Contributo a fondo perduto imprese Decreto Ristori e Ristori Bis: domanda

Formati
PDF   Modulo di domanda
PDF   Codici ATECO - Allegato 2 Decreto “Ristori bis”
PDF   Codici ATECO - Allegato 1 Decreto “Ristori”
PDF   Guida Agenzia delle Entrate
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Da questa scheda è possibile scaricare il modello di domanda e le istruzioni di compilazione con cui i titolari di partita Iva, che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo, possono presentare istanza di accesso ai contributi a fondo perduto imprese previsti dal decreto Ristori e Ristori bis per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. La domanda va presentata telematicamente. Sempre da questa scheda si possono scaricare:

  • le tabelle dei Codici ATECO delle attività economiche che possono beneficiare del contributo;
  • una Guida predisposta dall'Agenzia delle Entrate e aggiornata al mese di Novembre 2020.

Contributi a fondo perduto imprese: in cosa consistono

Come detto si tratta di contributi previsti dai decreti Ristori (D.L. n. 137/2020) e Ristori bis (D.L. n. 149/2020) e finalizzati a sostenere i soggetti colpiti dall'emergenza epidemiologica da Covid 19. Si tratta degli stessi contributi introdotti la scorsa primavera dal decreto Rilancio, ma con importanti novità sia in relazione ai soggetti beneficiari che alle modalità di calcolo.

Sono erogati a domanda direttamente dall'Agenzia delle Entrate che, fatte le opportune verifiche, provvede ad effettuare un bonifico direttamente sul conto corrente intestato al richiedente.

Ovviamente trattandosi di un contributo "a fondo perduto", la somma non va restituita. Inoltre il contributo a fondo perduto è escluso dalla tassazione.

A chi spetta il contributo a fondo perduto

In linea generale possono fare domanda tutti coloro che 

  • hanno una partita IVA attiva al 25 ottobre 2020 e non cessata al momento della domanda;
  • hanno come attività prevalente una di quelle rientranti nei codici Ateco nell'allegato 1 del Decreto;
  • hanno registrato nel mese di aprile 2020 un calo di fatturato di due terzi rispetto a quello registrato nel mese di aprile 2019.

Il confronto tra aprile 2020 e aprile 2019 non si applica per coloro che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.

Come si determina l'importo del contributo

L'importo del contributo è calcolato in funzione

  • della perdita di fatturato subita dall'azienda o dal lavoratore a seguito dell'emergenza Covid-19 (confronto tra i mesi di Aprile del 2019 e 2020) e
  • di una percentuale che varia in funzione del fatturato.

Queste le percentuali:

  • 20% sulla differenza di fatturato, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro
  • 15% sulla differenza di fatturato, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro
  • 10% sulla differenza di fatturato, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro.

Le somme concesse sulla base del Decreto Ristori non potranno superare i 150.000 euro per ciascun beneficiario

Per le persone fisiche è previsto in ogni caso un contributo non inferiore a 1.000 euro, che sale a 2.000 euro per le persone giuridiche.

Le novità del Decreto Ristori

La novità introdotta dal Decreto Ristori riguarda l’importo spettante al beneficiario, che è pari ad una certa quota rispetto a quanto stabilito in precedenza con il Decreto Rilancio.

In particolare tale quota varia in funzione dei codici ATECO previsti dall'allegato 1 del decreto “Ristori” e può essere pari al 150% (ad es. per hotel, affittacamere, gelaterie e pasticcerie, ecc.), al 200% (ad es. per ristoranti, cinema, teatri, impianti sporti, ecc.) o al 400% (discoteche, sale da ballo, night club, ecc.) in più rispetto alla quota spettante con il precedente decreto Rilancio.

Per gli operatori con attività prevalente esercitata con i codici Ateco

  • 561030 - gelaterie e pasticcerie
  • 561041 - gelaterie e pasticcerie ambulanti
  • 563000 - bar e altri esercizi simili senza cucina
  • 551000 - alberghi

con domicilio o sede operativa nelle regioni “arancioni” e “rosse”, è prevista una maggiorazione del 50% rispetto alla quota indicata nell’allegato 1 del decreto “Ristori”.

Le novità del Decreto Ristori-bis

Questo decreto ha previsto un ristoro ulteriore per tutti quegli operatori che hanno domicilio fiscale o sede operativa nelle "zone rosse", imposte dal DPCM, e che svolgono come attività prevalente quella identificata dai codici Ateco elencati nell’allegato 2 del decreto “Ristori bis”.

La misura del contributo è pari a quella fissata dal decreto Rilancio moltiplicato per la percentuale riportata nell’allegato 2 del decreto “Ristori bis”.

Esempio calcolo del contributo a fondo perduto

La gelateria (codice ATECO 561030), con volumi inferiori a 400.000 euro, ha registrato nel confronto Aprile 2029/Aprile 2020 un calo del fatturato di 18.000 euro. In questo caso:

  • il contributo ex Decreto Rilancio è pari a 3.600 euro (18.000 * 20%)
  • il contributo ex Decreto Ristori è pari a 5.400 euro (3.600 * 150%)

Se la gelateria si trovasse in una zona rossa, avrebbe diritto ad un’ulteriore 50%:

  • contributo ex Decreto Ristori: 5.400 * 50% = 8.100 euro

Come presentare la domanda di contributo a fondo perduto imprese

L'istanza va presentata telematicamente utilizzando una specifica procedura web messa a disposizione all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” dell'Agenzia delle Entrate. A tal fine il richiedente deve disporre:

  • delle credenziali dell’identità digitale SPID oppure
  • delle credenziali Entratel/Fisconline oppure
  • della Carta Nazionale dei Servizi (CNS)

In alternativa il richiedente può utilizzare un software e il canale telematico Entratel/Fisconline.

Se si commette un errore nella compilazione della domanda, si può inoltrare una seconda istanza che sostituisca la prima, a patto però che non sia stata già messa in pagamento.

In ogni caso le domande vanno presentate entro il 15 Gennaio 2021

ATTENZIONE: i soggetti che hanno i requisiti previsti per il contributo a fondo perduto “Ristori”, ai quali è stato accreditato il precedente contributo previsto dal decreto Rilancio, non devono compilare ed inviare alcuna domanda. In pratica farà tutto l'Agenzia delle Entrate, per cui a loro non resta che che verificare l’accredito del nuovo contributo.

Cosa fa l'Agenzia delle Entrate

Ricordiamo che per queste operazioni è possibile avvalersi dell’ausilio di un intermediario abilitato.

Nel momento in cui riceve l'istanza, l'Agenzia invia una prima comunicazione con l'attribuzione del protocollo e in un momento successivo una seconda comunicazione riguardante l'esito dei controlli formali eseguiti sui contenuti della domanda: esistenza del CF, p.iva attiva, ecc. In questo caso potrebbe trattarsi di una comunicazione di presa in carico oppure di scarto.

Seguono altre verifiche sostanziali da parte dell'Agenzia, che se non rileva errori o incoerenze provvede ad emettere una ricevuta di scarto (in caso di mancato accoglimento) oppure una ricevuta con sostanzialmente comunica l'accoglimento della domanda e l’esecuzione del mandato di pagamento sull’Iban indicato dal richiedente.

Tutte le ricevute sono archiviate nelle aree riservate  "La mia scrivania" e "Consultazione degli invii effettuati" presenti nella sezione "Fatture e Corrispettivi".

Tags:  coronavirus prestazioni assistenziali

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