Bonus fiscali per porte blindate, inferriate e sistemi antifurto: ecco cosa fare

detrazioni sicurezza casa, bonus fiscale 50 sicurezza

Uno dei reati maggiormente temuti dalle famiglie italiane è il furto nella propria abitazione, un fenomeno purtroppo in costante aumento negli ultimi anni. Ciò nonostante sono ancora tante le famiglie sprovviste di un impianto antifurto, di una cassaforte o di un qualsiasi altro sistema di sicurezza. In caso di assenza si preferisce piuttosto lasciare le luci accese o incoraggiare i vicini a prestare attenzione.

Abitudini a parte proteggere la propria casa, la propria attività e soprattutto la propria incolumità è diventata purtroppo un’esigenza irrinunciabile. Ma veniamo alle buone notizie. Devi sapere, infatti, che se decidi di dotare la tua abitazione di porte blindate, inferiate, vetri antisfondamento o di un sistema d'allarme antintrusione elettronico, lo Stato ti consente di scaricare dalle tasse i costi sostenuti per questi interventi.

In particolare puoi beneficiare di una detrazione del 50% in un arco temporale di 10 anni. Il tetto di spesa su cui applicare la detrazione è di 96.000 euro per ogni immobile fino al 31 Dicembre 2017. La detrazione decorre fiscalmente dall’anno successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta.

Quali interventi possono beneficiare del bonus fiscale

Tra i lavori eseguiti sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale vi rientrano anche gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, dove per “atti illeciti” si intendono furti, aggressioni, sequestri di persona e così via.

A titolo esemplificativo possono godere delle detrazione fiscali i seguenti interventi:
- l’installazione di cancelli e porte blindate;
- l’installazione o la sostituzione di grate sulle finestre;
- il rafforzamento, la sostituzione o l’installazioni di cancellate o recinzioni negli edifici;
- la sostituzione o nuova installazione di citofoni, videocitofoni e telecamere di sicurezza, comprese le opere murarie eventualmente occorrenti per eseguire il lavoro;
- l’installazione o la sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
- l’installazione o la sostituzione di serrande;
- l’installazione di tapparelle metalliche con bloccaggi (nuove installazioni o sostituzioni);
- il montaggio di vetri antisfondamento;
- l’installazione di casseforti a muro.

Quali spese si possono detrarre

Possono essere detratte non solo le spese sostenute per l’acquisto dei materiali (la porta blindata o la telecamera), ma anche quelle sostenute per la progettazione degli interventi o per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti. Ai fini della detrazione è possibile considerare anche l’imposta sul valore aggiunto (IVA), l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori.

Chi può usufruire delle detrazioni

Possono usufruire della detrazione, che ricordiamo è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo, tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF. In particolare, l’agevolazione spetta ai proprietari, ai titolari di un diritto reale di godimento e agli inquilini di un immobile.

Attenzione: non è prevista alcuna agevolazione per interventi che siano eseguiti su nuove costruzioni.

Quali adempimenti per avere diritto alle detrazioni

Va detto innanzitutto che per la stragrande maggioranza di questi interventi non occorre richiedere al Comune il rilascio di particolari autorizzazioni. Costituiscono infatti interventi edilizi minori e suddivisi, a seconda della loro tipologia, in edilizia libera, per cui non è necessario presentare la comunicazione di inizio dei lavori, interventi soggetti alla sola Comunicazione di Inizio dei Lavori (CIL) ed interventi soggetti a Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA). In proposito rimandiamo alla lettura dell’articolo "Ecco i modelli unificati per gli interventi di edilizia libera".

Ad ogni modo in questi casi consigliamo sempre di affidarsi alla consulenza di un professionista (geometra, architetto) o di informarsi preventivamente presso il proprio Comune di residenza. Se non è previsto il rilascio di permessi o autorizzazioni, il contribuente deve predisporre una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui indica la data di inizio dei lavori e attesta che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili. La suddetta dichiarazione non va presentata ad alcun ufficio, ma semplicemente conservata ed esibita a richiesta degli uffici finanziari.

Per usufruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, cosiddetto “parlante”, da cui risultino:
- causale del versamento ("Bonifico per pagamento lavori di ristrutturazione edilizia - detrazione fiscale 50% - art. 16-bis DPR 917/1986);
- estremi della fattura ("Riferimento fattura n° ... del ..... Ditta ..........");
- codice fiscale del soggetto che paga;
- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Ogni banca ha predisposto un apposito modulo di bonifico da compilare e conservare. Moduli.it vi offre questo modello a titolo esemplificativo. Si raccomanda di compilare tutti i campi con molta attenzione, visto che il riscontro di eventuali errori formali rischiano di far perdere il diritto alla detrazione.

Ricordiamo che all’atto del bonifico, la banca applica una ritenuta fiscale dell’8% a carico del beneficiario.

Fatto tutto questo non resta che indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Si raccomanda di conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, la seguente ulteriore documentazione:
- domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito);
- ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Il fatto di installare sistemi volti al miglioramento della sicurezza degli edifici (allarmi, porte blindate, grate alle finestre, montaggio di vetri anti-sfondamento, sensori, spioncini, ecc.), non significa che si abbia diritto anche al “bonus mobili”. Infatti l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con un propria circolare, che tali interventi pur consentendo di fruire della detrazione del 50% per le spese sostenute, non consentono di per sé di fruire dell’ulteriore detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Infatti per accedere a questa ulteriore possibilità - chiarisce l'Agenzia delle Entrate - è necessario che tali interventi finalizzati alla prevenzione dei furti, siano inquadrabili tra quelli di carattere edilizio, dunque manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia o manutenzione ordinaria nel caso riguardino parti comuni di un edificio residenziale.

In estrema sintesi si può fruire del bonus mobili solo se è stato effettuato un vero e proprio intervento ristrutturazione o di manutenzione straordinaria dell’edificio (leggi "Ristrutturazioni edilizie: come fruire delle agevolazioni"). Ricordiamo, infatti, che la condizione essenziale per poter beneficiare di questo ulteriore bonus è che mobili ed elettrodomestici siano destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia che diano diritto alla detrazione del 50% (leggi "Bonus mobili: tutto quello che c'è da sapere per averne diritto").

Documenti correlati



48402 - Ketty
14/02/2017
Aggiungo dettaglio comunicato dall'agenzia delle entrate: Tuttavia, il comma 982 della legge di Stabilità 2016 introduce un credito d'imposta ai fini dell'imposta sul reddito spettante alle persone fisiche che sostengono - non nell'esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa - spese per l'installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché connesse a contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali rinviando ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze la definizione dei criteri e le procedure per l'accesso al beneficio e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della spesa complessiva entro il limite massimo complessivo di 15 milioni di euro per l'anno 2016. Al momento risulta pubblicato il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 06/12/2016 (Gazzetta Ufficiale n. 298 del 22 dicembre 2016) che prevede specifici provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle Entrate nei quali saranno indicati i termini di presentazione dell'apposita istanza da inoltrare telematicamente ai fini di potere usufruire del credito d'imposta da utilizzare in compensazione nonché la percentuale massima del credito d'imposta spettante a ciascun soggetto. Appena verranno pubblicati i suindicati provvedimenti saranno disponibili sul sito dell'Agenzia delle Entrate (http://www.agenziaentrate.gov.it) nella sezione: Home - Documentazione - Provvedimenti, circolari e risoluzioni - Provvedimenti

Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata