Ricorso multa semaforo rosso: quando e come farla

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Questo è proprio il caso di dirlo: guidare sereni è sempre più difficile. Tra la routine accelerata di tutti i giorni, il traffico e i nuovi sistemi per la rilevazione delle violazioni al Codice della Strada, il “pericolo multa” è sempre dietro l’angolo. Le regole variano con estrema velocità. Prendiamo ad esempio il semaforo: 10 anni fa avresti giurato che l’arancione non durasse meno di 10 secondi; mentre adesso ne dura massimo 5, e se non si riesce a rallentare in tempo, sono dolori. Molti dei semafori, posti agli incroci più trafficati di piccoli centri urbani e grandi città, sono muniti di telecamere pronte a registrare ogni violazione e a sanzionarla con una salatissima multa e, come se non bastasse, anche la decurtazione dei punti dalla patente. È possibile contestarle? La risposta è sì, anche se non è facile come sembra. Nei prossimi paragrafi ti illustreremo meglio in quali casi è possibile contestare una multa semaforo rosso.

Multa semaforo rosso: importo della sanzione

Devi sapere che passando col rosso al semaforo infrangi l’articolo 146 del Codice della Strada, relativo alla violazione della segnaletica stradale. In particolare il comma 3 dell'articolo recita quanto segue: “Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 162 a euro 646”. Questo è l’importo da pagare, al quale va sommata la decurtazione di ben 6 punti dalla patente.

Il comma 3 bis, poi, fa chiarezza sulla possibilità di ricevere una multa semaforo rosso recidiva: “Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI”.

Come vedi la situazione è molto delicata: per questo motivo ti invitiamo a diminuire la velocità ed arrestare la marcia, nel caso in cui scattasse l’arancione e tu fossi nei pressi di un semaforo. Non è mai troppo tardi per migliorare il comportamento alla guida, anche se hai già preso una multa semaforo rosso con telecamera.

Tuttavia, se ora sei alle prese con una sanzione molto onerosa da pagare e credi di avere dei buoni motivi per contestarla, chiedendone l’annullamento, continua a leggere i prossimi paragrafi: ti illustreremo quando ciò è possibile e quando, invece, è molto più conveniente pagare la contravvenzione.

Multa semaforo rosso: motivi di ricorso NON validi

Purtroppo non tutte le informazioni reperibili in rete sull’argomento sono veritiere. C’è chi dice che le rilevazioni effettuate con telecamera possono essere annullate in mancanza di una contestazione immediata delle forze dell’ordine, c’è chi mette le mani avanti e invita a chiedere la taratura del dispositivo, facendoti perdere tempo utile e in alcuni casi, anche del denaro. È importante, in questi casi, fare riferimento a fonti certe, a cominciare dal Codice della Strada e da tutte quelle sentenze che fanno giurisprudenza.

Ma veniamo al sodo: quali sono i “falsi miti” del ricorso multa semaforo rosso?

- La telecamera non deve essere obbligatoriamente segnalata prima: a dirlo è il Giudice di Pace di Taranto nella sentenza n. 2345/16. Anche altri giudici si sono pronunciati in tal senso, ponendo alla base della loro decisioni il fatto che il dispositivo posto sul semaforo non può essere messo a confronto con gli autovelox o i tutor, per i quali sono in vigore altre regole. (Leggi “Come e quando fare ricorso per multe da Autovelox”);

- No alla taratura periodica: le telecamere poste sui semafori (tipo Photored, TRed, Traffiphot III SR ecc.) sono fisse, non mobili come gli autovelox, dunque devono sì esse omologati, ma non hanno bisogno di taratura annuale (la quale viene eseguita sui dispositivi mobili che rilevano la velocità di percorrenza dei veicoli);

- La contestazione può avvenire in differita: non è necessario, come accade ad esempio in caso di multa comminata per transito su corsia preferenziale, che ci sia la contestazione immediata da parte delle forze di polizia. La contestazione dell’effrazione può tranquillamente avvenire in differita, naturalmente entro il termine di 90 giorni. A dirlo è la Corte di Cassazione, nella sentenza del 27 aprile 2016;

- L'arancio che dura troppo poco: non è una giustificazione che dà diritto all’annullamento della multa. È inutile stare a sindacare quanti secondi dura la luce arancione sul semaforo: la Suprema Corte stabilisce, infatti, che 3 secondi sono sufficienti per permettere ai veicoli di arrestarsi prima della segnaletica posta proprio sotto al semaforo. Chiaramente bisogna viaggiare ad una velocità massima di 50km/h, dunque entro i limiti stabiliti dal Codice della Strada nei centri urbani;

- Non sei passato col rosso, hai solo oltrepassato la linea di stop: anche questa non è una giustificazione valida per evitare di pagare la sanzione prevista per la violazione dell’articolo 146 CdS. A tal proposito, è necessario che le ruote anteriori superino totalmente la segnaletica. Se, invece, dalle foto che hai richiesto all’organo accertatore, si capisce chiaramente che ti sei fermato sullo stop, o comunque le ruote non erano interamente fuori dalla linea, hai qualche possibilità per contestare la multa.

Qualora non ci fossero i presupposti per chiedere l’annullamento della sanzione, allora il consiglio è quello di pagarla immediatamente, e comunque prima dello scadere dei fatidici 5 giorni utili ad ottenere lo sconto del 30% sul totale. (Leggi “Sconto multe a chi paga subito”). Come sai, su importi così onerosi, anche una piccola percentuale di sconto può fare la differenza.

Nel caso in cui, invece, la sanzione fosse di importo superiore ai 200 euro e tu versassi in condizioni economiche disagiate, potresti chiedere la rateazione della multa. La soglia di reddito risultante dall'ultima dichiarazione è fissata dalla legge in 10.628,16 euro, incrementati di euro 1032,91 per ogni familiare convivente. Questo il fac simile di richiesta di rateazione pagamento multa.

Per concludere, qualora non avessi modo di farti annullare la multa, il consiglio è sempre quello di pagarla entro i termini, di modo da limitare i danni e non subire altre spiacevoli conseguenze.

Multa semaforo rosso: motivi di ricorso

Se prendi una multa semaforo rosso è difficile poter esporre le tue ragioni e ottenere l’annullamento. Difficile si, ma non impossibile. Ecco in quali casi puoi fare ricorso:

- il verbale presenta dei vizi di forma piuttosto importanti: è sbagliata l’indicazione del luogo, la tempistica, la targa della macchina, i dati dell’intestatario, la norma violata, oppure il verbale è illeggibile. Leggi “Multa: quando è nulla per vizio di forma”;

- il verbale viene notificato oltre 90 giorni dall’avvenuta violazione. Per sapere come si calcolano i tempi di notifica leggi questo articolo;

- la violazione è stata commessa per “necessità”: in questo caso la necessità deve essere reale (quindi opportunamente documentata) e tale da giustificare l’effrazione. Esempi? Il passeggero stava avendo un malore e tu lo stavi portando in ospedale.

Multa semaforo rosso: come fare ricorso

Se credi di poter ottenere l’annullamento della multa semaforo rosso, allora puoi seguire una fra queste procedure:

Ti ricordiamo che il ricorso in autotutela è una procedura consigliata solo nel caso in cui l’errore riportato sul verbale sia talmente evidente da non richiedere l’intervento del Prefetto o un’udienza presso il Giudice di Pace. Altrimenti, è sempre consigliato intraprendere una delle due procedure alternative. Non sai quale scegliere? Ti aiutiamo noi a decidere: chiarisciti le idee leggendo “Ricorsi contro le multe: Prefetto o Giudice di pace?”.

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