Bonus ISCRO partite IVA: cos'è e come richiederlo

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La Circolare n° 94 del 30-06-2021 con cui l'Inps ha disciplinato nel dettaglio destinatari, requisiti, criteri di calcolo e modalità di presentazione della domanda di bonus ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), ossia di quel sussidio spettante ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata. La domanda va presentata all'INPS entro il 31 ottobre.

Bonus ISCRO: cos'è

Si tratta di una indennità prevista dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020) ed è rivolta ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici, iscritti alla Gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e professioni.

L'importo dell'indennità oscilla tra i 250 e gli 800 euro mensili, in funzione di determinati requisiti posseduti dal richiedente.

L’indennità è prevista per le annualità che vanno dal 2021 al 2023. La domanda va presentata all'INPS entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni interessati.

L?ISCRO è incompatibile con il Reddito di cittadinanza, così come con le indennità di disoccupazione NASpI e DISCOLL.

Bonus ISCRO: a chi spetta

Possono richiedere l'indennità ISCRO quei lavoratori iscritti alla Gestione separata che possono fare valere congiuntamente i seguenti requisiti:

  • non essere titolari di pensione e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie (ISCRO è compatibile e cumulabile con l'assegno ordinario di invalidità);
  • non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza;
  • avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all'anno precedente alla presentazione della domanda;
  • avere dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro (rivalutato annualmente in base all'Istat);
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

Tornando al punto c) vediamo di fare un esempio concreto. Se il professionista intende presentare domanda nel 2021, deve verificare che il reddito risultante dalla Dichiarazione dei redditi dell’anno 2020 (anno precedente alla presentazione della domanda), sia inferiore al 50% della media dei redditi prodotti negli anni 2017, 2018 e 2019 (i tre anni precedenti all’anno che precede la presentazione della domanda).

Così il lavoratore ha prodotto un reddito rispettivamente di

  • 18.000 nel 2017
  • 16.000 nel 2018
  • 14.000 nel 2017

significa che la sua media è stata di 16.000 euro, per cui il 50% = 8.000,00.

Stante la situazione, egli potrà richiedere il sussidio se il reddito dell'anno 2020 è, ad esempio, pari a 7.000 o 7.500 euro - ossia sotto la soglia di 8.000 euro - mentre deve rinunciarci se ha dichiarato ad esempio un reddito di 8.050 euro.

Tutti i requisiti devono essere rispettati non solo al momento della presentazione della domanda, ma anche durante l’intero periodo di fruizione della ISCRO.

Bonus ISCRO partite iva: importo

Il bonus ISCRO è pari al 25%, su base semestrale, dell'ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall'Agenzia delle Entrate.

Tornando all'esempio fatto prima, se il reddito dichiarato nel 2020 è stato pari a 8.000 euro, al professionista spetterà una indennità pari a: 8.000 : 2 x 25% = 1.000 euro al mese.

Tuttavia poiché l'importo mensile del bonus ISCRO deve essere per legge compreso tra 250 euro e 800 euro, al lavoratore sarà assegnato l'importo massimo (800 appunto e non 1.000).

Bonus ISCRO domanda: come farla

La domanda va presentata entro il 31 Ottobre attraverso la piattaforma INPS accessibile all'indirizzo https://serviziweb2.inps.it/PassiWeb/jsp/login.jsp.

Ai fini della pratica occorre disporre di uno dei seguenti strumenti:

  • del PIN INPS (l'istituto non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020);
  • dello SPID di livello 2 o superiore;
  • della Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • della Carta nazionale dei servizi (CNS).

In alternativa il lavoratore potrà farsi assistere da un Istituto di Patronato.

Bonus gestione separata: quando si perde

Il professionista perde il diritto all'indennità quando:

  • comunica la cessazione della propria partita IVA;
  • diventa titolare di un trattamento pensionistico diretto;
  • si iscrive ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • diventa un percettore del Reddito di cittadinanza.

Tags:  sostegno al reddito prestazioni inps prestazioni assistenziali

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