Bonus Nido da 1000 euro: domande al via

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Da non confondere con il voucher per pagare asilo nido e babysitter, di cui abbiamo parlato nell’articolo “Bonus babysitter e asilo nido: ecco come richiederli”, il Bonus Nido è un contributo pensato per le famiglie con figli piccoli, che per un motivo o per un altro devono frequentare l’asilo nido, pubblico o privato che sia. In questo articolo vedremo in modo particolare quali sono i requisiti da soddisfare per godere di questa agevolazione, come presentare la domanda (il click day è scattato Lunedì 29 Gennaio 2018) e come ricevere materialmente l'assegno.

Bonus Nido 2018: cos’è

Il Bonus Nido è un’agevolazione concessa alle famiglie italiane con figli nati o adottati dal 1° Gennaio 2016 che frequentano l’asilo nido o che hanno bisogno di un'assistenza domiciliare per il fatto di non poterli frequentare. In pratica il bonus nido altro non è che un assegno del valore di 1.000 euro, che le famiglie possono spendere per pagare i nidi pubblici e privati autorizzati. Nel 2018 sarà possibile richiedere sia il Bonus Mamma Domani, di cui abbiamo parlato nell’articolo "Bonus mamma domani: confermato per il 2018 ma con una novità", sia il Bonus Nido Inps: entrambi i contributi saranno elargiti alle famiglie italiane, indipendentemente dal loro reddito. Proprio così, hai capito bene: non occorre richiedere il solito ISEE o rientrare in una determinata fascia di reddito per ottenere l’assegno del Bonus Nido da 1000 euro.

Bonus Nido senza limiti di reddito: come funziona

Il budget previsto dal Governo per sovvenzionare questo contributo è di 144 milioni di euro per il 2017, 250 milioni per il 2018, 300 milioni per il 2019 e 330 milioni a decorrere dal 2020. Tutti i nuclei familiari in possesso dei requisiti di accesso possono fare domanda all’Inps e ricevere il bonus.

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, questo contributo non è stato pensato solo per le famiglie che versano in situazioni di disagio economico, bensì per tutti coloro che hanno iscritto i figli all’asilo nido e desiderano ricevere un’agevolazione statale per pagarne la retta. A dire il vero, in principio era stata considerata la possibilità di concedere il bonus solo ai nuclei familiari con Isee inferiore a 25.000 euro, tuttavia questo emendamento è stato bocciato, in favore di una più ampia assegnazione.

Il bonus nido, come detto, viene pagato direttamente dall’Inps, fino ad un importo massimo di 1.000 euro all’anno, al genitore che lo richiede per:

a) pagare le rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (“Contributo asilo nido”). In questo caso il contributo è parametrato alle 11 mensilità, mentre la sua erogazione avviene con cadenza mensile. Questo significa che ogni mese il genitore richiedente percepirà un importo massimo di euro 90,91 (1000 euro diviso 11 mensilità).

Il contributo mensile erogato dall’Istituto non potrà mai superare l’importo della retta, dunque se il genitore paga meno del bonus, ad esempio 70, potrà al massimo ricevere 70.

Come si è fatto cenno, gli asili nido privati devono essere "autorizzati", ossia devono avere ottenuto il benestare dall'amministrazione comunale all’apertura e al funzionamento. Questo significa che gli asili nido privati devono essere in possesso di tutti i requisiti tecnico-strutturali, igienico-sanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle leggi vigenti nei confronti di quelle strutture che svolgono servizi educativi per l'infanzia. Di conseguenza non sarà possibile ricevere il bonus nido se si iscrive il proprio figlio a strutture come il pre-scuola, la ludoteca, gli spazi gioco e così via. Dunque il genitore che compila la domanda di accesso al bonus, deve tra le altre cose riportare anche gli estremi del provvedimento autorizzativo rilasciato alla struttura alla quale si è rivolta per il proprio figlio.

Cosa importante, il bonus nido non è cumulabile con la detrazione fiscale del 19% prevista per la frequenza asili nido (leggi “Detrazione spese scolastiche: ecco come beneficiarne”).

b) avere un supporto presso la propria abitazione dal momento che il proprio figlio, affetto da una grave patologia cronica, non è nelle condizioni di frequentare l’asilo nido (“Contributo di assistenza domiciliare”). Anche in questo caso l’importo massimo erogabile è di 1.000 euro all’anno. Nel prosieguo di questo articolo vedremo cosa è necessario per fruire di questo beneficio.

Bonus Nido: chi ne ha diritto

Il contributo per pagare la retta dei nidi pubblici e privati o il sostegno domestico per i bambini con patologie gravi spetta a tutte le famiglie con figli nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2016 senza alcun limite di reddito. Come accade per qualsiasi altro tipo di agevolazione di sostegno al reddito delle famiglie italiane, anche per chiedere l’ottenimento del Bonus Nido 2018 occorre che il richiedente sia in possesso di una serie di requisiti e in particolare:

- abbia la cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea. Se il richiedente è un cittadino extracomunitario, occorre il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt. 10 e 17 del D.Lgs. n.30/2007. I cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria;

- abbia la residenza in Italia;

- sostenga personalmente il pagamento della retta all’asilo nido;

- coabiti con il figlio ed abbia dimora abituale nello stesso Comune (ciò nel caso in cui richieda il bonus "assistenza domiciliare".

Nel caso in cui sia presente un legale rappresentante, tali requisiti devono essere, comunque, posseduti dal genitore minorenne o incapace.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda. In caso di adozioni o affidamenti preadottivi verrà presa in considerazione la data più favorevole tra il provvedimento di adozione e la data di ingresso in famiglia del minore, purché successivo al 1° gennaio 2016.

Bonus Nido: quando e come sarà possibile richiederlo

A questo punto non resta una domanda alla quale rispondere: come si richiede il Bonus Nido 2018? La circolare Inps del 29 gennaio 2018, n. 14 ha fornito le istruzioni operative relative alla presentazione delle domande per usufruire di questa particolare agevolazione. Vediamo insieme cosa dice.

Come abbiamo anticipato, le domande possono essere presentate a partire dal 29 Gennaio 2018 e fino al 31 Dicembre 2018. Ma attenzione: il bonus sarà concesso in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento risorse. Questo significa che nel caso in cui, a seguito del numero di domande pervenute si raggiunga il limite di spesa previsto dal governo, l’Inps non prenderà in considerazione le ulteriori domande. Occorrerà dunque affrettarsi a richiederlo. Al tal proposito ti ricordiamo che se hai più figli e per ognuno di essi intendi fruire del bonus nido, devi presentare tante domande quanti sono i tuoi figli.

Com'è ormai prassi le domande vanno presentate esclusivamente in via telematica. Se non hai mai richiesto alcuna misura di sostegno al reddito o non hai mai avuto bisogno di accedere alla sezione “Servizi Online” sul sito dell’Inps, è molto probabile che tu non abbia il Pin Inps Dispositivo. A tal proposito ti consigliamo di intraprendere la procedura di richiesta, in quanto potrà esserti utile tutte le volte che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ti chiederà di inoltrare la domanda di accesso a benefici, agevolazioni e quant’altro, tramite modalità telematica.

In presenza di un legale rappresentante (perchè ad esempio il genitore avente diritto è un minorenne o una persona incapace di agire) il PIN Inps viene attribuito al richiedente ma fisicamente rilasciato al legale rappresentante, che in questo modo potrà effettuare l’accesso al sistema con i dati identificativi del richiedente e procedere alla presentazione della domanda con i dati dello stesso.

Altrettanto utili sono le credenziali Spid, delle quali abbiamo parlato nell’articolo “SPID: cos’è e come funziona”.

Se non sei capace o non hai i mezzi per utilizzare la piattaforma online, puoi inviare la richiesta del bonus nido tramite Contact center (numero 803 164 gratuito da rete fissa o 06 164 164 da rete mobile) oppure rivolgendoti a patronati e intermediari. Ti ricordiamo che in quest'ultimo caso l'assistenza è totalmente gratuita.

Chiaramente nella compilazione della domanda occorre precisare quale delle due agevolazioni intendi richiedere:
- asilo nido;
- assistenza domiciliare.

Vediamo cosa occorre specificare ed allegare nell'uno e nell'altro caso.

Domanda per il bonus "asilo nido"

Se quale genitore richiedi il contributo previsto per il pagamento delle rette dell'asilo nido, dovrai specificare il periodo di frequenza scolastica.

Al momento della presentazione della domanda, devi indicare il periodo di frequenza scolastica (tra Gennaio e Dicembre 2018) per il quale intendi ottenere il beneficio. Se richiedi il bonus per un certo periodo (ad es. Gennaio - Giugno) e poi chiedi una integrazione (ad es. da Settembre a Dicembre), sei tenuto a presentare una nuova domanda anche se il bonus si riferisce allo stesso minore.

Alla domanda devi allegare la ricevuta che attesta il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza. La prova del pagamento potrai fornirla attraverso una ricevuta, una quietanza di pagamento, una fattura quietanzata, un bollettino bancario o postale oppure attraverso una attestazione del datore di lavoro o dell’asilo nido circa l’avvenuto pagamento. Qualora si tratti di un asilo nido pubblico che prevede il pagamento delle rette in via posticipata, come documentazione sostitutiva puoi presentare la graduatoria da cui risulta la presenza del bambino.

Le ricevute di pagamento delle rette relative ai mesi successivi dovrai trasmetterle entro la fine del mese di riferimento (dunque la retta di Febbraio va trasmessa entro il 28 dello stesso mese, quella di Marzo entro il 31 del mese e così via). In ogni caso è previsto un termine ultimo che è quello del 31 Gennaio 2019 (per gli asili pubblici il 1 Aprile 2019). Chiaramente prima alleghi la ricevuta e prima ottieni il rimborso.

In ogni caso la documentazione attestante la spesa sostenuta dovrà riportare:

- la denominazione e la Partita Iva dell’asilo nido;
- il CF del minore;
- il mese di riferimento,
- gli estremi del pagamento;
- il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.

Domanda per il contributo "assistenza domiciliare"

Se invece intendi richiedere una forma di assistenza presso la tua abitazione perché tuo figlio non ha la possibilità di frequentare l’asilo nido in quanto affetto da una grave patologia cronica, allora devi procurarti ed allegare alla domanda l’attestazione rilasciata dal pediatra sulla base di idonea documentazione.

L’Inps nella sua circolare tiene a rimarcare l’impossibilità di frequentare l’asilo nido deve dipendere solo da una condizione di salute, per di più grave e cronica, e mai da cause riconducibili ad aspetti organizzativi dell’asilo nido eventualmente prescelto.

L’attestazione rilasciata dal pediatra deve :
- contenere i dati anagrafici del minore (data di nascita, città, indirizzo e n. civico di residenza dello stesso)
- attestare la impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, in ragione di una grave patologia cronica.

Nel caso specifico il bonus di 1.000 euro viene erogato dall'Inps in un'unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Come viene pagato il bonus nido

Le modalità con le quali ricevere l’assegno sono: bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN. Ad erogare gli importi spettanti sarà l'Inps.

Chiaramente il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente. Nel caso in cui quest’ultimo sia minorenne o incapace di agire, la domanda deve essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto dell’avente diritto; il mezzo di pagamento prescelto dev’essere comunque intestato a quest’ultimo (minorenne o incapace di agire).

Chi sceglie l’accredito su un conto corrente con Iban è tenuto a presentare anche il mod. SR163 (“Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”), a meno che tale modello non sia stato già presentato all’INPS in occasione di altre domande di prestazione.

Il modello SR163 serve a verificare la corrispondenza tra l’Iban indicato nella domanda di bonus nido e la titolarità del conto a cui l’Iban stesso si riferisce. Per questo motivo nel modello SR163 vanno riportati:
- il codice fiscale del richiedente;
- la modalità di pagamento scelta;
- i dati di riferimento della banca o delle Poste;
- il codice Iban.

Il tutto con tanto di data, timbro e firma del funzionario del competente Ufficio postale o della Banca.

Quando si perde il bonus nido

Se richiedi il bonus nido ricorda di confermare ad ogni mensilità, nello stesso momento in cui alleghi le ricevute di pagamento della retta,  che i requisiti sono rimasti gli stessi rispetto a quanto dichiarato nella domanda.

L’Inps nel momento in cui viene a conoscenza di un evento che causa la decadenza dal bonus (perdita della cittadinanza, decesso del genitore richiedente, decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale, affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda, affidamento del minore a terzi), provvede - a partire dal mese successivo - ad interrompere l’erogazione dell’assegno.

In questi casi nulla impedisce ad un altro soggetto di subentrare al genitore che aveva fatto domanda del bonus nido, ma è necessario che:
- per quest’ultimo siano soddisfatti i requisiti di legge fin dalla data di presentazione della prima domanda;
- la richiesta di subentro venga avanzata entro 90 giorni dal verificarsi di una delle cause di decadenza.

Il Bonus Nido, Il Bonus Bebè e le altre misure di sostegno al reddito delle famiglie nel 2018

L’arrivo di un figlio è uno degli eventi più belli che un essere umano possa vivere. Non a caso è anche uno dei più complessi. La famiglia in espansione subisce una piccola grande rivoluzione nelle consuetudini di tutti i giorni e non ci riferiamo solo all’insonnia indotta dai pianti nel bel mezzo della notte, ma anche ad una diversa gestione delle finanze.

Fin dalla gravidanza il nascituro e sua mamma hanno bisogno di visite mediche specialistiche, controlli periodici, equipaggiamento e prodotti ad hoc. In favore dei bisogni del neonato e dei suoi genitori, il Governo ha disposto e prorogato alcune misure di sostegno al reddito per le famiglie con bambini piccoli, sia che esse si trovino in difficoltà economiche, sia che detengano una situazione reddituale più agiata.

In questo articolo abbiamo già citato diverse volte il Bonus Mamma Domani, che si traduce in un assegno di 800 euro corrisposto alle mamme dal 7° mese di gravidanza in poi, una tantum, per aiutarle ad affrontare il lieto evento, e il Voucher Babysitter e asilo nido, che invece permette alle lavoratrici dipendenti e a quelle autonome di rinunciare al congedo parentale e ricevere i contributi Inps per pagare babysitter o asili nido per un massimo di 6 mesi. Il bonus asilo nido non può essere cumulato con i voucher baby sitting (per le mensilità coincidenti).

Un'altra agevolazione molto importante, destinata alle famiglie che versano in condizioni economiche disagiate, è il Bonus Bebè che viene riconosciuto per 3 anni consecutivi e si traduce in un assegno mensile di 80 euro per ciascun figlio a partire dal giorno di nascita o di ingresso dello stesso nella famiglia (in caso di adozione o di affido preadottivo). Per conoscere i requisiti di accesso e le modalità di richiesta, ti invitiamo a leggere “Bonus bebè: ecco come cambia”.

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