Detrazione spese scolastiche: ecco come beneficiarne

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Conto alla rovescia per la dichiarazione dei redditi. Nelle prossime settimane tutti noi saremo chiamati a dichiarare i redditi percepiti nel corso del 2016, attraverso la compilazione del modello unico o del 730 (ti ricordiamo che dal 18 Aprile è possibile accedere al proprio "730 precompilato"). Come certamente saprai ciascun contribuente ha la possibilità di portare in detrazione dalle imposte e in deduzione dal reddito, determinate spese ed oneri sostenuti nell'anno precedente. Il fine è chiaro: ridurre le imposte che si devono all'erario. Così dopo aver parlato in generale delle detrazioni fiscali 2017 e in maniera più specifica della detrazione spese mediche e della detrazione interessi passivi mutuo, oggi torniamo sull'argomento parlandoti della detrazione spese scolastiche. In particolare con questo articolo ti diremo quali sono le spese detraibili per istruzione, scuola e università, fornendoti cifre e istruzioni.

Detrazione spese scolastiche 2017

Le spese sostenute in generale per l'istruzione dei propri figli sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Ricordiamo che per detrazione si intende la sottrazione dall'imposta così come è stata calcolata, di una quota parte delle spese sostenute, in questo caso per l’istruzione, così da ridurre l'imposta da versare complessivamente allo Stato. Partiamo dalla detrazione spese scolastiche.

In sintesi sono detraibili nella misura del 19% le spese che la famiglia sostiene per iscrivere i propri figli a scuola. In particolare la detrazione spetta con riferimento alle spese per la frequenza di:

- scuole dell’infanzia (scuole materne);
- scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
- scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore);

sia statali sia paritarie private e degli enti locali.

Per quanto riguarda i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati, la detrazione spetta con riferimento ai corsi istituiti in base al vecchio ordinamento, prima cioè dell’entrata in vigore del DPR n. 212 del 2005. I corsi di formazione istituiti ai sensi del citato decreto possono, invece, considerarsi equiparabili alle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari.

Detrazione spese scolastiche: beneficiari

Possono beneficiare della detrazione i genitori che sostengono le spese scolastiche in favore dei propri figli. Tuttavia per poterle riportare in dichiarazione dei redditi è necessario che i figli siano considerati fiscalmente a carico, ossia che questi ultimi abbiano maturato un reddito non superiore a 840,51 euro annui, a prescindere dalla convivenza o meno col genitore.

Se il documento di spesa risulta intestato allo studente, o ad uno solo dei genitori, è comunque possibile specificare, tramite annotazione sullo stesso, le percentuali di spesa imputabili a ciascuno dei genitori. Diversamente la detrazione può essere fruita dallo stesso studente per le spese da lui stesso sostenute.

Quali sono le spese scolastiche detraibili

Ma su cosa si applica la detrazione spese scolastiche del 19%? La base imponibile è costituita innanzitutto dalle tasse scolastiche di iscrizione e di frequenza che si pagano allo Stato. A tal proposito ricordiamo che se per le scuole materne, elementari e medie non è previsto il pagamento di alcuna tassa (la legge prevede che la scuola pubblica sia gratuita fino all’età dell’obbligo), per le scuole superiori è dovuta sia la tassa di iscrizione (si paga una sola volta), che quella di frequenza. Quest'ultima, tuttavia, è dovuta solo da quelle famiglie che iscrivono i propri figli al quarto e quinto anno della scuola superiore.

La tassa di frequenza, come è facile intuire, deve essere corrisposta ogni anno e può essere anche rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile. Alla tassa di iscrizione e frequenza, si aggiunge quindi la tassa di esame (va corrisposta esclusivamente nella scuola superiore al momento della presentazione della domanda di esame) e la tassa di diploma (da versare al momento della consegna del titolo di studio).

Lo Stato prevede l'esenzione dal pagamento delle tasse scolastiche nel caso in cui ricorrano particolari motivi: quando lo studente consegue una media voti pari o superiore a 8/10 (meriti scolastici), quando la famiglia versa in particolari condizioni economiche, oppure quando lo studente appartiene a speciali categorie di beneficiari: orfano di guerra, figlio di mutilato o invalido di guerra, mutilato o invalido per causa di servizio o di lavoro, ecc.

Tra le spese ammesse alla detrazione rientrano, oltre alle tasse scolastiche - che come detto si versano allo Stato - anche i contributi scolastici che al contrario si pagano direttamente all'istituto. A tal proposito va precisato che le scuole pubbliche non possono in alcun modo imporre alle famiglie il pagamento di contributi con riferimento all'espletamento delle attività curriculari e di quelle ad esse connesse (fotocopie, materiale didattico, ecc.).

Chiaramente gli istituti possono richiedere rimborsi in ordine alle spese sostenute per la mensa scolastica, per i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola, per la stipula di eventuali polizze assicurative in favore degli studenti, per l'organizzazione di gite scolastiche e quant'altro. Tutte queste forme di rimborso possono, dunque, essere portate in detrazione.

Eventuali altri contributi scolastici possono avere solo carattere volontario per le famiglie e possono essere richiesti dalla scuola per ampliare ad esempio l'offerta formativa (un corso di lingua straniera o un corso di teatro, anche se svolti al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza), per migliorare l’innovazione tecnologica o per migliorare l’edilizia scolastica. Naturalmente la richiesta di questi contributi deve essere deliberata dall’organo di istituto.

Quali sono le spese scolastiche non detraibili

La detrazione non spetta per le spese sostenute in ordine a:

- l’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
- il servizio di trasporto scolastico, in quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico per il quale non è attualmente prevista alcuna agevolazione.

Detrazione spese scolastiche: quale limite

La detrazione spese scolastiche, così come l'abbiamo specificata nel paragrafo precedente, si calcola applicando il 19% su un importo massimo di euro 564 per ogni alunno o studente. Tale detrazione va ripartita tra gli aventi diritto. Questo significa che il genitore può portarsi in detrazione dalle imposte un importo massimo di 107 euro per ogni figlio.

Detrazione spese scolastiche: documentazione da controllare e conservare

Ai fini della detrazione il contribuente deve conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel corso del 2016. Per ciò che riguarda le spese sostenute per la mensa scolastica, occorre essere in possesso della ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata alla scuola, al Comune oppure ad altro fornitore del servizio. Tale ricevuta, in particolare, deve chiaramente specificare nella causale il servizio mensa, oltre a riportare scuola di frequenza e nominativo dello studente. Nel caso in cui si sia provveduto a pagare il servizio mensa in contanti oppure mediante carta di credito o bancomat, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che eroga il servizio, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dello studente. L’attestazione e la relativa istanza sono esenti dall’imposta di bollo, purché indichino l’uso per il quale sono destinati.

Con riferimento alle spese per gite scolastiche, assicurazione della scuola e altri contributi scolastici finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa (corsi di lingua, teatro, ecc.), il contribuente deve conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti nel corso del 2016 e i dati dello studente. Qualora il pagamento sia stato effettuato nei confronti di soggetti terzi, ad esempio la scuola di lingue straniere o l'agenzia assicurativa, è necessaria l'attestazione dell’istituto scolastico da cui si possa desumere la delibera di approvazione e i dati dello studente.

Detrazione spese per asilo nido

Possono essere portate in detrazione anche le spese che i genitori sostengono per iscrivere i propri bambini (di età compresa tra i tre mesi e i tre anni) ad asili nido sia pubblici che privati. La detrazione è pari al 19% delle predette spese. L’importo massimo della spesa su cui applicare la detrazione del 19% è pari a euro 632 per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido ed è ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto. Per le spese per la frequenza di asilo nido è sufficiente conservare fattura, bollettino bancario o postale, ricevuta o quietanza di pagamento.

Detrazione spese universitarie 2017

Sono detraibili dall’imposta anche le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria. Sono detraibili, altresì, le spese sostenute per la frequenza di master universitari, dottorati di ricerca e corsi istituiti presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati (ai sensi del DPR n. 212 del 2005). Non sono, invece, detraibili le spese di iscrizione presso istituti musicali privati.

La detrazione spetta non solo per le tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso) e le soprattasse per esami di profitto e laurea, ma anche per le spese sostenute per la partecipazione ai test di ingresso ai corsi di laurea, nel caso in cui essi siano previsti dalla facoltà. La detrazione non spetta per le spese relative all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi, vitto e alloggio legate alle frequenza dell’università. Non spetta, altresì, per i contributi pagati all’università pubblica ai fini del riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero.

La detrazione è pari al 19% ma se l’università è statale non si applica un tetto massimo di spesa. Diversamente se l’università non è statale, l’importo ammesso alla detrazione non deve essere superiore a quello stabilito annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR - Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Ai fini della detrazione il contribuente deve conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2016.

Detrazioni per erogazioni liberali a favore di istituti scolastici

Il contribuente può detrarre dall’imposta tutte quelle erogazioni liberali effettuate a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sia statali che paritari, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università. In questo caso ci si riferisce a quelle erogazioni non deliberate dagli organi scolastici e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria nonché all’ampliamento dell’offerta formativa. La detrazione non spetta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nell’interesse del familiare fiscalmente a carico.

Anche in questo caso la misura della detrazione è pari al 19% senza alcun limite di spesa. Attenzione: la detrazione per le erogazioni liberali non è cumulabile – rispetto al singolo studente - con quella prevista per le spese di frequenza scolastica di cui abbiamo parlato in precedenza. Quindi il genitore che ha un solo figlio e fruisce della detrazione per le spese di frequenza scolastica non può fruire anche di quella per le erogazioni liberali. Potrebbe farlo nel solo caso in cui avesse due figli e per uno di essi non si avvalesse della detrazione per le spese di frequenza scolastica.

Il beneficio della detrazione non è cumulabile, inoltre, con lo school bonus di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Per godere della detrazione, il pagamento deve essere effettuato tramite versamento bancario o postale, oppure tramite bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Dunque se l’erogazione liberale viene effettuata in contanti si perde la possibilità di portare in detrazione la spesa.

Questa la documentazione da conservare:

- ricevuta del versamento bancario o postale da cui risulti anche il beneficiario
- in caso di pagamento con carta di credito, carta di debito o carta prepagata, estratto conto della banca o della società che gestisce tali carte da cui risulti anche il beneficiario
- in caso di pagamento con assegno bancario o circolare ovvero nell’ipotesi in cui dalla ricevuta del pagamento effettuato con le modalità in precedenza definite non sia possibile individuare uno degli elementi richiesti, ricevuta rilasciata dal beneficiario dalla quale risulti anche il donante e la modalità di pagamento utilizzata.

Dalle ricevute deve risultare il carattere di liberalità del pagamento. Questo significa che al momento del versamento occorre riportare nella causale la dicitura “erogazione liberale” specificando una delle seguenti motivazioni: “per l’innovazione tecnologica”, “per l’ampliamento dell’offerta formativa” o “per l’edilizia scolastica”.

Detrazioni per erogazioni alla scuola (School Bonus)

Oltre alle detrazioni previste, lo Stato riconosce al contribuente anche un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore di qualsiasi istituto scolastico e volte:

- alla realizzazione di nuove strutture scolastiche, oltre che alla manutenzione e al potenziamento di quelle esistenti;
- alla realizzazione di interventi che migliorino l’offerta formativa e dunque l’occupabilità degli studenti.

Il credito d’imposta non è altro che un credito vantato dal contribuente nei confronti dello Stato da utilizzare per compensare i debiti o per diminuire le imposte dovute. Se ammesso se ne può chiedere anche il rimborso, ad esempio in sede di dichiarazione dei redditi.

Il credito è pari al:
- 65% delle erogazioni effettuate negli anni 2016 e 2017;
- 50% delle erogazioni effettuate nell’anno 2018.

Le spese sono ammesse al credito d'imposta nel limite dell‘importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d‘imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. La parte della quota annuale non utilizzata è fruibile negli anni seguenti ed è riportata nelle successive dichiarazioni dei redditi.

Il credito d‘imposta è riconosciuto alle persone fisiche nonché agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa. Lo school bonus può essere fruito in alternativa alla detrazione del 19% prevista per le donazioni a favore degli istituti scolastici e delle università.

Documentazione e dichiarazioni

Come si è visto per beneficiare delle detrazioni fiscali è necessario che il contribuente esibisca dei documenti al CAF o al professionista abilitato al fine dell’apposizione del visto di conformità. L’Amministrazione finanziaria potrà effettuare verifiche e riscontri su tali documenti, ma non potrà richiedere documenti già in suo possesso.

Così come potrà effettuare controlli sulle dichiarazioni sostitutive presentate dal contribuente ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445 del 2000. A tal fine è stato predisposto un elenco esemplificativo delle dichiarazioni che possono essere rese dal contribuente per attestare le condizioni soggettive rilevanti ai fini del riconoscimento di oneri deducibili, detraibili o crediti d’imposta. Ricordiamo che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia (art. 76 DPR n. 445 del 2000), decadendo dai benefici eventualmente goduti.

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