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Come denunciare situazioni di mobbing

Il termine mobbing deriva dall’inglese “to mob” che significa assalire, attaccare, aggredire verbalmente o fisicamente qualcuno. In ambiente lavorativo il mobbing è inteso come una forma di violenza morale o psichica in occasione di lavoro, attuato dal datore di lavoro o da altri dipendenti, nei confronti di un lavoratore.

Esso è caratterizzato da una serie di atti, atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo in modo sistematico ed abituale, aventi connotazioni aggressive, denigratorie e vessatorie tali da comportare un degrado delle condizioni di lavoro e idonei a compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore stesso nell’ambito dell’ufficio di appartenenza o, addirittura, tali da escluderlo dal contesto lavorativo di riferimento.

Dal punto di vista giuridico, pur in assenza di una legge specifica sul mobbing, nel nostro ordinamento civile ad esempio sono previste forme di tutela, soprattutto sul piano risarcitorio, nei confronti dei lavoratori oggetto di violenze psicologiche. In particolare l’art. 2087 del codice civile stabilisce che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Applicabili anche lo Statuto dei lavoratori (legge n°300 del 20.05.1970) e la legge 626/94 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma in generale si può affermare che si tratta di una legislatura che di fatto poco si presta alle esigenze delle vittime di mobbing.

Inoltre il lavoratore che lamenti di essere stato vittima di soprusi e vessazioni e che intenda agire in giudizio per il risarcimento dei danni è gravato dall’onere di dimostrare non solo la sussistenza del mobbing, ma anche del nesso  di causalità tra il danno subito e il comportamento del datore di lavoro. Pertanto prima di arrivare alla soluzione legale è necessario prestarsi ad un minuzioso e lungo lavoro di raccolta informazioni, prove e testimonianze.

Nel frattempo potrebbe essere utile inviare una lettera di diffida (questo il fac simile) al proprio datore di lavoro denunciando il mobbing e comunicandogli che tale illegittimo comportamento è causa di malessere e quindi di danni che si potrebbero rivendicare in sede giudiziaria.

Pubblicato il 30/04/2010    123 Commenti
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31988 - Redazione
11/09/2014 18:29
Lucio, il mobbing è una violenza psicologica che nel suo caso il titolare esercita nei suoi confronti attraverso la diffusione di maldicenze, continue critiche, persecuzione sistematica, ecc. Se è sua intenzione denunciare tale situazione è necessario che si metta in gioco e cerchi di agire in prima persona, raccogliendo, con molta circospezione, ogni elemento che possa servire un domani come prova giuridica (registrazioni, e-mail, testimonianze, appunti, diario delle azioni mobbizanti, referti medici e qualsiasi altro documento che possa attestare la sua situazione di disagio). Fatto questo prima di aprire una vertenza attraverso il sindacato dei lavoratori o procedere con un ricorso alle autorità giudiziarie, potrebbe essere utile inviare una comunicazione al suo titolare facendo presente che il suo comportamento illegittimo è causa di malessere e quindi di danni che si potrebbero rivendicare in sede giudiziaria.

31982 - Redazione
11/09/2014 17:49
Zina, comprendiamo il disappunto per il comportamento tenuto dal suo datore di lavoro, a nostro avviso davvero incomprensibile visto che lei ha semplicemente soccorso un collega in difficoltà. Detto questo riteniamo anche che una denuncia non produrrebbe particolari effetti, se non quelli di incrinare i rapporti con il suo titolare. Il nostro consiglio dunque è di soprassedere.

31980 - Lucio
11/09/2014 17:12
Salve, avrei bisogno di informazioni. Lavoro da otto anni in una ditta di impianti elettrici come magazziniere, ma svolgo comunque altri ruoli nella ditta come trasportatore, addetto acquisti (invio richieste d'acquisto, e preventivi commerciali) e altri svariati compiti. Io ho questo problema da almeno 3/4 anni, il mio datore di lavoro si scaglia contro di me per qualsiasi cosa succeda, che sia io a sbagliare anche la minima cosa o siano altri. Esempio: è stato smarrito un attrezzo su un cantiere è mi ha accusato che la colpa era mia perchè non controllavo chi aveva l'attrezzo in questione, in realtà non è un mio compito. Ma peggio un po' di tempo fà avevo sbagliato ad inserire una formula di pagamento su di un preventivo, e ancor prima che il lavoro iniziasse mi dice che mi scalerà dallo stipendio l'importo dovuto. Io ho provato a reagire ma lui mi ha intimidito alzando la voce come fa spesso facendomi innervosire e dicendo che potevo dare le dimissioni se non mi stava bene. C'è da dire che io sono stato anche male di recente allo stomaco (ulcere) e lui conosce benissimo il mio stato, ma non se ne è fregato e ha continuato a insultarmi davanti ad altri operai, infine si è anche acceso una bella sigaretta in ufficio, cosa che fa sempre e io sono costretto a rifugiarmi in bagno. Detto questo cosa mi consigliate? sono disperato. E potrei raccontarne di tutto di piu di cosa mi fà.

31976 - zina
11/09/2014 13:03
Ciao sono zina, lavoro presso una fabbrica di imballaggi privata. Oggi un mio collega di lavoro è caduto con la sua gamba dentro un macinatore, io ho sentito che chiamava aiuto, sono corsa e ho spento il macchinario. Il mio titolare di lavoro si è avvicinato e urlando mi ha maltrattato, dicendomi che non dovevo lasciare il posto di lavoro. Poi l'ambulanza ha portato il mio collega in ospedale. Posso fare la denuncia per maltrattamento ...grazie....

31866 - Redazione
03/09/2014 16:26
Katya, tutto ciò costituisce una condotta scorretta, contraria ai doveri di ufficio e di rilievo anche sul piano disciplinare, da cui difficilmente lei potrebbe sottrarsi nel caso in cui il nuovo assunto decidesse di tutelare i propri interessi. Il nostro consiglio, pertanto, è di non assecondare le direttive impartite dal suo management.

31859 - Katya
02/09/2014 21:35
Buona sera. Sono una impiegata di 6to livello metalmeccanico. Ultimamente mi hanno dato da gestire un gruppo di persone. Una di queste persone la vorrebbero licenziare. I miei 2 responsabili dirigenti mi hanno chiesto di fare qualche evidenza che la persona non performa. Quindi dovrei scriverle delle mail con istruzioni e poi quando non fa il dovere registrare le evidenze. Poi i miei capi lo inoltrano all'ufficio personale e le scrivono una lettera di richiamo. La risorsa non mi sta simpatica, ma ritengo sbagliato il comportamento dei miei responsabili nei miei confronti. Sono solamente una collega e fare questo tipo di mobbing mi fa star male. Se si mettono poi in mezzo i sindacati potrebbe pure risalire il mio nome. Vorrei un vostro consiglio su come comportarmi e se la cosa è leggittima.

31844 - Redazione
02/09/2014 19:19
Luca, comprendiamo la sua situazione, ma è difficile riscontrare nell'espisodio che ci ha brevemente esposto i presupposti per una azione di mobbing. Ci rendiamo conto che il periodo non offre molte opportunità di lavoro, ma se ritiene che non sia il suo ambiente ideale è meglio cambiare subito aria piuttosto che logorarsi nel tempo. In bocca la lupo.

31836 - Luca
02/09/2014 08:26
Salve io sono Luca, ho avuto un colloquio di lavoro e già li ho avuto una pressione psicologica. Dopo una settimana mi hanno chiamato per una prova di 4 ore ...insomma non vedevo l'ora di tornare a casa, sono stato in un ufficio con una addetta all'amministrazione, sembrava usare modi per scoraggiarmi a fare il lavoro, di un acidità unica. Come si fa a trattare così le persone, non ho dormito tutta la notte.

31118 - Redazione
08/07/2014 19:39
Marinella, il nocciolo della questione sta tutto in quella sua ultima frase "...pensavo di aver registrato quella conversazione ma ho dimenticato di schiacciare il tasto REC". Come certamente immaginerà le cause di mobbing sono molto difficili, principalmente perché è complicato fornire la prova delle vessazioni subite sul posto di lavoro. Quindi come prima cosa lei dovrebbe raccogliere delle prove, ad esempio stampando o archiviando le email che ha ricevuto, registrando le conversazioni con il dirigente in questione, trovando colleghi disposti a testimoniare, tenendo traccia su un diario personale di ogni azione "mobbizante" (data, ora, luogo, autore, descrizione, testimoni, ecc.). Le consigliamo di acquisire anche un parere di un sindacato di categoria.

31112 - Marinella
08/07/2014 16:48
Buongiorno, ho a che fare con un micromanager, di quelli che tendono a voler controllare l'attività lavorativa minuto per minuto. Sono un dipendente efficente, ricevo spesso complimenti per il mio lavoro, anche dal boss oltre che dai clienti. Durante lo scorso anno però il mio dipartimento ha avuto meno commesse (davvero poche) e questo mi ha portato spesso a rimproveri riguardo la mia inattività. Oggi ho un attività più intensa e mi ritrovo spesso in discussioni col mio responsabile che mi incastra in conversazioni loop sull'andamento del lavoro o su decisioni strategiche. Mi rimprovera per questioni inesistenti e non ha interesse a valutare prove oggettive. Credo che sia una persona dissociata, con problemi relazionali, ciò non toglie che questo stia procurando dei danni alla mia salute, ad esempio passo giornate intere col nodo in gola al limite del pianto. Se non sbaglio un rapporto si fa in due. Come posso proteggermi senza provocare una reazione aggressiva? Ho già fatto una segnalazione scritta al titolare, ma questo non ha sortito alcune effetto positivo, anzi è seguito un incontro dove sono stata accusata d'essere l'unica responsabile di un rapporto che non funziona. Dove mi è stato detto che se non mi assoggetto alle condizioni del mio responsabile avrei subito pressioni e mi sarebbe stato tolta ogni attività... pensavo di aver registrato quella conversazione ma ho dimenticato di schiacciare il tasto REC.


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