I sistemi di informazioni creditizie: cosa sono e come accedervi

I sistemi di informazioni creditizie (SIC) sono archivi informatici a cui banche e società finanziarie accedono in occasione dell'istruttoria di un nuovo finanziamento, al fine di sapere se il cliente ha in corso altri prestiti o finanziamenti, se paga regolarmente le rate e in definitiva per valutare la sua affidabilità creditizia. Possono essere pubblici (Centrale Rischi Banca d'Italia e CAI-Centro Allarme Interbancario) o privati (Crif, Experian, Cerved, ecc.).

In questi archivi possono essere registrate sia le informazioni negative (ritardi o mancati pagamenti delle rate) che quelle positive (pagamenti regolari, richieste di finanziamento in corso, ecc.).

Essere dunque inseriti nella banca dati non significa essere necessariamente un cattivo pagatore, al contrario può costituire un’importante “referenza” da utilizzarsi per richiedere nuovo credito o negoziare condizioni migliori.

Ad ogni modo se volete conoscere quali informazioni sulla vostra solvibilità finanziaria sono contenute in un SIC, ad esempio perché vi è stata negata la concessione della carta di credito o di un prestito, potete rivolgervi alla banca o all'intermediario o direttamente al SIC. Questo il fac-simile della richiesta.

Per accedere alle informazioni contenute nell’archivio gestito dalla Banca d'Italia ci si può rivolgere alla banca con cui abbiamo acceso la linea di credito o direttamente alla Banca d'Italia. Questi i modelli da utilizzare:

La richiesta può essere inviata tramite posta, fax, posta elettronica certificata (PEC), oppure consegnata di persona.

In caso di persone fisiche è obbligatorio allegare una fotocopia leggibile di: - un documento d’identità valido (carta d’identità, oppure passaporto o patente di guida); - il tesserino del codice fiscale.

Se invece si è legali rappresentanti di una ditta o società è obbligatorio allegare: - una fotocopia fronte/retro del documento d'identità del Legale Rappresentante, firmatario della richiesta di accesso alla banca dati; - una fotocopia del certificato aggiornato della Camera di Commercio, da cui risultino sia i poteri di rappresentanza di chi sottoscrive la richiesta sia il n.° di partita I.V.A. della società.

Se il certificato della Camera di Commercio è datato meglio allegare questa dichiarazione sostitutiva.

La stessa dichiarazione può essere utilizzata per comprovare la qualità di tutore, curatore, socio illimitatamente responsabile, erede, ecc.

In entrambi i casi le richieste sono gratuite (con alcune eccezioni) e i tempi di consegna da parte della banca/finanziaria o del gestore possono implicare un attesa di 10-15 giorni al massimo. Nel caso in cui si rendano necessarie particolari verifiche e la questione risulti complessa, il termine può prolungarsi fino a massimo 30 giorni.

Nel caso in cui volete delegare un soggetto terzo al ritiro ricordate di compilare uno dei seguenti moduli e di allegare una fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale del soggetto delegante:

E’ importante ricordare che se la banca vi rifiuta un affidamento per motivi legati alle risultanze in Centrale Rischi, ha l’obbligo di consegnarvi immediatamente e gratuitamente l’informativa senza neppure attendere una vostra richiesta specifica. Lo stabilisce per le sole persone fisiche l’art. 125, comma 2 del T.U.B.

Se verificate la sussistenza di errate segnalazioni attraverso la Centrale Rischi consegnata da Banca d'Italia, sappiate che è un vostro diritto chiedere la cancellazione di un eventuale dato inesatto e/o la sostituzione con il dato corretto/aggiornato inviando alla banca questa lettera.

Se tale richiesta viene ignorata o rifiutata si può inoltrare un ricorso all'Autorità garante per la Protezione dei Dati Personali (Piazza di Montecitorio, 121 00186 Roma; email garante@garanteprivacy.it oppure urp@garanteprivacy.it) oppure rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario.

C’è da dire infine che l’entrata in vigore della Legge 106 del 12 luglio 2011 ha determinato un cambiamento nelle modalità di gestione delle informazioni riguardanti le insolvenze sanate nelle Centrali Rischi italiane, sia pubbliche che private.

In particolare l’art. 8-bis della suddetta legge stabilisce che, in caso di regolarizzazione dei pagamenti, le segnalazioni relative a ritardi di pagamenti da parte delle persone fisiche o giuridiche già inserite nelle banche dati, devono essere cancellate entro cinque giorni lavorativi dalla comunicazione da parte dell’istituto di credito ricevente il pagamento, che deve provvedere alla richiesta di estinzione entro e non oltre sette giorni dall’avvenuto pagamento.

Se queste disposizioni vengono disattese potete effettuare un reclamo nei confronti dell’istituto di credito inadempiente, questo il fac simile che potete utilizzare.

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