Mobbing risarcimento: fac simile ricorso

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Fac simile di ricorso in Tribunale ex art 414 c.p.c. per chiedere la cessazione, con effetto immediato, di qualsiasi atto persecutorio nei confronti del ricorrente e la condanna dell'azienda al risarcimento dei danni derivanti da mobbing e demansionamento.

Mobbing sul lavoro: le caratteristiche

È possibile parlare di mobbing sul lavoro nel momento in cui si riscontrano comportamenti o azioni che sfociano apertamente in violenza fisica o psicologica da parte di colleghi e superiori o direttamente dal datore di lavoro nei confronti di una “vittima”.

Atti persecutori e di demansionamento diretti alla emarginazione dal contesto aziendale, anche se non costituiscono un reato vero e proprio, possono tuttavia produrre danni a livello fisico o esistenziale nella vittima, peggiorandone quindi lo stato di salute. 

In molti casi le situazioni di mobbing sul lavoro sono state denunciate (questa la lettera di diffida per mobbing al datore di lavoro), ma non in tutti i casi è stato possibile ottenere un risarcimento. Nel prossimo paragrafo spieghiamo perché.

Risarcimento per mobbing: quali requisiti

Il lavoratore dipendente che lamenta di avere subito un danno alla salute per effetto del mobbing sul lavoro, deve innanzitutto provare l’esistenza del danno attraverso certificati e referti medici, quindi provare il nesso di causalità con le condotte assunte dal datore di lavoro o dai colleghi.

Dal canto suo il datore di lavoro, se vuole che la condizione del lavoratore non sia riconducibile all'inadempimento dei propri obblighi, deve essere in grado di dimostrare di aver adottato ogni misura utile ad evitare il determinarsi della suddetta negativa situazione.

Ma non è tutto. Affinché il lavoratore possa ottenere un risarcimento per mobbing deve necessariamente essere in grado di dimostrare che:

  • le vessazioni sono avvenute sul luogo di lavoro;
  • le azioni lesive si sono perpetuate per un certo periodo di tempo;
  • la natura di azioni e comportamenti è stata offensiva;
  • tra i comportamenti denunciati ci sono attacchi alla possibilità di comunicare, isolamento sistematico, cambiamento della posizione lavorativa, attacchi alla reputazione, violenze e minacce;
  • sussiste un effettivo dislivello tra i due antagonisti, ovvero che la vittima occupa una posizione di inferiorità rispetto alla persona accusata di mobbing;
  • è riscontrabile la presenza di un disegno persecutorio premeditato dal datore di lavoro o superiore accusato di mobbing.

In mancanza di uno di questi parametri è molto difficile che alla denuncia segua anche il risarcimento dei danni.

Risulta chiaro, quindi, come prima di procedere per le vie legali sia indispensabile la raccolta di prove tramite persone disposte a testimoniare in vostra difesa, registrazioni e referti medici che attestino un reale malessere fisico o esistenziale.

A chi proporre ricorso per risarcimento mobbing

Il ricorso  ex art 414 c.p.c. va proposto al Giudice del lavoro nella cui circoscrizione è sorto il rapporto di lavoro oppure è ubicata la sede dell'azienda oppure il lavoratore ha prestato l'attività al momento della cessazione del rapporto.

Con il ricorso il lavoratore chiede al Giudice:

  • di condannare la società, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, a reintegrarlo nelle mansioni precedentemente svolte o ad assegnargli mansioni equivalenti;
  • di condannare la società, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, a cessare, con effetto immediato, qualsiasi atto persecutorio nei confronti del ricorrente adottando ogni comportamento e/o provvedimento a ciò necessario;
  • di condannare la società convenuta al risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell'illegittimo comportamento datoriale, sia di natura patrimoniale che non patrimoniale da determinarsi in via equitativa o da quantificarsi in seguito ad apposita CTU medica e danno da perdita di chance da determinarsi in via equitativa. 
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