobili di disabili e anziani residenti in istituti di ricovero, se il comune ha previsto l'assimilazione ad abitazione principale prima casa e se l'immobile non è stato dato in locazione.

Chi invece possiede un solo immobile ma non ci abita, chi abita in una abitazione di lusso (A/1, A/8, A/9) o chi possiede altri immobili oltre a quello adibito ad abitazione principale, è tenuto a pagare sia la Tasi che l'IMU.

TASI: sconti e agevolazioni

Tasi e locazioni a canone concordato

Per gli immobili concessi in locazione a canone concordato l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75%. Lo sconto può applicarsi solo se l'immobile viene locato ad uso abitativo. Non è necessaria, invece, alcuna delibera comunale, visto che la riduzione è prevista direttamente da una legge di Stato.

Ricordiamo che il contratto di affitto a canone concordato è una tipologia di contratto di locazione che prevede una durata minima di 3 anni + 2 rinnovabili (3+2) ed un canone più basso rispetto ai normali prezzi di mercato, stabilito attraverso una contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, che tiene conto delle caratteristiche dell'alloggio, della zona dove è situato e del numero degli occupanti. Per maggiori dettagli rimandiamo all'articolo "Affitto a canone concordato: contratto e vantaggi fiscali".

Tasi e comodato d'uso

Per le unità immobiliari (non di lusso) concesse in comodato d'uso a genitori o figli che le utilizzano come abitazione principale, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile. Ciò tuttavia a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Come si vede si tratta di condizioni molto restrittive che di fatto limitano le possibilità del comodato gratuito a pochi casi.

Condizione necessaria per fruire di queste agevolazioni è che il contratto di locazione sia stato regolarmente registrato (leggi "Registrazione del contratto di locazione: come farla e quanto costa").

Tasi e inagibilità

I proprietari di immobili dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati godono di una riduzione del 50% della base imponibile utilizzata per il calcolo della Tasi, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.

Ad esempio godono di questa riduzione i fabbricati oggetto di ordinanza sindacale di sgombero a seguito di calamità naturali e per motivi di pubblica incolumità o quelli oggetto di ordinanza sindacale di demolizione, oppure gli immobili che presentano solai e tetti di copertura con gravi lesioni che possano costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo, oppure i i cosiddetti fabbricati collabenti, vale a dire fabbricati fatiscenti e privi di rendita e così via. Non è considerata condizione di inagibilità o inabitabilità la sola assenza dell’allacciamento elettrico ed idrico.

Per godere della riduzione è necessario consegnare all'ufficio tributi del comune una dichiarazione sostitutiva di inagibilita' o inabitabilita' ai fini Tasi, allegando una perizia a firma di un tecnico abilitato, la documentazione fotografica e la copia di un documento di identità.

Trattandosi di una dichiarazione sostitutiva, chiaramente ci si espone al rischio di un controllo da parte dell'amministrazione comunale. Poichè in caso di falsità scatterebbero conseguenze civili (decadenza dai benefici ottenuti) e penali, è consigliabile non fare i furbi.

Tasi e residenti all'estero

I cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'A.I.R.E. dovranno regolarmente pagare la Tasi a meno che in Italia non posseggano un unico immobile che non è stato concesso nè in locazione, nè in comodato d'uso. E' necessario, tuttavia, che gli stessi risultino pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.

TASI: come fare per pagare

Le aliquote della Tasi, necessarie per calcolare l'importo della tassa da versare, così come le riduzioni o le agevolazioni per particolari situazioni soggettive, sono stabilite dai singoli comuni con apposita delibera. E' molto importante, dunque, conoscere i contenuti dei provvedimenti adottati dal comune in cui è ubicato l'immobile.

L'aliquota stabilita dal singolo comune può oscillare in un range compreso tra il 2,5 per mille e l'1 per mille (la media complessiva nazionale si attesta all'1,95 per mille). Tuttavia ciascun comune a propria discrezione può applicare una maggiorazione dello 0,8 per mille, anche se la legge prevede l'obbligo di adozione da parte dell'amministrazione di una specifica delibera nel corso del 2016. Questo significa che l’aliquota TASI 2016 può raggiungere un massimo del 3,3 per mille.

A coloro che non hanno versato l'intera imposta a giugno, consigliamo di consultare le delibere comunali per verificare che l'amministrazione non abbia fissato nuove aliquote dopo l'acconto di questa estate. Rispetto all'acconto già versato, infatti, occorre - una volta calcolato l'importo complessivo da versare per l'annualità 2016 - effettuare un semplice conguaglio. Le delibere, oltre che sul sito istituzionale del comune, possono essere ricercate e consultate a questo indirizzo. Se non troviamo alcuna delibera significa che il Comune non ha deciso di effettuare variazioni, nel qual caso si andrà a pagare lo stesso importo della prima rata.

Per calcolare l’importo della TASI si parte dalla base imponibile, che è poi la stessa dell’IMU. In pratica si rivaluta la rendita catastale del 5% e si moltiplica il risultato per un coefficiente che differisce a seconda del tipo di immobile.

Il primo acconto della Tasi 2016 (e dell'IMU), pari al 50% di quanto dovuto, è stato versato lo scorso 16 Giugno. Il saldo, invece, va corrisposto entro il 16 Dicembre.

Per quanto riguarda le modalità di versamento, ricordiamo che si paga con il modello F24o con bollettino di conto corrente postale. Questi i codici tributo Tasi:
- 3958 per abitazione principale e pertinenze;
- 3959 per fabbricati rurali strumentali;
- 3960 per aree fabbricabili;
- 3961 per altri fabbricati.

Ricordiamo che nel caso in cui l'F24 presenti un saldo zero, perchè si sono utilizzati crediti d'imposta, il pagamento potrà essere eseguito solo tramite i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Quindi il contribuente dovrà necessariamente rivolgersi a un CAF, a uno Studio Commercialista o all’Agenzia delle Entrate (leggi “Come presentare il Mod. F24 a saldo zero”). La sezione da compilare è quella relativa a "Imu e altri tributi locali".

Nel caso in cui il contribuente decida invece di utilizzare il bollettino postale, potrà effettuare il versamento presso gli Uffici Postali ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A. In quest’ultimo caso il pagamento può essere effettuato mediante Conto Banco Posta, carta Postepay o carta di credito Visa e Mastercard.

Il bollettino TASI per il pagamento è disponibile sia per il pagamento in modalità cartacea che telematica.

Il modello di bollettino di conto corrente postale riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1017381649, valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale.
Attenzione: su tale conto corrente non è ammessa l'effettuazione di versamenti tramite bonifico.

Il contribuente dovrebbe ricevere dal comune i bollettini di conto corrente postale prestampati negli spazi appositamente previsti, sia nel corpo del bollettino che nella zona di lettura ottica. In caso contrario sarà il contribuente stesso a doverlo compilare. A tal proposito si fa presente che in un singolo bollettino è possibile comprendere più di un immobile, a condizione però che si trovino nello stesso Comune. Se invece gli immobili si trovano ad esempio in due comuni diversi, bisogna compilare due distinti bollettini pur se appartengono allo stesso proprietario. Se si vuole evitare di compilare più bollettini, si può utilizzare il modello F24 editabile.

Chi non paga o paga in ritardo la Tasi, può avvalersi del cosiddetto ravvedimento spontaneo, in base al quale per ritardi fino a 14 giorni si applica una sanzione giornaliera dello 0,1%, per i ritardi da 15 a 30 giorni si applica una sanzione fissa dell'1,5%, mentre per i ritardi da 31 a 90 giorni si applica la sanzione dell'1,67%.

Dichiarazione TASI

Se nel corso del 2016 sono intervenute variazioni nel possesso dell’immobile occorre presentare la dichiarazione. A tal fine il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato con una propria circolare, che per la dichiarazione TASI non si rende necessario l’approvazione di un apposito modello essendo valido a tale scopo quello previsto per la dichiarazione IMU.

Ciò in quanto - ha precisato il Ministero - le informazioni necessarie al comune per il controllo e l’accertamento dell’obbligazione tributaria, sia per quanto riguarda l’IMU sia per ciò che concerne la TASI, sono sostanzialmente identiche. Dunque in un’ottica di semplificazione non c’è la necessità di predisporre un nuovo modello di dichiarazione.

Il termine di scadenza per la prossima presentazione della dichiarazione TASI è il 30 giugno 2017. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati che determinano un diverso ammontare dell’imposta dovuta.

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45930 - Maria Moscatelli
10/06/2016
Riconosciuta invalida al 100% con accompagnamento mi è stato chiesto l'ISEE. E' dovuto per la riduzione? Molte grazie.

45898 - Pulerà Elio Giuseppe A.
07/06/2016
Sono emigrato in Germania, iscritto all' AIRE, posseggo un solo immobile in Italia che cosa debbo pagare?

32239 - Redazione
29/09/2014
Claudio, nel calcolo e nell'imposizione della tasi il Comune non può certo tenere conto della "intensità" con cui i propri cittadini usufruiscono dei cosiddetti "servizi indivisivili". tanto è vero che per tutti la Tasi si applica su una base imponibile così determinata: si parte dalla rendita catastale, si rivaluta tale rendita del 5% e si moltipla il risultato per un coefficiente che varia in base al tipo di immobile (es. 160 per le abitazioni). Sul risultato ottenuto si applica l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni.

32233 - claudio
28/09/2014
A proposito di servizi indivisibili, se uno abita fuori da un centro abitato ed utilizza scarsissimi "servizi indivisibili", con quale criterio il comune stabilisce la mia quota da pagare?

32194 - Redazione
24/09/2014
Ugo, la tassa sui rifiuti (Tari) non è ricompresa nella Tasi. La Tari può essere pagata in un’unica soluzione o in due rate, sulla base di scadenze fissate dal Comune. Nella maggior parte dei comuni il versamento avviene su liquidazione d'ufficio, per cui si dovrà attendere il modello precompilato inviato dal Comune. Se vuole conoscere le scadenze nel suo comune può provare a consultare il sito ufficiale può rivolgersi all'ufficio tributi dell'amministrazione.

32192 - ugo fidanzi
24/09/2014
Buongiorno Ho già pagato a giugno la prima rata della Tasi in quanto il mio Comune aveva deliberato per tempo. Entro il 16 Dicembre pagherò il saldo. Quello che non mi è chiaro è la tassa sui rifiuti, se è già calcolata nella Tasi oppure no. E se non è presente quando abbiamo l'obbligo di pagare la tassa rifiuti? Grazie

32186 - Salvatore Santangelo
24/09/2014
L'utilità dei vostri articoli è per me indispensabile e chiarificatrice di tanti problemi quotidiani. Complimenti per l'ottimo servizio ai cittadini.

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