Come gestire al meglio i rapporti con gli artigiani

artigiano

Il più delle volte quando chiamiamo un imbianchino per tinteggiare le pareti di casa, un tappezziere per sistemare la vecchia poltrona o un idraulico per sistemare una perdita d’acqua, preferiamo accordarci a voce sul tipo di lavoro da fare, sul prezzo e sulle rispettive modalità di pagamento. Ma cosa fare se insorgono dei problemi durante il lavoro, se il ritardo è inaccettabile o se il prezzo lievita enormemente? Abbiamo pensato con questo articolo di offrirvi una breve guida su come evitare ed eventualmente risolvere le controversie con gli artigiani.

Come definire i rapporti con l’artigiano

Forse non tutti sanno che quando ci si rivolge ad un artigiano, ad esempio un falegname, un idraulico, un elettricista, un piastrellista o un tappezziere, inizia con lui un rapporto regolato dagli articoli 2222 e seguenti del Codice Civile. Si parla nello specifico di "contratto d'opera", attraverso il quale “una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”.

Al di là che ci si rivolga o meno al proprio artigiano di fiducia, al fine di evitare brutte sorprese, è buona norma mettere sempre per iscritto i contenuti dell'accordo, definendo gli elementi essenziali del lavoro da eseguire, il prezzo e le modalità di pagamento, la data di inizio ed ultimazione dei lavori, il diritto di essere informati qualora si rendessero necessari lavori ulteriori ed imprevisti rispetto a quelli concordati, ecc. In questo modo sarà più facile reclamare se qualcosa va storto. Su Moduli.it trovi un fac simile di contratto d'opera da personalizzare e adattare alle singole circostanze.

Se dovesse risultare particolarmente difficile arrivare alla stipula di un vero e proprio contratto, potrebbe essere utile farsi rilasciare dall'artigiano quantomeno un preventivo scritto, soprattutto se il lavoro è di una certa entità e si vuole evitare ad esempio che l'artigiano effettui un lavoro in più senza averlo concordato, oppure pretenda al termine dei lavori un supplemento di prezzo o riconsegni il lavoro oltre la data concordata.

A tal proposito va detto che si può optare per un "preventivo a corpo" (o "a forfait") oppure “a misura“. Nel primo caso il corrispettivo viene stabilito in una somma di denaro determinata, fissa e invariabile, riferita al lavoro da compiere nel suo complesso, senza specificare minimamente i costi per manodopera, materiali, ecc.. Con il “preventivo a misura”, invece, non si determina direttamente il corrispettivo, ma si forniscono gli elementi per determinarlo nel momento in cui il lavoro sarà concluso e, dunque, saranno noti ad esempio le giornate di lavoro impiegate, le materie prime utilizzate e così via. Ti forniamo un paio di modelli di preventivo per lavoro artigianale a cui ispirarti.

Raccogliere uno o più preventivi consente, inoltre, di confrontare le diverse offerte e in definitiva di risparmiare cifre rilevanti. Ciò soprattutto in considerazione del fatto che i prezzi per le prestazioni artigianali non sono regolati da alcun tariffario ufficiale e per questo possono essere definiti liberamente dal singolo professionista.

Ricorda che il preventivo dovrebbe essere rilasciato su carta intestata della ditta esecutrice dei lavori e sottoscritto da entrambe le parti "per accettazione". Solo così il preventivo assume la valenza di un vero e proprio accordo contrattuale.

Possibilità di recesso dal contratto

Ma il fatto di stipulare un contratto o sottoscrivere per accettazione un preventivo, può in qualche modo vincolare le parti? La risposta è no. Infatti se il committente volesse per una qualsiasi ragione liberarsi del contratto stipulato con il proprio artigiano, ancorché sia iniziata l'esecuzione dell'opera, ha facoltà di scioglierlo unilateralmente dichiarando la propria disponibilità a rimborsargli le spese sostenute e a pagargli il compenso per la prestazione eseguita fino a quel momento. Lo stabilisce l'articolo 2227 del Codice Civile. Questo il fac simile comunicazione di recesso da contratto da parte del committente.

Ma c'è da dire che il contratto potrebbe essere sciolto anche nel caso in cui l'esecuzione dell'opera diventasse impossibile per cause non imputabili a nessuna delle parti. In questi casi l'art. 2228 del Codice Civile stabilisce che l'artigiano ha diritto ad un compenso per il lavoro prestato fino a quel momento. Questo il fac simile di richiesta compenso da parte del prestatore d'opera.

Richiesta di anticipo da parte dell’artigiano

Con la sottoscrizione del contratto o l'accettazione del preventivo, l'artigiano, che deve procedere all'acquisto dei materiali necessari per dare avvio ai lavori (legno, vernice, pezzi di ricambio, stoffe, ecc.), normalmente chiede al proprio committente un anticipo. In questi casi è importante specificare sul contratto così come sulla ricevuta che il prestatore è tenuto a rilasciare, se tale anticipo viene versato a titolo di acconto, caparra confirmatoria o caparra penitenziale. Sul significato di questi termini e sulle implicazioni che possono derivarne vi invitiamo alla lettura di questo articolo: "Acconto, caparra e penale: quali differenze?".

Qui invece trovi un modello di ricevuta che l'artigiano rilascia dopo aver ricevuto l'anticipo dal proprio committente.

Quando e come contestare all’artigiano i lavori

Cosa fare se durante l'esecuzione di un'opera (la tinteggiatura di un locale, la realizzazione di un impianto elettrico o la costruzione di un soppalco) che hai commissionato ad una ditta artigiana, ti accorgi che quest'ultima sta effettuando il lavoro non a regola d'arte o comunque con modalità diverse da quelle pattuite?

In questi casi hai il diritto di intervenire invitando la ditta ad eseguire, entro un "congruo termine", il lavoro in modo corretto o in linea con quanto precedentemente concordato. Questo il fac simile di contestazione all’artigiano durante l'esecuzione del lavoro che puoi utilizzare.
Il termine, che l'art. 2224 del c.c. definisce "congruo", può variare a seconda delle circostanze, potrà essere cioè di pochi giorni (3 o 4) o decisamente più ampio (10 – 15 gg). Trascorso inutilmente il termine fissato, puoi recedere dal contratto e chiedere il risarcimento dei danni.

Se, invece, solo ad ultimazione dei lavori ti accorgi che gli stessi non sono stati eseguiti così come ti saresti aspettato o che presentano "evidenti" difetti, allora rifiutati di pagare (o chiedi una riduzione del prezzo) e contesta immediatamente il lavoro chiedendo l'eventuale risarcimento dei danni. Questo il fac simile di contestazione all’artigiano al termine dei lavori che puoi utilizzare.

Ricordati che hai 8 giorni di tempo dalla fine dei lavori se i difetti riscontrati sono facilmente riconoscibili. Se, invece, i vizi emergono solo dopo alcune settimane o mesi dalla fine de lavori ("vizi occulti") è necessario contestare le difformità entro 8 giorni dalla loro scoperta e chiedere, entro e non oltre un anno dalla fine dei lavori, che gli stessi siano eliminati a spese del prestatore d'opera oppure che il prezzo sia ridotto in ragione del danno subito (art. 2226 c.c.).

Se, infine, hai riscontrato lavori non richiesti né in alcun modo necessari, contesta immediatamente la cosa a chi ti ha fatto il lavoro utilizzando questo modello di contestazione all’artigiano per lavori non richiesti.

Lavori eseguiti in ritardo

E se il lavoro invece non procede secondo i ritmi concordati e viene riconsegnato con notevole ritardo? Molto dipende da ciò che, con riferimento al termine di ultimazione dei lavori, è stato indicato sul contratto sottoscritto con la ditta o sul preventivo firmato per accettazione. Tale termine può essere fissato in maniera precisa (si riporta a fianco della data la dicitura “termine essenziale”) o essere riportato in maniera “indicativa” (ad esempio “entro l’estate” oppure “appena possibile”). Nel primo caso decorso il termine senza che l’artigiano abbia realizzato o completato l’opera, il contratto è automaticamente sciolto. Chiaramente tu puoi anche insistere perché l’artigiano esegua la sua prestazione anche se il termine sul contratto è scaduto. In questo caso entro 3 giorni dalla scadenza devi inviare un sollecito con cui chiedi l’ultimazione dei lavori.

Nel secondo caso ti consigliamo di inviare prima una lettera di messa in mora e successivamente una lettera di diffida ad adempiere fissando un termine non inferiore a 15 giorni, decorso il quale il contratto si intenderà risolto. Per ulteriori informazioni, ti rimandiamo alla lettura degli articoli "La lettera di messa in mora" e "La lettera di diffida ad adempiere".

Prodotti artigianali difettosi: cosa fare

Cosa accade, invece, se il mobile in legno che hai ordinato o il piatto decorato a mano che hai acquistato presenta dei difetti evidenti? In questi casi devi sapere che opera la "garanzia legale", per effetto della quale hai diritto alla riparazione, alla sostituzione del prodotto o alla riduzione del prezzo. E' importante sapere, tuttavia, che hai due mesi per inoltrare la contestazione all'artigiano che ti ha fornito, fabbricato o costruito il bene. I due mesi decorrono dal momento della conclusione del lavoro se il difetto è apparente o dalla scoperta se il difetto si manifesta successivamente. La garanzia legale dura 2 anni dalla consegna del prodotto. Per maggiori informazioni leggi l'articolo "Prodotti difettosi: come far valere i propri diritti".

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