Bonus acqua: uno sconto in bolletta per le famiglie disagiate

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Il bonus idrico o bonus acqua è un’agevolazione che ti permette di ricevere uno sconto sul consumo dell'acqua. L'agevolazione tariffaria si riferisce in particolare alla fornitura di acqua potabile, ad uso domestico e per utenze singole, erogata presso l’abitazione occupata da un nucleo familiare in condizioni di disagio economico e sociale. Il bonus viene accreditato all'avente diritto direttamente nelle bollette dell'acqua. Ma vediamo adesso quali requisiti occorre soddisfare, dove presentare il modulo bonus acqua 2019 e come rinnovare la richiesta.

Bonus idrico: a chi spetta

Esattamente come accade per il bonus elettrico e il bonus gas, anche per l'ottenimento del bonus idrico ci sono dei precisi requisiti da rispettare.

In egenrale possiamo dire che l'agevolazione viene concessa alle famiglie numerose o in condizioni economiche difficili, secondo precisi parametri stabiliti dall'ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Cominciamo col dire che è possibile ricevere lo sconto in bolletta solo per la propria abitazione principale, ovvero quella registrata come residenza, la quale non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (case signorili, con rifiniture pregiate di carattere storico), A7 (case di lusso come villini o abitazioni dotate di un minimo di cortile e giardino) e A9 (castelli o comunque edifici di prestigio storico o artistico).

Inoltre, la corresponsione del bonus idrico per famiglie disagiate dipende anche dal valore dell'ISEE che dovrà rispettare le soglie stabilite dall'Autorità:

  • non superiore a 8.107,50 euro,
  • non superiore a 20.000,00 euro se con almeno 4 figli a carico.
Il bonus idrico può essere concesso sia all'utente finale che risulta titolare di una fornitura domestica residenziale (utente diretto), sia a colui che utilizza per la propria abitazione il servizio di acquedotto intestato ad un’utenza condominiale (utente indiretto).
 
L'agevolazione può essere accordato anche al cittadino che avesse maturato delle morosità nei confronti del gestore idrico. In questo caso la detrazione verrebbe applicata sui corrispettivi dovuti per la quota variabile del servizio di acquedotto.

Quanto vale il bonus idrico 2019?

Per determinare il valore del bonus è stata stimata la quantità minima di acqua necessaria per soddisfare i bisogni primari di una persona: 18,25 metri cubi di acqua all'anno, pari a 50 litri al giorno. Dunque una famiglia di 5 persone che soddisfa certi requisiti potrà non pagare 91,25 metri cubi di acqua nel corso dell'anno. Naturalmente per sapere quanto si risparmia effettivamente occorre far riferimento alla tariffa applicata dal singolo gestore, che come si sa non è unica per tutto lo stivale. In definitiva, per restare all'esempio fatto, si può conoscere il valore del bonus idrico moltiplicando la tariffa applicata dal gestore x 91.25.
 
Chiaramente le singole Autorità possono anche prevedere un "bonus idrico integrativo" col fine di tutelare ulteriormente quei nuclei particolarmente vulnerabili.

Come viene attribuito lo sconto

Come detto il bonus idrico o bonus acqua dà diritto ad uno sconto sui consumi, evidenziato chiaramente in bolletta da una specifica voce, esattamente nella sezione dei corrispettivi relativi alla quota variabile del servizio di acquedotto. Questo naturalmente nel caso in cui l'avente diritto sia titolare di un contratto di fornitura idrica. Qualora, invece, si trattasse di un cosiddetto "utente indiretto", fornito ad esempio con un contratto condominiale, il bonus gli verrebbe riconosciuto attraverso l'erogazione di un contributo una tantum, determinato con le modalità stabilite autonomamente dal gestore: bonifico bancario o postale, assegno circolare non trasferibile, bonifico domiciliato o qualsiasi altra modalità tracciabile.

Come si richiede il bonus acqua? 

Ma come si richiede questa agevolazione? Niente di più facile: basta compilare il modulo bonus acqua 2019 e allegare la dichiarazione riguardante la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE (Allegato CF). In caso di famiglia numero (4 o più figli e ISEE fino a 20.000 euro) occorre predisporre invece l'allegato FN. E' bene ricordare che tutte le informazioni necessarie per la compilazione del modulo di domanda sono reperibili in bolletta, a cominciare dal codice fornitura e dal nominativo del gestore idrico.

A questa documentazione occorre aggiungere:

Il tutto può essere consegnato presso il proprio Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane)

I Comuni inseriranno la richiesta utilizzando il sistema informatico SGAte (hanno 30 giorni a disposizione), lo stesso che consente la gestione delle domande di bonus elettrico e/o gas. In questa fase si limitano a verificare solo alcuni requisiti di ammissibilità, quali Isee, residenza e numerosità familiare. Se tutti i requisiti sono soddisfatti rilasciano una comunicazione di ammissione. A questo punto la palla passa al gestore, il quale ha a disposizione 60 giorni per compiere le restanti verifiche sul contratto di fornitura e sull’erogazione del bonus idrico. Chiaramente la società idrica si riserva di operare tutti i controlli che riterrà necessari per accertare la veridicità delle dichiarazioni. Nel caso in cui risulti una dichiarazione mendace, oltre ad essere applicate le sanzioni previste dalla legge, la persona interessata sarà tenuta a rimborsare tutte le agevolazioni concesse sin dall’inizio.

Per monitorare lo stato della propria domanda l'utente può:

  • recarsi al comune o al CAF dove ha presentato la domanda;
  • chiamare il numero verde 800.166.654 fornendo il codice fiscale o il numero identificativo della richiesta;
  • utilizzare il servizio "Controlla on line la tua pratica" presente sul sito www.bonusenergia.anci.it. In questo caso occorre essere in possesso delle credenziali di accesso (User ID e password) rilasciate dal Comune o dal CAF.
Se il gestore accoglie la domanda, l'utente riceverà il bonus a partire dalla prima fattura utile. Per gli utenti indiretti potrebbero essere necessari ulteriori 60 giorni. Al contrario se la domanda viene rigettata, l'utente riceverà una comunicazione che riporterà le motivazioni del mancato accoglimento.

Quanto dura il bonus idrico

L’agevolazione ha validità un anno, questo significa che alla scadenza - conservando tutti i requisiti previsti - occorre ripresentare la domanda. Se non ci sono variazioni si può utilizzare il Modello RS (rinnovo semplificato), in caso contrario va ripresentato il modello A disagio economico. Chiaramente occorre sempre disporre di un'attestazione ISEE valida per il periodo da cui decorre la nuova agevolazione.

In ogni caso la domanda va ripresentata con un mese di anticipo rispetto alla scadenza: dunque se il bonus acqua scade ad esempio il 31 Luglio 2019 è opportuno recarsi in comune o al CAF al massimo entro il 30 Giugno. In ogni caso i cittadini non hanno nulla da temere, dal momento che l'azienda acquedottistica provvederà attraverso un'apposita comunicazione a ricordare scadenza e procedure di rinnovo.

Se nel corso dell'anno il nucleo familiare passa, ad esempio, da 3 a 4 figli (pur restando sotto la soglia ISEE di 20.0000 euro), l'utente può comunicare la variazione al proprio gestore idrico presentando un'autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000 di variazione del numero dei componenti la famiglia. In tal caso il gestore non farà altro che adeguare il valore del bonus idrico in funzione della nuova composizione del nucleo familiare.  

Come risparmiare acqua

Chiaramente chi vuol conseguire un risparmio sulla bolletta dell'acqua può non limitarsi a richiedere il bonus idrico, ma pensare anche di assumere una serie di comportamenti virtuosi e contribuire in questo modo ad una gestione sostenibile di una risorsa che sta diventando sempre più preziosa. Tutto questo in attesa che le nostre regioni provvedano a stanziare risorse e a programmare interventi per il riammodernamento degli acquedotti e delle reti.

Ma cosa può fare il cittadino nel suo piccolo? Tanto a nostro parere: ad esempio prediligere la doccia al bagno, utilizzare sistemi di scarico del water che erogano quantità diverse a seconda delle esigenze, chiudere i rubinetti mentre si lavano i denti, evitare il getto continuo del rubinetto mentre si lavano i piatti o si lavano le verdure, utilizzare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico, innaffiare il giardino di sera e avanti così. 

Se nonostante l'adozione di questi piccoli accorgimenti e/o l'applicazione del bonus idrico, l’importo in bolletta dovesse risultare ingiustificatamente superiore alla media dei consumi, il suggerimento è di contestarla attraverso la compilazione di questo apposito modulo (leggi "Contestazione bolletta acqua: istruzioni e modulo").

Attenzione perché il maggior consumo potrebbe dipendere anche da perdite occulte di acqua, le più difficili da individuare visto che non sono visibili in superficie e che il più delle volte sono dovute alla rottura di tubazioni corrose dal tempo e collocate tra i muri o sotto la pavimentazione. A tal proposito è importante sapere che i gestori idrici offrono la possibilità di sottoscrivere a pochi euro un’assicurazione contro il danno da perdite d’acqua occulte. In questo caso basterebbe compilare questo fac simile di dichiarazione perdita occulta acqua per cautelarsi contro l'addebito di importi anomali. Chiaramente occorrerebbe anche provvedere alla riparazione del guasto e sollecitare l'immediato intervento dei tecnici della società.

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44214 - M.B.
16/02/2016
Ma che scemata e questa del bonus detrazione acqua? E' usufruibile solo da chi è intestatario di una fornitura singola, ma chi come la stragrande maggioranza degli utenti abita in un condominio non ha l' addebito della fornitura tramite bolletta ma il consumo dell'acqua è annegato assieme alle altre spese condominiali. Invece di fare tutte queste elemosine (che poi non si sa in che tasche finiscono) i nostri governanti vedano di abbassare le tasse, che così almeno qualcuno ne beneficerà.

29043 - Redazione
24/02/2014
Antonella, se non si ha la possibilità di recarsi personalmente al Tribunale della città di residenza, si può ricorrere allo strumento della delega. In tal caso la persona delegata dall'incaricato deve recarsi all'ufficio preposto con la delega contenuta nella domanda. La domanda per ottenere il certificato di godimento dei diritti civili deve avere in calce la firma del soggetto richiedente. Il delegato, inoltre, deve presentare, oltre alla domanda con delega, anche una copia del documento di riconoscimento del soggetto che chiede il certificato di godimento dei diritti civili e il proprio documento di identità.

29040 - Granata Antonella
24/02/2014
Vorrei sapere se è possibile richiedere e ricevere un certificato di godimento dei diritti civili tramite internet, dal momento che risiedo all'estero. Grazie