Congedo paternità: novità e modalità di richiesta

congedo paternità, congedo paternità inps

Abbiamo visto come la donna lavoratrice in gravidanza possa richiedere, oltre alla maternità obbligatoria, anche quella anticipata a patto che ricorrano alcune precise condizioni previste dalla legge (leggi "Maternità anticipata: quando spetta e come fare domanda"). Ma forse non tutti sanno che in occasione della nascita di un figlio non solo la mamma, ma anche il papà può chiedere l'astensione dal lavoro. Certo la legge continua a riconoscere ai lavoratori padri un ruolo di secondo piano rispetto alle madri, ma è indubbio che negli ultimi anni la tendenza è quella di una progressiva estensione di certe tutele anche ai primi. In questo articolo ci concentreremo in modo particolare sul congedo paternità, cercando di evidenziare quali sono le differenze rispetto ad alle altre forme di tutela della paternità.

Congedo paternità: cos’è

Il congedo paternità è una particolare forma di astensione dal lavoro che viene concessa al padre lavoratore dipendente in occasione della nascita di un nuovo figlio o dell'entrata in famiglia di un nuovo componente adottato o in affido. In buona sostanza grazie ad esso, il padre ha la possibilità di assentarsi dal lavoro e continuare comunque a percepire il cento per cento della restribuzione, oltre che beneficiare dell'accredito dei contributi figurativi. E’ importante sottolineare che allo stato attuale il congedo di paternità non spetta ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

La legge in particolare prevede un congedo obbligatorio e un congedo facoltativo, fruibili dal padre lavoratore entro e non oltre il quinto mese di nascita o di adozione/affidamento del figlio. In caso di adozione o affido il termine del quinto mese decorre dall’effettivo ingresso in famiglia del minore nel caso di adozione nazionale, o dall’ingresso del minore in Italia nel caso di adozione internazionale.

Congedo paternità obbligatorio: si tratta di un congedo fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino, anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice e comunque in aggiunta ad esso. Il congedo paternità obbligatorio è di 2 giorni (in precedenza era di un solo giorno) per gli eventi parto, adozione o affido avvenuti entro il 31.12.2017. Il padre può godere dei due giorni anche in meniera non continuativa. L’astensione dal lavoro può essere esercitato dal papà anche in concomitanza con il congedo di maternità della madre.

La legge di stabilità 2017, inoltre, ha previsto per il 2018 due ulteriori giorni di congedo obbligatorio, che dunque diventeranno quattro. Un buon passo in avanti, ma siamo ancora molto lontani dai trattamenti che altri stati dell'unione europea riservano ai padri lavoratori. In Francia ad esempio il congedo partenità è di 11 giorni, in Spagna addirittura di 15 giorni, mentre in Danimarca ai papà vengono concesse due settimane da fruire entro le prime 14 settimane di vita del bambino.

Congedo paternità facoltativo: diversamente da quello obbligatorio, il congedo paternità facoltativo è fruibile dal padre lavoratore dipendente per uno o due giorni al massimo, anche continuativi, ma solo se la madre lavoratrice rinuncia a fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità.

Come nel caso del congedo paternità obbligatorio, anche quello facoltativo deve essere fruito dal padre comunque entro il quinto mese dalla data di nascita del figlio. Anche in questo caso, inoltre, il congedo paternità spetta anche se la madre, pur avendone diritto, non si avvale del congedo di maternità.

Si richiama infine l'attenzione sul fatto che il congedo paternità non può essere frazionato ad ore.

Congedo paternità: quanto spetta

Il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo paternità (obbligatorio o facoltativo) ad un'indennità giornaliera, a carico dell'INPS, pari al 100% della sua retribuzione. L’indennità viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro, tranne nei casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps.

Congedo paternità: domanda

La richiesta del congedo paternità Inps, può essere fatta in due modi distinti:

a) se l'indennità di congedo paternità è anticipata dal datore di lavoro, allora il padre lavoratore deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date in cui intende fruirne. Ti offriamo un fac simile di richiesta fruizione congedo di paternità obbligatorio/facoltativo al datore di lavoro.

Tale domanda va inoltrata con un anticipo di almeno 15 giorni, e ove richiesto in relazione all'evento nascita, sulla base della presunta data del parto. Nel caso in cui il padre faccia richiesta del congedo paternità facoltativo, deve allegare alla richiesta una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni pari a quelli richiesti dal padre, con conseguente riduzione del congedo di maternità. Tale dichiarazione deve essere presentata anche al datore di lavoro della madre a cura di uno dei due genitori.

b) se l'indennità di congedo paternità è pagata direttamente dall’INPS, la domanda congedo paternità deve essere inoltrata esclusivamente per via telematica all'istituto di previdenza attraverso uno dei seguenti canali:
- il sito www.inps.it (area Servizi On Line). A tal fine occorre disporre del PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto. Chi non ne fosse ancora in possesso, può richiederlo seguendo le istruzioni contenute nell’articolo “Come richiedere ed utilizzare il PIN Inps”;
- Contact Center integrato n. 803164 (oppure 06164164);
- Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Il datore di lavoro successivamente comunicherà all'INPS, attraverso il flusso UNI-EMENS, le giornate di congedo fruite.

Congedo partenità e prestazioni a sostegno del reddito

Il congedo paternità, sia obbligatorio che facoltativo, può essere richiesto anche se il padre percepisce l’indennità di disoccupazione, l’indennità di mobilità o il trattamento di integrazione salariale straordinario. Per entrambi i congedi sono riconosciuti gli assegni per il nucleo familiare (leggi “Assegni familiari Inps: requisiti, tabelle e modulo di domanda”).

Congedo partenità e congedo parentale

Il congedo paternità non va associato al congedo parentale, che è quello che spetta facoltativamente ai genitori naturali entri i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo di 10 mesi cumulabili tra mamma e papà (elevabili a 11 qualora il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi), con conseguente riduzione o addirittura esclusione della retribuzione. Per maggiori dettagli ti invitiamo a leggere l'articolo "Congedo parentale facoltativo: cos'è e come richiederlo".

Congedo paternità e permessi al padre lavoratore

Il congedo di paternità non va neppure accumunato ai permessi di lavoro che la legge riconosce al lavoratore padre in sostituzione al congedo di maternità.

In particolare al papà spettano 2 ore di permesso o riposo giornaliero (1 ora se se l'orario di lavoro è inferiore alle 6 ore giornaliere o se la madre lavoratrice si avvale dell’asilo nido aziendale), quando:
- la madre è deceduta o è gravemente inferma;
- il figlio è stato affidato esclusivamente al padre;
- la madre, lavoratrice dipendente, abbia rinunciato ai riposi;
- la madre è una libera professionista o una lavoratrice autonoma o non lavora e come tale non ha diritto ai riposi;
- la madre ha abbandonato il figlio.

Tali permessi spettano durante il primo anno di vita del bambino oppure durante il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o affidamento. In caso di parto o di adozioni o affidamenti plurimi le ore di permesso sono raddoppiate.

Questo il modulo di domanda che il padre lavoratore deve presentare all’Inps per aver diritto ai permessi.

Documenti correlati



29030 - Redazione
24/02/2014
Giada, i congedi parentali spettano anche ai mariti delle casalinghe.

29003 - giada
21/02/2014
Salve, se io sono casalinga e mio marito lavora, può chiedere i 2 gg di congedo facoltativi?

27983 - Redazione
13/12/2013
Francesca, può provarci in ogni caso anche se il preavviso al datore di lavoro va dato con un periodo di preavviso comunque non inferiore a quindici giorni, salvo casi di oggettiva impossibilità.

27974 - Francesca
12/12/2013
Salve avrei bisogno di aiuto, Se faccio la richiesta di congedo parentale online sei giorni prima del giorno effettivo che mi serve, e l'inps l'accetta protocollandola, può il datore di lavoro rifiutare il congedo?

Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata