Separazione consensuale

separazione consensuale

E' inutile negarlo, oggi il matrimonio è in piena crisi. Da un lato sempre più coppie scelgono la convivenza al matrimonio, dall'altro i matrimoni più recenti durano sempre di meno. In merito alla tipologia di procedimento di separazione, la stragrande maggioranza degli italiani fa ricorso alla separazione consensuale e solo il 15% a quella giudiziale. Il motivo è semplice: si tratta di una procedura snella, rapida ed economica, in grado anche di assicurare tutela e protezione nei confronti dei minori sia in termini giuridici che psicologici.

Le statistiche ci dicono anche che i matrimoni celebrati in Chiesa con rito religioso tendono a durare di più rispetto alle nozze con rito civile, mentre l'età media alla separazione è di circa 47 anni per i mariti e di 44 per le mogli.

Un altro dato che emerge è che chi sceglie il rito giudiziale per separarsi ha un livello di istruzione più basso rispetto a chi sceglie la separazione consensuale.

Separazione consensuale: in cosa consiste

La separazione consensuale è la procedura attraverso la quale marito e moglie decidono di dividersi legalmente trovando pieno accordo sulle condizioni della loro separazione: affidamento dei figli minori e regolamentazione del diritto di visita del genitore non affidatario, contributo per il mantenimento dei figli minori, assegnazione della casa coniugale, eventuale assegno di mantenimento in favore del coniuge sprovvisto di adeguati redditi propri ed altre eventuali questioni.

Separazione giudiziale

Se i coniugi non arrivano ad un comune accordo, ciascuno di essi con proprio ricorso autonomo può chiedere al Tribunale competente di intervenire e stabilire le condizioni che dovranno governare i loro futuri rapporti. In pratica i coniugi daranno il via ad vera e propria causa ordinaria che osserverà le regole del processo civile. La separazione giudiziale richiede mediamente oltre tre anni.

Separazione consensuale senza avvocato

La separazione consensuale può essere proposta in Tribunale senza l'assistenza di un avvocato. Perchè acquisti efficacia, tuttavia, è necessario - come vedremo meglio in seguito - che il Tribunale verifichi le condizioni determinate dai coniugi congiuntamente ed emetta un decreto di omologa.

Separazione consensuale Tribunale competente

In caso di separazione consensuale il Tribunale competente è quello del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio.

Nel caso di residenza all'estero di entrambi i coniugi ci si può rivolgere a qualunque tribunale della Repubblica. Se invece uno dei due coniugi si trova in carcere, può sottoscrivere la domanda e conferire mandato al proprio avvocato con firma autenticata davanti al direttore del carcere. Il giorno dell’udienza il detenuto sarà accompagnato in Tribunale per la comparizione, su sua richiesta.

A questo indirizzo è possibile trovare i recapiti di tutti i tribunali italiani.

Separazione consensuale costi

Nel caso in cui si decide di non farsi assistere dall'avvocato, il costo della separazione consensuale si limita al contributo unificato, in pratica ad una marca da bollo da 43 euro acquistabile in tabaccheria. Se invece si chiede l'ausilio di un legale, al costo della marca da bollo occorre chiaramente aggiungere quello relativo alla parcella, che può oscillare tra i mille e i tremila euro. In ogni caso prima di dare avvio alla procedura consigliamo sempre di richiedere un preventivo dal proprio avvocato.

Separazione consensuale modello

Per richiedere la separazione consensuale al Tribunale è sufficiente compilare un modulo di ricorso in carta semplice. Considerando che ogni Tribunale può utilizzare un proprio modello, noi vi proponiamo questo fac simile di domanda di separazione consensuale da utilizzare.

La domanda di separazione dovrà essere corredato dai seguenti documenti in carta semplice (la cui validità è di sei mesi dal momento del rilascio):
- estratto per sunto dell'atto di matrimonio, rilasciato dal comune in cui è stato celebrato;
- stato di famiglia;
- certificato di residenza di entrambi i coniugi;
- nota di iscrizione a ruolo compilata (codice 111001);
- fotocopia fronte e retro del codice fiscale e del documento valido di identità;
- contributo unificato di euro 43,00 (si acquista in tabaccheria).

A procedimento concluso occorre compilare e consegnare anche la scheda Istat.

La procedura

Al momento del deposito del domanda di separazione presso la Cancelleria del Tribunale, i coniugi devono presentarsi insieme per permettere al cancelliere di identificarli sulla base dei documenti d'identità e di provvedere all'autenticazione delle firme.

Verrà quindi rilasciato il numero di iscrizione a ruolo che consentirà successivamente di avere informazioni in Cancelleria in merito all'emissione della data di udienza e ad eventuali altre richieste.

In occasione dell'udienza, se ogni tentativo di riconciliazione fallisce e i coniugi ribadiscono la volontà di separarsi alle condizioni esplicitate nel ricorso, il procedimento si conclude e si mettono a verbale le dichiarazioni.

A questo punto l'accordo di separazione viene omologato dal Presidente del Tribunale e trasmesso in copia al Comune affinché lo trascriva a margine dell’atto di matrimonio.
Anche gli ex coniugi, dopo qualche settimana, possono richiedere in cancelleria una copia autentica dell’atto di separazione, in modo da conservarlo per ogni eventuale necessità.

Separazione consensuale tempi

Oltre che essere economica quella della separazione consensuale è anche una procedura molto rapida. Infatti il tempo medio per ottenere una separazione consensuale è di circa 3/6 mesi. In particolare occorre attendere cira 2/3 mesi prima di essere convocati per l'udienza a seguito della presentazione della domanda di separazione e altri 45 giorni prima di ottenere l'omologazione.

Divorzio tempi per ottenerlo

Con la nuova legge approvata nell'Aprile del 2015, viene ridotto il periodo di tempo che intercorre tra la separazione e il divorzio e anticipato il momento dello scioglimento della comunione dei beni.

In particolare in caso di accordo fra i coniugi fra la separazione consensuale e il divorzio devono passare solo 6 mesi, mentre nel caso di separazione giudiziale occorre attendere 12 mesi e non più tre anni prima di chiedere il divorzio. La legge fa decorrere tali termini dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione consensuale.

L'altra novità riguarda, come si accennava, la divisione dei beni: in pratica la comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale.

Altre procedure per chiedere la separazione consensuale

Con l'entrata in vigore del Decreto Legge n. 132/2014, convertito in Legge n. 162 del 10 novembre 2014, sono state introdotte due nuove procedure per addivenire non solo alla separazione consensuale, ma anche alla cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione e divorzio:
- la stipula di una convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per ciascuno dei coniugi (art. 6  legge 162/2014);
- la dichiarazione al Sindaco.

Per maggiori approfondimenti sulle nuove procedure, rimandiamo alla lettura dell'articolo "Separazioni e divorzi lampo: si va dal Sindaco anche senza avvocato".

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46940 - Gerry
17/10/2016
Sono sposato in comune da 19 anni, mia moglie non lavora, abbiamo un figlio di 14 anni, il mio reddito netto è di 1600€ circa. Sto pagando un mutuo di circa 560€ mensili ed altri finanziamenti x altri 540€circa. Cosa accadrebbe in caso di separazione. Mia moglie non è Italiana e possiede una proprietà al suo paese. Grazie.

45799 - Redazione
27/05/2016
Francesco, sarebbe opportuno che lei e sua moglie foste in grado di raggiungere un pieno accordo sui diritti spettanti a ognuno riguardo il patrimonio, l'eventuale assegno di mantenimento, l'affidamento del figlio, l'assegnazione della casa coniugale. Se non vi è questa possibilitàe non può pertanto addivenirsi ad una separazione consensuale, è il Giudice ad emettere una sentenza che statuisce e disciplina i rapporti tra lei e sua moglie.

45797 - francesco
27/05/2016
Salve, sposato da 9 anni con un bambino di sette, mia moglie percepisce uno stipendio di 1200 € al mese io circa 1700 abbiamo acquistato una proprietà che poi abbiamo cointestato essendo casa coniugale con il relativo mutuo che pago io dal mio c/c oltre al condominio e bolli auto in caso di separazione volevo capire come potrebbe mettersi la situazione?

45264 - Redazione
22/04/2016
Giulio, se intendete procedere consensualmente, ossia se fra di voi c'è pieno accordo su tutti gli aspetti personali e patrimoniali della separazione o del divorzio, le possibilità sono due:
- la stipula di una convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per ciascuno dei coniugi (art. 6 legge 162/2014);
- la dichiarazione davanti al Sindaco (art. 12, legge 162/2014).
Tutte le informazioni le trova in questo articolo.

45258 - Giulio C.
21/04/2016
Io e mia moglie vogliamo divorziare. Abbiamo una figlia di 21 anni non autosufficiente economicamente(studente). Abbiamo il regime di separazione dei beni. Mia moglie non lavora, ma ha dei beni immobili e appartiene ad una famiglia benestante. Io lavoro e guadagno circa 1700 euro. Lei e io viviamo sotto lo stesso tetto in campagna (casa di lei) senza vita coniugale (letti separati) da quasi 5 anni. Io ho fatto un mutuo per comprare una casa in città (per agevolare i tempi di trasporto visto che studia) per mia figlia dove lei vive da sola e le do qualcosa per le sue spese (cibo, vestiti). Vogliamo riniziare la nostra vita, ognuno per la propria strada senza ovviamente trascurare mia figlia. Come dobbiamo iniziare a fare la separazione consensuale e subito il divorzio. Quale sarebbe il primo passo e la tempistica per concludere. Chiedo gentilmente il suo orientamento.

45153 - Redazione
14/04/2016
Pietro, se i due figli decideranno di convivere con sua moglie, l'importo dell'assegno di mantenimento potrebbe attestarsi intorno ai 1.100 euro; al contrario se i suoi figli decideranno di convivere con lei, l'importo dell'assegno potrebbe aggirarsi sulle 700 euro.

45142 - pietro
14/04/2016
Ciao sono Pietro. Io e mia moglie abbiamo deciso di separarci consensualmente. Io sono un ex pensionato della Guardia di Finanza. Percepisco una pensione di circa 1700 euro al mese. Abbiamo due figli di cui una minorenne e l'altro maggiorenne. Mia moglie non lavora e viviamo in una casa in affitto per la quale pago 350 euro al mese.....Vorrei sapere cortesemente o verosimilmente a quanto potrebbe ammontare l'assegno di mantenimento. Grazie.....attendo fiducioso una risposta.

44335 - Riccardo
23/02/2016
Salve. Da circa 3 mesi sono in ballo con un tentativo di separazione consensuale (assistito da avvocati ognuno per la propria parte), ma non si riesce a trovare accordo e per questo vorrei ricorrere alla giudiziale. La casa è di mia proprietà e sto tuttora pagando un mutuo di circa 700 euro al mese (ne avrò per altro 9 anni!) siamo in separazione dei beni e abbiamo due figli (uno maggiorenne che darà la maturità a luglio e l'altra 17enne). Mia moglie è proprietaria di un appartamento del quale ha l'usufrutto sua madre che è vedova (e ci vive da sola). Entrambi lavoriamo e abbiamo un reddito più o meno simile. La mia richiesta sarebbe di continuare a vivere in casa mia, anche perché non potrei permettermi di spendere altri soldi per eventuali affitti considerando i 700 che pago per il mutuo e men che mai potrei spenderli per lei che, comunque, un testo sulla testa ce l'avrebbe (andando a stare con sua madre, a casa SUA!). Considerando l'età dei miei figli, chiederei che comunque restassero con me è, a questo punto, chiederei a lei un contributo per il loro mantenimento ... Che probabilità avrei che il giudice accolga positivamente le mie richieste? Chiedo a voi, perché purtroppo non mi sento ben rappresentato dal legale che ho scelto e sto perdendo un sacco di tempo.... Grazie. Riccardo R.

43388 - Redazione
31/12/2015
Andrea, il nostro consiglio è di trovare in ogni modo una soluzione consensuale alla crisi, diversamente con la separazione giudiziale ci si esporrebbe a molti rischi e soprattutto a molte spese, con ripercussioni sul patrimonio, sui figli ecc. In questo caso, infatti, tutto sarebbe rimesso nelle mani di un giudice. Consideri che con la sentenza di separazione pronunciata dal Giudice la comunione dei beni si scioglierebbe, con la conseguenza che tutti i beni (auto, risparmi, ecc.) verrebbero distribuiti in parti uguali, fatta eccezione per quelli di cui si era proprietari prima del matrimonio o per i beni strettamenti personali. Per quanto riguarda la casa la legge prevede la concessione al genitore a cui i figli saranno affidati o con il quale i figli decideranno di convivere, anche se maggiorenni. Infine c'è la questione del mantenimento e visto che nel caso specifico è solo lei a lavorare, con tutta probabilità il Giudice deciderà per un assegno di mantenimento in favore di sua moglie. Come vede la situazione è abbastanza complessa, per cui prima di assumere qualsiasi decisione le consigliamo di parlarne con un avvocato di sua fiducia.

43371 - andrea
30/12/2015
Buongiorno, siamo sposati da 26 anni, abbiamo un figlio di 25 che non lavora, una figlia di 19 che studia, l'unico reddito è il mio , siamo in comunione dei beni, mia moglie mi tradisce, cosa mi devo aspettare in caso di separazione non consensuale visto che lei nega il tradimento.

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