In quali casi ricorrere contro la rimozione forzata auto

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Hai parcheggiato velocemente per svolgere delle commissioni urgenti, ma una volta terminato sei tornato indietro e la vettura non c’era più. Inizialmente hai pensato che te l’avessero rubata, poi hai alzato gli occhi e hai notato il cartello di divieto di sosta con rimozione forzata. Ti hanno portato via l’auto! Si ma dove? Come puoi riprendertela? Quanto c'è da pagare? Ti anticipiamo che in caso di rimozione forzata auto c'è da pagare non solo la multa per divieto di sosta, ma anche i costi di rimozione e custodia del mezzo. Insomma una bella seccatura, ma anche una bella spesa. Ma non disperare perchè è possibile difendersi anche da una multa rimozione forzata: se ricorrono, infatti, le condizioni che fra poco ti diremo, puoi evitare di pagare la contravvenzione facendo ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace. Questo è il modello ricorso per multa divieto di sosta da cui puoi prendere spunto.

Rimozione forzata auto: chi può chiamare il carroattrezzi

Se il tuo veicolo è in sosta sul suolo pubblico, la rimozione forzata auto può essere autorizzata solo e soltanto dagli organi di Polizia (Polizia Municipale; Polizia di Stato, Carabinieri; Guardia di Finanza; Polizia Provinciale; Polizia Penitenziaria; Guardia Forestale e Polizia Giudiziaria, solo in caso di incidente stradale).

Qualora non ritrovassi l’auto nel luogo esatto in cui l’avevi parcheggiata, dovresti chiamare la Polizia Municipale e indicare i tuoi dati anagrafici, il numero di targa, il modello del veicolo e il luogo dove si trovava. Dopo una breve verifica, gli agenti ti sapranno dire se è stata disposta o meno la rimozione forzata auto. Chiaramente nel caso in cui l'auto non risultasse rimossa, non resterebbe che esporre una denuncia per furto presso la Questura o il Comando dei carabinieri.

La sosta irregolare di un veicolo che si trova sul suolo pubblico può essere accertata dagli agenti di Polizia, nel corso di un normale controllo della zona, oppure può essere segnalata da un privato cittadino. Ad esempio, se parcheggi di fronte ad un box auto che riporta il cartello di divieto di sosta con passo carrabile autorizzato dal Prefetto, il proprietario di quel box o un qualsiasi altro privato cittadino potrebbe segnalare l’irregolarità alle forze di Polizia, le quali di conseguenza sarebbero tenute ad elevare una multa rimozione forzata e contestualmente a chiamare il carroattrezzi.

Multa rimozione forzata auto: normativa vigente

Chiaramente l’esempio fatto non esaurisce l’ampia casistica che determina la rimozione forzata di un veicolo, dunque vediamo nei dettagli in quali casi la polizia può disporre la rimozione del mezzo. L’articolo 59 del Codice della Strada “Rimozione e blocco dei veicoli” sancisce che la polizia può chiamare il carroattrezzi e rimuovere la vettura dal posto in cui l’hai lasciata in sosta nelle seguenti situazioni:

  1. Se l’auto è in sosta nelle strade e nei tratti di esse in cui un’ordinanza dell'ente proprietario stabilisce che la sosta dei veicoli costituisce grave intralcio o pericolo per la circolazione stradale e il segnale di divieto di sosta sia integrato dall'apposito pannello aggiuntivo;
  2. Nelle strade urbane a senso unico di marcia, se la vettura è in sosta lungo il margine sinistro della carreggiata, ma non c’è spazio sufficiente al transito dei veicoli (lo spazio per il passaggio è inferiore a tre metri di larghezza).
  3. Se l’auto si trova in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;
  4. Se la vettura risulta in sosta nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
  5. Se l’auto si trova sui dossi e nelle curve o fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
  6. Se la vettura è in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
  7. Se lasci l’auto fuori dei centri abitati, in corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione (incroci); o se la stessa si trova in un centro abitato, in corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale,
  8. Se il veicolo è in sosta sui marciapiedi, sui passaggi per pedoni e per ciclisti, sugli attraversamenti pedonali e sulle piste ciclabili o agli sbocchi delle medesime.
  9. Se l’auto in sosta viola le disposizioni emanate dall'ente proprietario della strada per motivi di manutenzione o pulizia delle strade e del relativo arredo.

Ti ricordiamo che la rimozione forzata auto è prevista anche allo sbocco dei passi carrabili; dovunque causi problemi di accesso o spostamento ad altri veicoli; in seconda fila; sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite; sulle banchine, negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide, dei veicoli elettrici in ricarica o dei mezzi pubblici; nelle aree pedonali urbane; nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati; in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli; negli spazi destinati ad impianti per servizi di emergenza o di igiene pubblica; davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani; in corrispondenza dei distributori di carburante durante le ore di esercizio; in tutti gli altri casi in cui la sosta sia vietata e costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione.

Rimozione forzata auto: come funziona

Se sei un’automobilista diligente e non hai mai ricevuto una multa rimozione forzata, probabilmente non conosci nei dettagli come funziona questa pratica e di conseguenza non sai esattamente come comportarti. Abbiamo detto che nel caso in cui non ritrovassi l'auto nel posto in cui l'hai parcheggiata, la prima cosa da fare è chiamare Polizia Municipale del luogo (ad es. Pescara). Basta digitare sul browser del tuo smartphone il termine "polizia municipale pescara" per avere in pochi istanti tutti i riferimenti utili: indirizzo, telefono, sito web, ecc. Se sei distante dal comando conviene naturalmente telefonare e comunicare all'operatore della centrale il tipo di veicolo, la targa e il nome del proprietario. In pochi istanti l'agente sarà in grado, attraverso il proprio terminale, di confermarti se la Polizia Municipale ha disposto o meno la rimozione forzata auto e nel caso comunicarti l'indirizzo del deposito in cui si trova parcheggiata la tua automobile. Non temere: nella stragrande maggioranza dei casi queste rimesse si trovano in città o nell'immediata periferia. Non sarà difficile identificarlo.

In breve ecco cos’è successo in tua assenza: quando gli agenti hanno notato che la tua auto era in sosta irregolare in prossimità di una zona che prevedeva la rimozione forzata auto, hanno immediatamente provveduto ad elevare una contravvenzione e contestualmente a chiamare il servizio di carroattrezzi comunale. Questi, giunto sul posto, ha provveduto a caricare la tua auto e a trasportarla in un’apposita area di sosta che può essere pubblica o privata, la quale viene sorvegliata dal personale che può procedere al rilascio del mezzo solo dopo aver verificato la documentazione e accertato il pagamento di tutti gli importi legati alla multa rimozione forzata.

Questo significa che prima di poter riprendere possesso della tua auto, dovrai recarti allo sportello del deposito munito di:

  • valido documento di riconoscimento
  • libretto di circolazione
  • certificato di assicurazione
  • (eventualmente) nulla osta al ritiro rilasciato dal Comando di Polizia Locale.

A questo punto se vuoi avere le chiavi del mezzo non ti resta che pagare l'intera somma che ti viene richiesta.

Quanto costa rimozione forzata auto

Se la Polizia ha provveduto alla rimozione forzata della tua auto dovrai pagare non solo la multa per divieto di sosta ma anche i costi di trasporto e di deposito del mezzo. L'importo della sanzione relativa al divieto di sosta parte da 24 euro per ciclomotori e motoveicoli e da 39 euro per i veicoli a quattro ruote, fino ad arrivare a 335 euro. L'importo della multa varia in funzione della gravità dell'infrazione commessa: ad esempio se il veicolo blocca un passo carrabile, uno scivolo per disabili o la fermata dell’autobus, l'importo della multa rimozione forzata può superare anche gli 80. 

Alla somma della sanzione va aggiunta anche la decurtazione di 2 punti dalla patente.

Se non ci sono le condizioni per contestare la multa rimozione forzata, ti consigliamo di pagarla entro 5 giorni dalla data in cui hai ricevuto il verbale di contravvenzione, così da poter beneficiare dello sconto del 30%. Se non potessi provvedere al pagamento della sanzione entro i primi 5 giorni, ti ricordiamo che sei comunque tenuto a farlo entro 60 giorni dalla ricezione del verbale. Se volessi saperne di più ti consigliamo la lettura dell'articolo "Come pagare una multa".

Al’importo della sanzione vanno sommati i costi relativi alla rimozione forzata del veicolo, i quali possono cambiare di anno in anno e di città in città: ad esempio a Firenze nel 2018 la rimozione di un veicolo con massa a pieno carico da 1,5 a 3,5 tonnellate determina l’addebito di 21 euro per la chiamata del carroattrezzi, 40 euro per le operazioni connesse al carico ed allo scarico del veicolo e un’indennità di 5 euro al chilometro per il trasporto del mezzo fino al deposito. Così se il deposito distasse 5 chilometri dal luogo in cui è stato rimosso, il costo totale dell’operazione ammonta a 86 euro. A Pescara, invece, il costo della rimozione è di 78,77 euro se il mezzo è caricato a traino (diventa 97,74 nei giorni festivi) e di 94,52 euro (che diventa 117,28 nei giorni festivi) se è trainato mediante carrello.

A questa somma vanno aggiunti anche i costi relativi al deposito. Hai capito bene: la sosta presso la rimessa si paga. La quota è giornaliera e anche in questo caso può variare di anno in anno, in funzione della città in cui ti trovi. Prendiamo ancora una volta ad esempio Firenze: la sosta di un veicolo a 4 ruote costa 15 euro al giorno, dal 1° al 30° giorno di custodia (a Pescara sono 16 euro). Dal 31° giorno la sosta viene maggiorata di 3 euro al giorno. I costi vengono maggiorati del 30% anche durante l’orario notturno e nei giorni festivi.

È altresì necessario recarsi presso le aree di sosta in orario di apertura, poiché il ritiro in orario notturno determina l’addebito di un ulteriore costo, che sempre a Firenze nel 2018 si attesta a 50 euro.

Multa rimozione forzata: ecco come contestarla

Se si vuole rientrare in possesso della propria auto, non si può fare a meno di pagare i costi di rimozione e custodia. Tuttavia se si ritiene di non aver commesso alcuna infrazione e per questo si vuole proporre ricorso, si può non pagare la multa rimozione forzata (ricordiamo che ci sono 60 giorni a disposizione).

Infatti la multa rimozione forzata, al pari di una qualunque altra contravvenzione, può essere contestata se ci sono elementi sufficienti per poterla definire illegittima. Ma in quali casi è possibile ricorrere? Ad esempio se l'automobilista riesce a dimostrare che la sosta davanti al passo carrabile è stato dovuto ad uno stato di assoluta necessità: si è sentito male e dopo aver chiamato un parente è stato accompagnato al pronto soccorso. Come dimostrare lo stato di urgenza? Semplicemente producendo un certificato, un referto o un qualsiasi altro documento che dimostri il trasporto in ospedale.

Inoltre il ricorso contro una multa rimozione forzata potrebbe essere proposto dall'automobilista qualora riuscisse a dimostrare che in zona non era presente alcun segnale di divieto di sosta con rimozione, oppure che lo stesso non era perfettamente visibile perché scolorito o coperto da arbusti o siepi. Ancora: il ricorso potrebbe essere proposto anche nel caso in cui la rimozione fosse stata operata in una Ztl, benché l'automobilista risultasse in possesso di regolare autorizzazione alla sosta.

Il ricorso potrebbe essere proposto anche nel caso in cui la multa rimozione forzata fosse notificata a casa oltre i termini consentiti dalla legge (90 giorni) oppure con evidenti vizi di forma: la targa non è corretta, la via non è quella, l'indicazione della norma violata è errata e così via.

In tutti questi casi il ricorso contro la rimozione forzata auto può essere effettuato presso il Prefetto della città in cui è avvenuta l’infrazione, entro 60 giorni dalla data in cui è stata notificata, o presso il Giudice di Pace entro un periodo più ristretto, ossia 30 giorni.

Rimozione forzata danni auto

Cosa accade se nel momento in cui si ritira l'auto al deposito, questa presenta evidenti ammaccature? Se la ditta privata che ha avuto in appalto il servizio di rimozione auto riconosce il danno, l'automobilista non ha nulla da temere perchè sarà la compagnia di assicurazione del depositario a garantire ogni risarcimento. Ma se non c'è ammissione di colpa da parte della ditta, la contestazione dell'automobilista fa nascere automaticamente un contenzioso tra le parti. In un caso del genere c'è da chiedersi: è l'automobilista che deve dimostrare la responsabilità della ditta o è quest'ultima che deve dimostrare di aver adottato accorgimenti e cautele tali da rendere la rimozione idonea ad escludere danni al mezzo?

A tal riguardo va detto che nel momento in cui l'agente redige il verbale, è tenuto a fornire una minuziosa descrizione del mezzo oggetto di rimozione, evidenziando eventuali ammaccature o rigature, eventuali fanali o specchietti rotti e così via. Ora se l'agente che ha elevato la multa rimozione forzata riporta in maniera corretta la descrizione dello stato del veicolo sul verbale, è l'automobilista che deve dimostrare il nesso di causalità fra l'intervento di rimozione e gli eventuali danni riscontrati sul mezzo al momento del ritiro. Se invece l'agente non ha annotato nulla sul verbale circa lo stato del veicolo oggetto di rimozione, si determina l’inversione dell’onere della prova: in pratica è la ditta o l'amministrazione a dover dimostrare di non essere in alcun modo responsabile dei danni riscontrati dall'automobilista.

Rimozione forzata in proprietà privata: cosa succede

Mettiamo il caso che il tuo condominio sorga in un terreno collegato alla strada provinciale da un viottolo privato. La famiglia Fumagalli, che abita in una casa singola dall’altra parte della strada da una grande festa e gli invitati affollano il viottolo condominiale con le loro auto, rendendo impossibile sia l’entrata, sia l’uscita. Dopo esserti recato cordialmente a chiedere di spostare i veicoli, nessuno degli ospiti dei Fumagalli esce per rimuovere la propria auto. In questo caso non puoi chiamare la Polizia Municipale, perché i veicoli sono in sosta su una strada privata, tuttavia puoi contattare l’amministratore condominiale e chiedergli l’autorizzazione per chiamare il carroattrezzi e procedere alla rimozione forzata auto. In questo modo potrai liberare il passaggio dalle automobili, ma di fatto le autorità non possono elevare una multa rimozione forzata nei confronti dei legittimi proprietari.

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