APE Sociale: cos'è, a chi è rivolto e come richiederlo

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Che le pensioni future saranno sempre più magre è ormai una certezza. A pagarne le conseguenze saranno in particolare coloro che oggi hanno un'età compresa tra 40 e 50 anni. Certo si può pensare di spuntare qualcosa in più riscattando la propria laurea o facendo valere il servizio militare o civile, ma attendersi risultati straordinari è decisamente utopistico. Se non l'hai ancora fatto, neppure per curiosità, puoi conoscere la tua età pensionabile e l'entità della tua pensione futura, accedendo all’estratto conto previdenziale disponibile sul sito dell'Inps (leggi in proposito "La busta arancione Inps: cos'è e perchè è utile"). Per fare questo dovrai però disporre del PIN rilasciato dall'istituto previdenziale oppure essere in possesso delle credenziali SPID.

Ma ti sei mai chiesto perché le pensioni stanno diventando via via sempre più basse? La principale causa va ricercata nel passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Fino al 1996 vigeva il sistema retributivo, in base al quale l’importo dell’assegno pensionistico veniva calcolato tenendo conto delle retribuzioni percepite dall’interessato negli ultimi anni della sua vita lavorativa; da quell’anno con la Riforma Dini prima e con la riforma Maroni (2004) e legge Fornero (2011) poi, si è gradualmente passati al sistema contributivo, per cui l’importo della pensione viene calcolato solo in rapporto ai contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa. In definitiva come accade con un comune piano di accantonamento, più contributi si versano più alto è l'importo dell'assegno pensionistico.

E' del tutto evidente che un sistema di questo tipo funziona molto bene se si inserisce in un contesto caratterizzato da un lavoro stabile e ben retribuito. Al contrario diventa estremamente penalizzante se lo stesso sistema si combina con una condizione lavorativa caratterizzata da incertezza, instabilità o provvisorietà e bassi salari, tipica dei nostri giorni.

Ma non è tutto. Perché oltre a ricevere un assegno più basso, andremo in pensione anche più tardi, ciò per effetto del progressivo innalzamento della speranza di vita sia per gli uomini che per le donne. Si pensi che proprio in questi giorni il Governo sta mettendo a punto un decreto che sposterebbe l'età pensionabile da 66 anni e sette mesi a 67 anni a partire dal 2019. Insomma andare in pensione potrebbe rivelarsi un’impresa assai ardua per molti di noi. Eppure per molti italiani c’è addirittura la possibilità di andare in pensione prima del previsto. Come? Attraverso l’APE. Ma vediamo in cosa consiste, a chi è rivolto, quali sono i requisiti e come si presenta la domanda.

APE: cos’è

APE è un acronimo che sta per Anticipo Pensionistico e consiste in una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018. In pratica grazie ad un prestito erogato da banche e assicurazioni, l’Inps riesce ad anticipare alla persona interessata un assegno mensile di importo pari alla pensione maturata, fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

La domanda che probabilmente ti starai ponendo in questo momento è: ma una volta finito il periodo di anticipo e di prestito e raggiunta l’età per ricevere effettivamente la pensione, il prestito dovrà essere restituito? La risposta chiaramente è si. Il prestito va restituito attraverso un piano di ammortamento ventennale. Non solo: chi richiede l’APE è tenuto a sottoscrivere anche una polizza assicurativa, al fine di evitare che in caso di premorienza del pensionato le banche possano rivalersi sui suoi eredi.

In realto questo vale solo per il cosiddetto APE Volontario, richiesto da soggetti che:
- abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età;
- non siano già titolari di un trattamento pensionistico diretto;
- non siano lontani dalla pensione più di 3 anni e 7 mesi;
- abbiano almeno 20 anni di contributi, così da aver maturato un importo di pensione lordo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps (circa 700 euro al mese).

La seconda domanda che ti starai ponendo è: ma il prestito va restituito sempre e comunque? In realtà il prestito non va rimborsato se viene richiesto l’APE Sociale. Infatti in questo caso, a differenza di quanto accade con l’APE Volontario, l’anticipo pensionistico è a carico dello Stato il che significa che non va restituito. Nel prossimo paragrafo approfondiremo in modo particolare condizioni e requisiti per la richiesta dell’APE sociale.

APE Sociale: a chi è rivolto

Con l’APE sociale lo Stato si fa carico dell’anticipo di pensione nei confronti di tutti quelli che si trovano in difficoltà, che non possono lavorare o che non hanno un lavoro. L’APE sociale, infatti, è riservata a quei soggetti che, al momento della richiesta, hanno almeno 63 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva, che non sono già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero, ma che al contempo non sono lontani dalla pensione più di 3 anni e 7 mesi e soprattutto che si trovano in determinate condizioni previste dalla legge.

In particolare possono richiedere l’APE Sociale i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e i lavoratori iscritti alla gestione separata che si trovano in una delle seguenti condizioni:

A. disoccupati che abbiano da almeno tre mesi finito di percepire la NASpI o la Dis Coll. Lo stato di disoccupazione deve essere la conseguenza di un licenziamento, di una dimissione per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo;

B. assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave;

C. sono invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;

D. sono lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative considerate "gravose", ossia particolarmente difficoltose e rischiose se svolte oltre una certa età. Tali attività e professioni sono ricomprese all’interno dell'Allegato A del D.P.C.M. 23 Maggio 2017 n° 87 e nell'Allegato A del D.P.C.M. 23 Maggio 2017 n° 88:
- Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici
- Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
- Conciatori di pelli e di pellicce
- Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
- Conduttori di mezzi pesanti e camion
- Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
- Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
- Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido
- Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
- Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
- Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni.

La richiesta dell’APE sociale è subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa anche autonoma.

APE Sociale: durata

L’APE Sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. L’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, chiaramente se a quella data tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge risultano soddisfatti.

Per le domande presentate entro il 15 luglio 2017 oppure entro il 30 novembre 2017 nel caso in cui ci siano ancora risorse finanziarie disponibili, l’APE sociale è corrisposta dal primo giorno del mese successivo alla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni richieste dalla legge. In ogni caso l’APE sociale non potrà essere corrisposta con decorrenza precedente al 1° maggio 2017.

APE sociale: importo

L’importo dell’APE sociale non potrà in alcun caso essere superiore a 1.500 euro lordi al mese. In particolare è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1500 euro) o pari a 1500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

Inoltre quando si percepisce l’APE sociale non spetta la contribuzione figurativa. Infine l’erogazione dell’APE sociale in caso di decesso del beneficiario non è reversibile ai superstiti. Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

Come richiedere l'APE sociale

Come già anticipato l'APE Sociale è corrisposto a domanda. Coloro che hanno già i requisiti o potrebbero averli entro il 31 Dicembre 2017, devono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all'APE Sociale entro il 15 luglio 2017. Se, invece, i requisiti si matureranno nel corso del 2018, la domanda andrà presentata entro il 1° marzo 2018.

La domanda deve essere presentata online sul sito dell'INPS. Per far questo occorre essere in possesso del Pin dispositivo (leggi "PIN Inps: a cosa serve e come richiederlo"). Chi non è in possesso del Pin o comunque chi ritiene di non avere sufficiente dimestichezza con gli strumenti informatici, può rivolgersi a intermediari e patronati.

Alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale, la persona interessata deve allegare - in relazione alle proprie specifiche condizioni - la seguente documentazione:

a) lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato ai sensi dell’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;

b) nell’ipotesi di assistenza a portatore di handicap grave, un’autodichiarazione in cui afferma di assistere e di convivere da almeno 6 mesi con un soggetto affetto da handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992 tra quelli indicati dalla legge;

c) nell’ipotesi in cui il richiedente sia in possesso di una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%, copia del verbale rilasciato dalle commissioni sanitarie competenti in materia di accertamento dell’invalidità civile;

d) nell’ipotesi in cui il richiedente abbia svolto lavori particolarmente difficoltosi o rischiosi, un’attestazione del datore di lavoro redatta su un apposito modello predisposto dall’INPS. I dati rilasciati dal datore di lavoro nella suddetta dichiarazione dovranno, poi, essere riportati dal richiedente nella domanda telematica di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE Sociale. Il richiedente dovrà, altresì, allegare alla domanda il contratto di lavoro o una busta paga.

Questi i modelli di dichiarazione predisposti dall'Inps:

Ricevute le domande di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale, l’Inps procede ad istruirle sulla base dei dati disponibili e di quelli riportati nelle dichiarazioni sostitutive e nelle altre documentazioni rilasciate dal richiedente. L'esito dell'istruttoria sarà comunicato alla persona interessata entro il 15 ottobre 2017 ed il 30 giugno 2018.

Contestualmente alla presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale oppure nel corso dell’istruttoria della stessa, la persona interessata già in possesso di tutti i requisiti previsti, può presentare la domanda di accesso all’APE sociale. In definitiva sono due le domande da fare: l'una per il riconoscimento delle condizioni e l'altro per l'accesso alla prestazione.

APE sociale: incompatibilità e decadenza

Abbiamo già detto che l’APE sociale non spetta a coloro che percepiscono già una pensione diretta. E’ possibile, invece, fare richiesta dell’APE Sociale se si percepisce una pensione indiretta o di invalidità civile. Ricordiamo che la pensione indiretta è la prestazione erogata in favore dei familiari di un lavoratore non pensionato nel caso in cui questi abbia maturato, alternativamente:
- almeno 780 contributi settimanali;
- almeno 260 contributi settimanali di cui almeno 156 nei cinque anni precedenti la morte.

L’APE sociale è incompatibile con la NASpI, la Dis Coll, nonché con l’indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale .

Inoltre chi riceve l’Ape sociale può cumularlo con piccoli redditi da lavoro, purché non si guadagni più di 8.000 euro annui (se lavoro dipendente o parasubordinato) oppure 4.800 euro annui (se si tratta di lavoro autonomo). In una simile ipotesi si prendono in esame i redditi maturati successivamente alla data di decorrenza dell’indennità. Per fare un esempio, se l’APE sociale viene erogata a partire dal 1° Ottobre 2017, si decadrà dal diritto alla percezione dell’assegno se nel periodo compreso tra il 1 Ottobre 2017 e il 31 Dicembre 20917 si matureranno redditi superiori alle soglie previste di 8.000 o 4.800 euro lordi annui.

La decadenza dal beneficio si verifica anche nell’ipotesi in cui durante il periodo di percezione dell’APE Sociale, venga meno la residenza in Italia.

Per tutte queste ragioni coloro che percepiscono l’APE sociale sono tenuti a comunicare all’Inps qualsiasi evento o situazione che possa comportare una decadenza dal beneficio ed entro 5 giorni dal verificarsi dello stesso.

Ape sociale: perché è meglio sbrigarsi a farne richiesta

Stando ai primi dati registrati dall’Inps, l’APE sociale sta riscontrando un grande successo tra la popolazione: al 22 Giugno 2017, infatti, sono già più di 14.000 le domande di certificazione delle condizioni di accesso all'Ape sociale. A tal proposito è importante rimarcare il fatto che le domande saranno accolte entro i limiti annuali di spesa fissati dalla Legge n. 232 del 2016: 300 milioni di euro per l'anno 2017, 609 milioni di euro per l'anno 2018, 647 milioni di euro per l'anno 2019, 462 milioni di euro per l’anno 2020, 280 milioni di euro per l’anno 2021, 83 milioni di euro per l’anno 2022 e 8 milioni di euro per l’anno 2023.

Ora proprio in considerazione del fatto che le risorse finanziarie sono limitate e che l'APE Sociale, a parità di requisito pensionistico, viene concesso prioritariamente a colui che per prima ha presentato la domanda, il nostro consiglio è di affrettarsi a farne richiesta.

Pubblicato il 26/06/2017
Tags: pensione
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