Trasferimento conto corrente: un indennizzo in caso di ritardo

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Nonostante i notevoli passi avanti compiuti con il Decreto Bersani, ancora oggi molti correntisti rinunciano di fatto a trasferire il proprio conto da un istituto all’altro per paura di andare incontro a costi e tempi eccessivi e, dunque, per evitare problemi e disservizi di ogni sorta. Ma le cose, fortunatamente per i consumatori, sono destinate a cambiare. Nel prossimo articolo vedremo quali sono le novità introdotte da un recente provvedimento, che dovrebbe finalmente favorire la concorrenza fra gli istituti bancari, a tutto vantaggio dei risparmiatori.

Trasferimento conto corrente: un indennizzo in caso di ritardo

Il Decreto Investment Compact approvato dal Consiglio dei Ministri nel 2015, recependo una direttiva europea sulla portabilità dei conti correnti, aveva stabilito tempi più brevi per il trasferimento conto corrente da un istituto all’altro. In particolare la direttiva europea fissava un termine obbligatorio di 15 giorni e stabiliva che l'operazione risultasse completamente gratuita per il consumatore. In altri termini il costo di chiusura e trasferimento conto corrente doveva essere a totale carico della banca.

Si stabiliva altresì che qualora la banca non avesse rispettato queste nuove disposizioni, sarebbe stata chiamata a risarcire il cliente in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento.

In realtà come testimoniano alcune ricerche condotte dalle Associazioni dei Consumatori, tra le quali Altroconsumo, tali disposizioni non sono mai state concretamente applicate.

Oggi il nuovo decreto introduce una importante novità: in pratica da 14 Giugno 2017 le banche che impiegano più di 12 giorni lavorativi per un trasferimento conto corrente, sono tenute a corrispondere al proprio cliente un indennizzo. L'importo di tale indennizzo è fissato in 40 euro, a cui si aggiunge, per ogni giorno di ulteriore ritardo, un ulteriore importo determinato applicando alla giacenza media del conto corrente un tasso annuo pari a quello in assoluto più elevato del limite stabilito per l'usura.

A tal proposito devi sapere che periodicamente la Banca d’Italia pubblica una tabella che riporta per i diversi tipi di finanziamento i tassi effettivi globali medi e i cosiddetti "tassi soglia", ossia quelli che indicano il rischio usura. Riferendoci al periodo che va dal 1° Aprile 2017 fino al 30 Giugno 2017, il tasso in assoluto più elevato è pari al 24,30%.

Ma facciamo un esempio per capire meglio: se la giacenza media del conto corrente, calcolata nel momento in cui si richiede il trasferimento conto corrente, è pari a 8.000 euro e la banca impiega ad esempio 20 giorni lavorativi per chiudere un conto, in base al recente decreto sarà chiamata a indennizzare il prorpio cliente di una somma pari a: 40 euro + [(8.000 * 24,30%)/365 * 8 gg.] = Totale 82 euro.

Addirittura nel caso in cui il consumatore, causa il ritardo nel trasferimento conto corrente, dovesse subire oneri aggiuntivi, come quelli derivaneti ad esempio dal mancato pagamento della rata di mutuo o delle bollette o dalla mancata copertura della carta di credito, la banca potrà essere chiamata a corrispondere un ulteriore risarcimento.

Trasferimento conto corrente: obbligatorio proporre il "conto di base"

Quando si sceglie un nuovo conto corrente non tutti hanno le stesse esigenze. Per cui c'è chi non ha bisogno ad esempio del carnet di assegni o della carta di credito, chi non pensa di utilizzare lo scoperto di conto oppure di aprire un conto titoli. Dunque perché pagare di più per servizi che sicuramente non saranno utilizzati?

Proprio per questi motivi le banche avrebbero l'obbligo di promuovere e consigliare ai clienti alle prese con un trasferimento conto corrente e che manifestano certe esigenze, l'apertura di un conto di base. Si tratta di un conto corrente a tutti gli effetti che garantisce a costi contenutissimi o addirittura gratuitamente, alcuni servizi che potremmo definire “di base”: accredito dello stipendio, uso dell'home banking, impiego del bancomat, ecc. Ricordiamo che l'mposta di bollo si paga in ogni caso (34,20 euro), ma solo se la giacenza media nell'anno supera i 5mila euro. Leggi in proprosito quanto abbiamo scritto nell'articolo "Conto corrente base: cos’è, come funziona e quanto costa".

Abbiamo utilizzato non a caso il condizionale ("avrebbero l'obbligo"), perché nella realtà dei fatti il conto di base è risultato spesso introvabile presso gli istituti bancari, che chiaramente hanno preferito proporre ai propri clienti prodotti decisamente più remunerativi.

Oggi il conto base torna di attualità, ma soprattutto viene regolamentato - a partire dal 14 Ottobre 2017 - dal Testo Unico Bancario (TUB), la qual cosa dovrebbe rappresentare un ulteriore elemento di pressione nei confronti delle banche.

Trasferimento conto corrente: più facile confrontare le offerte

Nell’articolo “Come scegliere un conto corrente” abbiamo cercato di fornirti semplici consigli e suggerimenti per guidarti ad una scelta consapevole del tuo conto corrente. Innanzitutto quali sono le tue esigenze ed abitudini: pensi di avere bisogno di un fido? Quante operazioni pensi di effettuare al mese? Hai la necessità di associare al conto una carta di credito? Intendi fruire di servizi aggiuntivi come l'accredito dello stipendio o della pensione e la domiciliazione delle bollette? Potresti aver bisogno di investire la liquidità in eccesso? Quale tasso di interesse ti viene garantito sulle somme depositate? Fai parte di particolari categorie di clienti e per questo beneficiare di un "conto in convenzione"? E' chiaro che valutare le offerte dei vari istituti bancari mettendo a confronto tutte o gran parte di queste variabili non è così semplice. Ecco perchè sono molto utili i cosiddetti "comparatori online", come quello offerto ad esempio da Altroconsumo che analizza e confronta più di 400 conti correnti.

Bene il decreto introduce una novità importante anche in questa direzione, seppure occorreranno altri mesi per una concreta attuazione. E' previsto, infatti, l'obbligo per le banche di partecipare ad uno o più siti di comparazione costituiti da associazioni di categoria o da associazioni di consumatori. In questo modo sarà più facile per i consumatori confrontare le diverse offerte presenti sul mercato.

Come chiedere la chiusura del conto

Tenendo conto delle recenti disposizioni, se ad un certo punto ci si rende conto che il conto corrente non risponde più alle proprie esigenze o che l’offerta degli altri istituti di credito è decisamente più interessante in termini di costi o rendimenti, non devi far altro che inoltrare all'istituto questa lettera di chiusura del conto corrente.

Naturalmente si consiglia di non chiudere il vecchio conto prima di averne aperto uno nuovo.

Tieni presente che con il trasferimento conto corrente il cliente ha diritto al rimborso dei canoni annui pagati e riferiti al periodo successivo alla chiusura. Così se il canone per il servizio di home banking è di 25 euro su base annua e il conto viene chiuso il 31 Marzo, il cliente ha diritto ad un rimborso di 18,75 euro.

Traferire i servizi

Una volta aperto il nuovo conto bisogna trasferire tutti i servizi. Così per i pagamenti periodici (bollette, ecc.) ad esempio, bisogna richiedere trasferibilità delle domiciliazioni RID.

Una volta aperto il nuovo conto bisogna trasferire tutti i servizi: bonifici, dimiciliazioni delle utenze, ecc. A tal proposito ricordiamo che dal 1° Febbraio 2014 tutti gli strumenti di pagamenti nazionali sono stati sostituiti con quelli europei.

In particolare, il RID - strumento attraverso il quale è possibile domiciliare sul conto le bollette - è stato sostituito dal servizio europeo di addebito chiamato "SEPA Direct Debit". Per maggiori informazioni rinviamo alla lettura dell'articolo "L’addebito SEPA sostituisce il RID: ecco i moduli".

Per evitare di non dimenticare nulla vi consigliamo di chiedere alla banca di fornirvi, al momento della chiusura del conto, l'elenco dei servizi appoggiati sul conto corrente: dossier titoli, utenze, carte di credito, prestiti, pensione, affitti, viacard o telepass, ecc. In ogni caso tutte queste informazioni possono essere anche desunte dagli estratti conto.

Per quanto riguarda il trasferimento dei pagamenti periodici relativi alle utenze domestiche vi consigliamo, per evitare possibili disservizi (interruzione forniture, ecc.), di sospendere prima gli addebiti periodici sul vecchio conto, e poi attivarli sul nuovo.

Infine, affinché il trasferimento da un conto all'altro possa attivarsi in tempi rapidi, consigliamo di riconsegnare allo sportello tutti gli assegni non utilizzati e il bancomat. Le carte di credito possono essere anche mantenute, nel qual caso ci si limiterà a trasferire gli addebiti al nuovo conto.

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14253 - rinaldo
21/11/2011
Il linking alla home page del sito o ai singoli moduli è consentito purché si specifichi che trattasi di link verso il sito www.moduli.it. Non è consentito scaricare la modulistica e renderla fruibile sul proprio sito.

14252 - giuseppe criseo
26/10/2011
complimenti per il sito, posso utilizzare i Vs. moduli, citandovi naturalmente?