Lavorare all'estero: il distacco

Con l’intento di favorire quanto più possibile la libera circolazione dei lavoratori nei paesi dell’U.E. ed evitare a lavoratori, imprese ed enti pubblici, inutili complicazioni amministrative, è stato introdotto l’istituto del "distacco". In pratica grazie a questo istituto quei lavoratori dipendenti che , per motivi di lavoro, si spostano in un altro Stato membro per un periodo limitato (massimo 12 mesi, prorogabile di altri 12), hanno la possibilità di conservare il regime previdenziale dello Stato in cui l’impresa opera normalmente.

Con il distacco il lavoratore, o il datore di lavoro, deve chiedere, in caso di applicazione della legislazione italiana, all'INPS il "certificato di distacco" (modulo E 101), che attesti che il lavoratore stesso è assoggettato alla legislazione italiana e quindi deve essere esonerato dall’applicazione della legislazione dello Stato di occupazione.

Durante il periodo di distacco, pertanto, il datore di lavoro deve continuare a versare i contributi in Italia senza bisogno di altre formalità.

Per quanto concerne le modalità di compilazione e di rilascio del modulo E 101, con un'unica domanda, presentata alla sede INPS territorialmente competente, possono essere richiesti più moduli E 101 di distacco per più lavoratori. Nel caso in cui sia il lavoratore a richiedere il rilascio del formulario, il datore di lavoro deve confermare il proprio obbligo assicurativo nei confronti del lavoratore interessato. Il lavoratore dovrà portare con se il formulario ed esibirlo in caso di eventuali controlli.

Il formulario non può avere una validità superiore ai 12 mesi, e deve essere richiesto con un congruo anticipo rispetto all’inizio del periodo di distacco.

Qualora il distacco si protragga, imprevedibilmente, oltre i 12 mesi iniziali , il datore di lavoro (ovvero il lavoratore autonomo) dovrà rivolgersi sempre all’INPS per richiedere una proroga (modulo E 102).

La possibilità di chiedere il distacco sussiste anche per i lavoratori autonomi, nel caso in cui questi intendano svolgere, sempre per un periodo limitato, la loro attività in uno Stato membro diverso da quello in cui svolgono normalmente tale attività.

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