© Contratto di appalto per costruzione di immobile

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Contratto di appalto per costruzione di immobile.

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Note
Con tale contratto una parte (appaltatore) assume, nei confronti della controparte (appaltante o committente), con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l'incarico di realizzare un'opera o fornire un servizio, verso corrispettivo in danaro.
E' un contratto consensuale, con effetti obbligatori di carattere personale: ci si affida, infatti, ad un appaltatore invece che ad un altro in considerazione della capacità e della stima di cui gode.
L'obbligazione assunta dall'appaltatore non è un'obbligazione di mezzi, avente ad oggetto cioè lo svolgimento di un'attività, ma è un'obbligazione di risultato: l'appaltatore, pertanto, è inadempiente se non realizza l'opera o non esegue il servizio, ossia se non procura all'appaltante il risultato pattuito.
L'appaltatore deve compiere, con la propria organizzazione, l'opera che ha assunto e non può ricorrere a sua volta ad un appalto se non è espressamente autorizzato dall'appaltante (c.d. subappalto); Deve supportare i rischi dell'esecuzione e deve garantire l'opera da eventuali difformità e vizi. In particolare, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa della rovina dell'opera, quando si tratti di edifici o altre cose immobili, purchè tale evento dipenda da vizio del suolo o difetto della costruzione e si verifichi entro dieci anni dal compimento dell'opera, così come disposto dall'art. 1669 c.c..
Il corrispettivo dell'appalto può essere determinato “a corpo” (ossia per l'opera nel suo insieme), o “a misura” (un tot per ogni mq di costruito); esso è dovuto, salvo gli eventuali accordi, solo quando l'opera, attraverso il collaudo, è stata verificata ed accettata dall'appaltante.
E' ammessa la così detta revisione dei prezzi, qualora per effetto di circostanze imprevedibili si siano verificate, dopo la conclusione del contratto, variazioni nel prezzo dei materiali o della mano d'opera superiori al decimo (art. 1664 c.c.).
Il committente può recedere dal contratto in qualsiasi momento, anche senza un ragionevole motivo: egli, però, deve tenere indenne l'appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.
 
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