Ecco come sospendere le rate del mutuo e del credito al consumo

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Grazie ad un recente accordo siglato tra l'ABI e le Associazioni dei Consumatori - Acu, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori - da qualche settimana è nuovamente possibile per le famiglie italiane chiedere alla propria banca, ricorrendo condizioni oggettive di difficoltà, la sospensione del pagamento della quota capitale del mutuo ipotecario o del credito al consumo.

Si tratta di un accordo che si integra con l'altra opportunità offerta alle famiglie e rappresentata dal "Fondo di solidarietà" promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e gestito dalla Consap. I due strumenti non si sovrappongono visto che l’Accordo Abi - Associazioni Consumatori affronta situazioni di difficoltà non gestibili con il "Fondo di solidarietà".

Entrambi gli strumenti vanno adottati, a nostro avviso, quando la difficoltà nel pagare le rate è momentanea e soprattutto se la rata non può essere ridotta tramite la rinegoziazione diretta del tasso o della durata del mutuo (leggi "Come rinegoziare il mutuo con la propria banca") o tramite la surroga (leggi "Mutui, con la surroga la rata diventa più leggera"). Ma analizziamo nel dettaglio il contenuto di questo accordo.

Quali finanziamenti si possono sospendere

In pratica grazie a questo accordo è possibile chiedere la sospensione delle seguenti tipologie di finanziamenti:
- mutui garantiti da ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale, ma solo nel caso di sospensione del lavoro o di riduzione dell’orario per un periodo di almeno 30 giorni senza cassa integrazione. Sono inclusi i mutui cartolarizzati, rinegoziati, oggetto di operazioni di portabilità e accollati;
- credito al consumo di durata superiore a 24 mesi con piano di ammortamento “alla francese” (non revolving), erogati a persone fisiche a prescindere dalla tipologia del tasso di interesse applicato.

Sono invece esclusi:
- i finanziamenti per i quali sia stato accumulato un ritardo nei pagamenti superiore ai 90 giorni, ovvero sia intervenuta la risoluzione del contratto o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato;
- i finanziamenti che hanno già fruito di misure di sospensione per un periodo di 12 mesi;
- i finanziamenti che fruiscono di agevolazioni pubbliche (nella forma di garanzia, contributi in conto capitale o in conto interessi, ecc.);
- i finanziamenti per i quali sia stata stipulata un’assicurazione a copertura del rischio di insolvenza, purché tale assicurazione copra almeno gli importi delle rate oggetto della sospensione e sia attiva nel periodo della sospensione;
- i finanziamenti assistiti dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
- i finanziamenti strutturati con carta di credito revolving o come aperture di credito.

Caratteristiche della sospensione

L'intestatario del finanziamento può chiedere entro il 31 Dicembre 2017 la sospensione della quota capitale del finanziamento per una durata massima di 12 mesi. La richiesta può essere presentata una sola volta e durante il periodo di sospensione la quota relativa agli interessi dovrà essere regolarmente corrisposta alle scadenze previste dal piano di ammortamento. Ricordiamo in proposito che il Fondo di Solidarietà consente di sospendere (per un periodo fino a 18 mesi) non solo la quota capitale della rata ma anche la quota interessi.

Per i soggetti che hanno già usufruito di una sospensione delle rate, per effetto ad esempio di altre iniziative, è possibile usufruire anche di questa attuale moratoria, purché la sospensione concessa non ecceda nel suo complesso i 12 mesi e purché siano trascorsi due anni dall’avvio dell’ultima sospensione ottenuta per lo stesso finanziamento.

L'intestatario del finanziamento può godere di questa possibilità anche se nei suoi confronti risultano rate scadute e non pagate fino ad un massimo di 90 giorni precedenti alla data di richiesta di sospensione.

La sospensione è operativa entro 30 giorni dall’accoglimento della richiesta da parte del soggetto gestore. Il termine è di 45 giorni nel caso di finanziamenti cartolarizzati.

E’ importante sottolineare che con la sospensione la banca non può applicare interessi di mora, commissioni o spese di istruttoria, a meno che l’intestatario del mutuo o del finanziamento non adempia al pagamento della quota interessi alle scadenze originariamente previste. Inoltre la banca non può chiedere garanzie aggiuntive.

L’intestatario del finanziamento può in qualsiasi momento richiedere il riavvio del piano di ammortamento. Tuttavia in questo caso non potrà più richiedere la sospensione per eventuali periodi residui.

Nel momento in cui il periodo di sospensione giunge a scadenza, il piano di ammortamento riprenderà il suo corso normale, chiaramente con un allungamento della durata pari al periodo della sospensione.

Eventi per i quali si può chiedere la sospensione della rata

Per poter presentare la domanda di sospensione per la convenzione, è necessario che l’intestatario o uno dei cointestatari del finanziamento sia stato interessato, negli ultimi due anni dalla presentazione della richiesta, da uno dei seguenti eventi:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età pensionabile, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;
  • cessazione del rapporto di lavoro configurato come: agenzia, rappresentanza commerciale, contratti di collaborazione continuativa e a progetto, ad esclusione del caso in cui la cessazione sia dovuta a risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore non per giusta causa;
  • sospensione del rapporto di lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (cassa integrazione, ammortizzatori sociali in deroga, fondi di solidarietà);
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza.

Come presentare la domanda di sospensione

Chi intende fruire della moratoria può compilare e presentare alla banca o alla società finanziaria questa Dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà sulle proprie personali condizioni. La dichiarazione sostitutiva dovrà essere sottoscritta da tutti i cointestatari del finanziamento ovvero dagli eredi, esclusi eredi minori, interdetti o inabilitati per i quali interviene il tutore.

Alla dichiarazione dovranno quindi essere allegati quei documenti che attestino i requisiti per la richiesta di sospensione ed in particolare:

  • documentazione comprovante la cessazione del rapporto di lavoro e le cause della stessa (ad es.: lettera di licenziamento; lettera di dimissioni; contratto di lavoro dal quale si evinca l’intervenuta scadenza del termine);
  • certificato di morte;
  • certificato rilasciato dall’apposita commissione istituita presso la ASL competente per territorio che qualifica il mutuatario quale portatore di handicap grave (art. 3 comma 3 legge 5 febbraio 1992, n. 104) ovvero invalido civile (dall’80% al 100%);
  • idonea documentazione dalla quale risulti la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro dell’interessato (ad es.: certificazione del datore di lavoro; richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito; provvedimento amministrativo di autorizzazione al trattamento di sostegno del reddito);
  • sottoscrizione dell’eventuale terzo garante a titolo personale di una dichiarazione di mantenimento della garanzia pure in presenza della sospensione; ovvero la sottoscrizione da parte di eventuali terzi soggetti datori di ipoteca o pegno di una dichiarazione relativa al consenso a mantenere la garanzia oltre il periodo originariamente pattuito;
  • documentazione comprovante l’ultimo reddito imponibile delle persone intestatarie del mutuo.

Adesione delle banche all'accordo ABI

L’iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate sono invitate ad aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’Accordo. Le banche che intendono aderire all’iniziativa inviano all'ABI questo modulo di adesione. L'elenco delle banche aderenti è pubblicato sul sito dell’ABI (www.abi.it).

Queste invece la lista delle banche che ad oggi hanno aderito all’Accordo.

Documenti correlati



46539 - Massimo
08/09/2016
Salve sono intestataria di un mutuo e di un prestito. Un anno fa la ditta ha cominciato a non pagare più gli stipendi e a ridurre l'orario di lavoro del 30 %; per cui ho potuto richiedere la sospensione per 12 mesi del mutuo. Inoltre avendo 2 rate non pagate del finanziamento, la banca unicredit (tramite il progetto arca) mi ha concesso una sospensione di 4 mesi con piano di rientro delle due rate scadute. Ora dovrebbe ripartire il mutuo, ma a dicembre 2015 mi sono dovuta dimettere per giusta causa (visto il perdurare del mancato pagamento dello stipendio da parte della ditta), e non posso sostenere tutte e due le rate. Posso richiedere la sospensione del credito per 8 mesi visto che ne ho usufruito per soli 4, così da poter ricominciare a pagare il mutuo? Grazie anticipatamente per la risposta.

44895 - Redazione
02/04/2016
Virgilio, purtroppo è possibile beneficiare di questa misura solo in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro (e non è il suo caso), oppure in caso di morte o riconoscimento di handicap grave.

44881 - virgilio
01/04/2016
Salve, ho sottoscritto un contratto di credito al consumo per 5 anni. Sono libero professionista e attualmente per la crisi, il mio fatturato è pari a zero. Posso chiedere la sospensione delle rate per 12 mesi? Grazie.

41884 - Redazione
09/10/2015
Anna, non conoscendo gli importi relativi al mutuo oggetto di sospensione non siamo in grado di sapere se 10.000 euro di interessi siano congrui o meno (a lume di naso ci sembrano tanti). Ad ogni modo se ha fruito del Fondo di Solidarietà deve sapere che tale fondo, nel periodo di sospensione del mutuo, paga soltanto una fetta degli interessi dovuti dal cliente, con la conseguenza che al termine del periodo il mutuatario si trova a pagare, oltre alla normale rata, anche la quota di interessi non rimborsata nei 18 mesi dal Fondo.

41831 - Anna
07/10/2015
Salve, ho stipulato un mutuo nel 2007 e nel 2011 ho beneficiato di un anno di sospensione. Ora a distanza di 7 anni ho ottenuto una surroga presso una banca diversa con tasso fisso più vantaggioso...ma... Sorpresa.....alla richiesta della nuova banca del debito residuo ci siamo visti addebitare sul residuo previsto quasi 10000 euro di interessi dell'anno di sospensione di cui avevamo beneficiato. Nonostante la rata già fosse aumentata in seguito alla sospensiva. Ma è legale? In poche parole il debito residuo era aumentato sensibilmente e risultava come se in realtà avessimo pagato pochissimo....

40798 - Redazione
31/07/2015
Vera, purtroppo ha ragione. L'unica possibilità per i lavoratori autonomi è chiedere alla propria banca comunque una sospensione temporanea del pagamento delle rate oppure una rinegoziazione del mutuo, magari abbassando il tasso e/o allungando il periodo di ammortamento così da ridurre l'importo della rata mensile (leggi "Come rinegoziare il mutuo con la propria banca").

40794 - Vera
30/07/2015
Volevo sapere se ci sono possibilità di sospendere le rate del mutuo e dei finanziamenti. Ovunque troviamo solo le soluzioni solo per i dipendenti rimasti senza lavoro ma per chi ha chiuso l'attività e non lavora da ormai 7 mesi non troviamo nessuna soluzione. Volevo un consiglio che cosa fare. Grazie

40793 - Redazione
30/07/2015
Vera, cosa vuole sapere?

40792 - vera
30/07/2015
Salve, abbiamo il mutuo prima casa e 2 finanziamenti uno rimasto 15000 e uno 3000.

40755 - Redazione
29/07/2015
Vera, ma si tratta di prestiti, mutui, scoperti e contratti per quali finalità: acquisto prima casa, attività d'impresa, ecc.

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