Whistleblowing: più tutele per chi segnala illeciti nel lavoro

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La legge sul whistleblowing, che consente di segnalare condotte illecite nell'ambiente di lavoro, miete la sua prima vittima: si tratta di un dipendente del Comune di Roma che, ironia della sorte, lavorava presso l'Ufficio anticorruzione. La motivazione? Si assentava dal lavoro dopo aver timbrato il cartellino. E' stata immediatamente rimossa dal suo posto e il Pubblico Ministero ha disposto nei suoi confronti il giudizio immediato per truffa aggravata. Tutto questo grazie ad una segnalazione di un suo collega di lavoro.

La legge sul whistleblowing, che ha appena ottenuto il via libera definitivo dalla Camera, consente in realtà di smascherare non solo fenomeni di assenteismo, ma più in generale tutte quelle condotte illecite che possono riscontrarsi all'interno di una amministrazione pubblica o di una azienda privata. L'aspetto da rimarcare è che la legge tutela l'autore della segnalazione da possibili ritorsioni e questo aspetto, a nostro avviso, non potrà che favorire l'aumento delle denunce. Ma vediamo di capire meglio cos’è il whistleblowing e in che modo è possibile segnalare i comportamenti scorretti dei propri colleghi o del personale che lavora negli uffici pubblici.

Perchè una legge sul whistleblowing 

Per molti anni le mura degli uffici pubblici italiani hanno assistito a scenari inquietanti, che a partire dal mese di ottobre 2015 sono saltati agli onori della cronaca, sollevando quello che è tuttora un problema tutto italiano. I cosiddetti “furbetti del cartellino”, gli assenteisti di mestiere, coloro che fanno tutto meno che andare a lavorare rappresentano una vera e propria piaga sociale, che è probabilmente sempre esistita, ma si è protratta negli anni nel silenzio più assoluto. A cosa è dovuto questo silenzio? In parte alla complicità da parte dei colleghi, ma soprattutto alla cultura italiana, che riconosce colui che denuncia gli episodi di irregolarità come una spia, un traditore, insomma qualcuno di cui non ci si può fidare.

Purtroppo quello dell'assenteismo non è l'unico morbo di cui il nostro paese è affetto. Ci riferiamo in particolare al fenomeno della corruzione, che ha fatto sprofondare l'Italia agli ultimi posti in Europa, insieme a paesi come la Romania e la Grecia. Si è cercato di intervenire approvando la legge sul FOIA - Freedom of Information Act - che dovrebbe facilitare l'accesso alle informazioni da parte dei cittadini e garantire così un maggior livello di trasparenza nelle decisioni pubbliche (leggi "Foia: la PA diventa più trasparente"), ma i problemi a dire il vero restano.

Chiaramente assenteismo, corruzione, clientelismo, abuso di potere toccano anche le aziende private, ma non v'è dubbio che la stragrande maggioranza delle segnalazioni si riferisce a presunti illeciti commessi all'interno della Pubblica Amministrazione.

In questo quadro quella sul whistleblowing rappresenta una legge di civiltà, perchè consente finalmente di scardinare quella cultura del silenzio, dell'indifferenza, dell'omertà e della paura che per troppi anni ha permeato la nostra società.

Whistleblowing: cos'è

Il whistleblowing (dall’inglese “Suonare il fischietto”) è una pratica assai conosciuta nel resto del mondo, ma che in Italia è stata introdotta solo recentemente. In particolare il whistleblowing è uno strumento che consente al dipendente di segnalare quei comportamenti illeciti di cui lui sia venuto a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato e che possono compromettere la reputazione dell’amministrazione o arrecare danni alla stessa, ai colleghi o a soggetti esterni.

Le segnalazioni possono essere effettuate all'Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) o all'Autorità Giudiziaria, possono provenire dai contesti più disparati (enti locali, tribunali, ospedali, ecc.) e riguardare svariati fenomeni come la corruzione, la concussione, il peculato, l'assenteismo, le operazioni finanziarie illecite, le negligenze in campo sanitario, gli sprechi, il nepotismo, l'abuso d'ufficio,  il rifiuto o omissione d'atti d'ufficio, le assunzioni non trasparenti, le irregolarità contabili, le violazione delle norme ambientali e di sicurezza sul lavoro, la turbata libertà degli incanti, la frode nelle pubbliche forniture e chi più ne ha più ne metta.

C'è da sottolineare che non necessariamente l'atto o il comportamento "illecito" deve consistere in un reato penalmente rilevante. L'importante, tuttavia, è che non riguardi le lamentele di carattere personale del segnalante.

Il whistleblowing è stato introdotto per la prima volta nel 2012 con la Legge Severino (n° 190/2012) sia pure con riferimento alla sola Pubblica Amministrazione. Al whistleblower, ossia a colui che "suona il fischietto" o più semplicemente al segnalatore, veniva garantito l'anonimato. Con la nuova legge sul Whistleblowing si è provveduto ad estendere la tutela anche ai collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche, ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione: si pensi ad esempio ai dipendenti di una impresa di costruzioni che ha ricevuto un appalto da un ente pubblico oppure a quelli di una impresa che rifornisce di attrezzature mediche un ospedale pubblico.

Cosicché chi oggi denuncia condotte illecite ha diritto non solo alla tutela dell'identità, ma anche alla garanzia di non subire ritorsioni o discriminazioni sul proprio posto di lavoro: quindi nessun licenziamento, trasferimento o demansionamento nei confronti del segnalatore. Dunque eventuali atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro non hanno alcun valore. Si tratta di una novità di non poco conto, specie se si considera che per molto tempo la figura del whistleblower è stata vista di cattivo occhio, al punto che, per evitare ritorsioni da parte di colleghi e superiori, che potevano sfociare in licenziamenti o situazioni riconducibili al mobbing, il dipendente o il collaboratore preferiva spesso tacere, consentendo di fatto a corrotti e truffatori di proseguire indisturbati nelle loro condotta.

Si è detto che il segnalatore ha diritto alla riservatezza, dunque la sua identità non può essere rivelata. Questo però non significa che la segnalazione possa avvenire in forma anonima. In questo caso, infatti, la segnalazione viene generalmente archiviata, a meno che non contenga informazioni così circostanziate da spingere le autorità preposte ad avviare comunque delle indagini. In ogni caso le segnalazioni anonime non rientrano nel campo di applicazione della legge sul "whistleblowing" e, dunque, il loro trattamento avviene su canali distinti.

Whistleblower: condizioni per la tutela

Si è detto che il dipendente che denuncia all'ANAC o all'autorità giudiziaria episodi di corruzione e irregolarità di cui sia venuto a conoscenza, gode delle più ampie tutele: la sua identità non può essere rivelata e non può essere sanzionato, demansionato, trasferito o peggio licenziato per le rivelazioni che fa.

E' importante, tuttavia, che le segnalazioni non si basino su meri sospetti o voci. Tuttavia poichè questo aspetto potrebbe, almeno in teoria, scoraggiare il segnalatore, l'Autorità Nazionale Anticorruzione fa sapere che non è necessario che il dipendente sia certo dell’effettivo avvenimento dei fatti denunciati e dell’autore degli stessi, ma sia invece sufficiente che egli ritenga molto probabile che si sia verificato un fatto illecito.

A tal fine è fondamentale che il whistleblower sia il più possibile circostanziato nel compilare la denuncia, riportando sul modello di segnalazione tutti quegli elementi che possano consentire alle autorità di compiere le opportune verifiche.

La tutela, invece, non opera nel caso in cui il whistleblower riporti informazioni false, accertate in sede giudiziale, e conseguentemente venga accusato di calunnia o diffamazione. In questi casi oltre a subire le sanzioni penali, il dipendente può essere sottoposto a procedimento disciplinare da parte del proprio ente di appartenenza, che in alcuni casi può prevedere anche il licenziamento senza preavviso.

Whistleblowing: come sporgere denuncia

La disciplina contenuta nella Legge “Severino” (n.190 del 2012) e nelle successive modifiche approvate nel corso di questi anni, non solo istituisce e regola il whistleblowing in Italia, ma designa le modalità di denuncia degli illeciti ad opera dei whistleblowers. Detta in parole semplici, chi vuole segnalare un episodio di corruzione, di assenteismo, di frode finanziaria o un qualsiasi altro comportamento delittuoso che potrebbe arrecare danno all'ente ed eventualmente a terzi, può farlo compilando questo specifico modulo per la segnalazione di condotte illecite, che è possibile scaricare gratuitamente anche da questo portale.

È molto importante riportare quante più informazioni possibile, in modo preciso, chiaro e lineare, così da permettere all’autorità preposta di comprendere la situazione descritta ed agire di conseguenza. Dopo aver redatto il modulo è necessario allegare una copia del documento d’identità e corredare la documentazione che si dispone a sostegno della propria tesi.

Il modello di segnalazione di condotte illecite, una volta compilato, va consegnato al Responsabile Anticorruzione Aziendale dell’Ente o della Pubblica Amministrazione: ogni ufficio deve istituirne uno tra i dipendenti, il quale ha l’obbligo di rispettare la normativa vigente seguendo la procedura designata nella legge Severino e tutelando l’anonimato di chi segnala l’illecito (ai sensi dell’art. 54-bis del D.Lgs. n. 165/2001).

Qualora il whistleblower non ritenesse opportuno consegnare il modello di segnalazione direttamente al Responsabile, potrà spedirlo all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) ai sensi dell'art. 54-bis del d.lgs. 165/2001. Per ulteriori informazioni circa la procedura da seguire è possibile visitare il sito ufficiale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Quali sono le conseguenze della denuncia di uno o più dipendenti pubblici

Chi invia o presenta di persona il modello di segnalazione di condotte illecite da parte del dipendente pubblico al Responsabile anticorruzione aziendale, corredato dell’opportuna documentazione, potrà assistere alle conseguenze della denuncia nei 60 giorni successivi alla consegna del modulo. Questa è la tempistica a disposizione del Responsabile, che dovrà verificare l’attendibilità di quanto segnalato, proteggendo e tutelando l’identità del whistleblower.

Se l’irregolarità denunciata presenta un effettivo riscontro nella realtà, si procederà a seconda della gravità della situazione. Nei casi meno gravi il Responsabile non deve far altro che assicurarsi di ripristinare una buona condotta, mentre nei casi in cui sia stato violato il codice aziendale egli dovrà informare il responsabile del dipendente disonesto e fare in modo che vengano adottati i procedimenti disciplinari del caso. Infine, nei casi di maggiore gravità, quelli in cui, per capirci, l’illecito denunciato costituisce un reato vero e proprio, il Responsabile aziendale dovrà denunciare l’illecito all’Autorità Giudiziaria.

Come denunciare altre frodi e irregolarità

Questo articolo è stato dedicato prettamente al caso in cui un lavoratore, nello svolgimento delle proprie mansioni in amministrazioni pubbliche o in un'azienda privata, decide di denunciare episodi di frode, corruzione e più in generale di irregolarità.

Volendo ampliare l'orizzonte, possiamo dire che la segnalazione è uno strumento estremamente importante, tramite il quale il cittadino è in grado di porre all'attenzione delle autorità di pubblica sicurezza comportamenti ed eventi di natura presumibilmente illegale, e metterle in questo modo nelle condizioni di verificare la reale illiceità dei fatti denunciati. E' per questo che Moduli.it da sempre è impegnata nel fornire ai propri lettori informazioni e strumenti utili per segnalare alle autorità competenti casi di truffa, frode, violenza, minacce e quant'altro in cui si è direttamente coinvolti o di cui si ha semplicemente conoscenza. A questo proposito ricordiamo quanto abbiamo già scritto su diversi temi: 

- “Come fare un esposto contro i falsi poveri”;
- “False pensioni e false certificazioni: come denunciarle”;
- “Denuncia per evasione fiscale, ecco come farla”;
- “Come denunciare il lavoro in nero”;
- "Stalking: come chiedere l'ammonimento al Questore";
- "Mobbing sul lavoro: come difendersi";
- "Bullismo: cos'è e come denunciarlo".

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