Assegni familiari: requisiti, importi e modalità di richiesta

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Gli assegni familiari non sono altro che un sostegno economico che l’Inps riconosce a particolari famiglie di lavoratori dipendenti o di pensionati da lavoro dipendente. I nuclei familiari devono essere composti da più persone e il reddito complessivo deve essere inferiore a delle soglie fissate ogni anno dalla legge. Con la Circolare numero 68 dell’11 maggio 2018 , l'Inps ha pubblicato la nuova tabella assegni familiari, ossia la tabella che indica l’importo complessivo mensile dell'assegno in relazione ai livelli di reddito e al numero dei componenti il nucleo familiare. La nuova tabella sarà in vigore per il periodo 1° luglio 2018 - 30 giugno 2019.

Gli assegni familiari rientrano tra le “prestazioni a sostegno del reddito”, ossia tra quei benefici di assistenza economica che l'Inps riconosce sia ai nuclei familiari che versano in particolari condizioni economiche, sia ai singoli lavoratori in caso di disoccupazione, mobilità o diminuzione della capacità lavorativa. Nel prosieguo di questo articolo analizzeremo nel dettaglio requisiti, limiti e modalità di richiesta degli assegni familiari.

Assegni familiari chi ne ha diritto

Gli assegni familiari possono essere richiesti dal lavoratore dipendente (anche part-time), dal lavoratore dipendente agricolo, dal lavoratore para-subordinato e iscritto alla gestione separata Inps, dal collaboratore domestico (colf e badanti), dal pensionato da lavoro dipendente, dal titolare di prestazioni previdenziali e dal lavoratore che si trova in altre situazioni di pagamento diretto. 

Dunque il diritto o meno all'assegno va individuato in relazione alla figura del richiedente. Ciò detto il nucleo del richiedente può essere composto dal lui stesso e dai seguenti altri familiari:

- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato o che non abbia abbandonato la famiglia;

- i figli legittimi ed equiparati di età inferiore a 18 anni compiuti ovvero senza limiti di età qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro. Tale situazione deve essere dichiarata con apposita certificazione, o copia autenticata, rilasciata dalla A.S.L. o dalle preesistenti Commissioni sanitarie provinciali. Ricordiamo che per "equiparati" si intendono i figli adottivi ed affiliati, quelli legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati dal precedente matrimonio del coniuge, i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norma di legge nonché i nipoti viventi a carico degli ascendenti anche se non formalmente affidati. 

- i figli legittimi ed equiparati, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni;

-  i fratelli, le sorelle e i nipoti nel caso in cui siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati;

- i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni, viventi a carico dell'ascendente, previa autorizzazione.

Non importa se il familiare del richiedente (coniuge, figlio, ecc.) risieda all'estero o in Italia, a patto però che il richiedente sia un cittadino italiano. Se, pur lavorando o percependo la pensione nel nostro paese, il richiedente non è cittadino italiano, il diritto all'assegno nucleo familiare (meglio noto come ANF) scatta solo se il familiare:

  • risiede in Italia;
  • risiede all'estero, ma il paese di provenienza del lavoratore straniero ha stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia.

Come vengono calcolati gli assegni familiari

Il riconoscimento e la determinazione dell'importo dell'assegno familiare avviene in funzione di alcuni parametri:

a) reddito familiare complessivo, dato dalla somma dei redditi prodotti da tutti i componenti del nucleo familiare, al lordo delle detrazioni d'imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali. Ma quali redditi entrano nel calcolo e quali no? E' presto detto.

Vanno a comporre il reddito familiare i redditi complessivi assoggettabili all'Irpef, i redditi di qualsiasi natura e quelli esenti da imposta o soggetti ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva, se complessivamente superiori ad Euro 1.032,91 (es. redditi da locazione tassati con cedolare secca, interessi sul conto corrente ecc.). In ogni caso il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato.

Il reddito familiare da prendere in esame ai fini della corresponsione degli assegni familiari è quello conseguito nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e che rimane in vigore fino al 30 giugno dell'anno successivo.

Per fare un esempio, se la richiesta di assegno nucleo familiare viene fatta ad esempio a Febbraio o a Giugno 2018, i redditi da prendere in esame sono quelli conseguiti nel 2016 e dichiarati nel 2017. Invece, se la richiesta viene avanzata a Luglio o a Settembre 2018, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell'anno del 2017 e dichiarati nel 2018.

Naturalmente non tutti i redditi entrano nel calcolo. Ad esempio restano esclusi i trattamenti di fine rapporto e gli anticipi sul Tfr, le rendite vitalizie erogate dall'Inail, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare, ai pensionati di inabilità, gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli, gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione, l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale, ecc.

b) numero componenti della famiglia. Danno diritto all'assegno perchè facenti parte del nucleo familiare:

  • il coniuge (non separato);
  • i figli (naturali, adottivi, affidati) di età inferiore a 18 anni (o a 21 anni se studenti in famiglie con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni) o senza limiti di età se disabili, purché non coniugati;
  • i fratelli e i nipoti (collaterali o in linea retta), minori o maggiorenni inabili, se sono orfani di entrambi i genitori e non coniugati.

Non danno diritto all'assegno, ossia sono esclusi dal nucleo familiare del richiedente, i seguenti familiari:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • il coniuge che ha abbandonato la famiglia;
  • i figli minorenni, o maggiorenni, inabili, che sono coniugati;
  • i figli legittimi ed equiparati maggiorenni (età superiore a 18 anni), non inabili, facenti parte di un nucleo familiare non numeroso (meno di 4 figli);
  • i figli naturali, riconosciuti da entrambi i genitori, che non convivono con il richiedente;
  • i figli naturali del richiedente coniugato che non sono inseriti nella sua famiglia legittima;
  • i figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge in caso di separazione legale o divorzio;
  • i genitori ed equiparati, e gli altri ascendenti, anche se inabili;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti, ad eccezione dei nipoti viventi a carico dell’ascendente, anche se minorenni o inabili, che sono organi di un solo genitore o titolari di pensione ai superstiti oppure che si sono sposati;
  • i familiari di cittadino straniero non residenti in Italia, tranne nel caso di un cittadino di uno Stato membro dell’Unione Europea o di uno Stato convenzionato.

c) tipologia del nucleo familiare: in questo caso sono tutte riassunte all'interno della tabella assegni familiari. Così l'assegno spetta, ad esempio, a quei nuclei familiari in cui è presente moglie e marito con almeno un figlio minore, ma anche a quelli in cui c'è un solo coniuge con almeno un figlio minore, oppure a quei nuclei familiari orfanili composti solo da minori, ma anche a quei nuclei monoparentali senza figli, in cui sia presente almeno un fratello, sorella o nipote inabile e perfino ai nuclei familiari (solo coniugi o entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote) senza figli. Ciascuno di questi nuclei ha diritto ad un assegno il cui ammontare è strettamente correlato al reddito familiare dichiarato. .

L’importo dell’assegno in funzione di una tabella (specifica per ogni tipologia di nucleo familiare) che mette in correlazione reddito familiare e composizione del nucleo familiare. Così ad esempio la Tabella 21A riguarda i nuclei con i soli coniugi oppure con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote e senza componenti inabili. La Tabella 20 B, invece, si riferisce al nucleo con il richiedente celibe/nubile, separato/separata, divorziato/divorziata, vedovo/vedova, abbandonato/abbandonata, straniero/straniera ovvero con coniuge residente in un paese estero non convenzionato e con almeno un fratello, sorella o nipote inabile. La Tabella 11 è quella che fa riferimento ad un nucleo con almeno un figlio minore, entrambi i genitori e senza componenti inabili, mentre la Tabella 15 è quella che riguarda ad esempio i nuclei familiari con un solo genitore, senza figli minori e con almeno un figlio maggiorenne inabile.

In buona sostanza se volessi vedere a quanto ammonta il tuo assegno nucleo familiare in caso di richiesta, non dovresti far altro che compiere questi brevi e semplici passaggi:

  • scaricare questa tabella assegni familiari predisposta dall’Inps;
  • cercare la tua tabella di riferimento. In basso trovi indicate tutte le Tabelle (11, 12, 13, ecc.), cliccando su ognuna di esse trovi l’indicazione della composizione del nucleo familiare sulla parte alta del foglio;
  • trovata la tabella di appartenenza, non devi fare altro che individuare la tua fascia di reddito familiare e visualizzare il corrispondente importo dell’assegno che ti spetterebbe.

Così se la tua famiglia fosse composta da marito e moglie, con due figli minori e un reddito di 16.500 euro, l'assegno nucleo familiare ammonterebbe a 239,92 euro mensili.

Assegni familiari autorizzazione Inps

In presenza di particolari situazioni, prima di presentare istanza per gli assegni familiari, va richiesta un’autorizzazione specifica all'Inps al fine di includere determinati soggetti nel nucleo familiare. Ciò si verifica, ad esempio, quando i coniugi risultano separati o divorziati o vi sono figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti dall'altro genitore, oppure in presenza di familiari residenti all'estero, di nipoti minori a carico dei nonni o di figli studenti o apprendisti di età compresa tra i 18 e i 21 anni e così via (leggi "ANF per genitori non sposati e non conviventi").

In tutti questi casi occorre, come detto, ottenere preventivamente una autorizzazione dall'Inps (rilasciata attraverso il Modello ANF 43). Per richiederla occorre compilare questo specifico Modello Anf 42. Per l'inoltro della domanda occorre attenersi alle stesse modalità previste per la richiesta di assegno nucleo familiare: portale Inps, Contact Center o Patronato.

Assegni familiari limiti di reddito

Come detto il reddito familiare non deve superare determinati limiti, stabiliti dalla legge e rivalutati ogni anno. A tal fine l'Inps predispone periodicamente, in relazione alle diverse tipologie di nuclei, una tabella contenente gli importi e le fasce reddituali, la cui validità va dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo. La revisione periodica tiene conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’ISTAT.

Puntuale anche quest'anno l'Inps ha reso noto i nuovi livelli reddituali da applicare nel periodo compreso dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019 alle diverse tipologie di nuclei familiari (Circolare n° 68 del 11/05/2018). Poichè la variazione dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT tra l'anno 2016 e l'anno 2017 è stata pari a +1,1 per cento, si è provveduto a rivalutare i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni al nucleo familiare.

Assegni familiari come richiederli

La domanda va presentata per ogni anno a cui si ha diritto:

- al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente o sia un cassintegrato, utilizzando il modello assegni familiari. Il datore di lavoro ha l'obbligo di versare l'assegno con riferimento al periodo in cui il lavoratore è stato alle sue dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto. Quindi il lavoratore che non l'avesse ricevuto, potrebbe richiederlo anche in un momento successivo visto che il diritto in questo caso si prescrive in 5 anni.

- all’INPS nel caso in cui il richiedente sia un pensionato, un lavoratore para-subordinato, un percettore di indennità di mobilità e disoccupazione o un collaboratore domestico, attraverso uno dei seguenti canali:
> WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN INPS attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”;
> Contact Center - attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
> Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Se cambia la composizione del nucleo familiare o il livello del reddito familiare è necessario compilare e presentare il modulo ANF/VAR al datore di lavoro, entro 30 gg. dal verificarsi della variazione (leggi "Assegni familiari: come chiederne le variazioni");

Assegni familiari chi li paga

Ai lavoratori in attività l'assegno nucleo familiare viene pagato dal datore di lavoro in occasione del pagamento della retribuzione. Il datore di lavoro chiede poi all'INPS il rimborso delle somme pagate.
E’ pagato direttamente dall'INPS in presenza di particolari situazioni (es. ditte cessate o fallite), oppure se il richiedente è addetto ai servizi domestici, iscritto alla gestione separata, operaio agricolo dipendente a tempo determinato o beneficiario di prestazioni previdenziali. In questi casi il richiedente deve specificare sul modulo di domanda il codice Iban relativo al proprio conto corrente così da consentire all'Inps di effettuare il bonifico.

L'assegno familiare è esente da qualsiasi ritenuta previdenziale e fiscale.

Assegno familiare in caso di separazione o divorzio

In caso di separazione o divorzio e in presenza di un affidamento condiviso della prole, hanno diritto all’assegno nucleo familiare sia il marito che la moglie. In questo caso le parti dovranno di comune accordo stabilire chi deve materialmente percepire la prestazione. Se l’accordo non viene raggiunto, l’assegno viene corrisposto al genitore convivente con i figli.

In questo caso il diritto all’assegno nucleo familiare permane in capo al genitore affidatario anche  nel caso in cui quest’ultimo non sia un lavoratore dipendente o un titolare di pensione, purchè però soddisfi i limiti di reddito stabiliti dalla legge.

Maagiori informazioni sono disponibili nell'articolo "Assegni familiari: a chi spettano in caso di separazione o divorzio".

Quando si perde il diritto all'assegno familiare

Il diritto all’assegno nucleo familiare decade nel momento in cui viene a mancare una delle condizioni che ne aveva consentito il riconoscimento: ciò accade, ad esempio, in caso di separazione legale (come si è visto non perde il diritto il coniunge al quale sono stati affidati i figli), oppure in caso di raggiungimento della maggiore età del figlio non inabile a proficuo lavoro.

Assegni familiari arretrati

Il diritto alla percezione degli assegni familiari decorre dal primo giorno in cui si verificano le condizioni prescritte dalla legge: ad esempio celebrazione del matrimonio, nascita del figlio e così via. Questo significa che se la domanda viene presentata in ritardo si ha diritto agli arretrati a partire dal momento in cui siano stati soddisfatti i requisiti stabiliti dalla legge. Il diritto a richiedere gli assegni familiari arretrati si prescrive in 5 anni.

Assegni familiari erogati dai Comuni

Si tratta di un assegno familiare che il Comune concede in via esclusiva a famiglie che si trovano in particolari condizioni: hanno almeno tre figli minori e dispongono di patrimoni e redditi limitati. L'assegno al nucleo familiare viene erogato per tredici mensilità. Tutti gli approfondimenti sono disponibili nell'articolo "Assegni familiari dei Comuni: a chi spettano e come si richiedono".

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52034 - Imma
03/05/2018
Salve, sono separata da 4 anni. Ho due bimbi minorenni e non ho un lavoro. Mi chiedevo se posso richiedere e avere diritto a percepire l'assegno familiare direttamente sul mio conto. C'è un modo per sapere se mio ex ha fatto domanda e magari percepisce anche gli assegni pur non avendo mai firmato nessuna richiesta? Grazie.

51951 - Caterina
17/04/2018
Salve, vorrei sapere, se sto lavorando come tirocinio x il red fino alla fine di Aprile, posso essere assicurata a tempo determinato per tre ore al giorno e fare anche domanda per assegni familiari?

50855 - Pietro
10/11/2017
Salve sono un lavoratore dipendente Si potrebbe ricevere gli assegni direttamente dall'Inps senza passare dal datore di lavoro X ovvi motivi....

50492 - Francesco B.
04/10/2017
Devo richiedere gli assegni familiari del 01.07.2012 al 30.06.2013 il reddito da inserire é quello 2011 (cud 2012)? Grazie

49920 - M. Rita T.
16/07/2017
Vorrei sapere se tra i redditi conseguiti vanno inseriti anche quelli del Cud inps disoccupazione e del Cud di mio figlio della borsa di studio universitaria. Grazie

49832 - massimo
02/07/2017
La compilazione x la richiesta degli assegni nella casella modello si deve mettere cud o 730

49751 - biagio
23/06/2017
Vorrei sapere i documenti che occorrono per ricevere l'assegno familiare. La mia famiglia e' composta da me e mia moglie. Lavoo solo io in azienda.

49672 - Paola
16/06/2017
Volevo sapere essendo non sposata, quale modulo devo richiede x gli assegni famigliari. GRAZIE

49669 - Sonia
16/06/2017
Salve, Sono convivente e abbiamo un bambino piccolo. Io lavoro part-time e il mio compagno è un operaio. L'autorizzazione per gli assegni familiari l'ho fatta io. Fino a un anno è mezzo fa prendevo gli assegni familiari. In questo periodo ho fatto la domanda (per tre volte) e l'azienda mi ha sempre risposto che mi devono arrivare e invece a tutt'ora non sanno darmi una risposta concreta. Cosa devo fare? È come mai per un anno e mezzo per ben 3 volte fatto la domanda ma non ho ricevuto niente? Grazie in anticipo

49519 - Roberto S.
31/05/2017
Sono pensionato Inps, la richiesta deve essere rifatta ogni anno?