Mutuo: 2016 ultimo anno del Fondo Garanzia Prima Casa

fondo garanzia prima casa

L’esistenza del Fondo di garanzia prima casa non è certo una novità: è stato introdotto con la legge di Stabilità 2014 ed ha sostituito il precedente Fondo Giovani Coppie. Moduli ne ha ampiamente parlato nell’articolo: “Fondo di garanzia mutui prima casa: chi può fruirne e come”, che contiene tutte le informazioni sui requisiti da possedere per beneficiarne, ma soprattutto su come fare domanda.

Nel portale è disponibile anche la dichiarazione sostitutiva per accesso Fondo di garanzia mutui "prima casa", che va stampata, compilata e presentata direttamente presso l’Istituto di credito aderente all’iniziativa. Istituito dallo Stato e gestito dal Consap, il Fondo garanzia prima casa rappresenta il giusto strumento di collaborazione tra Istituzioni e banche, affinché chiedere un mutuo non sia più un concetto impensabile bensì una prospettiva concreta, anche durante un periodo di instabilità economica.

Mutuo giovani coppie: il successo del Fondo di Garanzia

Recentemente l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha citato in un comunicato stampa i numeri da record delle adesioni al Fondo di garanzia prima casa, che riconferma, anche nel 2016, la dotazione di 200 milioni di euro in favore di giovani coppie che vogliono accendere un mutuo per acquistare la loro prima casa. I dati registrati nel 2015, infatti, hanno rivelato un aumento del mercato dei mutui pari al 97% rispetto all’anno precedente, con 539 milioni di euro di nuovi mutui garantiti dal Fondo.

Mutuo prima casa: come funziona il Fondo

Questo strumento, controgarantito dallo Stato, prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari fino ad un massimo di 250.000 euro per l’acquisto, la ristrutturazione o riqualificazione energetica dell’abitazione principale situata entro i confini dello Stato italiano. Il Fondo di garanzia prima casa concede la priorità di accesso alle giovani coppie, ovvero quelle in cui almeno uno dei due componenti ha meno di 35 anni (anche non sposate, ma conviventi more uxorio da almeno due anni), ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minorenni e ai giovani con meno di 35 anni ed un contratto di lavoro atipico.

Per poter effettuare la domanda di iscrizione al fondo non occorre possedere particolari requisiti, basta che il richiedente non risulti proprietario di immobili ad uso abitativo, fatta eccezione per quelli ricevuti in eredità o in uso gratuito da genitori o fratelli, al momento di presentare la domanda per il mutuo casa. La richiesta di accesso al fondo non necessita neppure di procedure complicate: il richiedente deve solo presentarsi presso la filiale dell’Istituto di credito aderente all’iniziativa e compilare il modulo di domanda. La documentazione sarà poi inviata al gestore del soggetto finanziatore.

Il 70% delle banche italiane ha già aderito al Fondo di Garanzia, quindi non sarà difficile trovare quella adatta alle proprie esigenze. Tra le più importanti, si ricorda l’adesione di: Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Cariparma, Banca Popolare di Milano, Unicredit, Carige, Creval e Banca Sella.

Mutuo: come scegliere quello giusto

C’è una domanda che si ripete nella testa di tutti coloro che stanno valutando di accendere un mutuo: quale scegliere? La risposta giusta è quella che emerge dopo aver valutato attentamente tutta una serie di fattori: reddito mensile, importo totale del finanziamento,  durata del mutuo, costo del mutuo, garanzie accessorie e così via.

E' bene ricordare che le banche non finanziano mai l’intero costo dell’abitazione, al contrario arrivano a coprire al massimo l’80% del totale: questo dato invita a riflettere sulle possibilità di corresponsione del restante 20% più le spese notarili e quelle relative alla stipula del contratto.

L’importo del mutuo influenzerà molto la durata del finanziamento, che mediamente varia dai 10 ai 30 anni. Questo arco di tempo è scandito dal pagamento delle rate, le quali non possono superare il 33% del reddito mensile. L’importo della rata è una variabile di estrema importanza, tenerla al di sotto di una determinata soglia assicura al finanziatore e al contraente un minore rischio di insolvenza.

Mutuo: tasso fisso o variabile

Quando ci si appresta ad un atto così importante come l’accensione di un mutuo è bene valutare con attenzione la tipologia di tasso da applicare. Esistono varie tipologie di tasso, nel 2015 ad andare per la maggiore è stato il tasso fisso, ovvero quello in cui il tasso d’interesse rimane lo stesso per tutta la durata dell’ammortamento, esattamente come l’importo delle rate. Esiste però anche la possibilità di scegliere un tasso variabile, il quale, lo dice la parola, “varia” poiché segue l’andamento del costo del denaro a cui è legato. Ecco perché, a cadenze prestabilite nel contratto, il tasso d’interesse può modificarsi, influenzando l’importo della rata.

Tra il tasso fisso e quello variabile, c’è anche chi sceglie il tasso misto, che può alternarsi tra le due possibilità secondo determinati presupposti stabiliti al momento della sottoscrizione del contratto.

Mutuo: attenzione al TAEG

Prima di accendere un mutuo è opportuno valutare anche il TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale, che esprime il costo totale del credito espresso in percentuale, calcolata su base annua. Il TAEG è determinato includendo, oltre al capitale, le seguenti voci:
- Interessi di dilazione (TAN);
- Spese di istruttoria;
- Spese incasso rate;
- Oneri fiscali e imposta di bollo sul finanziamento;
- Spese per comunicazioni periodiche, se previste;
- Oneri fiscali comunicazioni periodiche se previste.

È bene ricordare che il Taeg può variare molto da un mutuo all’altro, quindi si consiglia di prendersi il giusto tempo per valutare più proposte prima di scegliere quella più vantaggiosa.

Mutuo: surroga e rinegoziazione

Se si fa fatica a pagare le rate del mutuo o non si è soddisfatti delle scelte fatte in passato, è possibile ricorrere alla portabilità del mutuo, altrimenti detta surroga. Questa procedura, illustrata nei minimi dettagli nell’articolo “Come cambiare mutuo”, permette di chiudere un mutuo per accenderne uno nuovo presso un altro istituto di credito che offre condizioni migliori. È possibile richiedere la surroga attraverso questo fac simile di modulo di richiesta trasferimento con surrogazione del mutuo reperibile gratuitamente su questo portale.

In alternativa, si può optare per la rinegoziazione del mutuo, un’operazione che modifica alcune clausole contrattuali (riduzione spread, allungamento della durata, tasso applicato, garanzie) senza dover trasferire il mutuo presso un'altra banca. La ricontrattazione del mutuo, infatti, è una manovra a cui le banche ricorrono quando si trovano davanti a clienti in difficoltà, perché non riescono a corrispondere adeguatamente le rate secondo le condizioni previste dal contratto. Fare richiesta di rinegoziazione è molto semplice: basta scaricare questo fac simile di modulo di richiesta rinegoziazione del contratto di mutuo o utilizzare quello disponibile presso il proprio istituto di credito. Non sono previsti costi o spese notarili, per saperne di più si consiglia la lettura di: “Come rinegoziare il mutuo con la propria banca”.

Mutuo non concesso: cosa fare?

Quando ci si reca in banca per chiedere un mutuo, esso può venire elargito o meno. Certo, occorre possedere le giuste garanzie per apparire agli occhi dell’istituto degni di fiducia ed ottenere quanto sperato. A volte, però, non basta. In questa fase così delicata dell’economia italiana alcune banche possono essere più restie del solito a concedere prestiti o mutui, ma se ritieni di avere tutte le carte in regola per poter affrontare un finanziamento importante, puoi presentare un’istanza al Prefetto e chiedere che venga eseguito un riesame della pratica. A questo proposito abbiamo scritto: “Cosa fare se la banca ci rifiuta un finanziamento”.

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