Criteri di calcolo, sconti e agevolazioni relativi all'acconto Tasi 2019

acconto tasi 2019

La scadenza del prossimo 17 Giugno riguarda non slo l'IMU ma anche l'acconto Tasi 2019. La Tasi, insieme all'Imposta Municipale Unica (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili (escluse le abitazioni principali) e terreni, e alla Tassa sui Rifiuti Urbani (TARI), destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, va a costituire l'Imposta Unica Comunale (IUC). In questo articolo vedremo per quale motivo è dovuto il suo pagamento e chi deve farsene carico, ma approfondiremo anche i criteri di calcolo, le modalità di versamento e le agevolazioni di cui possono fruire i contribuenti italiani. 

TASI cos'è

La Tassa sui Servizi Indivisibili (TASI) è una tassa destinata a finanziare i cosiddetti servizi comunali indivisibili, ossia quei servizi che per il fatto di essere usufruiti dalla collettività, non possono essere imputati e fatti pagare direttamente al singolo fruitore, come invece accade per l'asilo nido, la mensa scolastica, ecc.

I servizi indivisibili devono essere individuati in maniera analitica da un regolamento comunale che specifichi per ciascuno di essi i relativi costi. A titolo esemplificativo vi rientrano: l'attività di manutenzione delle strade e del verde pubblico, il servizio di illuminazione pubblica, l'anagrafe, la sicurezza, ecc.

Acconto TASI 2019: chi lo paga

Sono tenuti al pagamento della TASI i contribuenti che possiedono o detengono fabbricati e aree edificabili, ad eccezione di terreni agricoli. Tuttavia se l'immobile è adibito ad abitazione principale (non di lusso) non è dovuto alcun pagamento.

Dunque chi

  • possiede un solo immobile ma non ci abita
  • abita in una abitazione di lusso (A/1, A/8, A/9)
  • possiede altri immobili oltre a quello adibito ad abitazione principale

è tenuto a pagare la Tasi (oltre che l'IMU).

Acconto TASI: inquilino o proprietario?

A differenza dell'IMU che è dovuta unicamente dal proprietario dell'immobile, la Tasi è a carico sia del proprietario (in presenza di più comproprietari la Tasi è pagata da ciascuno in proporzione alla propria quota e con versamenti separati) che del detentore dell'immobile.

Proprietario ed inquilino sono obbligati in solido al versamento dell'imposta secondo delle specifiche percentuali. Chiaramente la percentuale più alta (90%) è in carico al proprietario, ma c'è da dire che i Comuni possono deliberare anche diversamente nel merito. 

Dunque prima di effettuare qualsiasi pagamento, il nostro consiglio è sempre quello di consultare il regolamento predisposto dalla propria amministrazione.

La TASI deve essere versata anche dalle imprese?

Si. La Tasi deve essere versata anche dalle imprese relativamente gli immobili posseduti (uffici, negozi, capannoni, ecc.), anche se utilizzati nell’esercizio della propria attività.

Stesso dicasi per le imprese costruttrici relativamente agli immobili costruiti e rimasti invenduti o non locati: in questo caso la tassa può variare dall'1 al 2,5 per mille, ma va detto che ci sono comuni che hanno optato per l'azzeramento dell'aliquota.

La Tasi si applica alle abitazioni principali?

Come già accennato la TASI non è più dovuta sul abitazioni principali e relative pertinenze. Se non lo ricordassi la prima casa è quella nella quale il proprietario (o l'inquilino) e il suo nucleo familiare vivono abitualmente e risiedono anagraficamente.

L'immobile, tuttavia, non deve rientrare nelle categorie A/1, A/8 e A/9 ("immobili di lusso"). Questo significa che l'immobile deve rientrare in una delle seguenti categorie catastali:

  • A2 civile abitazione
  • A3 abitazioni di tipo economico
  • A4 abitazioni di tipo popolare
  • A5 abitazioni di tipo ultrapopolare
  • A6 abitazioni di tipo rurale
  • A7 abitazioni in villini.

Oltre all'abitazione principale, godono dell'esenzione Tasi anche le relative pertinenze, ma entro un numero massimo di 3. Inoltre le pertinenze devono essere necessariamente accatastate in una delle seguenti categorie:

  • C2 (magazzini e locali di deposito come cantine e solai);
  • C6 (stalle e scuderie, garage);
  • C7 (tettoie chiuse o aperte).

Ciascuna pertinenza deve appartenere ad una differente categoria catastale.

Esenzione TASI: in quali altri casi è previsto

Oltre che per la prima casa l'esenzione Tasi è prevista:

  • in caso di separazione o divorzio con conseguente assegnazione al coniuge della casa coniugale;
  • per il cittadino italiano iscritto all'A.I.R.E. e pensionato nel paese di residenza, che risulta proprietario in Italia di un solo immobile non concesso nè in affitto nè in comodato d'uso;
  • per gli immobili di disabili e anziani residenti in istituti di ricovero, se il comune ha previsto l'assimilazione ad abitazione principale prima casa e se l'immobile non è stato dato in locazione.

Agevolazione Tasi: canone concordato

Per gli immobili concessi in locazione a canone concordato l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75%. Lo sconto può applicarsi solo se l'immobile viene locato ad uso abitativo. Non è necessaria, invece, alcuna delibera comunale, visto che la riduzione è prevista direttamente da una legge di Stato.

Ricordiamo che il contratto di affitto a canone concordato è una tipologia di contratto di locazione che prevede una durata minima di 3 anni + 2 rinnovabili (3+2) ed un canone più basso rispetto ai normali prezzi di mercato, stabilito attraverso una contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, che tiene conto delle caratteristiche dell'alloggio, della zona dove è situato e del numero degli occupanti. Per maggiori dettagli rimandiamo all'articolo "Affitto a canone concordato: contratto e vantaggi fiscali".

Tasi: comodato uso gratuito chi paga?

Per le unità immobiliari (non di lusso) concesse in comodato d'uso a genitori o figli che le utilizzano come abitazione principale, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile. Ciò tuttavia a condizione che il

  • contratto sia stato registrato (leggi "Registrazione del contratto di locazione: come farla e quanto costa");
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
  • il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. 
Come si vede si tratta di condizioni molto restrittive che di fatto limitano le possibilità del comodato gratuito a pochi casi.

TASI per immobili inagibili o inabitabili

I proprietari di immobili dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati godono di una riduzione del 50% della base imponibile utilizzata per il calcolo della Tasi, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.

Ad esempio godono di questa riduzione i fabbricati

  • oggetto di ordinanza sindacale di sgombero a seguito di calamità naturali e per motivi di pubblica incolumità
  • oggetto di ordinanza sindacale di demolizione
  • che presentano solai e tetti di copertura con gravi lesioni che possano costituire pericolo a cose o persone, con rischi anche di crollo
  • collabenti, vale a dire ruderi o fabbricati fatiscenti e privi di rendita
  • ecc.

Non è considerata condizione di inagibilità o inabitabilità la sola assenza dell’allacciamento elettrico ed idrico.

Per godere della riduzione è necessario consegnare all'ufficio tributi del comune una dichiarazione sostitutiva di inagibilità o inabitabilità ai fini Tasi, allegando una perizia a firma di un tecnico abilitato, la documentazione fotografica e la copia di un documento di identità.

Trattandosi di una dichiarazione sostitutiva, chiaramente ci si espone al rischio di un controllo da parte dell'amministrazione comunale. Poichè in caso di falsità scatterebbero conseguenze civili (decadenza dai benefici ottenuti) e penali, è consigliabile non fare i furbi.

Dimezzata la base di calcolo anche per i fabbricati di interesse storico e artistico.

Tasi e residenti all'estero

I cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'A.I.R.E. dovranno regolarmente pagare la Tasi a meno che in Italia non posseggano un unico immobile che non è stato concesso nè in locazione, nè in comodato d'uso.

E' necessario, tuttavia, che gli stessi risultino pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.

Acconto TASI 2019: quanto pagare

Le aliquote della Tasi, necessarie per calcolare l'importo della tassa da versare, così come le riduzioni o le agevolazioni per particolari situazioni soggettive, sono stabilite dai singoli Comuni con apposita delibera. E' molto importante, dunque, conoscere i contenuti dei provvedimenti adottati dal comune in cui è ubicato l'immobile. A tal fine ci si può rivolgere al proprio commercialista, al Caf oppure consultare direttamente il sito ufficiale del comune e scaricarsi la delibera.

Le singole delibere, oltre che sul sito istituzionale del comune, possono essere ricercate e consultate a questo indirizzo. Se non è presente alcune delibera del proprio comune, signiche che l'Amministrazione ha deciso di non effettuare variazioni.

L'aliquota stabilita dal singolo comune può oscillare in un range compreso tra il 2,5 per mille e l'1 per mille (la media complessiva nazionale si attesta all'1,95 per mille). Tuttavia ciascun comune a propria discrezione può applicare una maggiorazione dello 0,8 per mille, anche se la legge prevede l'obbligo di adozione da parte dell'amministrazione di una specifica delibera nel corso del 2018. 

Come calcolare l'importo

Per calcolare l’importo della TASI si parte dalla base imponibile, che è poi la stessa dell’IMU. In pratica si rivaluta la rendita catastale del 5% e si moltiplica il risultato per un coefficiente che differisce a seconda del tipo di immobile. Per le abitazioni (categorie catastali A tranne A10) e relative pertinenze il coefficiente è 160; per i laboratori artigianali, stabilimenti balneari il coefficiente (C/3, C/4, C/5) è 140, per gli uffici e studi (A10) è 80 e per i negozi (C1) è 55.

A questo punto non resta che applicare l'aliquota deliberata dal Comune.

TASI come pagare

Per quanto riguarda le modalità di versamento, ricordiamo che si paga con il modello F24 o con bollettino per pagamento TASI.

Questi i codici tributo Tasi:

  • 3958 per abitazione principale e pertinenze;
  • 3959 per fabbricati rurali strumentali;
  • 3960 per aree fabbricabili;
  • 3961 per altri fabbricati.

La sezione del modello F24 da compilare è “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”. Ecco come compilarlo nel dettaglio:

  • inserire i dati anagrafici del contribuente nell'apposito riquadro;
  • riportare nello spazio “codice ente/codice comune” il codice catastale del Comune (ad es. per il Comune di Pescara il codice è G482)
  • barrare con una "X" lo spazio dedicato all' "Acconto"
  • indicare il "numero degli immobili" (ad es. 002)
  • specificare il "codice tributo" e l'anno di riferimento (2019)
  • indicare l'importo a debito da versare.

Dopo aver riportato lo stesso importo anche in corrispondenza del saldo finale e aver apposto la firma, il modello è pronto e ci si può recare alle poste o in banca.

Si può pagare l'F24 allo sportello?

Naturalmente, tuttavia il pagamento allo sportello è consentito solo se l'importo da pagare è pari o inferiore a 2.999,99 euro, la soglia di pagamento in contanti attualmente prevista.

Per cifre superiori le soluzioni sono 3:

  1. far ricorso ai servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate ("F24 web" e "F24 online") utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  2. utilizzare i servizi di internet banking;
  3. rivolgersi agli intermediari abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).

E se l'F24 presenta un saldo zero?

Nel caso in cui l'F24 presenti un saldo zero, perchè si sono utilizzati in compensazione crediti d'imposta, il pagamento potrà essere eseguito solo tramite i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Quindi il contribuente dovrà necessariamente rivolgersi a un CAF, ad uno Studio Commercialista o all’Agenzia delle Entrate (leggi “Come presentare il Mod. F24 a saldo zero”). La sezione da compilare è quella relativa a "Imu e altri tributi locali".

Acconto Tasi: come avviene il pagamento tramite bollettino

Nel caso in cui il contribuente decida invece di utilizzare il bollettino postale, potrà effettuare il versamento presso gli Uffici Postali ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A. In quest’ultimo caso il pagamento può essere effettuato mediante Conto Banco Posta, carta Postepay o carta di credito Visa e Mastercard.

Il bollettino per pagamento TASI è disponibile sia per il pagamento in modalità cartacea che telematica.

Il modello di bollettino di conto corrente postale riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1017381649, valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale.

Attenzione: su tale conto corrente non è ammessa l'effettuazione di versamenti tramite bonifico.

Il contribuente dovrebbe ricevere dal comune i bollettini di conto corrente postale prestampati negli spazi appositamente previsti, sia nel corpo del bollettino che nella zona di lettura ottica. In caso contrario sarà il contribuente stesso a doverlo compilare. A tal proposito si fa presente che in un singolo bollettino è possibile comprendere più di un immobile, a condizione però che si trovino nello stesso Comune. Se invece gli immobili si trovano ad esempio in due comuni diversi, bisogna compilare due distinti bollettini pur se appartengono allo stesso proprietario.

Cosa accade se si paga oltre la scadenza

Chi non paga o paga in ritardo la Tasi, può avvalersi del cosiddetto ravvedimento spontaneo, in base al quale per

  • ritardi fino a 14 giorni si applica una sanzione giornaliera dello 0,1%,
  • ritardi da 15 a 30 giorni si applica una sanzione fissa dell'1,5%
  • ritardi da 31 a 90 giorni si applica la sanzione dell'1,67%.

Dichiarazione TASI

Se nel corso del 2019 sono intervenute variazioni nel possesso dell’immobile occorre presentare la dichiarazione. A tal fine il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato con una propria circolare, che per la dichiarazione TASI non si rende necessario l’approvazione di un apposito modello essendo valido a tale scopo quello previsto per la dichiarazione IMU.

Ciò in quanto - ha precisato il Ministero - le informazioni necessarie al comune per il controllo e l’accertamento dell’obbligazione tributaria, sia per quanto riguarda l’IMU sia per ciò che concerne la TASI, sono sostanzialmente identiche. Dunque in un’ottica di semplificazione non c’è la necessità di predisporre un nuovo modello di dichiarazione.

Il termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione TASI è il 30 giugno 2020. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati che determinano un diverso ammontare dell’imposta dovuta.

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49674 - Redazione
16/06/2017
Antonio, francamente non siamo a conoscenza di situazioni di questo tipo.

49656 - Antonio
14/06/2017
Ho letto attentamente l'articolo e lo trovo utile e interessante. Pur tuttavia, non ho trovato alcun accenno sul fatto che alcuni Comuni (così mi sembra !) non fanno pagare la Tasi. Non so se risponde a verità, ma leggendo l'articolo mi sembra di capire che tutti dovrebbero pagare tale tassa. Grazie e cordiali saluti

45930 - Maria Moscatelli
10/06/2016
Riconosciuta invalida al 100% con accompagnamento mi è stato chiesto l'ISEE. E' dovuto per la riduzione? Molte grazie.

45898 - Pulerà Elio Giuseppe A.
07/06/2016
Sono emigrato in Germania, iscritto all' AIRE, posseggo un solo immobile in Italia che cosa debbo pagare?

32239 - Redazione
29/09/2014
Claudio, nel calcolo e nell'imposizione della tasi il Comune non può certo tenere conto della "intensità" con cui i propri cittadini usufruiscono dei cosiddetti "servizi indivisivili". tanto è vero che per tutti la Tasi si applica su una base imponibile così determinata: si parte dalla rendita catastale, si rivaluta tale rendita del 5% e si moltipla il risultato per un coefficiente che varia in base al tipo di immobile (es. 160 per le abitazioni). Sul risultato ottenuto si applica l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni.

32233 - claudio
28/09/2014
A proposito di servizi indivisibili, se uno abita fuori da un centro abitato ed utilizza scarsissimi "servizi indivisibili", con quale criterio il comune stabilisce la mia quota da pagare?

32194 - Redazione
24/09/2014
Ugo, la tassa sui rifiuti (Tari) non è ricompresa nella Tasi. La Tari può essere pagata in un’unica soluzione o in due rate, sulla base di scadenze fissate dal Comune. Nella maggior parte dei comuni il versamento avviene su liquidazione d'ufficio, per cui si dovrà attendere il modello precompilato inviato dal Comune. Se vuole conoscere le scadenze nel suo comune può provare a consultare il sito ufficiale può rivolgersi all'ufficio tributi dell'amministrazione.

32192 - ugo fidanzi
24/09/2014
Buongiorno Ho già pagato a giugno la prima rata della Tasi in quanto il mio Comune aveva deliberato per tempo. Entro il 16 Dicembre pagherò il saldo. Quello che non mi è chiaro è la tassa sui rifiuti, se è già calcolata nella Tasi oppure no. E se non è presente quando abbiamo l'obbligo di pagare la tassa rifiuti? Grazie

32186 - Salvatore Santangelo
24/09/2014
L'utilità dei vostri articoli è per me indispensabile e chiarificatrice di tanti problemi quotidiani. Complimenti per l'ottimo servizio ai cittadini.

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