Dis Coll: l'indennità di disoccupazione per collaboratori, assegnisti e dottorandi

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Inizialmente si era temuto che con la scadenza del 31 Dicembre 2016, i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sarebbero rimasti privi di qualunque tipo di paracadute se avessero perso il lavoro o se il loro contratto fosse semplicemente giunto a scadenza. Poi una serie di reazioni delle parti interessate hanno spinto il Governo a tornare sui propri passi, così alla fine , grazie ad un emendamento al decreto Milleproroghe, la Dis Coll, l’indennità di disoccupazione prevista per i collaboratori CO.CO.CO. e i CO.CO.PRO. è stata prorogata per gli eventi di disoccupazione ricompresi nel periodo 1° Gennaio 2017 - 30 Giugno 2017. Ciò in attesa che questa forma particolare di indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori precari potesse diventare strutturale, dunque senza la necessità di proroghe annuali, così come già accade da tempo per la NASpI.

Questo auspicio oggi è diventato realtà: con la Legge n. 81/2017 (art. 7), infatti, il Governo ha stabilizzato la Dis Coll e ne ha esteso la tutela anche agli assegnisti ed ai dottorandi di ricerca con borsa di studio. Il 19 Luglio scorso, invece, l'Inps ha pubblicato attraverso una propria circolare (n° 115), le istruzioni operative sulla nuova Dis Coll. Nel prosieguo di questo articolo, dunque, andremo ad analizzare nei dettagli caratteristiche, requisiti, criteri di calcolo e modalità di presentazione della domanda Dis Coll.

Dis Coll: cos'è e chi può beneficiarne

La Dis Coll è un sussidio di disoccupazione introdotto dal Jobs Act per i lavoratori precari, assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, e iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Inoltre, con riferimento esclusivo agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° luglio 2017, la Dis Coll è riservata anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti anch'essi alla gestione separata presso l’INPS. Tra i beneficiari vi rientrano anche i collaboratori delle Pubbliche Amministrazioni.

Tutti i potenziali beneficiari devono aver perduto involontariamente la propria occupazione ed essere privi di partita IVA al momento della presentazione della domanda. Chi ha una partita IVA, dunque, pur non producendo alcun reddito, deve necessariamente provvedere alla sua chiusura se vuole fare domanda per la Dis Coll.

Inoltre, come detto, i beneficiari devono essere iscritti alla Gestione Separata Inps. Si tratta di una delle tante gestioni Inps finalizzata ad assicurare una tutela previdenziale ai lavoratori atipici, autonomi con p.iva o parasubordinati, compresi i professionisti che non hanno una cassa previdenziale di riferimento (sono quelli che svolgono attività occasionali e producono un reddito annuo inferiore a 5.000 euro).

Per l'anno 2017 le aliquote applicate per il calcolo della contribuzione alla gestione separata sono pari a:
- 32,72% cui deve aggiungersi l’aliquota aggiuntiva dello 0,51% per i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata;
- 24% per i soggetti iscritti alla Gestione separata e titolari di pensione o assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie.

Ma l'iscrizione alla gestione separata non è l'unica condizione da soddisfare per beneficiare della Dis Coll. Innanzitutto perchè il requisito dell’iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata possa considerarsi soddisfatto è necessario che non vi sia una sovrapposizione tra il rapporto da collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, ed altra attività lavorativa, quale il rapporto di lavoro subordinato. Facciamo un esempio per capire meglio: Francesco ha avuto un contratto di collaborazione presso l'azienda A nel periodo che va dal 30 Settembre 2016 al 31 Maggio 2017; contemporanemante lo stesso Francesco ha lavorato nel periodo che va dal 30 Settembre 2016 al 31 Dicembre 2016 presso l'azienda B con un contratto di lavoro subordinato. Bene, stando all'esempio il requisito della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata può ritenersi soddisfatto limitatamente al periodo che va dal 1° Gennaio 2017 al 31 Maggio 2017, in quanto non sussiste sovrapposizione tra i due rapporti di lavoro.

In generale c'è da dire che l'introduzione della Dis Coll ha rappresentato una piccola rivoluzione, visto che in precedenza questa categoria di lavoratori precari poteva beneficiare solo di una piccola indennità una-tantum in caso di perdita del lavoro. Come conseguenza per aver esteso la platea dei soggetti beneficiari e reso permanente questa misura di sostegno ai disoccupati, i collaboratori e gli assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno diritto di percepire la Dic Coll, saranno tenuti al pagamento di un’aliquota contributiva pari allo 0,51% in più.

Vediamo adesso quali sono i soggetti esclusi da questa particolare indennità, i requisiti da soddisfare e soprattutto qual'è la procedura da attuare per beneficiarne.

Diss-Coll: soggetti esclusi

Non possono beneficiare di questa indennità i pensionati, i liberi professionisti, i possessori di partita Iva, gli amministratori, sindaci e revisori di società e gli iscritti alle altre casse. Sono esclusi dalla Dis-Coll anche gli assegnisti di ricerca, i dottorandi e i titolari di borsa di studio. L’esclusione – ha chiarito il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali - è dovuta esclusivamente alla previsione dell’obbligo di iscrizione alla gestione separata.

Dis Coll requisiti

L'indennità spetta ai lavoratori assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto e agli assegnisti ed ai dottorandi di ricerca con borsa di studio che sia in grado di soddisfare i seguenti requisiti:

1 - abbia perduto involontariamente (per licenziamento, scadenza del contratto, ecc.) la propria occupazione e che di conseguenza si trovi in stato di disoccupazione. E' necessario a tal fine che sia iscritto presso il centro per l'impiego e abbia sottoscritto la DID, dichiarazione immediata disponibilità al lavoro. Può fruirne anche il lavoratore che abbia rassegnato le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento delle retribuzioni, molestie sessuali nel luogo di lavoro, mobbing, ecc.), mentre resta escluso colui che ha presentato dimissioni spontanee.

Ricordiamo che la domanda di indennità Dis Coll presentata dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

L’erogazione della prestazione Dis Coll è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Centri per l’Impiego.

2 - abbia versato almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la data di cessazione dal lavoro fino alla predetta data di cessazione. Esempio: contratto di collaborazione cessato in data 28 Febbraio 2017; il periodo nel corso del quale è necessario aver versato almeno tre mesi di contributi va dal 1° gennaio 2016 (anno solare precedente la data di cessazione del rapporto di collaborazione) al 28 Febbraio 2017 (data di cessazione del rapporto di collaborazione).

I contributi figurativi per i periodi di tutela della maternità sono considerati utili ai fini del raggiungimento del requisito contributivo.

Dis Coll calcolo

L’importo dell’indennità di disoccupazione è pari al 75% del reddito medio mensile del beneficiario, nel caso in cui tale reddito non superi, per l'anno 2017, l’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Se il reddito medio mensile è superiore a tale soglia, l’indennità Dis Coll è pari al 75% di 1.195 euro più una quota pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e i 1.195 euro.

Ma a cosa ci si riferisce quando si parla di reddito medio mensile? Il riferimento in pratica è al rapporto fra il reddito imponibile derivante dai rapporti di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio, maturato nell’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e nell’anno civile precedente, e il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”. Il risultato di questa divisione consente di ottenere l’importo del reddito medio mensile.

In ogni caso, l’assegno non può superare i 1.300 euro lordi mensili, annualmente rivalutato.

La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione.

Dis Coll durata

La durata della Dis Coll è pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell'anno solare precedente la conclusione del rapporto di collaborazione e la data di cessazione del lavoro. Così se il lavoratore ha versato 10 mesi di contributi, la Dis Coll viene corrisposta per cinque mesi. In ogni caso la prestazione Dis Coll può essere corrisposta per una durata massima di sei mesi. Facciamo qualche esempio.

Francesco ha avuto un rapporto di collaborazione della durata di 10 mesi percependo compenso complessivo di 900 euro al mese, per un totale di 9.000 euro. In questo caso la Dis Coll avrà una durata di 5 mesi, mentre l’importo dell’indennità sarà pari a 675 euro (900x75/100) per i primi tre mesi; 654,75 (-3%) per il quarto mese e 635,11 euro per il quinto mese. L’importo complessivo sarà pari 3.314,86 euro.

Sandra, invece, ha avuto un rapporto di collaborazione della durata di 6 mesi percependo compenso complessivo di 1.600 euro al mese, per un totale di 9.600 euro. Nell’esempio specifico l’indennità di disoccupazione una durata di 3 mesi, mentre l’importo della Dis Coll sarà pari a 997,50 euro (1.195X75:100 + il 25% della differenza tra € 1.600 e € 1.195).

Se la prestazione sia fruita parzialmente (ad esempio per due soli mesi), in occasione della presentazione di una nuova domanda di Dis Coll non saranno conteggiati, ai fini del calcolo della durata, un numero di mesi di contribuzione pari al doppio dei mesi di prestazione fruiti (nell'esempio 4 mesi).

La fruizione dell'indennità Dis Coll non dà diritto alla contribuzione figurativa.

Dis Coll domanda

Per richiedere l'indennità è necessario presentare la domanda di prestazione Dis-Coll via web attraverso il sito ufficiale dell'Inps. A tal fine occorre disporre del codice Pin Inps per accedere al sito dell’Inps o dell’identità unica digitale Spid. Questo il percorso da compiere: Servizi on line > Accedi ai servizi > Servizi per il cittadino > Domande per prestazioni a sostegno del reddito.

In alternativa la domanda può essere fatta tramite Patronato (che ricordiamo offre assistenza gratuita) o tramite Contact Center chiamando il numero gratuito 803164 oppure il numero 06164164.

E’ importante sottolineare che la domanda Dis Coll deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 68 giorni dalla data di cessazione dei rapporti di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio. Attenzione perchè il mancato rispetto di questo termine comporta automaticamente la perdita del diritto all’ammortizzatore.

Per le cassazioni intercorse tra la data del 1° luglio 2017 e la data di pubblicazione della circolare Inps (19 Luglio 2017), il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di DIS COLL decorre dalla data di pubblicazione della circolare.

L’indennità di disoccupazione Dis Coll spetta a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, la prestazione Dis Coll spetta dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Dis Coll: compatibilità con lavoro subordinato e/o autonomo

Lavoro subordinato

Se il beneficiario dell’indennità Dis Coll sottoscrive un contratto di lavoro subordinato di durata inferiore o pari a 5 giorni, l’erogazione dell’assegno viene sospesa d’ufficio fino al termine del contratto. Al termine del periodo di sospensione l'indennità riprendere a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.

Se il beneficiario dell’indennità Dis Coll trova una nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni decade dal diritto alla Dis Coll.

Lavoro autonomo

Il beneficiario della Dis Coll che intraprende un'attività lavorativa autonoma, dalla quale deriva un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ossia:

  • 8.000 euro annui per lavoro parasubordinato;
  • 4.800 euro annui nel caso di lavoro autonomo

deve informare l'Inps entro 30 giorni dall'inizio dell'attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di Dis-Coll, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne.

In questo caso la Dis Coll sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Tale riduzione sarà ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Nei casi di esenzione dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, il beneficiario è tenuto a presentare all’INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Nel caso di mancata presentazione dell'autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la Dis Coll percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Lavoro accessorio

La prestazione di Dis Coll è cumulabile con l'attività di lavoro occasionale di tipo accessorio con remunerazione tramite voucher, ma entro il limite complessivo di 3.000 euro (lordo 4.000 euro) per anno civile. Dunque fino a questa soglia la riduzione pari all’80% del reddito non opera.

Fino a che i compensi percepiti non superano questo limite, il percettore della Dis Coll non è tenuto ad effettuare alcuna comunicazione all’Inps. Se al contrario i compensi superano detto limite e per la precisione si mantengono in un range compreso tra 3.001 e 7.000 euro per anno civile, la prestazione Dis Coll viene ridotta di un importo pari all’80 per cento del compenso rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. Inoltre in questo caso, il beneficiario dell’indennità Dis Coll è tenuto ad effettuare una comunicazione all’INPS, così come avviene per l’indennità NASpI.

Lavoro occasionale

Il Decreto Legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96, all’art. 54 bis disciplina le prestazioni di lavoro occasionali, ossia quelle attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile per ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità dei datori di lavoro, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro (leggi anche "Libretto famiglia: ecco come funzionano i nuovi voucher").

Tali compensi sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione. Questo significa che chi percepisce la Dis Coll può svolgere prestazioni di lavoro occasionale fino alla soglia dei 5.000 euro per anno civile, senza subire alcuna riduzione dell'indennità. Inoltre entro questi limiti il beneficiario della prestazione Dis Coll non è tenuto a comunicare all’Inps il compenso derivante dall’attività svolta.

Dis Coll: quando si perde

Il beneficiario perde l’assegno di disoccupazione dall’indennità quando:
a) perde lo stato di disoccupazione;
b) non partecipa regolarmente alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Centri Per l’Impiego;
c) sottoscrive un contratto di lavoro subordinato di durata superiore a cinque giorni;
d) inizia una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza comunicare all’INPS entro trenta giorni, dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di Dis Coll, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;
e) raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
f) acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l'indennità Dis Coll.

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45620 - marzia
14/05/2016
Buongiorno ho fatto richiesta di dis-coll a febbraio adesso ho trovato lavoro con contratto subordinato per 40 giorni volevo sapere al termine del contratto posso fare richiesta per Naspi? Grazie

44692 - Redazione
16/03/2016
Massimo, la Dis Coll non spetta agli assegnisti di ricerca, ai dottorandi ed ai titolari di borsa di studio che svolgono attività di ricercatori presso le Università e gli enti di ricerca.

44688 - Massimo
16/03/2016
Buongiorno, ho terminato un contratto a progetto a dicembre 2015 e attualmente beneficio di una borsa di studio dell'università, posso richiedere la DissColl per il contratto a progetto dell'anno passato? Tra i requisiti della DissColl vi è la necessità di non godere di borse di studio?

44154 - Redazione
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Luigi, può chiedere l'anticipazione solo se avvia un'attività di lavoro autonomo, un’impresa individuale oppure se sottoscrive una quota di capitale sociale di una cooperativa. Maggiori informazioni sono disponibili in questo articolo.

44149 - luigi
12/02/2016
Salve, attualmente percepisco la NASPI, la domanda è: per l'apertura di una società tra professionisti con forma giuridica s.n.c. oppure s.a.s è prevista l'anticipazione della NASPI in un'unica soluzione? Grazie in anticipo alla redazione.

44037 - Mimmo
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Buonasera Avrei due domande da fare. Premetto che è da più di 6 anni che lavoro a progetto con la medesima azienda per la medesima attività e quindi più di 6 anni che verso contributi in gestione separata. In virtù di questo ho cumulato requisiti per una DIS-COLL di 2 anni. Dal 2 gennaio ho sottoscritto con la medesima azienda un contratto a tempo determinato di soli 3 mesi. Mi dicono 3 mesi poiché allo stato attuale non hanno visibilità in seguito, ma mi assicurano che non appena avranno la situazione chiara delle attività al di là dei 3 mesi provvederanno a confermarmi o meno. Le domande che voglio farvi, che sono relative solo al caso in cui dopo i 3 mesi non dovessero confermarmi, sono le seguenti: 1) poiché leggo dalle specifiche della DIS-COLL: "Se il beneficiario dell’indennità Dis Coll trova una nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni decade dal diritto alla Dis Coll."; in questo caso io avrei già perso il diritto ad usufruire della DIS-COLL? 2) Nel caso il caso della prima domanda non è rappresentativa della mia situazione, posso richiederla e sospenderla immediatamente, per avere comunque un sussidio se alla fine di questi 3 mesi? Ringrazio anticipatamente

43936 - Redazione
01/02/2016
Martino, c'è la possibilità di chiedere la Naspi solo nel caso in cui la domanda di indennità di mobilità venga respinta.

43933 - Martino
30/01/2016
Ho finito la mobilita il 17 gennaio mi spetterebbe la disoccupazione? Ho 47 anni e a lavorare non mi prende più nessuno

43319 - Daniele
23/12/2015
Buonasera, ho contratto a progetto call center, scade a fine anno. Ho lavorato in questo posto anche alcuni mesi del 2014. Non ho superato gli 8000 Euro nell'anno 2015, per avere diritto alla Dis-Coll leggo che bisogna presentare domanda entro 68 giorni, spetta a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda se viene fatta dopo l'ottavo giorno. Significa che conviene andare il prima possibile al centro per l'impiego perchè si perdono giorni pagati se si va con calma anche se prima dei 68 giorni? Inoltre chiedo se nel periodo con la Dis-Coll maturano anche i contributi ai fini INPS nella gestione separata, grazie. Saluti

43020 - Redazione
05/12/2015
Angela, il lavoratore può rilasciare direttamente all’INPS la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) al momento della presentazione della domanda di DIS-COLL, qualora non abbia già rilasciato tale dichiarazione tramite PEC o presentandosi personalmente presso il Centro per l’Impiego.