Fondo credito nuovi nati: cos'è e come funziona

fondo credito nuovi nati, fondo di sostegno alla natalità

E' indiscutibile il fatto che l'intenzione di fare figli sia oggi influenzata in modo significativamente negativo dalla condizione di precarietà di buona parte dei nostri giovani. La mancanza di un lavoro stabile e la sussistenza di condizioni economiche spesso modeste, rappresentano per molte coppie un vero e proprio deterrente alla nascita di nuovi figli. Così in un contesto in cui l'Istat registra dal 2008 al 2016 un calo delle nascite di oltre 100 mila unità, il nostro Governo ha pensato a delle contromisure con l'obiettivo di dare un sostegno concreto alla maternità. Partendo dal presupposto che non può non esserci una correlazione tra riduzione delle nascite e crisi economica, l'idea è stata quella di mettere a punto una serie di strumenti in grado di dare uno sostegno economico a quelle famiglie che decidono di avere un figlio. Abbiamo parlato ampiamente del bonus bebè, rinnovato anche per il 2018, del bonus mamma domani e del bonus baby sitter e asilo nido. In questo articolo ti parleremo invece del Fondo credito nuovi nati o Fondo di sostegno alla natalità, uno strumento in grado di fornire un supporto economico concreto in un momento particolarmente delicato critico per la famiglia.

Fondo credito nuovi nati: cos'è

E' innegabile che l'arrivo di un figlio comporti per la famiglia il sostenimento di nuove e maggiori spese: visite mediche, carrozzina, seggiolino per auto, culla, fasciatoio, pannolini, latte in polvere, babysitter, ecc. Certo si può pensare di risparmiare qualcosa acquistando prodotti in offerta o di seconda mano, riciclando attrezzature e vestitini di fratelli e cugini, ma il bilancio familiare comunque ne risente al punto da rendere necessaria in molti casi una vera e propria programmazione delle spese da parte della coppia, al fine di evitare di spendere più di quanto ci si possa permettere.

In quest'ottica il Fondo credito nuovi nati o Fondo di sostegno alla natalità, introdotto dalla Legge di Bilancio 2017, può essere di grande aiuto per la coppia. Il Fondo, in particolare, è uno strumento volto a favorire l'accesso al credito da parte dei genitori di figli nati o adottati a decorrere dal 1° Gennaio 2017, attraverso il rilascio di garanzie alle banche e agli intermediari finanziari. In pratica lo Stato, tramite il Fondo, garantisce la banca in caso di insolvenza del beneficiario nella restituzione del prestito, fino al 50% dell'ammontare del finanziamento.

La dotazione del Fondo è pari a 14 milioni di euro per l'anno 2017, 24 milioni per il 2018, 23 milioni per il 2019, 13 milioni per il 2020 e 6 milioni di euro annui a decorrere dal 2021. Le disposizioni che regolano il Fondo credito nuovi nati sono contenute nel Decreto 8 giugno 2017 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12 settembre 2017.

Fondo credito nuovi nati: requisiti

Possono presentare istanza di accesso al Fondo coloro che risultano essere genitori di bambini nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al compimento del terzo anno di età del bambino ovvero entro tre anni dall'adozione. Inoltre i beneficiari del Fondo devono essere in possesso degli ulteriori seguenti requisiti:

a. Cittadinanza italiana, oppure di uno Stato membro  dell'Unione europea oppure, in caso di cittadino  extracomunitario,  permesso  di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
b. Residenza in Italia.

I genitori che intendano beneficiare delle garanzie del Fondo hanno l'obbligo di presentare nei termini stabiliti la certificazione attestante la nascita o l'adozione del proprio figlio.

Per le adozioni nazionali si fa riferimento alla sentenza di affidamento preadottivo o di adozione definitiva. Per le adozioni internazionali si fa riferimento al provvedimento di autorizzazione all'ingresso e alla residenza permanente del minore rilasciato dalla Commissione per le adozioni internazionali, sia per le adozioni pronunciate all'estero che per quelle pronunciate in Italia a conclusione del periodo di affidamento preadottivo.

Fondo credito nuovi nati: caratteristiche

I finanziamenti ammissibili alla garanzia hanno un importo massimo per nuovo nato pari a 10.000 €, devono essere restituiti in un periodo massimo di 7 anni e possono essere utilizzati per qualunque tipo di spesa. Inoltre i finanziamenti ammissibili alla garanzia del Fondo hanno un tasso fisso non superiore al Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM). Il TEGM sta ad indicare il tasso medio applicato dagli istituti finanziari con riferimento a mutui, aperture di credito in conto corrente, prestiti personali, leasing, factoring, credito revolving, cessione del quinto ed altre operazioni finanziarie. Il TEGM è anche definito "tasso soglia dell’usura", in quanto sta ad indicare il tasso d’interesse oltre il quale il prestito è considerato usuraio. In particolare il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. Il TEGM risulta dalla rilevazione effettuata ogni tre mesi dalla Banca d'Italia per conto del Ministro dell'Economia e delle Finanze. Compito della Banca d’Italia è quello di controllare che banche e intermediari finanziari rispettino tale soglia.

Come abbiamo detto, grazie alle garanzie prestate dal Fondo, le famiglie con un nuovo bimbo nato o adottato o in affido, a partire dal 2017 in poi, possono richiedere un prestito personale in banca per un importo massimo di 10.000 euro. E' bene precisare che banche, poste e società finanziarie non possono richiedere, a coloro che presentano la domanda di finanziamento, garanzie aggiuntive oltre alla garanzia rilasciata dal Fondo.

E' bene ribadire comunque che non c’è alcun diritto alla concessione del prestito, ma è sempre rimessa alla valutazione della banca l'ammissione o meno al prestito da parte della famiglia richiedente. Detto in altri termini, il fatto che il gestore del Fondo in sede di istruttoria si esprima positivamente per il rilascio della garanzia, non significa poi che la banca sia obbligata a concedere il prestito alla famiglia.

È possibile estinguere il debito in un'unica soluzione o con rate da concordarsi al momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento. L'arco temporale di restituzione del finanziamento deve essere concordato con la Banca/Intermediario finanziario.

Fondo credito nuovi nati: come richiederne l'ammissione

Per beneficiare delle garanzie rilasciate dal Fondo, la famiglia deve recarsi presso uno degli istituti finanziari aderenti all'iniziativa, fornire la documentazione richiesta e compilare uno specifico modello. Il Fondo credito nuovi nati era già stato attivato in passato e questo era il fac simile di domanda che il beneficiario del finanziamento era tenuto a compilare.

A questo punto la banca verifica e raccoglie la documentazione attestante il possesso da parte del beneficiario dei requisiti previsti per l'ottenimento del finanziamento, quindi trasmette il tutto per via telematica al Gestore del Fondo. Quest'ultimo attribuisce alla pratica un numero di posizione progressivo, secondo l'anno, il mese, il giorno, l'ora e il minuto di arrivo della richiesta, verifica il possesso dei requisiti da parte dei beneficiari, così come la disponibilità del Fondo, quindi comunica alla banca o alla società finanziaria l'esito dell'istruttoria e l'eventuale ammissione alla garanzia del Fondo.

A questo punto l'istituto finanziario ha l'obbligo di comunicare al Gestore l'avvenuto perfezionamento dell'operazione di finanziamento ovvero la mancata erogazione del finanziamento entro un tempo massimo di 60 giorni lavorativi dalla richiesta. Se lascia passare questo periodo senza fornire alcun riscontro al Gestore del Fondo, la concessione della garanzia decade.

Se il Fondo non ha più risorse disponibili oppure alla famiglia viene negata l'ammissione ai benefici del Fondo, il Gestore ha il dovere di darne immediata comunicazione al Dipartimento ed al finanziatore.

L'efficacia della garanzia del Fondo decorre, in via automatica e senza ulteriori formalità, dalla data di erogazione del finanziamento. 

Attenzione: nel caso in cui il Gestore del Fondo si accerti che il richiedente ha fornito dichiarazioni mendaci o false attestazioni, provvede alla revoca immediata delle agevolazioni concesse e alla contestuale trasmissione dei relativi atti all'Autorità giudiziaria.

Fondo credito nuovi nati: cosa accade se il prestito non viene rimborsato

Abbiamo detto che se la famiglia non è in grado di rimborsare il prestito, interviene il Fondo garantendone la copertura fino al 50% del suo ammontare. Ma vediamo più nel dettaglio come avviene questo passaggio. In pratica decorsi 90 giorni dalla data di scadenza della prima rata rimasta anche parzialmente insoluta, la banca invia al beneficiario del prestito una lettera tramite raccomandata con avviso di ricevimento o PEC, con cui gli intima formalmente di provvedere al pagamento dell'ammontare rimasto insoluto. La stessa lettera è trasmessa per conoscenza al Gestore del Fondo.

Se nei successivi 60 giorni il beneficiario del finanziamento non ottempera all’invito della banca, quest’ultima può chiedere, entro i successivi 90 giorni, l'intervento della garanzia del Fondo. Contestualmente avvia, a proprie spese, la procedura per il recupero della quota del prestito non garantita dal  Fondo.

Alla richiesta deve allegare la seguente documentazione: 

a) dichiarazione del finanziatore che attesti: 

  • l'inadempimento del beneficiario; 
  • la data dell'eventuale avvio delle procedure  di  recupero  del credito con l'indicazione degli atti intrapresi e delle somme recuperate; 
  • l'ammontare dell'esposizione rilevato con riferimento al sessantesimo giorno successivo alla data dell'intimazione di pagamento;

b) copia del contratto di finanziamento con relativo piano di rimborso e scadenze. 

Ricevuta la documentazione, il Gestore ha 30 giorni di tempo per disporre il pagamento in favore della banca. Tale termine si sospende nel caso in cui il Gestore abbia la necessità di ulteriori informazioni a completamento della documentazione in proprio possesso.

Se dopo l’intervento del Fondo e quindi successivamente al pagamento in favore della banca del 50% dell’insoluto, il beneficiario del finanziamento provvedesse al pagamento totale o parziale del debito, la banca sarebbe tenuta a riversare al Fondo le somme riscosse in più.

Attenzione: il fatto che il Fondo intervenga in favore della banca garantendo il rimborso del 50% dell'insoluto, non significa per la famiglia liberarsi da qualunque onere. Infatti nel momento in cui interviene il Fondo, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, si sostituisce alla banca per quanto concerne il diritto al recupero della somma pagata, degli interessi maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso e delle spese sostenute per il recupero.

Documenti correlati



25528 - Redazione
01/08/2013
Domenico, purtroppo no, il termine è scaduto lo scorso 30 giugno.

25501 - palmieri domenico
30/07/2013
Salve Mio figlio e' NATO il 27 12 2012 posso ancora fare richiesta al fondo nuovi nati x il finanziamento? Grazie.

25200 - Elena
12/07/2013
Vorrei sapere se posso fare la domanda sul fondo credito nuovi nati con un isee a zero .. Grazie

24471 - Redazione
11/06/2013
Stefy, in bocca al lupo.

24469 - stefy
11/06/2013
Salve, intanto la ringrazio per l'attenzione che mi ha prestato in questi giorni, stamane grazie ai suoi consigli mi sono rivolta ad un altra banca che pare voglia addirittura il modello isee come diceva lei...e la prossima settimana presenteremo la domanda....speriamo bene!! Cmq resta il fatto che tutta la situazione è gestita male, è abbastanza strano che una banca se non hai il reddito minimo non ti fa il finanziamento ed un altra con lo stesso reddito ti chiede addirittura l'isee per maggiori agevolazioni. Penso non sia giusto che la valutazione finale per la concessione del prestito spetti alle banche, visto che ognuno interpreta il regolamento come meglio le conviene!! "Della serie fatta la legge trovato l'inganno"!! scusate ancora per lo sfogo e grazie per gli utilissimi consigli...vi farò sapere come finirà.

24456 - Redazione
11/06/2013
Stefy, non troverà nessuna banca che le concederà un prestito "a prescindere dal reddito". Il fattore su cui si discuteva è che l'istituto in questione avesse fissato impropriamente un "reddito di 30.000 euro" come condizione per accedere al Fondo, mentre il regolamento stabilisce che l'accesso è consentito addirittura in caso di ISEE (e non di reddito) inferiore a 15.000 euro. Le consigliamo di rivolgersi ad altri istituti.

24454 - stefy
11/06/2013
Purtroppo i fatti dicono altro....anch'io ho letto il regolamento sul sito ma il direttore della banca non ha voluto sentire ragione!!Lei sa di banche che lo fanno a priscindere dal reddito?Se mi puoi indirizzare mi farebbe una grande cortesia visto che mi rimangono pochi giorni per la presentazione della domanda. grazie

24450 - Redazione
11/06/2013
Stefy, fermo restando che la concessione del prestito è rimessa comunque alla valutazione della banca, che a tal fine potrà chiedere anche il modello ISEE, c'è da dire che non è stata definita una soglia minimo di reddito per accedere al Fondo. Anzi il Regolamento del Fondo prevede, a vantaggio del richiedente, che in caso di ISEE inferiore a 15.000 euro, la garanzia dello Stato si eleva dal 50 al 75%, proprio al fine di facilitare l'accesso al credito a fasce di reddito che altrimenti ne sarebbero escluse.

24446 - stefy
10/06/2013
io ho provato a fare la domanda alla monte dei paschi di siena e mi è stata rifiutata per il reddito basso...allora perchè sul sito fondo nuovi nati è precisato che non ci sono limiti di reddito!!! Inoltre se io avessi un reddito di 30000 € andrei in banca a chiedere 5.000€??

24398 - Redazione
10/06/2013
Stefy, perchè lo Stato garantisce solo il 50% dell'ammontare del finanziamento.

Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata