Uscita studenti da scuola con liberatoria: no a responsabilità insegnanti

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Se mettessimo in una stanza 10 genitori e pronunciassimo le parole “sicurezza a scuola” siano certi che almeno la metà alzerebbe gli occhi al cielo. È un tema caldo, quello della sicurezza degli studenti a scuola, qualsiasi sia la fascia d’età e la tipologia di istituto presa in considerazione. Il fatto è questo: accompagnare nella crescita i bambini e i ragazzi è un ruolo sempre più difficile per gli insegnanti, che talvolta si ritrovano a dover fare i conti con bullismo, risse, violenza gratuita, aggressività immotivata e atti lesivi o autolesivi. Nonostante ciò nei loro compiti rientra anche quello di vigilare sulla classe, evitando accadimenti che potrebbero causare danni a cose o persone. La responsabilità, per tutto quello che accade agli alunni quando sono tra le mura scolastiche, è loro. Ma cosa accade quando suona l’ultima campanella? L'emendamento inserito nella legge di Bilancio 2018 prevede che gli insegnanti non debbano più occuparsi (e dunque essere responsabili) degli alunni minori di 14 anni, una volta usciti dalla scuola. Ciò come inciderà sulla responsabilità degli insegnanti? Scopriamolo insieme in questo articolo.

La responsabilità degli insegnanti all’uscita della scuola: cosa cambia

Se uno studente minore di età cade e si fa male o viene picchiato, spinto o maltrattato durante le ore di lezione, ma anche in ricreazione o in gita, la responsabilità ricade sempre sull’insegnante che lo aveva in custodia, a meno che questi non dimostri di aver fatto tutto il possibile per prevenire l’incidente o la violenza.

E una volta suonata la campanella che annuncia la fine delle lezioni, cosa succede? In teoria il Dirigente Scolastico, il personale docente e il personale Ata, ossia il personale non docente che lavora nella scuola italiana, hanno il dovere di tutelare i ragazzi anche nel momento dell’uscita dall’istituto, fino a che non raggiungono i mezzi di trasporto scolastici o i genitori. In pratica è il caos. Davanti agli istituti scolastici accade di tutto: c’è chi corre, chi attraversa la strada incurante del traffico, chi si azzuffa. Controllare le azioni di tutti i ragazzi è impossibile, soprattutto perché tanti alunni di età inferiore ai 14 anni vengono invitati dai propri genitori a percorrere il tragitto scuola-casa in autonomia, dunque a piedi o con i mezzi pubblici. Nel caso in cui il ragazzo subisse un danno in quel preciso momento, quanto la responsabilità dell’accaduto sarebbe imputabile all’insegnante o alla scuola?

Il tema della responsabilità insegnanti è stato a lungo dibattuto nei mesi scorsi, soprattutto dopo il caso di Firenze, in cui un minore perse la vita dopo essere stato investito dall’autobus mentre cercava di salire a bordo. Con l'approvazione al Senato nel Novembre scorso dell'emendamento sull'uscita da scuola dei minori di 14 anni si colma, finalmente, un gap legislativo importante, evidenziato anche dalla stessa Corte di Cassazione. Qual è il risultato? I ragazzi di età inferiore ai 14 anni potranno uscire di scuola da soli e tornare a casa in autonomia, ma solo dietro presentazione della liberatoria da parte dei genitori.

Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha commentato con entusiasmo l’introduzione della normativa: “La norma, a cui si è giunti dopo un approfondimento legislativo operato dal Miur, rappresenta un punto di equilibrio fondamentale tra varie esigenze, a volte contrapposte ma tutte di grande rilievo e irrinunciabili, quali la tutela dell’incolumità dei minori, il raggiungimento di gradi sempre maggiori della loro autonomia, le scelte educative delle famiglie e il ragionevole contenimento degli obblighi di vigilanza in capo al personale scolastico”.

Come hai modo di vedere tu stesso, questa scelta c’entra poco con l’istruzione e l’educazione. Nel caso specifico la responsabilità dei docenti e delle istituzioni scolastiche riguarda essenzialmente la sicurezza degli studenti, la quale deve essere garantita anche al termine dell’orario scolastico. D’altra parte pretendere che tutti i genitori si rechino a scuola per riprendere i propri figli è praticamente impossibile, non solo per questioni che riguardano le condizioni lavorative ed organizzative delle famiglie stesse, ma soprattutto perché il bisogno di controllo contrasta con le scelte educative delle famiglie, con il processo di acquisizione di autonomia e autostima dell’individuo, che inizia a svilupparsi proprio tra la fine della scuola primaria e lo svolgimento della scuola secondaria di primo grado. In questo senso l'emendamento, attraverso l'introduzione di misure finalizzate a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici, tende a favorire il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di 14 anni.

Passiamo ora al contenuto dell’emendamento incluso nella Legge di Bilancio. L’art. 19 bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito in legge 4 dicembre 2017, n. 172 disciplina proprio l’uscita dei minori di 14 anni dai locali scolastici. Due i commi previsti:

1. I genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo di loro autoresponsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza.

2. L’autorizzazione ad usufruire in modo autonomo del servizio di trasporto scolastico, rilasciata dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e dai tutori dei minori di 14 anni agli enti locali gestori del servizio esonera dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza nella salita e discesa dal mezzo e nel tempo di sosta alla fermata utilizzata, anche al ritorno dalle attività scolastiche.

In sintesi si offre la possibilità, ai genitori, di autorizzare il minore di uscire dalla scuola e tornare a casa in piena autonomia. L’autorizzazione deve essere scritta e formalizzata attraverso una specifica liberatoria. Questo è il modulo di autorizzazione uscita autonoma alunni a scuola con cui i genitori esonerano gli insegnanti da qualsiasi tipo di responsabilità, una volta che il proprio figlio studente varca i confini della scuola.  Puoi scaricarlo gratuitamente da questo portale, leggerne attentamente il contenuto e completarlo con i dati personali, dunque presentarlo o inviarlo al Dirigente Scolastico. 

I genitori, prima di firmare e presentare la liberatoria a scuola, devono tenere in considerazione il grado di maturità e di autonomia del minore, il contesto scolastico e chiaramente l’età del soggetto interessato.

Nel secondo comma, invece, viene trattato il tema della responsabilità degli insegnanti sugli alunni, nel caso in cui utilizzassero il servizio di trasporto scolastico mezzi pubblici per tornare a casa, una volta usciti da scuola. Anche in questo caso è prevista la redazione dell’autorizzazione formale che esonera gli insegnanti dall’obbligo di vigilanza sugli alunni, al momento della salita e della discesa dal mezzo pubblico.

Il secondo comma prevede, inoltre, che una analoga autorizzazione possa essere rilasciata dai genitori, così come dai tutori e dai soggetti affidatari, agli enti locali gestori dei servizi di trasporto scolastico relativamente all’utilizzo autonomo del servizio da parte dei minori di 14 anni una volta usciti da scuola. Anche in questo caso è prevista la redazione di una autorizzazione formale da parte dei genitori e anche in questo caso la norma prevede che detta autorizzazione esoneri dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza “nella salita e discesa dal mezzo e nel tempo di sosta alla fermata utilizzata al ritorno dalle attività scolastiche".

Chiaramente la liberatoria non autorizza l’uscita autonoma degli alunni dall’istituto anche prima della fine delle lezioni. Qualora le ore di lezione fossero 5 ma l’alunno dovesse uscire alla fine della terza ora, ad esempio, è necessario che siano i genitori o un soggetto diverso opportunamente delegato a riprendere il minore facendone esplicita richiesta al personale scolastico. Questo è il modulo di delega per ritiro figlio a scuola che è possibile scaricare gratuitamente da Moduli.it.

La responsabilità dell’insegnante per lesioni dell’alunno

Come abbiamo accennato in precedenza, se all’uscita dalla scuola gli insegnanti possono essere esonerati da qualunque responsabilità grazie ad una specifica liberatoria rilasciata dai genitori degli alunni, non altrettanto si può dire per ciò che accade durante l’orario delle lezioni, durante la ricreazione, in gita, nelle palestre o nei laboratori scolastici.

Se uno studente si procura delle lesioni (o causa di una caduta, di un comportamento scorretto, di una rissa o un atto di violenza da parte di un compagno), l’insegnante ne è pienamente responsabile. Perché? È molto semplice: una volta entrato a scuola l’alunno minorenne viene affidato all’insegnante, il quale deve fare tutto il possibile per evitare che si generino delle situazioni di pericolo tra i soggetti posti sotto la sua tutela. Così è mattina e in classe sono in corso le interrogazioni di italiano. Mattia e Mirko sono alla cattedra, intenti nel rispondere alle domande della professoressa. Luca e Simone, invece, iniziano a discutere, dapprima sommessamente poi alzando il tono della voce. In pochi minuti la discussione diventa un litigio e Simone sferra un pugno a Luca, che cade e sbatte la testa al banco, provocandosi un trauma. In questo caso la responsabilità dell’accaduto è della professoressa, che non è riuscita a placare la discussione prima che si trasformasse in un litigio violento.

In quali casi l’insegnante non è responsabile dell’accaduto? Solo in un unico caso: quando dimostra di aver fatto tutto il possibile per prevenire l’incidente o comunque di non aver potuto in alcun modo prevedere il pericolo ed impedire alla vittima di subire la lesione. Per tornare all'esempio di Luca e Simone, se lei si alza dalla cattedra, parla con i due ragazzi cercando di capire il motivo della discussione e tenta in tutti i modi di placare la lite, certamente non può essere ritenuta responsabile dell'accaduto. Così come non le può essere imputata alcuna responsabilità se, ad esempio, durante l’interrogazione Simone si alza e tira a Luca un pugno senza un apparente motivo, per il semplice fatto che i questo caso la violenza è generata da un raptus istintivo e senza precedenti.

Qualora, invece, uno studente rimanga vittima di un incidente provocato dal cedimento strutturale di una parte dell’edificio, dai pavimenti bagnati, dalle scale lesionate, da eventuali chiodi sporgenti da vecchi banchi o da un qualsiasi altro pericolo presente nell’istituto, sarebbe il dirigente Scolastico a doversi assumere tutta la responsabilità.

E se i genitori chiedessero alla scuola il risarcimento dei danni? Innanzitutto è importante precisare che potrebbero farlo solo nel caso in cui potessero dimostrare che l’infortunio sia avvenuto all’interno della struttura scolastica, per cause imputabili agli insegnanti o al Dirigente Scolastico. In tal caso non sarebbe l’insegnante in prima persona a risponderne, ma l’Istituto stesso (che solo in un secondo momento potrà rifarsi sul docente che ha agito con colpa grave o dolo), a meno che non si abbiano sufficienti prove per attestare che non c’è stato modo di impedire l’accadimento dell’evento che ha determinato la lesione dell’alunno. In pratica è necessario dimostrare che né il Dirigente né il corpo docente poteva evitare l’accadimento applicando misure di prevenzione maggiori, una più severa gestione dei comportamenti in classe o fuori dalla classe e così via. Questo è il modulo di richiesta risarcimento danni per infortunio studente che il genitore può presentare al Dirigente Scolastico a seguito di un infortunio, occorso al proprio figlio all'interno dell'istituto.

Ti ricordiamo che è molto importante specificare dettagliatamente come è avvenuto l’infortunio, indicando altresì il luogo, il giorno e l’ora del sinistro. Qualora ci fossero dei testimoni, sarebbe meglio citarne i nomi. Al modulo è necessario allegare:

  • la copia conforme all’originale delle certificazioni medico-ospedaliere;
  • la copia dei verbali di forze dell'ordine se intervenute;
  • l'eventuale documentazione fotografica;
  • le fatture e ricevute per le spese sostenute relativamente all’infortunio occorso.

Responsabilità insegnanti in caso di lesione alunno: cosa fare

In presenza di un infortunio occorso ad un alunno o al personale della scuola è necessario che tutto il personale scolastico (dal Dirigente, al corpo docente, al personale ATA) segua scrupolosamente la procedura prevista dall'istituto per simili accadimenti. Come detto si tratta di una procedura a cui tutti devono attenersi e che generalmente varia in funzione del livello di gravità dell'infortunio.

Casi gravi: per prima cosa è doveroso non procedere allo spostamento della vittima, ma chiamare immediatamente il numero 118 chiedendo l’invio di un’autoambulanza. Poi è necessario avvisare il Dirigente Scolastico, il Preside o il Vicepreside e chiaramente i familiari dello studente.

Casi non gravi: innanzitutto occorre provvedere al primo soccorso della vittima. A svolgere questo compito deve essere il Personale Addetto al Primo Soccorso presente nell’istituto (applicazione di ghiaccio, disinfezione, fasciatura, ecc.), che chiaramente deve essere stato precedentemente formato circa gli interventi e le medicazioni da effettuare. Il Personale addetto al Primo Soccorso dovrà essere bene equipaggiato, dunque è compito della scuola provvedere all’acquisto di tutto il materiale utile. Dopo aver provveduto al primo soccorso è necessario avvisare la Presidenza o la Vicepresidenza, infine informare i genitori dell’alunno, così che possano verificare il progressivo miglioramento della lesione.

Qualora l’alunno infortunato avesse bisogno dell’intervento di un medico, dovrebbe essere portato al pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Ad accompagnare l’alunno al Pronto Soccorso non sarà il docente, che dovrà rimanere in classe a vigilare gli altri alunni, ma un collaboratore scolastico oppure un genitore, nel caso in cui fosse disposto ad intervenire immediatamente. In ogni caso il personale scolastico può farsi rilasciare una copia della diagnosi di modo da avere una corretta versione dei fatti.

Nello specifico, ecco quali sono gli adempimenti obbligatori dei docenti:

  • chiamare il personale addetto al primo soccorso;
  • avvisare il Preside o il Vicepreside che si occuperà a sua volta di chiamare i genitori;
  • rientrare in classe e vegliare sul resto degli alunni non appena il Personale addetto al Primo Soccorso abbia dato avvio ai primi interventi;
  • procedere alla compilazione del modulo di denuncia infortunio/sinistro a scuola. Si tratta di un modulo che dovrà essere consegnato alla segreteria il giorno stesso o al massimo il giorno successivo all’incidente.

Questi, invece, sono gli adempimenti obbligatori del personale amministrativo:

  • accertarsi che Preside o Vicepreside siano stati adeguatamente informati dell’infortunio;
  • presentare all’insegnante il modulo di denuncia infortunio, accertandosi che venga compilato a dovere;
  • inoltrare la denuncia alla Pubblica sicurezza, all’I.N.A.I.L. e all’assicurazione entro 48 ore dall’evento qualora l’infortunio necessitasse almeno 3 giorni di prognosi.
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