Gratuito patrocinio: quando l'avvocato è a spese dello Stato

gratuito patrocinio , difesa legale gratuita

Grazie al cosiddetto "gratuito patrocinio" la persona che, trovandosi in condizioni economiche disagiate, non è in grado di pagarsi un avvocato, ha la possibilità di nominarne uno che lo assista nell'ambito di un processo senza sostenere alcuna spesa; questo perchè l'avvocato sarà pagato direttamente dallo Stato. Possono richiedere il gratuito patrocinio i cittadini italiani, ma anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno e perfino coloro che sono privi di cittadinanza (apolidi). In questo articolo vedremo esattamente quali sono i requisiti da soddisfare e le modalità per farne richiesta.

Gratuito patrocinio: quando si può richiedere

Il gratuito patrocinio è ammesso per:
- le cause civili e amministrative;
- le cause penali e del lavoro;
- i processi di impugnazione del decreto di espulsione di stranieri;
- i ricorsi al Garante per la protezione dei dati personali.

Vi si può ricorrere anche nei casi di separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.

In ambito penale il gratuito patrocinio è escluso:
- nei procedimenti penali per reati fiscali;
- se il richiedente è assistito da più di un difensore (è ammesso nei procedimenti relativi a contravvenzioni);
- per i reati di associazione mafiosa o connessi al traffico di tabacchi e stupefacenti.

In ambito civile, invece, non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui.

L'ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi di giudizio.

Gratuito patrocinio:quali sono i requisiti previsti

Si può ottenere il beneficio qualora il reddito imponibile riferito all'ultima dichiarazione, costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso chi ne fa richiesta, non sia superiore a 11.528,41. Solo in ambito penale il limite di reddito è elevato di € 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

Tale limite è aggiornato ogni due anni e comprende anche eventuali redditi esenti dall’Irpef o soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta alla fonte.

Nel caso in cui il soggetto che richiede il gratuito patrocinio abbia, con riferimento al processo, interessi in conflitto con quelli di cui sono portatori gli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi, si prende in considerazione unicamente il reddito personale di colui che ne fa richiesta.

E' importante non confondere il gratuito patrocinio con la cosiddetta difesa d'ufficio. Quest'ultima infatti prescinde dal reddito della persona e viene garantita a qualsiasi imputato che non abbia nominato un proprio difensore di fiducia. Naturalmente il difensore d'ufficio dovrà essere poi pagato dall'imputato, a meno che questi non possa godere del gratuito patrocinio.

Gratuito patrocinio: come e dove si presenta la domanda

Tenendo conto che per la richiesta del "gratuito patrocinio" non tutti gli uffici adottano lo stesso modulo, vi proponiamo un fac simile di domanda per ammissione al gratuito patrocinio civile e un fac simile di domanda per ammissione al gratuito penale.

Ciò che deve essere assolutamente specificato sulla richiesta di ammissione al gratuito patrocinio riguarda:
- le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
- l'attestazione dei redditi percepiti l'anno precedente alla domanda (dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi del D.p.r. n. 445/2000);
- l'impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell'ammissione al beneficio;
- l’indicazione del processo.

In ambito PENALE la domanda di ammissione si presenta presso l'ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo e quindi:
- alla cancelleria del GIP se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari;
- alla cancelleria del giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva;
- alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il  procedimento è davanti alla Corte di Cassazione.

In ambito CIVILE la domanda si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:
- luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
- luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
- luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

In entrambi i casi la domanda deve essere presentata personalmente dall'interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Potrà anche essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata la fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

Se chi richiede il gratuito patrocinio è detenuto la domanda può essere presentata per il tramite del direttore dell'istituto carcerario, mentre se è agli arresti domiciliari o sottoposto a misura di sicurezza può fare da tramite un ufficiale di polizia giudiziaria.

Gratuito patrocinio: cosa accade dopo la presentazione della domanda

Ricevuta l'istanza, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati - nel caso di un processo civile - o il Giudice competente - nel caso di un processo penale - procede alla valutazione degli elementi che stanno alla base della richiesta e nel termine massimo di 10 giorni decide se accogliere la domanda, respingerla o dichiararla inammissibile.

Una copia del provvedimento oltre che all'interessato viene trasmesso anche all'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate, per la verifica dei redditi dichiarati.

Nel caso in cui venga accolta l'interessato può scegliere un difensore di fiducia tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuti presso il Consiglio dell'Ordine del distretto della competente corte di appello.

Contro il provvedimento di rigetto, invece, l'interessato può presentare ricorso al presidente del tribunale o della corte di appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all'Ufficio delle Entrate.

Chi paga le spese del processo

Se chi ha ottenuto il gratuito patrocinio vince la causa, lo Stato si rivale nei confronti della parte sconfitta addebitandole tutte le spese. Se al contrario perde la causa, lo Stato non recupera alcuna spesa relativa al processo (costi amministrativi, onorario dell'avvocato), ma il beneficiario del gratuito patrocinio potrà essere tenuto a pagare la controparte (ad esempio a risarcire i danni che ha causato), qualora venga condannato dal giudice.

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