Libretto famiglia: la guida sui nuovi voucher

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È innegabile che dei voucher o buoni lavoro se ne stesse facendo un vero e proprio abuso (oltre 121 milioni venduti nel solo 2016). Introdotti per cercare di regolarizzare i piccoli lavori da sempre pagati in nero (l’insegnante che dava ripetizioni, il lavoratore impegnato nelle attività agricole stagionali, la baby sitter, il giardiniere, ecc.) si sono via via diffusi in vari settori strategici della nostra economia sostituendosi ai contratti di lavoro dipendente, come il tempo determinato, l’apprendistato, e la somministrazione. Su questo fronte i sindacati dei lavoratori hanno condotto una dura battaglia, arrivando a chiedere perfino un referendum per l'abrogazione dei voucher.

Il Governo aveva introdotto misure volte a garantire una maggiore tracciabilità del lavoro accessorio, ma probabilmente sarebbero stati necessari altri interventi finalizzati a scoraggiare l'abuso e non l'uso dei voucher: restringere ad esempio il loro utilizzo a poche prestazioni e categorie di lavoratori, oppure fissare un tetto in termini di giornate di lavoro. Insomma con gli opportuni correttivi lo strumento poteva offrire ancora una opportunità di lavoro a studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in piccoli lavori e attività stagionali. Invece, anche sulla scorta di considerazioni politico-ideologiche, si è deciso per la loro abolizione.

Successivamente in molti, a cominciare dal Governo, hanno ritenuto che abolire i voucher era stata una decisione affrettata, cosicché si è lavorato per introdurre un nuovo sistema di pagamento per le prestazioni occasionali. Ed è così che dai voucher si è passati al "libretto famiglia" per i privati e al "CpO" o "Contratti di prestazione Occasionale" per imprese, associazioni, professionisti e pubblica amministrazione (art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50). In questo articolo faremo in particolare il focus sul libretto famiglia, ufficialmente in vigore dal 10 Luglio 2017, che ha caratteristiche differenti rispetto al precedente voucher.

Libretto famiglia: quali regole

Da oggi chi è interessato ad acquisire prestazioni di lavoro occasionali (una donna per le pulizie di casa, un insegnante per le ripetizioni di matematica al proprio figlio, un giardiniere o una badante per il proprio genitore, purché saltuari), può utilizzare lo strumento del "libretto famiglia", conosciuto anche con la sigla "LF". Si tratta di un libretto nominativo prefinanziato che può essere utilizzato esclusivamente dai privati, dunque non da imprese o professionisti, per pagare determinate prestazioni di lavoro occasionale previste dalla legge e solo a determinate categorie di lavoratori.

Il libretto famiglia ha un valore nominale di 10 euro e con esso è possibile remunerare un'attività lavorativa di durata non superiore a un’ora.

Rimarchiamo il fatto che l'utilizzo del libretto famiglia è circoscritto alle prestazioni lavorative sporadiche e occasionali. A tal riguardo la legge ha fissato dei paletti ben precisi, stabilendo che nel corso di un anno civile:

  1. ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità dei committenti o datori di lavoro, non possa percepire compensi di importo complessivamente superiore a 5.000 euro;
  2. ciascun datore di lavoro, con riferimento alla totalità dei prestatori, non possa erogare compensi di importo complessivamente superiore a 5.000 euro;
  3. ciascun lavoratore non possa percepire dallo stesso datore compensi di importo superiore a 2.500 euro.

Tali importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

Inoltre ogni prestatore non può svolgere più di 280 ore nel corso di uno stesso anno.

La soglia limite, con riferimento a ciascun utilizzatore riguardo alla totalità dei lavoratori, è calcolata sulla base del 75% dell’importo dei compensi, se il lavoratore appartiene alle seguenti categorie:

a) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
b) giovani con meno di venticinque anni di  età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l'università;
c) persone disoccupate;
d) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito

Qualora la soglia economica di 2.500 euro venisse superata o nel caso in cui la durata della prestazione oltrepassasse la soglia delle 280 ore in un anno, il relativo rapporto si trasformerebbe in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Oltre ad aver stabilito dei limiti nei compensi, la legge ha indicato anche le attività per le quali il datore di lavoro può utilizzare il libretto famiglia e che consistono in:

  • piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.

In definitiva con il libretto famiglia è possibile retribuire unicamente collaboratori domestici, addetti alle pulizie, badanti, assistenti domiciliari per le persone con disabilità, babysitter, insegnanti privati per le ripetizioni e giardinieri. E' importante in ogni caso che attraverso il libretto famiglia si retribuiscano prestazioni di lavoro occasionali. Tradotto questo significa che la collaboratrice domestica che tutti i giorni viene a casa per riordinare, lavare, stirare e cucinare non può essere pagata attraverso il libretto famiglia.

Con il libretto famiglia sono inoltre impiegati per l’acquisto di servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia pubblici o privati accreditati (leggi "Bonus baby sitter e asilo nido: cosa sono e come richiederli").

Libretto famiglia: tagli

Come detto il valore nominale del libretto famiglia è di 10 euro, corrisponde ad un'ora di lavoro e si ripartisce in questo modo:

- 8,00 euro vanno al prestatore;
- 1,65 euro è destinato alla contribuzione IVS Gestione separata INPS;
- 0,25 euro a copertura del premio assicurativo INAIL;
- 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Libretto famiglia: chi può utilizzarlo

Il libretto famiglia è rivolto, come detto, alle persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa. Attenzione: il libretto famiglia non può essere utilizzato se fra datore di lavoro e prestatore è in corso o è stato cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa. Il libretto famiglia non può essere usato da parte di un condominio, visto che non può considerarsi persona fisica.

Libretto famiglia: quali diritti per il lavoratore

Il prestatore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e  ai riposi settimanali così come  previsto dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Gli spetta, inoltre, l'assicurazione contro gli infortuni e beneficia dei contributi previdenziali grazie all'iscrizione alla gestione separata Inps.

Giova ricordare che i compensi percepiti dal lavoratore attraverso il libretto famiglia, sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato (dunque chi percepisce la Naspi può svolgere prestazioni di lavoro occasionali ed essere remunerato tramite il libretto famiglia) e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Non è, invece, applicabile la disciplina in materia di sicurezza del lavoro.

Libretto famiglia: come ci si registra

Per utilizzare il libretto famiglia non sono richiesti particolari adempimenti burocratici. In pratica il datore di lavoro deve registrarsi e svolgere i relativi adempimenti, eventualmente tramite l’assistenza di un patronato, all'interno di un'apposita piattaforma informatica gestita dall'Inps, fruibile attraverso l’accesso al sito internet dell’Istituto - www.inps.it - al seguente servizio: Prestazioni Occasionali.

Qui andranno inseriti i dati del datore e del prestatore oltre a quelli relativi alla prestazione lavorativa. In particolare andrà scelto se accedere al "libretto famiglia" o a "PrestO" o "CpO". Questa comunicazione il datore è tenuta a trasmetterla almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione.

Anche il prestatore è tenuto a registrarsi sulla piattaforma informatica, fornendo i propri dati anagrafici, l’indirizzo di residenza ed eventualmente le coordinate bancarie/postali o gli estremi della carta di credito per l’accredito dei compensi da parte dell'Inps. A tal proposito facciamo notare che il conto corrente, il libretto postale o la carta devono essere intestati o cointestati al lavoratore. Se nulla viene indicato dal prestatore, l'Inps provvede ad erogare il compenso con bonifico bancario domiciliato alle Poste. In tal caso il costo dell'operazione (2,60 euro) viene addebitato al prestatore.

Superfluo, invece, sottolineare che committenti e prestatori, indipendentemente dal fatto che facciano da soli o si avvalgano del supporto del  Contact Center Inps, devono necessariamente disporre, ai fini della registrazione, del PIN Inps dispositivo, della SPID o della CNS (carta nazionale dei servizi). 

Libretto famiglia: portafoglio telematico

Subito dopo la registrazione, il committente o utilizzatore del libretto famiglia deve costituire una provvista, da cui l'Inps potrà attingere nel momento in cui dovrà erogare il compenso al prestatore. Questa provvista dovrà essere sufficiente a coprire non solo il compenso spettante al lavoratore, ma anche gli oneri contributivi, assicurativi e di gestione.

Alla costituzione di questo portafoglio telematico, il committente può provvedere in due modi:

- versando l'importo attraverso il modello F24 Elementi identificativi (ELIDE), con l’indicazione dei dati identificativi dell’utilizzatore e della causale “LIFA” (valida per il libretto famiglia); nel campo “elementi identificativi” non deve essere inserito alcun valore e non si possono compensare crediti;

- utilizzando carta di credito o bancomat, gestiti attraverso la modalità di pagamento “pagoPA” di Agid e accessibili esclusivamente dal servizio Prestazioni Occasionali del Portale dei Pagamenti Inps, con le credenziali personali dell’utilizzatore; le somme sono utilizzabili per remunerare le prestazioni occasioni ed assolvere agli obblighi contributivi, di norma, entro 7 giorni dall’operazione di versamento.

Libretto di famiglia: come viene pagato il prestore

Una volta che la prestazione lavorativa si è conclusa, e comunque non oltre il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione stessa, il datore - attraverso la piattaforma informatica o il servizio di contact center messo a disposizione dall'Inps - deve comunicare i dati identificativi del prestatore, il luogo di svolgimento della prestazione, il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione, la durata della prestazione, l’ambito di svolgimento della prestazione nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore a sua volta riceve una notifica tramite SMS o posta elettronica, oltre che su MyInps.

L’Inps entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione provvede, nel limite della provvista precedentemente costituita dal committente, al pagamento del compenso in favore del prestatore (con bonifico bancario o bonifico postale domiciliato).

Sempre attraverso la piattaforma informatica, l’Inps provvede all'accreditamento dei contributi previdenziali sulla posizione del lavoratore e al trasferimento all'INAIL, il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno, dei premi relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

La violazione degli obblighi di comunicazione da parte del datore di lavoro, fa scattare una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione.

Libretto famiglia: modulistica utile

Se si sceglie di utilizzare il libretto famiglia per retribuire prestazioni di lavoro occasionali è buona norma che il prestatore e il committente sottoscrivano una scrittura privata (in duplice copia) con cui si dichiara, innanzitutto, di essere a conoscenza della natura occasionale della prestazione (saltuaria e non continuativa). Quindi si definiscono le attività da svolgere nel dettaglio, il periodo di svolgimento delle stesse e naturalmente la misura della retribuzione.

Sul nostro portale puoi scaricare gratuitamente il Modello di contratto per prestazione occasionale (Libretto famiglia). Questa, invece, è la dichiarazione sostitutiva del prestatore di lavoro occasionale (LF o CpO) con cui il prestatore afferma di non superare il limite annuo di euro 5.000 per effetto del cumulo dei compensi derivanti dal presente e da altri incarichi di lavoro occasionale.

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