Conciliatore bancario

Il ricorso all'Ufficio Reclami o all'Ombudsman - Giurì bancario non priva il Cliente del diritto di ricorrere al Servizio di Conciliazione (prevista dal D. Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 all'art. 38)

In quest'ultimo caso le parti presentano istanza di conciliazione al Conciliatore Bancario (iscritto nell'apposito registro degli organismi di conciliazione di diritto societario) versando un contributo per le spese di avvio del procedimento.

Il Conciliatore Bancario nasce da una iniziativa promossa dai primi dieci gruppi bancari (Banca Antonveneta, Banca Intesa, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banche Popolari Unite, Banco Popolare di Verona e Novara, Capitalia, Sanpaolo IMI, Unicredito), che rappresentano più dell'80% del totale attivo di sistema.

L'istanza va inoltrata al seguente indirizzo:

Conciliatore Bancario,
via delle Botteghe Oscure, 54
00186 Roma
Tel/Fax 06 674821
E-mail: associazione@conciliatorebancario.it

Moduli.it vi mette a disposizione il modulo da utilizzare.

Dalle sede centrale sarà nominato un professionista, con funzioni di mediatore, presente nella provincia (professionisti iscritti ad albi professionali da almeno 15 anni, magistrati in quiescenza, docenti universitari di materie economiche e giuridiche, ecc.).

La procedura non si conclude con un giudizio (dunque con una sentenza su chi ha ragione e su chi invece ha torto), ma è volta al tentativo di far pervenire le parti, con l'assistenza di un conciliatore neutrale, ad un accordo su una controversia. Se l'accordo non viene raggiunto è sempre possibile chiedere l'intervento di un arbitro oppure ricorre al giudice.

Al contrario di quanto accade con il ricorso all'Ombudsman Bancario in questo caso non ci sono limiti al valore della controversia.

La conciliazione deve concludersi entro 60 gg. lavorativi e l'accordo raggiunto ha valore vincolante per le parti. In altri termini l'accordo raggiunto una volta omologato dal Tribunale diventa titolo esecutivo, per cui in caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nell'accordo si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di conciliazione.

Per quanto riguarda i costi, il conciliatore riceve per il suo incarico un corrispettivo pagato da entrambe le parti sulla base di tariffe approvate dal Ministero della Giustizia e proporzionali al valore della controversia (da un minimo di 200 € per parte, per le controversie fino a 5.000 € di valore, a 10.000 € quando superano i 5 milioni).

Tutti gli atti del procedimento di conciliazione sono esenti da tasse e il verbale di conciliazione è esente dall' imposta di registro entro il termine di 25.000 €