Bonus ristrutturazioni 2018: tutto quello che c'è da sapere

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La legge di bilancio 2018 ha prorogato fino al 31 Dicembre 2018 la possibilità di fruire del bonus ristrutturazioni. In pratica fino alla data indicata, i cittadini privati hanno la possibilità di detrarre dall'Irpef il 50% delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Prevista, inoltre, l'estensione della detrazione anche per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati all'arredo dell'abitazione oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia (leggi "Bonus mobili 2018: in cosa consiste e come beneficiarne"). Già dallo scorso anno, invece, il Governo ha deciso di non rinnovare ai giovani under 35, coniugati o conviventi, il cosiddetto bonus mobili giovani coppie.

Bonus ristrutturazioni: come funziona

Come si è anticipato in premessa, il bonus ristrutturazioni consiste in una detrazione d'imposta. Le detrazioni consentono in pratica di ridurre l'imposta lorda, rideterminando in questo modo la somma che il contribuente deve effettivamente allo Stato. In generale le detrazioni fiscali sono dovute in relazione ai familiari a carico del contribuente, alle spese da questi sostenute per gli interessi passivi sul mutuo, per l'acquisto di medicinali o visite specialistiche, per l'iscrizione dei figli a scuola e per l'appunto agli interventi di ristrutturazione edilizia.

Nel caso specifico i contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) il 50% delle spese sostenute per la manutenzione, il restauro o la ristrutturazione di edifici destinati ad uso abitazione. La detrazione ristrutturazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Va da se che qualora l'importo Irpef trattenuto dal sostituto d’imposta o da pagare in dichiarazione dei redditi, sia inferiore alla detrazione calcolata sulle spese di ristrutturazione edilizia, la differenza non potrà essere rimborsata dal fisco, nè essere conteggiata in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo. Ma facciamo un esempio per capire meglio: il nostro commercialista ci comunica che per il 2017 l'Irpef da pagare è pari a 800 euro. La quota annuale da portare in detrazione a seguito degli interventi di ristrutturazione dell'abitazione effettuati negli anni addietro è invece pari a 950 euro. Bene, in questo caso è vero che allo Stato non dobbiamo nulla, tuttavia la differenza di 150 euro (950 - 800) non può essere recuperata in alcun modo, ossia non potrà essere chiesta a rimborso, né portata in detrazione per l'anno successivo. In questo caso si dice che non c'è sufficiente capienza fiscale.

Ma cosa succede se l'intervento di ristrutturazione edilizia si protrae negli anni? In questo caso per determinare se si ha ancora diritto alla detrazione, occorre sommare le spese sostenute nei vari anni, calcolare il 50% e scomputare le quote già portate in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi relative agli anni passati.

Nel caso in cui i lavori di ristrutturazione vengano effettuati su immobili a uso promiscuo, situazione che ricorre quando c'è chi svolge l'attività in un luogo che è casa e anche studio (ad es. un avvocato, un amministratore condominiale, ecc.), la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

Ricordiamo, infine, che dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali.

Bonus ristrutturazioni e criterio di cassa

L'agevolazione può essere richiesta per le spese effettivamente sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa. Questo significa che se il pagamento delle spese per interventi di ristrutturazione eseguiti a fine 2017 è stato effettuato il 2° gennaio 2018, l’onere potrà essere detratto nella dichiarazione dei redditi 2018, da presentare nel 2019.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, la detrazione spetta con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. Al singolo condomino spetta una detrazione nel limite della quota a lui imputabile.

Bonus ristrutturazioni: quali beneficiari

Possono beneficiare della detrazione ristrutturazione non solo i proprietari degli immobili, ma anche il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), chi occupa l'immobile a titolo di locazione o comodato e perfino il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento, purché sostenga le spese, le fatture e i bonifici siano a lui intestati e la condizione di convivente o comodatario sussista al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori. Possono fruire delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie anche i membri delle unioni civili ("Unioni civili e bonus ristrutturazione").

Ricordiamo che rientrano nella categoria dei "familiari" il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Cosa accade invece se marito e moglie sono comproprietari dello stesso immobile, sostengono insieme le spese ma solo uno dei due si intesta la fattura ed effettua il bonifico? L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che in questo caso la detrazione spetta anche all'altro coniuge a condizione che nella fattura sia inserita una nota con cui si specifica la percentuale di spesa a suo carico.

Nel caso in cui si stipuli un un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente ha diritto alla detrazione se:
- il compromesso è stato registrato;
- è nel possesso dell’immobile;
- esegue gli interventi a proprio carico.

Chiaramente tutti contribuenti che beneficiano del bonus ristrutturazioni devono essere assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Bonus ristrutturazioni: quali lavori vi rientrano

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali di qualsiasi categoria catastale (incluse le pertinenze) per i quali spettano le detrazioni, riguardano gli interventi di manutenzione straordinaria, gli interventi di ristrutturazione edilizia e le opere di restauro e risanamento conservativo.

Perchè siano classificati come manutenzione straordinaria, gli interventi non devono modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportare mutamenti delle destinazioni d'uso. Vi possono rientrare ad esempio gli interventi di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, ma anche il rifacimento di un bagno (leggi "Ristrutturare il bagno: come fruire delle agevolazioni"), la costruzione di una scala interna, la realizzazione di un recinto esterno, la sostituzione di infissi, ecc.

Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia rientrano invece: la demolizione e fedele ricostruzione di un immobile (dunque senza alcun ampliamento), la modifica della facciata, la realizzazione di una mansarda o di un balcone o la trasformazione di una soffitta in mansarda o di un balcone in veranda, l'apertura di nuove porte e finestre, ecc.

Possono, inoltre, beneficiare della detrazione fiscale:
- gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
- gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
- i lavori finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche;
- gli interventi di bonifica dall'amianto;
- gli interventi di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (es. installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, montaggio di vetri anti-infortunio, installazione del corrimano);
- gli interventi relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione, porte blindate o rinforzate, tapparelle metalliche con bloccaggi, casseforti a muro, ecc.) Leggi in proposito l'articolo "Bonus fiscali per porte blindate, inferriate e sistemi antifurto: ecco cosa fare".

Vi rientrano anche gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all'adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici. 

Beneficiano, inoltre, del bonus ristrutturazioni gli interventi finalizzati:
- alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (terremoti, inondazioni, ecc.), a patto però che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
- alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;
- all’eliminazione delle barriere architettoniche;
- a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi.

Bonus ristrutturazioni e manutenzione ordinaria

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all'agevolazione Irpef solo se riguardano determinate parti comuni di edifici residenziali (suolo su cui sorge l’edificio, fondazioni, muri maestri, tetti, scale, portoni d’ingresso, cortili, ascensori, fognature, etc.). In questo caso la detrazione spetta ad ogni condomino in proporzione delle rispettive quote millesimali.

Gli stessi interventi di manutenzione ordinaria se eseguiti su un immobile di proprietà privata, non danno diritto ad alcuna agevolazione. Così non consentono di fruire dell'agevolazione la semplice tinteggiatura delle pareti, la sostituzione dei pavimenti, la verniciatura di porte e finestre, il rifacimento di intonaci interni, ecc.

In un solo caso queste spese possono beneficiare debonus ristrutturazioni, ossia quando sono da collocare nel quadro di un intervento più ampio che vede ad esempio la demolizione e realizzazione di nuove mura divisorie, lo spostamento dei servizi igienici, ecc.

Bonus ristrutturazioni: quali spese sono ammesse

Sono ammesse all’agevolazione non solo le spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ma anche quelle relative ad esempio alla progettazione e alle altre prestazioni professionali, all’acquisto dei materiali, all’effettuazione di perizie e sopralluoghi, ai diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori, agli oneri di urbanizzazione, ecc.

La detrazione per le misure antisismiche

Con riferimento alle spese spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche sia su immobili adibiti ad abitazione sia su quelli per le attività produttive, la legge prevede fino al 31 dicembre 2021, detrazioni fiscali nella misura del 50% fino a un ammontare complessivo delle spese non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno. Tuttavia tale percentuale può innalzarsi al 70% o 80% nel caso in cui dagli interventi derivi, rispettivamente, una diminuzione di una o due classi di rischio; addirittura se gli interventi vengono eseguiti sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75% e dell’85%. La detrazione deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo

Tra le spese detraibili rientrano non solo quelle materiali, ma anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. Le detrazioni fiscali sulle misure antisismiche possono essere usufruite sia dai soggetti passivi Irpef, sia dai soggetti passivi Ires.

E' estremamente interessante, infine, l'opportunità concessa ai beneficiari delle detrazioni per interventi condominiali antisismici di cedere il credito corrispondente alle imprese che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati, che a loro volta hanno la possibilità di cedere il credito ricevuto. Il credito non può essere ceduto a banche, istituti finanziari e amministrazioni pubbliche.

Gli interventi devono essere effettuati su edifici ubicati nelle zone sismiche 1 (sismicità alta), 2 (sismicità medio-alta) e 3 (sismicità medio-bassa). 

Per maggiori informazioni ti rimandiamo alla lettura dell'articolo "Sisma Bonus: cos'è, a chi spetta e come funziona".

Bonus ristrutturazioni: IVA al 10%

Ma la detrazione Irpef non è l’unico beneficio di cui è possibile godere nel momento in cui si decide di effettuare interventi di ristrutturazione edilizia. Ad esso, infatti, si aggiunge l’applicazione di un’IVA ridotta al 10% per le prestazioni di servizi.

Tale aliquota ridotta può riguardare anche l'acquisto di beni (ad esempio il calorifero, la finestra, il citofono, i sanitari, ecc.), ma solo se la fornitura riguarda il contratto di appalto e l'appaltatore fornisce beni di valore significativo. Per intenderci il contribuente non può fruire dell'IVA ridotta se acquista personalmente i nuovi sanitari per il bagno e poi chiama il muratore e l'idraulico per eseguire i lavori.

I beni significativi, espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999, sono:
- ascensori e montacarichi;
- infissi esterni e interni;
- caldaie;
- video citofoni;
- apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
- sanitari e rubinetteria da bagni;
- impianti di sicurezza.

Non solo. L’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

Anche in questo caso facciamo un esempio. Supponiamo di chiamare una ditta specializzata per il rifacimento di un bagno, la quale per l’intervento richiede il pagamento di un prezzo pari a 12.000 euro, di cui:
- 5.000 per lavori
- 7.000 per fornitura di rubinetteria, sanitari, box doccia e quant’altro.

In pratica l’IVA al 10% si applica sui 5.000 euro relativi alla prestazione lavorativa e su una quota parte del valore dei beni significativi, ossia su 5.000 euro, pari alla differenza tra 12.000 importo complessivo dell’intervento e 7.000 (importo dei beni significativi).

Cosa fare per fruire del bonus ristrutturazioni

Per fruire delle detrazioni sulle ristrutturazioni non sono previsti particolari adempimenti. E' infatti sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Ricordiamo tra l'altro che l'obbligo dell'invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara è stato soppresso.

Occorre invece conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:
- le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). A tal proposito potrebbe risultarti utile la lettura dell'articolo "Come ristrutturare casa in maniera semplice e veloce". Se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, occorre predisporre una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili. La dichiarazione sostitutiva necessita l'apposizione di una data certa o l'autentica da parte di un pubblico ufficiale;
- domanda di accatastamento (se l'immobile non è ancora censito);
- ricevute di pagamento dell'ICI/IMU, se dovuta;
- delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
- dichiarazione di consenso del possessore dell'immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell'immobile, se diverso dai familiari conviventi.

In luogo di tutto questo, il contribuente può predisporre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (senza bollo), in cui dichiara di essere in possesso della documentazione necessaria.

Naturalmente occorre conservare anche le fatture e le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute unitamente ai bonifici di pagamento. A proposito di fatture va ricordato che non esiste più l'obbligo di evidenziare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall'impresa che esegue i lavori.

Non dimenticare, infine, la comunicazione preventiva alla ASL indicante la data di inizio dei lavori. Ricordiamo che tale comunicazione, ai sensi del decreto legislativo 81/2008 (il c.d. Testo Unico sulla Sicurezza), si rende necessaria quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:
1. nel cantiere si trovano a lavorare più imprese anche non contemporaneamente,
2. nei cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di comunicazione preliminare, ricadono nelle categorie di cui al numero 1 per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera,
3. nei cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.

E' importante ricordare che in caso di violazioni delle norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro e agli obblighi contributivi, il contribuente può decadere dal diritto alla detrazione. In questi casi meglio farsi rilasciare dalla ditta esecutrice dei lavori una dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Bonus ristrutturazioni: pagamento tramite bonifico

Per fruire della detrazione è necessario che le spese oggetto di detrazione siano pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento ("Saldo/Acconto Fattura n° xx del xx/xx/xxxx per ..... ai sensi della legge 449/97 art.1 - sconto IRPEF per interventi sul patrimonio edilizio"), il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Di seguito un esempio di causale per il bonifico parlante in caso di ristrutturazione edilizia
"Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'art. 16-bis DPR 917/1986. Pagamento fattura n° ... del ..... a favore della Ditta .......... P.IVA ................ Beneficiario della detrazione ..... C.F. ................"
e di riqualificazione energetica
"Bonifico per pagamento lavori di riqualificazione energetica. Detrazione 65%, ai sensi dell’art. 1, commi 344-347, legge 27 dicembre 2006, n. 296. Pagamento fattura n° ... del ..... a favore della Ditta .......... P.IVA ................ Beneficiario della detrazione ..... C.F. ................".

Ogni banca naturalmente adotta un proprio modello standard per il bonifico, noi ve ne offriamo uno a titolo esemplificativo.

E' importante sottolineare che senza questi dati, le banche e le poste non possono effettuare la ritenuta dell'8% a titolo di acconto dell'imposta dovuta dall'impresa che effettua i lavori. Per questo motivo i bonifici incompleti - secondo l'Agenzia delle Entrate - fanno venire meno il diritto ad usufruire della detrazione fiscale.

Ricordiamo che i bonifici devono essere effettuati dalla medesima persona a cui sono intestate le fatture e che beneficerà della detrazione. Come si è già detto, qualora fattura e bonifico sono intestati a un solo comproprietario ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non risulti indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.

Se invece vi sono più soggetti che sostengono la spesa, e tutti intendono beneficiare della detrazione fiscale, sulla distinta di bonifico occorre riportare il codice fiscale di tutti le persone interessate.

Se si è fatto ricorso ad una società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà beneficiare della detrazione a patto che la finanziaria paghi l’impresa che ha eseguito i lavori con le stesse modalità sopra descritte, ossia mediante bonifico. In questo caso è opportuno che il contribuente sia in possesso di una copia della ricevuta del bonifico.

Per gli interventi che riguardano le parti comuni del condominio, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere pagate con altre modalità.

Bonus ristrutturazioni e cambio di possesso

Cosa accade se dopo aver eseguito interventi di ristrutturazione edilizia e aver fruito per un certo periodo (ad es. 2 o 3 anni) delle detrazione, il contribuente decidesse di vendere l’immobile? In una simile ipotesi, il contribuente avrebbe la possibilità di scegliere se continuare a beneficare della detrazione per il periodo che resta (8 o 7 anni) o trasferire tale diritto al nuovo acquirente (persona fisica). Se questa sua volontà non viene specificata nell’atto di compravendita, l’agevolazione fiscale viene automaticamente trasferita all’acquirente dell’immobile.

E se il contribuente che non ha ancora beneficiato completamente della detrazione ristrutturazione ad un certo momento dovesse venire a mancare? In questo caso sarebbero gli eredi (il coniuge, i figli, ecc.) ad avere la possibilità di fruire del beneficio fiscale, ma a patto di conservare la “detenzione materiale e diretta dell’immobile ” per i rimanenti periodi d’imposta.

Come si può perdere il bonus ristrutturazioni

La detrazione si può perdere nei casi in cui:
- non sia stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria;
- il pagamento non sia stato eseguito tramite bonifico bancario o postale;
- non siano state esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate;
- non sia stata esibita la ricevuta del bonifico o questa risulti intestata a persona diversa da
quella che richiede la detrazione;
- le opere edilizie eseguite non rispettino le norme urbanistiche ed edilizie comunali;
- siano state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi.

Bonus ristrutturazioni: non cumulabilità con detrazione per il risparmio energetico

Se su uno stesso immobile o su diversi immobili di proprietà si eseguono interventi di ristrutturazione edilizia (detrazione 50%) e interventi di riqualificazione energetica (detrazione del 65%), non sarà possibile beneficiare cumulativamente delle due forme di detrazione. Se gli interventi rientrano sia nell'una che nell'altra forma di agevolazione (ad esempio nel caso di sostituzione o riparazione di caldaia con innovazioni, sostituzione di infissi, ecc.), il contribuente dovrà scegliere se fruire, per le medesime spese, dell’uno o dell’altro beneficio fiscale.

Divieto di cumulabilità anche con il bonus verde, una agevolazione consistente nella detrazione dell’Irpef nella misura apri al 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di balconi, aree scoperte, terrazzi, lastrici solari e giardini pensili, ma anche per la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi. Il limite di spesa ammesso è di 5.000 euro e la detrazione può arrivare ad un massimo di 1.800 euro, da ripartire in 10 rate annuali. Tutti gli approfondimenti in "Bonus verde: cos’è, come funziona e chi può beneficiarne".

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51486 - Redazione
05/02/2018
Maria, la sostituzione di pavimenti rientra fra i lavori di manutenzione ordinaria, dunque non può fruire della detrazione fiscale, a meno che il lavoro non rientri nell'ambito di un intervento più vasto, agevolabile - come la demolizione di tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi, ecc. La sostituzione degli infissi, se produce un miglioramento termico e una diminuzione delle dispersioni, da diritto ad una detrazione del 50%.

51474 - Maria
04/02/2018
Abbiamo costruito casa da poco. Vorremmo rifare pavimenti e infissi. Si può chiedere la ristrutturazione per avere detrazione fiscale visto che la casa è stata accatastata nel gennaio 2018?

51469 - Redazione
03/02/2018
Luigi, l'ecobonus è confermato anche per l'anno 2018.

51443 - Luigi
30/01/2018
Dal 2018 il 65% non c'è più?

51401 - Jonathan M.
25/01/2018
Buongiorno, avendo già presentato la scia a nome di mio padre ed avendo già iniziato i lavori, volevo sapere se le fatture possono essere intestate a lui ma fruire io della detrazione. O se le fatture devono essere intestate a me e se è possibile che lo siano non essendo così per la scia. Grazie

50916 - Claudia
17/11/2017
Buongiorno, mia mamma ha richiesto il rimborso per lavori di ristrutturazione sostenuti nel condominio. Il suo amministratore ha richiesto la compilazione di un modulo dove si richiedono i dati e le firme dei figli che sono gli eredi. Io che sono la figlia maggiore, non sono proprietaria di niente e volevo sapere se posso non firmare il foglio senza togliere nulla a mia mamma.

50668 - Flavio
22/10/2017
Buongiorno, dovendo sostituire la porta di ingresso con una blindata, per accedere alla detrazione del 50% devo fare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà o in alternativa la dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio? Grazie

50124 - Redazione
30/08/2017
Lisa, come abbiamo precisato in questo articolo, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione edilizia, e non quella in cui si effettuano materialmente le spese, deve essere anteriore a quella in cui si acquistano mobili ed elettrodomestici.

50117 - Lisa
30/08/2017
Buongiorno, devo rifare i bagni e volevo usufruire del bonus mobili. Una volta vidimato in posta l'atto sostitutivo di notorietà attestante che oggi inizio i lavori posso acquistare dei mobili oppure per beneficiare del bonus devo aspettare di pagare con bonifico adeguato l'intervento dell'idraulico (tra 1 mese circa)? Grazie mille, gentili e competenti. Lisa

49524 - Redazione
31/05/2017
Luca, pur beneficiando delle detrazioni fiscali, la sostituzione dei sanitari e degli impianti del bagno non richiede il rilascio di alcun titolo abilitativo da parte del comune. Chieda nel caso conferma ad un architetto o geometra di sua fiducia.

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