I contratti telefonici e il diritto di ripensamento

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Una compagnia telefonica un bel giorno vi contatta a casa proponendovi una nuova offerta. Ci pensate un po' su ma alla fine, convinti della bontà della proposta, decidete di accettarla fornendo il vostro consenso alla registrazione della telefonata. Qualche giorno dopo vi arriva a casa la documentazione e rileggendo il contratto vi accorgete che le condizioni del piano tariffario in realtà non sono le stesse proposte a telefono. Come comportarsi in questi casi?

Va detto che per i contratti conclusi telefonicamente, c.d. contratti a distanza, è prevista una particolare forma di tutela e garanzia nei confronti del consumatore: il c.d. diritto di ripensamento, ossia il diritto dell'utente di ripensare al contratto concluso a distanza e di liberarsi dal vincolo contrattuale manifestando una volontà in tal senso nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione del contratto.

Il diritto di "ripensamento" si può esercitare senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo entro 14 giorni solari che decorrono, per i contratti relativi alla fornitura di servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Se tuttavia il venditore non ha fornito al consumatore le informazioni sull’esistenza e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso, il termine per esercitarlo diventa di 12 mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi, in totale, 14 giorni più 12 mesi), mentre in precedenza il termine era di 90 gg.

Il diritto di recesso si esercita inviando una raccomandata a/r all'operatore entro i termini sopra indicati. Questo il fac simile.

Entro gli stessi termini la comunicazione può eventualmente essere inviata per telegramma, fax o posta elettronica, purché confermata con lettera raccomandata nelle 48 ore successive.

Il diritto di ripensamento vale anche nel caso in cui l'adesione alla proposta sia avvenuta tramite il sito Internet o con l'intervento di un agente presso la vostra abitazione. Al contrario non è applicabile qualora il contratto sia stato sottoscritto presso l’esercizio commerciale della compagnia telefonica.

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33980 - Redazione
28/11/2014
Francesca, se il contratto prevede questa possibilità (verifichi con attenzione) allora la sfrutti visto che è ancora nei tempi. Abbiamo corretto il link.

33978 - Francesca
28/11/2014
Grazie per avermi risposto! Non capisco perché vengono tutelati solo i cittadini che non hanno partita iva!!! Perché? e noi cittadini che abbiamo un negozio e paghiamo tante tasse non abbiamo diritti? Quando clicco sul link che mi ha dato mi dà pagina vuota! Mi può dire lei cosa devo fare nel dettaglio per favore? L'azienda partner Telecom mi ha già mandato una mail con tutti gli allegati del caso per questo contratto telefonico e fra questi ce n'è uno dove mi pare dicono che posso retrocedere, ma ora non mi fido!!!!

33966 - Redazione
28/11/2014
Francesca, il diritto di recesso/ripensamento non è purtroppo previsto per gli acquisti effettuati da aziende/professionisti con Partita Iva, a meno che non vi siano diversi accordi contrattuali tra le parti, ma non ci sembra sia questo il caso. Stante la situazione, se ritiene che l'adesione al contratto gli sia stata carpita con l'inganno e la malafede, può chiedere l'annullamento del contratto in quanto viziato da dolo. Legga in proposito questo articolo.

33957 - Francesca
28/11/2014
Salve vi ho già scritto una mail poco fa dove esponevo il mio problema, ma ho dimenticato di dirvi che l'offerta telefonica estortami con l'inganno e dalla quale voglio salvarmi tramite il diritto di ripensamento, riguarda il mio negozio e leggevo in un commento qui sulla vostra pagina che noi che abbiamo part.iva non ne possiamo usufruire...davvero? E allora cosa devo fare? Aiutooooooo!!!!!!!!!!

33956 - Francesca
27/11/2014
Salve, oggi 27/11/2014 sono stata vittima di una truffa telefonica! Mi ha contattato una operatrice telefonica di un call center partner di Telecom Italia che mi ha proposto ed ottenuto con l'inganno, un'offerta telefonica che mi era sembrata migliore di quella di cui stavo già usufruendo (sono loro cliente da anni), salvo poi rendermi conto poche ore dopo, che era tutt'altro che quello che l'operatrice telefonica mi aveva fatto credere! La disonesta mi ha fornito informazioni false e distorte, portandomi così a fare la registrazione telefonica e si è fatta dare pure i dati della mia carta di identità! Ora io voglio assolutamente venire fuori da questa spiacevole situazione! Ho chiamato il 191 e l'operatore mi ha confermato che mi ha ingannato e mi ha detto che il diritto al ripensamento lo posso applicare solo quando sul suo pc arriverà la proposta di questo contratto telefonico e che quando io l'ho chiamato non aveva ancora niente...sarà vero? Io la mail della truffatrice l'ho ricevuta appena dopo aver riattaccato il telefono!!! Come si svolge precisamente questo diritto di ripensamento? Cosa si deve fare nel dettaglio? pec Mail? lettere raccomandate? La Telecom potrebbe chiedermi dei soldi di penale o rifiutarsi di accettare o crearmi problemi? SOS!!!!!!!!!!

32712 - Redazione
21/10/2014
Alberto, la procedura che ha seguito è corretta. Il nostro consiglio è di avviare una procedura di conciliazione (questo il modello e questo il regolamento), un modo semplice, rapido e soprattutto gratuito per tentare di risolvere la controversia sorta tra lei e Telecom Italia.

32697 - Alberto
21/10/2014
Buongiorno, in data 04/03/2014 ho sottoscritto telefonicamente il rientro con Telecom per telefono+ADSL attraverso codice di migrazione. Premesso che, come segnalato sulla loro pagina web http://areaclienti187.telecomitalia.it/cda187/c/portale/o12760/linee.do al punto 2,per finalizzare la procedura è necessario compilare, firmare e rispedire via fax un modulo da loro inviato tramite mail (procedura che non ho mai effettuato), dopo un paio di giorni ho ricevuto ed accettato una proposta migliore dal mio precedente operatore. Ho quindi proceduto ad inviare una raccomandata AR il giorno successivo a Telecom dichiarando il ripensamento al rientro. Telecom si è limitata ad ignorare la richiesta di annullamento e a portare avanti il contratto telefonico, con diverse settimante di telefonate senza alcun risultato tra loro ed il precedente operatore, ognuno scaricando la responsabilità sull'altro. Finalmente dopo circa un mese di tira e molla,Telecom decide di lasciare la presa e finalizzare il trasferimento delle linee al precedente operatore. A distanza di qualche settimana, riceviamo una richiesta di pagamento di oltre 160€ per cessazione anticipata di contratto. Comunichiamo a Telecom il nostro rifiuto di ottemperare a questa richiesta in quanto A) in effetti non vi è alcun contratto firmato, Telecom ci aveva spedito la copia da compilare e firmare che noi abbiamo ignorato, in quanto già nel mezzo della situazione causatasi. B) la raccomandata col diritto di ripensamento era stata inviata abbondantemente entro i termini previsti per legge. Telecom ha quindi passato la pratica ad un agenzia di recupero crediti, la quale mi chiede di procedere al pagamento o contestarlo tramite email. Procediamo con la contestazione allegando tutti i documenti necessari,quindi la copia della ricevuta AR, la copia della raccomandata stessa ed una sintesi della situazione generatasi. Circa un mese dopo si ripresenta l'agenzia dichiarando di non aver ricevuto risposta. Alchè invio nuovamente la email con di nuovo tutti i documenti sopra indicati. Ieri mattina arriva la terza comunicazione di mancata risposta, decido quindi di contattare l'agenzia telefonicamente. Tralasciando la maleducazione ed arroganza crassa con cui sono state accolte le mie domande (tutto riassumibile brevemente con "lei deve pagare e tacere"), l'operatrice dichiara di aver ricevuto le email ma non gli allegati, cosa che mi lascia decisamente perplesso. Inoltre dichiara che gli addebiti che Telecom chiede corrispondono a tutta una serie di servizi che noi abbiamo sottoscritto Ma ora, se l'unica cosa che ho fatto è stato richiedere la migrazione (per annullarla meno di una settimana dopo, ribadisco) come può Telecom avermi stipulato dei servizi? Inoltre, la cessazione anticipata di quale contratto si parla, visto che in Telecom sicuramente non hanno niente firmato di mio pugno? Manderò ancora una email a questa società di recupero e mi rivolgerò al mio legale, intanto volevo sapere se la procedura che ho eseguito è corretta, se per caso ho dimenticato qualche passaggio e se c'è altro nel mentre che possa fare. Ringrazio anticipatamente

31115 - Redazione
08/07/2014
Daniele963, le consigliamo di inoltrare una comunicazione scritta a Wind Infostrada. Ha 14 giorni per esercitare il diritto di recesso.

31109 - Daniele963
08/07/2014
Buongiorno, 5 gg fa ho sottoscritto tramite internet contratto di attivazione servizio con Wind Infostrada, due giorni dopo ho inviato il contratto via fax con le firme e l'autorizzazione all'addebito su CC. Oggi mi chiama il vecchio operatore e mi fa un offerta migliore alla quale ho aderito. Al telefono il vecchio operatore mi ha detto che non devo fare nulla, ma io temo che Infostrada possa inviare il modem e accreditarsi le prime spese. Devo fare qualcosa per operare al diritto di recesso anche se la linea rimmarrà al vecchi operatore? Grazie e buon lavoro.

29394 - Redazione
24/03/2014
Antonella, nel caso in cui decidesse di tornare al suo vecchio operatore telefonico, Teletu le addebiterebbe i costi di disattivazione. Tuttavia se ritiene di aver esercitato il diritto di ripensamento nei termini, può rifiutarsi di pagare e nel caso inviare alla compagnia una lettera di diffida. Se neppure la diffida dovesse sortire gli effetti sperati allora può ricorrere alla conciliazione per il tramite delle associazioni dei consumatori o per mezzo dei CoRecom (Comitati Regionali per le comunicazioni). In questo caso occorre compilare il formulario UG.

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