Indennità di accompagnamento: requisiti e modalità per ottenerla

assegno di accompagno, indennità di accompagnamento

Che cos’è e a chi spetta

L'indennità di accompagnamento è un sostegno economico dello Stato ed erogato dall’Inps, di cui possono godere coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% e hanno una incapacità di deambulare e di compiere gli atti quotidiani della vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, cucinarsi, mangiare, andare in bagno, ecc.) senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.

L'indennità di accompagnamento spetta tra gli altri ai ciechi civili assoluti, alle persone affette dal morbo di Alzheimer, dalla sindrome di Down o da epilessia e a coloro che sono sottoposti a chemioterapia.

Altri requisiti da soddisfare

Oltre a certificare la condizione sopra descritta, per richiedere l’indennità di accompagnamento occorre:
- essere cittadini italiani o cittadini UE residenti in Italia, o cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
- risiedere in Italia;
- non essere ricoverati in strutture sanitarie con retta a carico dello Stato o di altro ente pubblico o ricoverati in reparti di lungodegenza o riabilitativi.

L’indennità viene concessa all’invalido che soddisfa questi requisiti indipendentemente dalla sua età, dalle sue condizioni di reddito e dalla composizione del suo nucleo familiare.

L’indennità non è reversibile, dunque non trasmissibile agli eredi ed è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Come richiederla

Per richiederla è necessario inoltrare la domanda alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili dell'ASL del Comune di residenza del richiedente. Alla domanda occorre allegare:
- certificato di residenza o dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza;
- codice fiscale;
- certificato rilasciato dal medico curante, che dovrà chiaramente definire il paziente come una “persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure come una “persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”;
- tutta la documentazione sanitaria in originale e in fotocopia che supporti le patologie indicate nel certificato redatto dal medico di base.

Per tutto questo si può procedere in maniera autonoma o affidarsi ad un CAAF (Centro autorizzato di assistenza fiscale), ad un Patronato o ad associazioni nazionali di categoria dei disabili (ANMIC - Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, ENS - Ente Nazionale Sordi, UIC - Unione Italiana Ciechi, ecc.). Ricordiamo a tal proposito che il loro supporto è completamente gratuito.

Una volta presentata la domanda occorre attendere l’appuntamento da parte dell’INPS per la visita presso la Commissione della ASL (la convocazione deve avvenire entro 6 mesi).

La Commissione, dopo aver effettuato la visita della persona e aver preso visione della documentazione medica, redige un verbale su cui viene riportata la percentuale di invalidità. Lo stesso verbale viene poi inviato dall’INPS al richiedente.

Nel caso in cui sia prevista l’erogazione dell’indennità, l’Inps inviterà il richiedente ad inserire online una serie di dati, quali il reddito personale, le coordinate bancarie, l’eventuale ricovero a carico dello Stato, ecc.

Quanto spetta

L'importo dell'indennità di accompagnamento è pari a 504,07 euro mensili (per il 2014) e viene erogato in 12mensilità. L’indennità non è soggetta a IRPEF.

L’assegno non è compatibile con indennità simili per causa di guerra, di lavoro o di servizio. Tuttavia l’interessato può optare per il trattamento più favorevole.

Cosa succede se la domanda non viene accolta

Se la Commissione ASL non riconosce l’invalidità civile e quindi la relativa indennità di accompagnamento, il richiedente può proporre ricorso entro due mesi dalla notifica. Tuttavia prima di dare avvio alla causa giudiziaria vera e propria, deve presentare al Tribunale competente (residenza) un’istanza per la nomina di un consulente tecnico d’ufficio che possa disporre un accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie.

Dichiarazione periodica

Entro il 31 marzo di ogni anno, i titolari di indennità di accompagnamento sono tenuti a presentare una dichiarazione periodica, utilizzando il modello Icric, relativa alla permanenza delle condizioni che consentono di ottenere il beneficio. Il modello Icric va inoltrato esclusivamente per via telematica. A tal fine si può utilizzare il Pin rilasciato dall’Inps (questo il modello di richiesta di abilitazione ai servizi telematici) oppure farsi assistere da un CAAF o da un professionista abilitato.

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46205 - Franco
14/07/2016
Sono invalido al 100% (Laringectomia Totale con fistola Irregolare) ho letto dai vostri articoli che è possibile presentare domanda di accompagnamento. Così ho provveduto a farle ma è stata rigettata, ho fatto ricorso al giudice che doveva nominare un terzo medico Legale, ma il giudice ha nominato la presidente della commissione ASL che ha rigettato la domanda, la quale senza nemmeno visitarmi ha verbalizzato che la mia fistola è chiusa con due punti di sutura. Ho denunciato il medico dell'ASL, ma dopo tutto questo sono trascorsi 5 anni e ancora non sò niente, penso che hanno imboscato tutto. E' proprio vero che la giustizia te la devi fare da solo.

42246 - Redazione
27/10/2015
Rosy, l'indennità di accompagnamento è una prestazione economica che viene concessa dall'Inps a quei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita. Nel caso specifico l'Inps ha sicuramente ricevuto dalla Asl competente il fascicolo sanitario sulle condizioni di sua madre e dopo averlo esaminato le ha concesso l'indennità. In questi casi i controlli potrebbero scattare solo se, a seguito di indagini promosse dall'autorità giudiziaria, si ritenesse che l'indennità in favore di sua madre sia stata concessa con la complicità di funzionari corrotti della Asl e/o Inps. Ma capisce che non è facile acquisire informazioni in tal senso. Consideri tra l'altro che i procedimenti di revisione possono essere disposti quando la persona riconosciuta invalida sia in età evolutiva o quando vi sia una diagnosi provvisoria, cioè quando la commissione medica abbia ritenuto che la patologia o menomazione riscontrata in sede di accertamento sanitario sia suscettibile di modificazione nel tempo.

42242 - rosy g.
27/10/2015
Mia madre ha ottenuto l'indennità di accompagnamento x deambulazione, ma vive da sola in casa e non viene assisitita da nessuno...va in giro dalla mattina per tutto il paese si fa la spesa si fa le pulizie etc etc... si fa praticamente tutto da sola. Può una persona con gravi problemi di deambulazione decidere di non volere essere assistita??? Ho il forte dubbio che ci sia qualcosa che non va!!! non fanno controlli per vedere se effettivamente questa persona è assisistita??? Da premettere che da quando ha preso una sostanziosa liquidità di arretrati ha rifiutato anche me che sono la figlia in casa quando sono scesa per le vacanze...come posso scoprire se dietro cè qualche avvoltoio che l'abbia usata!!! Io vivo a padova lei in provincia di bari!!! Ringrazio fin da ora per la vostra risposta e aiuto! Non so come sono arrivata su questa pagina ma sono disperatamente alla ricerca di informazioni...vi prego se potete inviare la risposta nella mia mail...grazie di cuore

40915 - Redazione
26/08/2015
Leonardo, la persona che si sottopone al trattamento chemioterapico può ottenere l’indennità di accompagnamento, indipendentemente dai fattori reddito ed età, a condizione che il trattamento sanitario provochi l’impossibilità totale a camminare senza l'aiuto di un'altra persona oppure l’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita come mangiare, vestirsi, lavarsi, ecc. Se sua sorella dovesse trovarsi in queste condizioni allora è possibile presentare ricorso contro il verbale della Commissione ASL che non le ha riconosciuto di fatto l'indennità di accompagnamento. Tuttavia prima di avanzare il ricorso sua sorella deve presentare presso il Tribunale di residenza una domanda per l'accertamento tecnico sulle sue effettive condizioni sanitarie.

40912 - Leonardo
25/08/2015
A mia sorella, sottoposta a ciclo di chemioterapia, non è stata riconosciuta l'indennità di accompagnamento, cosa bisogna fare? Grazie.

37592 - Redazione
27/03/2015
Anna, compili la domanda e predisponga la documentazione necessaria, in particolare alleghi la certificazione che attesta l'invalidità al 100% di sua madre (dovrebbe essere già in suo possesso). Una volta presentata la domanda occorre attendere la risposta da parte dell'Inps, che le comunicherà sulla base della documentazione ricevuta, se c'è la necessità di una (ulteriore) visita presso la Commissione della ASL. Se vuole essere assistita si rivolga ad un patronato.

37566 - Anna
27/03/2015
Mia madre ha già ottenuto il riconoscimento dell'invalidità al 100% ma non l' indennità di accompagnamento. Ora che le sue inabilità psichiche e motorie si sono aggravate (è sulla sedia a rotelle) cosa devo fare per ottenere l' accompagnamento? Seguire lo stesso iter e soprattutto devo richiedere l'accertamento dell'invalidità (come ha detto il CAF a cui mi sono rivolta) o fare solo la richiesta di accompagnamento visto che è già invalida?

36816 - Redazione
09/03/2015
Fabrizio, se il proprietario (inteso come intestatario al Pra) del veicolo è la persona disabile, per l'esenzione del bollo auto deve appartenere ad una delle seguenti categorie:
- avere l'adattamento del veicolo (anche il cambio automatico rientra in tale fattispecie) conforme alle prescrizioni presenti sulla patente ed essere in possesso del certificato di invalidità;
- sussistono le condizioni di handicap grave, certificate dall'Asl ai sensi della L. 104 del 1992, art. 3 comma 3;
- è stata assegnata l'indennità di accompagnamento (l'esenzione non può essere chiesta per coloro che hanno l'indennità di frequenza);
- essere non vedente o sordomuto oppure avere un residuo di vista inferiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi anche con correzione risultante dal verbale di invalidità; avere subito delle pluriamputazioni risultanti dal verbale di invalidità.

36793 - toci fabrizio
09/03/2015
A mia moglie non hanno concesso l'esenzione x il pagamento del bollo pur avendo un handicap in situazione di gravità e il 100% di invalidità. La regione toscana mi ha risposto che non avendo l'accognamento il bollo lo deve pagare. Vorrei il vostro parere grazie.

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