Come accedere al Fondo di Garanzia Inps per la liquidazione del TFR

Il Trattamento di fine rapporto (TFR), regolamentato dall'art. 2120 c.c., è quella somma che il datore di lavoro deve corrispondere al proprio dipendente in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro. Il TFR si calcola sommando, per ogni anno, una quota pari alla retribuzione annuale diviso per 13,5 ed alla quale va aggiunta la rivalutazione dell'importo accantonato l'anno precedente.

Il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto costituito presso l’Inps si prefigge lo scopo di tutelare il lavoratore dipendente contro l'accertata insolvenza del datore di lavoro, sostituendosi a quest’ultimo nel pagamento del TFR.

La garanzia del fondo opera indipendentemente dalla causa che ha determinato la cessazione del rapporto di lavoro: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine in caso di contratto a tempo determinato.

I presupposti per l'intervento del Fondo nel caso di datore di lavoro assoggettabile a procedura concorsuale sono:
- la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;
- l'apertura di una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria);
- l'insolvenza del datore di lavoro;
- l'accertamento dell'esistenza di uno specifico credito relativo alle omissioni contributive per le quali si chiede l’intervento del Fondo di garanzia (in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria tale accertamento avviene con l’ammissione del credito nello stato passivo della procedura).

I presupposti per l’intervento del Fondo nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale sono:
- la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;
- l'accertamento giudiziale del mancato versamento dei contributi alla previdenza complementare;
- l'inapplicabilità al datore di lavoro delle procedure concorsuali;
- l'insufficienza delle garanzia patrimoniali del datore di lavoro a seguito dell'esperimento dell’esecuzione forzata (pignoramento negativo o pignoramento mancato del patrimonio del datore di lavoro).

Possono chiedere l'intervento del Fondo:
- tutti i lavoratori dipendenti da datori di lavoro tenuti al versamento all’Istituto del contributo che alimenta la Gestione;
- gli apprendisti;
- i dirigenti di aziende industriali;
- i soci delle cooperative di lavoro.

La domanda di intervento del Fondo deve essere presentata dal lavoratore - questo il modello - alla sede dell'INPS nella cui competenza territoriale l'assicurato ha la propria residenza e nel caso in cui sia avanzata ad una sede diversa essa sarà trasferita d'ufficio a quella territorialmente competente.

Questa invece la dichiarazione, compilata e firmata dal lavoratore, che deve essere presentata in allegato alla domanda di intervento del Fondo di Garanzia nel caso in cui il datore di lavoro non sia assoggettabile a procedura concorsuale.

Si ricorda che in caso di spedizione della domanda a mezzo posta raccomandata o in caso di delega alla presentazione a terzi occorre allegare la fotocopia del documento di identità personale.

In caso di decesso del lavoratore, l'intervento del Fondo può essere richiesto dagli "aventi diritto", da identificare secondo le disposizioni dell'art. 2122 c.c., con preferenza per il coniuge, i figli e, se vivevano a carico del lavoratore, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo.

Questa la richiesta di intervento del Fondo di Garanzia per il pagamento del TFR e dei crediti da lavoro in favore degli eredi. A tale richiesta va allegata questa dichiarazione.

Questo, infine, il modello di delega che può essere presentato in allegato alla domanda di intervento del Fondo di Garanzia quando il pagamento è richiesto a favore di un solo erede.

L’Inps deve liquidare il Tfr a carico del Fondo di garanzia entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda completa di tutta la documentazione.

Il diritto al Tfr si prescrive in cinque anni che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Quando il diritto al Tfr è riconosciuto da sentenza di condanna passata in giudicato si prescrive in dieci anni.

Pubblicato il 26/12/2011    136 Commenti
Tags: buonuscita sr50 crediti lavoro fondo garanzia INPS tfr liquidazione
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29721 - Redazione
17/04/2014 09:35
Simone, anche per lei vale quanto detto a Lalla (29656).

29720 - Simona
17/04/2014 04:22
Buongiorno, io mi sono dimessa il 2 aprile per il mancato pagamento di 17 mensilità. Premetto che lavoro dal 1998, nel settembre 2010 é subentrata, tramite cessione di ramo d'azienda, un'altra compagine societaria che ha assorbito il tfr di tutti i dipendenti. Vorrei sapere se sono tutelata dal fondo di garanzia e in che misura e in quanto tempo. Inoltre, posso rifiutare eventuale rateizzazione propostami dal vecchio datore di lavoro? Sembra che voglia pagarmi una parte del tfr in 24 mesi. Grazie

29656 - Redazione
12/04/2014 15:09
Lalla, si il Fondo potrebbe intervenire ma solo dopo l'apertura di una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria). In caso di inapplicabilità al suo datore di lavoro delle procedure concorsuali, si rende invece necessario:
- l'accertamento giudiziale del mancato versamento dei contributi alla previdenza complementare;
- l'insufficienza delle garanzia patrimoniali del datore di lavoro a seguito dell'esperimento dell’esecuzione forzata (pignoramento negativo o pignoramento mancato del patrimonio del datore di lavoro).
Tutto questo per dirle che se accetta una rateizzazione del Tfr contestualmente non può intraprendere alcuna azione di accesso al Fondo. Il Tfr naturalmente deve essere maggiorato con gli interessi di legge.

29652 - lalla
11/04/2014 13:46
Buongiorno, il mio datore di lavoro mi ha licenziato e mi ha chiesto di spalmare il tfr in dieci mesi. Se nel frattempo lui dovesse chiudere la ditta e non pagarmi più il Fondo mi pagherebbe il resto del tfr? E l'iscrizione al Fondo va fatta nel momento in cui si presenta il problema o già da ora? Grazie

29363 - Redazione
21/03/2014 16:52
Kastriot, normalmente in caso di fusioni, accorpamenti, scissioni con conseguente prosecuzione del rapporto di lavoro, rimane in capo al cessionario (nel caso specifico alla seconda cooperativa) l'obbligo di corrispondere l'intero trattamento al termine del rapporto di lavoro senza distinzione tra quello maturato in precedenza e quello maturato successivamente. Nonostante ciò molti tribunali civili hanno richiamato sul tema il principio di “solidarietà” tra cedente e cessionario. Questo significa che per il Tfr che deve ancora percepire potrebbero essere chiamati a rispondere sia la prima che la seconda cooperativa. Le consigliamo di rivolgersi ad un sindacato di categoria.

29350 - kastriot cela
20/03/2014 18:36
Ho lavorato 9 ANNI in una coop fino a gennaio di quest'anno, dal 2005 al gennaio 2014. Nell'aprile 2010 coop ha fatto la scissione in due coop, e io ho continuato a lavorare in una delle due. Il TFR della coop precedente prima della scissione (dal 2005 fino aprille 2010) non me lo hanno dato. Nell'atto della scissione c'è scritto: "Io presidente pinco pallino prendo i crediti e i debiti della coop precedente..." Adesso che mi sono licenziato mi hanno pagato solo TFR della coop dopo scissione. Quelli della coop prima della scissione? Come mi devo comportare? Sull'ultimo CUD della coop precedente c'è scritto che il TFR è presso l'azienda. Cosa mi consigliate? Grazie.

28624 - Redazione
29/01/2014 19:00
Giovanni, a nostro parere produrli.

28619 - giovanni
29/01/2014 18:17
Inps ha ricevuto tutta la documentazione dal mio legale riguardo alla richiesta al fondo di garanzia del mio tfr e degli ultimi 3 stipendi. E' stato bloccato xche mi chiedono documenti riguardanti gli acconti del tfr e l'Irpef che ho pagato sugli acconti quando loro tutti questi conteggi loro li hanno perché l'Irpef si paga all'inps, cosa devo fare?

28545 - Giuseppe
27/01/2014 13:25
Ho lavorato per 4 anni in una attività commerciale. Avevo un contratto a tempo indeterminato e 12 ore al giorno avendo delle mansioni di responsabilità, tuttavia avevo una busta paga part time ed ero inquadrato ingiustamente come livello 6 (avrei dovuto essere un livello 3). Non godevo di ferie e subivo continuamente mobbing. Stanco dei suprusi che subivo ho fatto causa al datore di lavoro, che di tutta risposta mi ha licenziato, pur corrispondendomi l'ultima mensilità di stipendio ed una cifra irrisoria di TFR (2400 euro) che io ho accettato su consiglio dell'avvocato come "acconto sul TFR", ma non ha voluto pagarmi le altre due mensilità antecenti l'ultima. Sono passati quasi due anni e il giudice del tribunale del lavoro ha nominato un CTU per il conteggio di quanto realmente mi spetti (adeguamento stipendio, straordinari, ferie ecc). La ditta è in causa anche con altri ex dipendenti per motivi analoghi ai miei. Ora ho sentito da miei ex colleghi di lavoro che la SRL sta per chiudere di qui a pochi giorni (intendono in realtà trasferirsi e cambiare nome, dichiarando fallita la precedente srl), infatti stanno svendendo la merce in deposito senza ordinarne altra. Ora mi chiedo: quando questa SRL fallirà, se ci sono i requisiti, io potrò attingere al fondo di garanzia dell'inps? E il tfr di liquidazione di riferimento sarò quello che deciderà il tribunale o quello che risulta dal mio ultimo cud?

28423 - Redazione
15/01/2014 12:52
Vincenzo, purtroppo non più.


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