Dimissioni telematiche

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Al fine di ridurre quanto più possibile il fenomeno delle dimissioni in bianco, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha imposto che le dimissioni vengano inviate al datore e alla Direzione territoriale del lavoro esclusivamente tramite modalità telematica. Ai sensi del D.Lgs 151/2015 sulle semplificazioni dei rapporti di lavoro, le dimissioni telematiche potranno essere effettuate mediante il supporto tecnico di soggetti abilitati o in totale autonomia, seguendo la procedura online che andremo ad illustrare nei prossimi paragrafi. Le dimissioni comunicate con qualsiasi altra modalità saranno considerate inefficaci.

Dimissioni telematiche: entrata in vigore e finalità

Le dimissioni telematiche, disciplinate dal Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015, sono entrate in vigore dal 12 gennaio 2016 ma rese operative solo dallo scorso 12 marzo, data che di fatto rivoluziona le comunicazioni riguardanti la chiusura dei rapporti di lavoro. Abolito dunque il vecchio sistema che prevedeva la redazione di una lettera di dimissioni, in vista di una nuova metodologia che impone l’uso del computer e del PIN Dispositivo Inps, di cui abbiamo illustrato le modalità di richiesta ed ottenimento in questo articolo.

Il fine ultimo di questa modifica è ridurre le altissime percentuali di dimissioni in bianco, una pratica molto diffusa in Italia, che consiste nel firmare le dimissioni al lavoratore al momento dell’assunzione, così da sottostare al volere del datore di lavoro qualora si presentasse un infortunio, un periodo di malattia prolungato o una gravidanza. Nonostante si rischino sanzioni dai 5.000 ai 30.000 euro, la pratica negli anni non ha fatto altro che alimentarsi, peggiorando ulteriormente le condizioni lavorative dei lavoratori italiani.

Dimissioni telematiche 2016: come compilarle

Il procedimento messo a punto per le dimissioni telematiche è molto semplice e si può gestire in totale autonomia dal proprio pc. Se non hai molta dimestichezza con il mezzo o non possiedi il PIN Dispositivo Inps, puoi comunque farti aiutare da diversi soggetti abilitati al supporto tecnico della procedura telematica, come il Centro per l’impiego della tua Provincia, i patronati, gli enti bilaterali e le organizzazioni sindacali.

La prima cosa da fare per rassegnare le dimissioni è accedere al sito del Ministero (www.lavoro.gov.it). Inserisci codice fiscale e Pin dispositivo Inps e una volta entrato seleziona il tasto "Nuovo" per compilare il modulo di recesso del rapporto di lavoro. Così facendo sarai reindirizzato alla pagina di compilazione del form online che rappresenta il testo formale della comunicazione di dimissioni telematiche. Per completare la procedura basterà inserire i dati richiesti attraverso il modulo online.

La prima informazione da inserire è quella relativa alla data di inizio del rapporto di lavoro. A tal proposito ti ricordiamo che per i rapporti istituiti dal 2008 in poi non sarà necessario recuperare i dati relativi al proprio datore di lavoro o al tipo di comunicazione richiesta (dimissioni volontarie, revoca o risoluzione consensuale) poiché sarà il sistema stesso ad inserirli per te; cosa che non accade, invece, per i rapporti istituiti prima del 2008. In questo caso dovrai munirti del codice fiscale del datore, il suo indirizzo e-mail o PEC, oltre a indicare la data di inizio del rapporto di lavoro, la tipologia contrattuale e il comune della sede lavorativa. Ti verrà richiesto di inserire queste informazioni nel modulo online, oltre a scegliere il tipo di comunicazione da inoltrare (dimissioni volontarie, revoca o risoluzione consensuale).

Una volta confermati i dati inseriti, il sistema ti mostra un messaggio di avviso che comunica che la richiesta è stata elaborata correttamente; contestualmente provvede ad inviare il tutto tramite PEC al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale competente. Questi ultimi, riceveranno la comunicazione delle tue dimissioni dall’indirizzo e-mail dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it.

A questo punto puoi stampare il Modulo Dimissioni Online in formato pdf.

Questo sistema di invio delle dimissioni telematiche assicura la regolarità del procedimento, salvaguardandoti da espedienti e ricatti da parte di datori di lavoro poco trasparenti.

Dimissioni telematiche Jobs Act: come chiedere aiuto e annullare la procedura

Trattandosi di un procedimento telematico, il Ministero del Lavoro ha pensato di istituire anche un servizio di assistenza ad hoc. Ad esempio, se qualcosa dovesse andare storto durante la registrazione al portale ClicLavoro, potrai chiedere assistenza inviando un’e-mail a clic4help@lavoro.gov.it, mentre se ti sembra che la procedura non sia andata a buon fine e vuoi richiedere un supporto tecnico, potrai scrivere a dimissionivolontarie@lavoro.gov.it.

Inoltre hai 7 giorni di tempo, dalla data d’invio del modulo di dimissioni telematiche, per annullare la procedura e ritirare le dimissioni. Per farlo sarà necessario conservare e riutilizzare il CODICE IDENTIFICATIVO DELLA PRATICA e la MARCA TEMPORALE che ti sono stati comunicati il giorno dell’invio delle dimissioni.

Ricorda, infine, che il sistema appena illustrato non è valido per il lavoro domestico, non si può effettuare nei casi in cui è stata richiesta una conciliazione stragiudiziale e nelle ipotesi di convalida presso le DTL previste dall’art.55 comma 4 del D.Lgs 151/2001 relative a genitori lavoratori.

Dimissioni e licenziamento

Abbiamo dedicato questo articolo alle dimissioni, una situazione che si verifica nel momento in cui è il lavoratore che decide per vari motivi di recedere dal contratto. Le dimissioni possono essere dettate da motivazioni personali o da una "giusta causa", rappresentata ad esempio dal mancato o ritardato pagamento dello stipendio o dei contributi, da un comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro e così via.

Va precisato che in caso di dimissioni il lavoratore deve rispettare un periodo di preavviso, a meno che non si sia in presenza di una giusta causa. Diversamente sarà tenuto a corrispondere al datore di lavoro un’indennità economica.

Va altresì ricordato che con le dimissioni non è possibile richiedere l'indennità di disoccupazione, infatti per ottenere la Naspi lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Unica eccezione è se le dimissioni siano state date in presenza di una giusta causa (leggi "Naspi 2016: requisiti, calcolo e durata").

Se invece è il datore di lavoro ad interrompere il rapporto di lavoro, si parla di licenziamento. Va detto che il licenziamento può essere intimato solo in presenza di motivi ben validi e precisi previsti dalla legge. Anche nel caso del licenziamento è necessario rispettare un periodo di preavviso, in cui il datore comunica al dipendente la sua intenzione di recedere il rapporto di lavoro.
Per ulteriori informazioni in tema licenziamento, ti invitiamo a leggere “Il licenziamento: quando e come avviene”.

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