Conto vendita: formula vantaggiosa per avviare un'attività

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Quella del "conto vendita" è una espressione sempre più diffusa al giorno d'oggi e che piace in particolar modo a chi decide di avviare una nuova attività imprenditoriale, magari nel settore dell'abbigliamento, dell'intimo, delle calzature, degli accessori moda, degli oggetti preziosi o dell'editoria . In questo articolo vedremo di capirne i motivi.

Conto vendita: cos'è

Il conto vendita è un sistema attraverso il quale un produttore o un distributore, ad esempio di abbigliamento uomo, consegna una serie di capi ad un certo prezzo ad un secondo soggetto, che accetta di esporli nel proprio locale e di pagarne il prezzo solo nel momento in cui li avrà venduti.

Con il conto vendita, dunque, chi decide di aprire un negozio di abbigliamento uomo - per restare al nostro esempio - non acquista alcun capo nella fase di approvvigionamento e quindi non si accolla alcun rischio di invenduto. Infatti tutta la merce che non riuscirà a vendere entro un termine pattuito potrà restituirla al produttore o al distributore senza pagare alcunché.

Con il conto vendita il commerciante non acquisisce la proprietà dei capi di abbigliamento, ma unicamente la loro disponibilità. Chiaramente se ne assume i rischi, per cui nel malaugurato caso dovesse subire un furto o un incendio, sarebbe tenuto comunque al pagamento del prezzo in favore del proprio fornitore. Per questo motivo è buona norma tutelarsi con una polizza assicurativa per tutta la merce depositata nei propri locali.

La proprietà dei capi di abbigliamento, dunque, rimane in capo al fornitore fino a quando il rivenditore non li avrà rivenduti o comunque non ne avrà pagato il prezzo. Tuttavia resta valido qualsiasi atto di disposizione compiuto dal venditore, ma i suoi creditori non possono sottoporre i prodotti a pignoramento o sequesto.

Conto vendita: quali vantaggi

I vantaggi del conto vendita per chi decide di avviare un'attività commerciale sono dunque evidenti:

  • riescire a rifornirsi di un vasto assortimento di merce senza doversi a priori fare carico dei costi di acquisto, in definitiva senza sostenere alcun investimento iniziale;
  • avere la possibilità di pagare al produttore o distributore solo ciò che si riuscirà a vendere (lucrando la differenza fra prezzo di acquisto e prezzo di vendita) e restituire al medesimo tutta la merce che rimarrà invenduta dopo un certo periodo di tempo;
  • definire la propria politica commerciale, scegliendo ad esempio se puntare sulla quantità di determinati prodotti e se diversificare l'offerta scegliendo fra più modelli, senza lasciarsi condizionare dal fatto di ritrovarsi cospicue rimanenze di magazzino.

D'altra parte il fornitore, pur sopportando il rischio dell'invenduto, riesce attraverso il conto vendita a garantirsi una distribuzione più capillare sul territorio e in definitiva ad assicurarsi uno smercio maggiore.

Il conto vendita è un sistema diffuso nell'ambito del franchising. Molti franchisor o affilianti, infatti, consentono al proprio affliato di pagare solo il venduto facendosi carico di eventuali rimanenze di magazzino. Ciò garantisce all'affiliato non solo un risparmio di costi, ma anche un grosso vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza.

Il contratto di conto vendita

Il contratto di conto vendita o contratto estimatorio è definito dall’art. 1556 del Codice Civile come un contratto in cui "una parte consegna una o più cose mobili all’altra e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito”. L'obbligazione principale, dunque, per chi riceve la merce è quella di pagarne il prezzo, ma quest'ultimo si libera nei confronti del fornitore anche restituendo le cose ricevute.

Il contratto di conto vendita, dunque, viene stipulato tra due parti:
- il tradente che consegna una o più cose mobili (fornitore, produttore o commerciante all’ingrosso);
- il ricevente o accipiente che riceve le cose (rivenditore).

Per il contratto di conto vendita non è richiesta una particolare forma, tuttavia per evitare eventuali controversie consigliamo di riportare sempre i contenuti dell’accordo in forma scritta. Vi offriamo alcuni modelli di contratto di conto vendita.

Nel momento in cui avviene la consegna della merce, il fornitore rilascia al rivenditore il documento di trasporto (Ddt) sui cui vengono specificati i beni oggetto del contratto di conto vendita e la data di consegna degli stessi, quest'ultima fondamentale per determinare il termine entro il quale la merce invenduta deve essere restituita al fornitore se si vuole evitare di pagarne comunque il prezzo.

Con la vendita del prodotto, il rivenditore incassa il prezzo ed emette contestualmente lo scontrino fiscale o la fattura/ricevuta. Quindi il fornitore sulla base dei prodotti venduti nel mese, provvede ad emettere - generalmente entro la fine del mese successivo - fattura nei confronti del rivenditore (suo cliente).

Conto vendita e dropshipping

Il dropShipping è un tipico sistema di conto vendita, dal momento che anche in questo caso si pagano i prodotti solo dopo averli venduti. Addirittura in questo caso il rivenditore è in grado di vendere determinati prodotti ai propri clienti senza possederli materialmente nel proprio magazzino. Il dropshipping si è diffuso in svariati settori, come ad esempio dei prodotti alimentari, dei prodotti informatici, dei televisori, dei cellulari, dei prodotti per la casa, dei gioielli, delle scarpe, degli accessori e molto altro. Alcuni fornitori: bazarissimo.com, bigbuy.eu, myshopcasa.it, eurocell.it, italianagrofood.com, ecc.

E’ un sistema di conto vendita che consente a chi vuole avviare un’attività di commercio su Internet di disporre di migliaia di prodotti senza investire un solo euro e senza neppure preoccuparsi di effettuare le spedizioni ai clienti. La merce, infatti, arriva al cliente direttamente dal magazzino del fornitore e non dal rivenditore. Quest’ultimo deve preoccuparsi unicamente di pubblicare i prodotti del fornitore sul proprio sito o sui marketplace, venderli e passare l'ordine del cliente al fornitore.

Detta così sembrerebbe tutto estremamente facile. In realtà il rivenditore deve provvedere all’allestimento di un sito internet efficace in grado di attrarre la potenziale clientela, gestire gli ordini, curare l’amministrazione (incassi, fatturazione, ecc.), occuparsi del customer care e non ultimo provvedere alla gestione amministrativo-contabile della propria ditta. Va detto, inoltre, che i suoi margini sono spesso molto bassi, gli stessi prodotti sono commercializzati da centinaia o migliaia di altri rivenditori, il patrimonio costituito dai riferimenti dei propri clienti passa nelle mani del fornitore e così via.

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