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Come fare ricorso al Giudice di Pace

In molti casi il ricorso al Giudice di Pace rappresenta probabilmente la strada migliore e più semplice per risolvere talune controversie. Rispetto ai tribunali ordinari, infatti, le procedure e i tempi sono più rapidi e le pratiche meno care.

Il Giudice di Pace è un magistrato onorario (comunemente detto "non togato"), nominato dal Presidente della Repubblica a seguito di una selezione per titoli, bandita dal Ministero della Giustizia. La carica di un Giudice di Pace dura 4 anni e può essere rinnovata una sola volta fino al 75° anno di età, limite oltre il quale cessa dalle funzioni.

Il rapporto con lo Stato non è di tipo impiegatizio, il Giudice di Pace infatti percepisce dei compensi in base al numero di udienze effettuate e di provvedimenti emessi.

In materia Civile il Giudice di Pace ha competenza per controversie relative ad esempio ai servizi di condominio, ai rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori che superino la normale tollerabilità oppure per le cause relative al ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.

Il Giudice di Pace si occupa anche di cartelle esattoriali, sanzioni, multe, verbali, ordinanze. Ecco, ad esempio, come proporre opposizione avanti al Giudice di pace avverso il verbale di contravvenzione o l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto.

Si può andare davanti al giudice di pace anche per chiedergli un decreto ingiuntivo per ottenere il sollecito pagamento di una somma.

E’ importante sapere, tuttavia, che in sede civile sono di competenza del Giudice di Pace le cause di valore non superiore a € 5.000,00. Tale limite sale a 20.000,00 € per le cause di risarcimento del danno prodotto a seguito di un incidente stradale.

In materia Penale il Giudice di Pace ha competenza per i reati che riguardano ad esempio la diffamazione, la deturpazione e l’imbrattamento di cose altrui, la pubblicità ingannevole, gli atti contrari alla pubblica decenza, l’uccisione o il danneggiamento di animali altrui, la somministrazione di alcolici a persone ubriache o a minori, l’inosservanza dell’obbligo di istruzione di minori, ecc.

Per molti dei reati il processo può iniziare solamente se la parte che lo ha subito presenta querela. Il termine per presentare la querela è di tre mesi dal giorno in cui è avvenuto il fatto che si vuole denunciare o da quando se ne è venuti a conoscenza.

E' bene sapere comunque che non è possibile, invece, rivolgersi al giudice di pace per:
- avere consulenze
- ricevere pareri
- far invitare, per iscritto o oralmente, una persona a non tenere comportamenti dannosi o comunque molesti
- trattare divorzi o separazioni
- dirimere questioni in materia di lavoro, tasse o tributi
- verificare il corretto comportamento della P.A. nei confronti del cittadino

Dal 1° Gennaio 2010 il ricorso al giudice di pace non è più gratuito. Qui trovate informazioni sull’entità e modalità di pagamento del contributo unificato.

Davanti al Giudice di Pace, a differenza di quanto avviene in Tribunale, prima di fare una causa si può provare con un tentativo di conciliazione in sede non contenziosa.

In questo caso il cittadino, senza bisogno di un avvocato, può presentare domanda dal Giudice di pace utilizzando questo fac simile e dare inizio alla procedura.

Il Giudice fissa un giorno in cui l’utente/istante e la controparte devono comparire davanti a lui. Se si presentano entrambe le parti il Giudice opera da "paciere" tentando di far raggiungere un accordo.

Quando tra le parti riesce a formularsi un accordo, questo viene trascritto in un atto che è il verbale di conciliazione, in cui viene precisato non solo l´accordo, ma anche i tempi e le condizioni.

Il verbale può avere valore di:
- titolo esecutivo se l'accordo riguarda un affare di competenza del Giudice di Pace;
- scrittura privata riconosciuta in giudizio se l'accordo è stato raggiunto su una materia che non rientra tra quelle del Giudice di Pace.

Nel caso in cui non siano rispettati gli accordi che erano stati presi sarà necessario fare una causa, ma il verbale vale a dimostrare il fondamento del diritto che si fa valere.

Se l'altra parte non si presenta o se il tentativo di conciliazione non riesce, non resta altro che fare una causa in sede giudiziale. In questo caso si instaura un vero e proprio processo, che segue le regole del Codice di procedura civile.

E' importante sottolineare che davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente, dunque senza l'assistenza tecnica di un legale, nelle cause il cui valore non eccede € 1.000,00 (in precedenza il limite era di 516,00 €).

Così il cittadino può comparire davanti al Giudice di Pace ed esporgli la questione che lo interessa. Il Giudice fa riportare in un verbale quanto riferito: questo costituisce l'atto di citazione, in cui andranno riportate le indicazioni sul fatto:
- oggetto della controversia;
- richieste dell'utente;
- persone che si intendono citare come testi;
- prove sulle quali si basa la ragione dell'attore/utente;
- data dell'udienza.

Il verbale verrà reso all'utente in tante copie quante sono le persone da convocare, per la notifica a cura dell'ufficiale giudiziario.

Se la causa supera il valore di € 1.000,00 o se il cittadino ritenga in ogni caso preferibile rivolgersi ad un esperto, sarà l'avvocato che svolgerà tutte le attività necessarie che riguardano la causa, in altri termini presenziare alle udienze, citare i testimoni, richiedere le copie, chiedere le notifiche agli ufficiali giudiziari, ecc.

La decisione del giudice può:
- accogliere la richiesta dell'attore/utente, condannando il suo avversario anche a pagare tutte le spese che ha sostenuto;
- rigettare la richiesta, condannando l'attore/utente al pagamento delle spese in favore del suo avversario;
- astenersi dal pronunciarsi nel merito quando non sia competente per territorio o per materia.

Se la decisione non soddisfa e la si ritiene sbagliata, ci si può rivolgere ad un legale per impugnarla con l'appello o il ricorso in Cassazione.

Infine è stato posto un limite alla soccombenza delle spese legali, tale per cui la condanna non può essere superiore al valore della domanda.

Pubblicato il 27/06/2011    41 Commenti
Tags: atto citazione cause liti conciliazione stragiudiziale controversie giudice pace
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29434 - Redazione
26/03/2014 15:38
Daniela, con l'entrata in vigore della mediazione obbligatoria non è più possibile rivolgersi direttamente al Giudice di Pace, ma occorre prima esperire un tentativo obbligatorio di mediazione. Legga in proposito “Le nuove norme della mediazione obbligatoria: come farvi ricorso”. Le consigliamo pertanto di rivolgersi ad un Avvocato di fiducia.

29415 - daniela
24/03/2014 20:49
Gentilissimi, sono una studentessa abruzzese e in data 16 agosto 2013 ho pagato con ricarica poste pay una caparra per una camera a milano in affitto con decorrenza da Ottobre 2013. Il 18 agosto 2013 mi incontro con il proprietario che mi consegna ricevuta pagamento relativa alla caparra e mi propone il contratto annuale. La mia esigenza era semestrale e lui si è detto impossibilitato a fare un contratto di 6 mesi cosicchè verbalmente ci siamo accordati per la restituzione della caparra nel momento in cui lui avesse riaffittato la camera. Ha riaffittato la stanza destinata a me dopo circa una settimana. Attualmente c'è una ragazza che abita li da settembre, quindi non ci ha perduto un euro ma solo guadagnato. Tuttavia non mi ha restituito la caparra. Ho tutto per iscritto: -ricevuta pagamento firmata dal proprietario -mail di accordo -bollettino post pay e mail di ricevuta di pagamento da parte del proprietario -copia del contratto dell'attuale inquilina -testimoni (i coinquilini) Cosa devo fare esattamente per rivolgermi al giudice di pace e quali sono le tempistiche e i probabili esiti? Non sapendo come compilare documenti di diritto non vorrei che l'esito fosse condizionato dal modo in cui è redatta la richiesta al giudice.

28990 - Redazione
21/02/2014 10:54
Giovanni, innanzitutto in questi casi è assolutamente consigliabile presentare la richiesta di rimborso e/o di contestazione per iscritto. Se il rimborso tarda ad arrivare consigliamo di inviare comunque una lettera di diffida. Se non si ottiene nulla, può essere utile demandare la controversia all’esame di un organo di mediazione (legga questo articolo). In ogni regione esistono organi di mediazione competenti per la generalità delle controversie che coinvolgono il consumatore. Provi a rivolgersi alla Camera di Commercio. Se la diffida o il tentativo di conciliazione extragiudiziale non portano alla soluzione della controversia, potrà decidere di rivolgersi ad un avvocato oppure personalmente al Giudice di Pace.

28979 - Giovanni
20/02/2014 09:30
Buongiorno, io e la mia compagna abbiamo effettuato una prenotazione in un hotel per la prossima estate sul portale booking.com, tale prenotazione prevedeva la cancellazione gratuita entro il 01/08/2014. Ad oggi, 30 giorni fa però, ci è stata addebitata sulla nostra carta di credito la somma di € 385 (prenotazione dell'hotel). Nonostante i quotidiani reclami e sollecitazioni, la società booking.com, per un motivo o per un altro, non ha ancora provveduto al rimborso. Posso rivolgermi al giudice di pace per questo problema? Grazie mille

28874 - Redazione
14/02/2014 10:58
Robyt, in effetti da come ce la descrive l'articolazione della Ztl appare davvero singolare. Ciò nonostante riteniamo che un eventuale ricorso difficilmente sarebbe accolto, dovendo il Giudice entrare nel merito delle decisioni assunte dall'amministrazione comunale.

28872 - Redazione
14/02/2014 10:48
Giuseppe, può presentare ricorso al Giudice di Pace tenendo presente comunque che quest’ultimo è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore euro 5.000,00 quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.

28870 - Robyt
14/02/2014 09:32
Allora, percorrendo un anello della mia città (bergamo, via fara, via delle boccole) mi sono ritrovato ad incappare in una ZTL. Nel senso, che l'anello, fa una simil circonferenza attorno al centro delal città vecchia, e io sono stato attento a non entrare mai in ZTL, però un tratto dell'anello stesso (a un certo punto i nomi delle vie cambiano, da via della fara a via delle boccole). diventa ZTL, con un varco con telecamere. Io non me ne sono accorto, anche perché pensavo di essere al sicuro, girando attorno senza tagliare per il centro. I vigili del comune ovviamente mi hanno detto che loro non entrano nel merito di come le ZTL sono assegnate e quindi che non mi resta che di pagare. Nonostante ciò io credo che sia palesemente ingiusto, in quanto, ho fatto di tutto, e faccio sempre di tutto per evitare di passare nella ZTL, e in questo caso,l'unica alternativa sarebbe stata o di buttarsi giù dalle mura di città alta, o di tornare indietro. Può aver senso fare ricorso al giudice per questa che io considero una ingiustizia? (sto parlando di 95.50 € di multa, che se pago subito entro 5 giorni sarebbero 71.50 €)

28868 - giuseppe
13/02/2014 20:48
Salve il mio ex inquilino è stato sfrattato per morosità, e quando è andato via oltre a rovinare le mura e il giardino, si è preso il boiler, 2 porte il lavandino del bagno e altri danni. Posso rivolgermi al giudice di pace per il rimborso dei danni? Grazie

28549 - Redazione
27/01/2014 15:09
Nicola, intraprendere un percorso di questo tipo ci appare onestamente arduo e rischioso.

28524 - nicola
25/01/2014 17:39
Ho preso una multa per aver parcheggiato sulle strisce blu. Era domenica e dunque pensavo che non si applicasse la tariffa. Tuttavia non sapevo che quello era un comune turistico e poi era bassa stagione. Dopo aver visto la multa mi sono accorto che l'informazione dell'obbligo del pagamento c'era, ma su di un cartello che era completamente coperto su tutti i lati dalla chioma folta di un albero. Dunque la multa mi è parsa una cosa ingiusta così da farmi maturare l'intenzione di fare ricorso al giudice di pace e a tal fine avevo fotografato il cartello completamente coperto dall'albero. Tuttavia sono venuto qui e ho potuto constatare che il ricorso costa 45 € cui presumo saranno da aggiungere le spese per il bollettino postale e quelle di una lettera raccomandata per far giungere il ricorso e la documentazione all'ufficio competente. Il tutto per un costo complessivamente superiore al valore dell'ammenda. Mi sono sentito preso in giro e alla fine ho pagato. Ecco che non essendoci di fatto la possibilità di veder annullata la penalità (il ricorso a giudice costituendo un danno maggiore) sostenendo le proprie ragioni chiunque sotto la minaccia di un procedimento è costretto a pagare. Mi chiedo se questa non sia un'estorsione. Il codice penale recita: “Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065”. Così che il vigile che intendesse rimpinguare le casse del proprio comune con multe da 50 euro lo potrà fare nella misura desiderata. Nessuno ha mai percorso la strada della denuncia penale? E come s'inquadra la cosa nel diritto europeo? Grazie.


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