Modello 730 precompilato: ecco tutte le novità

730 precompilato, modello 730 precompilato

Dal 18 Aprile circa 30 milioni di contribuenti (tra pensionati, lavoratori dipendenti e parasubordinati) possono scaricare direttamente dal sito dell'Agenzia delle Entrate il Modello 730 precompilato, una dichiarazione predisposta direttamente dal fisco che contiene già le informazioni sui redditi, sulle detrazioni e sulle imposte da pagare. Il contribuente dovrà limitarsi soltanto a integrare la dichiarazione, qualora ce ne fosse bisogno, o a correggere eventuali inesattezze. La dichiarazione è modificabile a partire dal 2 maggio.

Naturalmente il contribuente che riceve il Modello 730 precompilato non è obbligato ad utilizzarlo. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il Modello 730 o il Modello Unico).

Per approfondimenti è possibile consultare il portale dell'Agenzia delle Entrate.

730 precompilato on line

Come si è accennato il Modello 730 precompilato viene messo a disposizione del contribuente in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Si può accedere a quest'area attraverso diverse modalità:

- utilizzando le credenziali di accesso al servizio "Fisconline" (sono fornite direttamente direttamente dall'Agenzia delle Entrate previa registrazione);
- utilizzando le credenziali Spid, il nuovo "Sistema Pubblico dell'Identità Digitale" per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione (leggi "SPID: cos'è e come funziona");
- utilizzando il Pin dispositivo Inps. Se non ce l'hai ancora, scopri come richiederlo leggendo l'articolo "PIN Inps: a cosa serve e come richiederlo";
- utilizzando le credenziali di accesso al servizio "NoiPA", nel caso in cui il contribuente sia un dipendente di una Pubblica Amministrazione che ha aderito al sistema NoiPA.

Il contribuente è tenuto a rilasciare, ed eventualmente a tenere aggiornato, un indirizzo di posta elettronica valido al fine di ricevere eventuali comunicazioni relative alla propria dichiarazione 730 precompilata.

Dal Modello 730 precompilato può emergere:
- un saldo a credito (il rimborso arriva direttamente in busta paga a luglio o con la pensione di agosto/settembre);
- un saldo a debito (l'importo viene trattenuto direttamente in busta paga o dalla pensione di novembre)

Chi riceve il modello 730 precompilato

Il Modello 730 precompilato viene predisposto e messo a disposizione di quei contribuenti che risultano in possesso dei seguenti requisiti:
- hanno percepito, per l’anno d’imposta 2016, redditi di lavoro dipendente e assimilati e/o redditi di pensione, in relazione ai quali i sostituti d’imposta hanno trasmesso all’Agenzia delle entrate la Certificazione Unica 2017 (per intenderci il vecchio Cud);
- hanno presentato, per l’anno d’imposta 2015, il Modello 730 oppure il Modello Unico Persone Fisiche, pur avendo i requisiti per presentare il modello 730.

Il contribuente che riceve il Modello 730 precompilato e che ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare la dichiarazione precompilata, ma deve far ricorso al Modello Unico.

Chi non riceve il modello 730 precompilato

Il Modello 730 precompilato non viene predisposto nei confronti di quei contribuenti che possiedono, oltre al reddito di lavoro dipendente, anche redditi di impresa o da lavoro autonomo. Sono altresì esclusi i contribuenti che:
- devono presentare le dichiarazioni Iva o Irap o i modelli 770;
- non risiedono in Italia;
- risultano alle dipendenze di datori non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto, come nel caso di colf e badanti;
- presentano la dichiarazione per conto di una persona deceduta.

Dati inseriti nel modello 730 precompilato

Per l’anno d’imposta 2016, oltre ai dati sul contribuente già presenti nelle dichiarazioni degli anni precedenti, sono automaticamente riportati nella dichiarazione fiscale precompilata dall'Agenzia delle Entrate:

- i dati della Certificazione Unica 2017, consegnata al dipendente o pensionato dal sostituto d'imposta (datore di lavoro, ente previdenziale) e inviata da quest'ultimo all'Agenzia delle Entrate: reddito di lavoro dipendente o di pensione, ritenute Irpef, trattenute di addizionale regionale e comunale, compensi di lavoro autonomo occasionale, premi di risultato, i rimborsi di oneri erogati dal datore di lavoro e i dati dei familiari a carico;

- i dati dei terreni e dei fabbricati, se contenuti nella dichiarazione dei redditi dell'anno precedente. E' possibile verificare i dati dei propri fabbricati e terreni attraverso il servizio offerto dall'Agenzia delle Entrate a coloro che risultano registrati a Entratel/Fisconline. In pratica grazie a questo servizio è possibile consultare la banca dati catastale e ipotecaria, a titolo gratuito, naturalmente con riferimento a quegli immobili di cui il soggetto richiedente, persona fisica o soggetto diverso dalla persona fisica (società, ente pubblico o privato, associazione), risulti titolare, anche pro quota;

- i dati degli oneri detraibili e deducibili, trasmessi da soggetti terzi (banche, compagnie di assicurazione, enti previdenziali): quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso ("Mutuo: come detrarre gli interessi"), premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni, contributi previdenziali e assistenziali;

- i dati sulle spese sanitarie comunicati da faramacie, parafarmacie, medici, odontoiatri, Asl, aziende ospedialiere, istituti di ricovero, ecc. C’è da sottolineare che da quest'anno nella dichiarazione precompilata sono presenti molti più dati rispetto al passato: non solo spese sostenute per l'acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie, ma anche spese sostenute per ottici, psicologi, infermieri, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia medica e perfino spese veterinarie comunicate dalle farmacie, dalle parafarmacie e dai veterinari. Tutto questo ha significato una consultazione di ben 690 milioni di documenti fiscali in più, per un controvalore di spesa di circa 29 miliardi di euro.
Come detto nel caso in cui mancassero talune spese, il contribuente ha la possibilità di integrare la dichiarazione. Per sapere quali spese sanitarie si possono detrarre, si consiglia di leggere l’articolo “Detrazione spese mediche: tutto quello che c'è da sapere”;

- i dati relativi alle spese sostenute per interventi di ristrutturazioni edilizia e di riqualificazione energeticai e per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici comunicati da banche e Poste Italiane;

- i dati sulle spese universitarie e sui relativi rimborsi, comunicati dalle Università. Assenti invece le spese relative alla scuola (iscrizione, gite, corsi d'inglese o di teatro, ecc.) e alle palestre, dal momento che scuole e palestre, almeno per ora, non sono tenute all'invio dei dati all'Agenzia delle Entrate;

- i dati sulle spese funebri, comunicati dalle imprese che esercitano attività di pompe funebri;

- i dati sui contributi versati alla previdenza complementare, comunicati dagli enti previdenziali

L’Agenzia delle Entrate inserisce altresì nella dichiarazione 730 precompilata i dati relativi alle spese pluriennali derivanti dalla dichiarazione presentata dal contribuente per l’anno precedente, quali ad esempio: contributi versati per lavoratori domestici, compravendite immobiliari, contratti di locazione registrati, versamenti effettuati con il modello F24, compensazioni eseguite, ecc..

730 precompilato: come opporsi alla comunicazione dei dati al fisco

Ci preme ricordare che ogni cittadino può liberamente decidere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati sulle spese sanitarie e, dunque, di non farli inserire nella dichiarazione precompilata.

Tuttavia per esprimere la propria opposizione, il contribuente deve inoltrare una specifica comunicazione all'Agenzia delle Entrate: a tal fine può accedere all'area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria, tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure utilizzando le credenziali "Fisconline" rilasciate dall’Agenzia delle Entrate. In alternativa può compilare questo modello di opposizione all’utilizzo delle spese sanitarie e inoltrarlo all'indirizzo email "opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it" oppure consegnarlo in un qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate. Allegare al modello la copia di un valido documento di riconoscimento.
Se, invece, il contribuente vuole servirsi del telefono può chiamare il numero 848.800.444 da fisso, 0696668907 da cellulare oppure il numero +39 0696668933 dall’estero, comunicando le stesse informazioni richieste dal modello, oltre al tipo di documento di identità, numero e scadenza.

Come accade per le spese sanitarie, il contribuente può decidere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati sulle spese universitarie e, dunque, di non farli inserire dunque nella dichiarazione precompilata. Anche in questo caso l'opposizione all'inserimento va manifestata in maniera esplicita. Questo il modello di opposizione all'utilizzo delle spese universitarie reso disponibile dall'Agenzia delle Entrate. Al modulo va allegata una copia del documento di identità del richiedente. Tutta la documentazione va inoltrata all'indirizzo di posta elettronica "opposizioneutilizzospeseuniversitarie@agenziaentrate.it” oppure via fax al numero 0650762273.

Quando e come si presenta

Il contribuente dopo aver preso visione del Modello 730 precompilato e aver effettuato le opportune verifiche, può trasmetterlo attraverso la stessa applicazione web, non prima però di aver indicato i dati del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà il conguaglio e compilato la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef.

Se il contribuente dovesse riscontrare dati incompleti o non corretti allora dovrà effettuare delle rettifiche. In questo modo, sarà elaborato e messo a sua disposizione un nuovo modello 730, che se accettato potrà essere inviato con le stesse modalità. L'invio deve essere fatto entro il 7 Luglio 2016 (si consiglia di monitorare periodicamente il sito dell'Agenzia delle Entrate, dal momento che potrebbero essere concesse delle proroghe). Con la trasmissione, viene reso disponibile nella sezione del sito internet la ricevuta di avvenuta presentazione.

Chi non volesse fare da solo, può rivolgersi al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale, oppure ad un CAF o ad un professionista abilitato (commercialista, esperto contabile e consulente del lavoro). In questo caso tali soggetti devono acquisire preventivamente la delega dal contribuente, unitamente a copia di un suo documento di identità, in formato cartaceo ovvero in formato elettronico. 

Il contribuente, inoltre, deve consegnare al Caf o al professionista abilitato:
- il modello 730-1, in busta chiusa, che riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef;
- la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione: Certificazione Unica, scontrini, ricevute, fatture e quietanze utili per il riconoscimento delle spese deducibili o detraibili, attestati di versamento delle ritenute operate sui compensi dei professionisti, quietanza rilasciata dal condominio, ricevute dei bonifici effettuati per pagare le spese di ristrutturazione, ultima dichiarazione presentata, se in questa era stata evidenziata un'eccedenza d'imposta.

Il contribuente conserva la documentazione in originale, mentre il Caf o il professionista ne conserva copia che può essere trasmessa, su richiesta, all’Agenzia delle Entrate. I Caf o i professionisti abilitati hanno l’obbligo di verificare che i dati indicati nel modello 730 siano conformi ai documenti esibiti dal contribuente e rilasciano per ogni dichiarazione un visto di conformità (ossia una certificazione di correttezza dei dati).

Vantaggi sui controlli fiscali

Se il contribuente presenta il modello 730 precompilato così com’è, ossia senza effettuare modifiche, direttamente o tramite il proprio sostituto d’imposta, non subirà personalmente alcun controllo documentale sugli oneri detraibili e deducibili. I controlli documentali potranno eventualmente riguardare solo i dati comunicati dai sostituti d’imposta mediante la Certificazione Unica 2017.

Se il Modello 730 precompilato viene presentato, con o senza modifiche, al Caf o al professionista abilitato, i controlli documentali saranno effettuati nei confronti di questi ultimi. L’Agenzia delle Entrate potrà comunque richiedere al contribuente la documentazione necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti necessari per fruire di detrazioni e deduzioni (bonus ristrutturazioni, interessi passivi sul mutuo, ecc.)

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Lo scorso anno non c'era la possibilità di fare il 730 congiunto. Per quest anno è previsto?

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44948 - vincenzo
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44947 - De Sario Daniele
05/04/2016
è possibile apportare le modifiche su 730 precompilato tramite fisco on line o bisogna necessariamente rivolgersi ad un caf/sostituto di imposta?

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