Come chiedere il rimborso per errori sulle bollette di luce e gas

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Il postino puntualmente ti recapita la solita bolletta della luce o del gas, ma questa volta l'importo è di quelli che fanno sobbalzare dalla sedia. Niente paura, può essersi trattato di un banale errore di fatturazione per il quale si ha diritto al rimborso delle somme versate in eccesso. In questo breve articolo ti spieghiamo cosa fare in caso di errori sulle bollette di luce e gas.

Come prima cosa devi verificare se si tratta di una bolletta di conguaglio sui consumi di gas o luce. Dunque controlla gli importi riportati in fattura e fai un riscontro con i consumi effettuati nei precedenti periodi e con i dati di lettura riportati sul tuo contatore. Se le somme fossero dovute, ricorda che hai la possibilità di chiedere al tuo fornitore una rateizzazione della bolletta (leggi "Conguagli su forniture luce e gas: come chiedere la rateizzazione delle bollette").

Inoltrare il reclamo

Se non si tratta di una bolletta di conguaglio, ti consigliamo di chiamare il Servizio clienti della compagnia. Se la risposta che ottieni non ti soddisfa allora inoltra all'azienda fornitrice una lettera di reclamo.

Ti offriamo il fac simile di contestazione degli importi di bollette luce e gas.

La lettera va spedita mediante raccomandata con ricevuta di ritorno; i recapiti sono riportati in fattura o disponibili sul sito ufficiale della compagnia.

Ricordati sempre di allegare alla lettera una copia della bolletta che intendi contestare e ogni altro elemento utile a dimostrare il motivo del reclamo.

Ti starai chiedendo: ma nel frattempo la bolletta va pagata? Il nostro consiglio è di pagarla, quantomeno per l'importo relativo ai consumi effettuati nello stesso periodo dell'anno precedente. Diversamente il rischio è di incorrere in una interruzione dell'erogazione di luce o gas. Attenzione però perchè dal 2013 l’Authority ha stabilito nuove regole riguardo alla sospensione della fornitura (leggi "Sospensione di luce e gas per morosità: nuove regole del Garante").

Tempi per la risposta e il rimborso

L'azienda fornitrice ha tempo 40 giorni dal ricevimento della tua lettera per effettuare le opportune verifiche ed inviarti una "risposta motivata".

Se l'azienda fornitrice riconosce l'errore di fatturazione, dovrà provvedere entro 90 giorni dalla data di ricevimento della tua richiesta scritta, a ricalcolare l'importo della bolletta e a rimborsarti - nel caso in cui tu abbia già pagato - la somma in eccesso che ti è stata addebitata.

Se l'accredito avviene trascorsi i 90 giorni, l'azienda fornitrice deve liquidarti nella prima bolletta utile un indennizzo automatico di 20 € se la risposta arriva entro 180 giorni, di 40 € se arriva tra 180 e 270 giorni, di 60 € se arriva dopo più di 270 giorni.

L'accredito della somma non dovuta può essere effettuato dall'azienda fornitrice con rimessa diretta (generalmente assegno non trasferibile) oppure mediante storno in bolletta.

Se invece il pagamento non è stato ancora effettuato, l'azienda fornitrice provvederà ad annullare la fattura precedente e ad emetterne un'altra sulla base del nuovo importo.

Se l'azienda non risponde

Se l'azienda fornitrice non risponde alla tua lettera o non riconosce l'errore, ti consigliamo di segnalare il comportamento scorretto allo Sportello per il consumatore, un servizio attivato dall’Autorità per l’energia e gestito in collaborazione con l’Acquirente Unico (leggi "Informazione, assistenza e tutela sul mercato dell'energia").

In alternativa puoi rivolgerti al Giudice di pace (leggi "Come fare ricorso al Giudice di Pace").

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