Conto deposito: perchè è conveniente averne uno

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In un momento di così forte incertezza, una soluzione per chi vuole far fruttare la propria liquidità senza correre particolari rischi è rappresentata dal conto deposito. Il conto deposito è un prodotto bancario facile da utilizzare, caratterizzato da un rischio praticamente nullo e da un tasso d'interesse superiore a quello del tradizionale conto corrente, benchè negli utlimi anni - causa i ripetuti tagli operati dalla Banca Centrale Europea sul costo del denaro - si sia assistito ad una progressiva contrazione dei rendimenti. Ma vediamo di capire se il contro deposito può effettivamente rappresentare lo strumento ideale per la gestione della liquidità nel breve termine.

Conto deposito cos'è

Il conto deposito possiamo definirlo come un vero e proprio strumento di investimento, dunque una soluzione che consente al risparmiatore di gestire la propria liquidità, magari quella in eccesso presente sul conto corrente, ottenendo un rendimento più elevato (generalmente tra l'1% e il 2,5%) senza rischiare nulla.

In genere i conti di deposito devono essere abbinati a un conto corrente (conto d'appoggio) tramite il quale effettuare versamenti e prelievi. Normalmente si possono investire anche piccole somme, a partire da 1.000 euro, ma taluni istituti consentono il versamento di cifre anche più modeste. Il conto deposito non consente di fruire di quei servizi tipici del conto corrente, come l'accredito dello stipendio o della pensione, l'utilizzo del carnet di assegni, del bancomat, della carta di credito o della domiciliazione delle utenze. Dunque se necessiti di uno qualunque di questi servizi, il conto deposito non può essere la soluzione giusta per te.

Esistono conti deposito LIBERI (il cliente può effettuare prelievi in qualsiasi momento), e conti deposito VINCOLATI con scadenze a 6, 12 oppure 36 mesi. Questi ultimi normalmente non consentono l'estinzione anticipata (se non pagando penali o restituendo gli interessi qualora corrisposti anticipatamente), né di prelevare parte dei soldi depositati prima della scadenza del vincolo. Offrono tuttavia tassi di interesse superiori ai conti deposito liberi e maggiore è la durata del vincolo, maggiori saranno gli interessi corrisposti dalla banca. Nel caso di un conto deposito vincolato gli interessi vengono accreditati al termine del periodo.

Perché scegliere un conto deposito

I motivi per cui conviene aprire un conto deposito in parte li abbiamo già spiegati, ma visto che sono tanti vediamo di riassumerli:

- si beneficia di una remunerazione più alta di quella offerta da un conto corrente tradizionale. Tra l’altro il tasso di interesse contrattualmente definito è fisso e non risente delle oscillazioni di mercato;

- non richiede normalmente una particolare istruttoria, mente può essere subordinata al versamento di una somma minima. E' sufficiente recarsi allo sportello con il documento d'identità in corso di validità (carta di identità, patente o passaporto) e il codice fiscale oppure consultare il sito ufficiale della banca scelta. Attenzione, se il conto viene aperto online con una banca con la quale non si ha altri rapporti in corso, occorre procedere all’identificazione finanziaria. Lo prevede la normativa sull'antiriciclaggio (D.Lgs 21 novembre 2007, n. 231). In questo caso le soluzioni possibili sono rappresentate dalla disponibilità di:

  • un conto corrente di appoggio presso un altro istituto;
  • un conto deposito con operatività evoluta aperto presso un altro istituto. Deve trattarsi in altri termini di un conto che permetta di effettuare bonifici con indicazione della causale;
  • una carta conto dotata di IBAN (ad es. PostePay Evolution) che ti consenta di eseguire tutte le principali operazioni legate al conto corrente - inclusa quella di bonificare una somma su un conto deposito - senza però la necessità di sottoscriverne uno;

- non necessariamente occorre disporre di un conto corrente di appoggio per aprire un conto deposito. C'è infatti la possibilità di aprire conti vincolati senza conto corrente;

- si tratta di una operazione che non comporta alcun rischio, ma su questo punto ti invitiamo a leggere con attenzione quanto riportato nel paragrafo successivo;

- non comporta generalmente spese di apertura, chiusura e gestione;

- non sono previsti per le persone fisiche limiti per il versamento delle somme;

- si beneficia, come vedremo meglio in seguito, della copertura del Fondo interbancario di tutela dei depositi in caso di fallimento della banca.

Conto deposito: quali rischi

Abbiamo detto in precedenza che aprire un conto deposito non comporta alcun rischio, al contrario di quanto accade con qualsiasi altro strumento di finanziamento. Attenzione però perché con un conto deposito non sei tutelato contro un eventuale crack della tua banca. Infatti con l'introduzione del “Bail in”  ("salvataggio interno") valgono nuove regole ai fini della prevenzione e soprattutto della gestione delle crisi di banche e imprese di investimento.

Il concetto fondamentale è che di fronte ad un rischio fallimento della banca occorra utilizzare risorse private - presenti all’interno dell'isituto stesso - evitando che il costo del salvataggio gravi sui contribuenti e sullo stato. Tradotto significa che per salvare una banca in crisi dovranno essere chiamati in primo luogo gli azionisti. Se la cifra non è sufficiente a sanare le perdite registrate, si toccheranno altri strumenti di investimento, a cominciare dalle obbligazioni convertibili per poi arrivare alle obbligazioni subordinate e alle altre obbligazioni non garantite. Se neppure questo servirà a scongiurare il fallimento dell'istituto, allora saranno coinvolti anche i conti deposito e i conti correnti bancari. Ma bada bene: questi ultimi non potranno essere ridotti a cifre inferiori a 100.000 euro, ciò per il fatto che essi sono tutelati dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi.

Si tratta di un Fondo, supervisionato dalla Banca d'Italia, a cui aderiscono tutte le banche italiane ed extracomunitarie che hanno filiali in Italia. Ha lo scopo di tutelare i risparmiatori da un eventuale stato di insolvenza della propria banca. In particolare sono oggetto di tutela i conti correnti, i conti deposito, gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi (non quelli al portatore). Non godono della stessa garanzia strumenti di investimento come i titoli di Stato, le obbligazioni, le azioni, i pronti contro termine, ecc. Queste considerazioni dovrebbero spingerti a prestare una particolare attenzione al rating degli istituti di credito.

In definitiva se sul tuo conto deposito c’è una disponibilità di 120.000, di fronte ad una possibile crisi della banca il massimo che potresti rischiare è 20.000 euro. Ma cosa fare per eliminare anche questo rischio? Le soluzioni possibili sono:
a) suddividere la somma fra due o più conti deposito su banche diverse così da restare sotto soglia;
b) investire l'eccedenza in strumenti di investimento che in ogni caso non sarebbero chiamati a contribuire al risanamento della banca in crisi: fondi comuni di investimento, azioni societarie, titoli di stato, ecc.

Conto deposito: quanto costa

Come il conto corrente o qualsiasi altro strumento di investimento, anche il conto deposito è soggetto alle imposte. In particolare sui conti deposito si applica una ritenuta del 26% sugli interessi maturati. Ad esso si aggiunge un’imposta di bollo annuale sulle somme depositate pari al 2 per mille. Da tener presente che alcune banche, a scopo promozionale, assumono l’impegno di pagare l’imposta di bollo al posto del cliente.

Conto deposito: consigli utili

Prima di aprire il tuo conto deposito ti consigliamo di esaminare con attenzione le tante offerte presenti sul mercato. A tal fine ti segnaliamo l'esistenza di diversi portali (ad esempio confrontaconti.it, facile.it, segugio.it, sostariffe.it, ilmigliorcontodeposito.com, ecc.) che ti consentono di mettere a confronto tassi e condizioni. Nella scelta comunque tieni nel debito conto anche le tue esigenze personali: è vero che un deposito vincolato a 2 anni potrebbe garantirti una remunerazione interessante, ma se nel frattempo dovessi aver bisogno di quel denaro per esigenze personali o familiari.

L’altro consiglio che ti diamo, prima di aprire un conto deposito, è di leggere le condizioni del conto e il foglio informativo. In poche parole non limitarti a valutare il tasso di interesse, ma presta particolare attenzione ad elementi come le (eventuali) spese di apertura e chiusura conto, le (eventuali) spese di prelevamento e versamento, le spese di produzione del rendiconto, la valuta di accredito sul conto deposito dei bonifici in ingresso e così via.

Infine valuta con attenzione i contenuti delle comunicazioni commerciali: spesso ai nuovi clienti le spese di tenuta conto vengono abbonate ma magari solo per il primo anno; oppure dell'imposta di bollo se ne fa carico la banca, ma anche qui solo per il primo anno di contratto; oppure viene offerto un tasso di interesse di favore più alto ma un tasso a regime decisamente più basso.

Conto deposito: modifiche contrattuali

Tenendo conto di quanto stabilito dall’art. 118 del Testo Unico Bancario (TUB),  qualunque modifica delle condizioni contrattuali proposta dalla banca ti deve essere comunicata espressamente, evidenziando sulla missiva la formula “Proposta di modifica unilaterale del contratto”. Tale comunicazione ti deve essere inoltrata con un preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente da te accettato. Ad esempio la banca potrebbe decidere di non accollarsi più il bollo sul conto deposito (cosa proposta in sede di adesione al conto deposito), che in questo modo diverrebbe a tuo carico.

In questi casi la legge prevede la facoltà di non accettare la modifica proposta dalla banca e di recedere senza spese dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. Questo il modulo di recesso conto deposito per modifiche unilaterali del contratto che puoi scaricare gratuitamente dal nostro portale. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, hai diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Al contrario se non fai nulla le modifiche si intendono approvate.

Così come se la banca diminuisce il tasso di interesse sul tuo conto deposito senza comunicarti nulla a riguardo, sappi che hai il diritto di chiedere il rimborso degli interessi che non ti sono stati accreditati. Infatti la variazione operata dalla banca deve ritenersi inefficace ai sensi di quanto previsto dall'art. 118 del TUB. Questo il modello per chiedere la restituzione degli interessi non accreditati. In pratica con questo modello chiedi l’immediata restituzione delle somme ingiustamente non accreditate e derivate dal conteggio dei maggiori interessi calcolati al tasso in vigore prima della variazione.

Ti ricordiamo, infine che, in caso di risposta insoddisfacente o di mancata risposta da parte della banca, prima di adire le vie legali, hai la possibilità di risolvere la controversia rivolgendoti all'Arbitro Bancario e Finanziario: come abbiamo scritto in questo articolo, si tratta di uno strumento di tutela più semplice, rapido ed economico rispetto a quella offerta dal giudice ordinario.

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