Naspi 2016: requisiti, calcolo e durata

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Com'è ormai noto dal primo maggio 2015 c’è un nuovo ammortizzatore sociale per quei lavoratori dipendenti che hanno perso il posto. Si chiama NASpI, acronimo che sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, e sostituisce l'ASpI e la Mini ASpI introdotte dalla Riforma Fornero (art.2 della legge n. 92/2012). Dal 2017 la NASpI sostituirà l'indennità di mobilità. Ma vediamo quali sono i requisiti, la durata, le modalità di calcolo e di richiesta della nuova indennità di disoccupazione.

NASpI requisiti

Per ricevere l'assegno è necessario che il lavoratore:

- sia stato assunto con un contratto di lavoratore dipendente, a tempo determinato o indeterminato. Restano esclusi i dipendenti della pubblica amministrazione con contratto a tempo indeterminato e i lavoratori agricoli;

- abbia perso involontariamente il posto di lavoro (per licenziamento, scadenza del contratto, ecc.) e, dunque, si trovi in stato di disoccupazione. A tal proposito va precisato che può beneficiare del sussidio anche il lavoratore che abbia rassegnato le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione o versamento della contribuzione, mobbing, modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative, ecc.) o che abbia affrontato una risoluzione consensuale del contratto durante la procedura di conciliazione obbligatoria. Resta invece escluso il lavoratore che abbia presentato dimissioni spontanee ("Le dimissioni: come scriverle");

- abbia maturato 13 settimane di contribuzione negli 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Va precisato che possono entrare nel computo solo le settimane per le quali si percepisce materialmente una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali. Questo significa che non rientrano nel calcolo le settimane durante le quali si fruisce ad esempio di permessi per l'assistenza disabili oppure della cassa integrazione ordinaria o straordinaria a zero ore;

- abbia accumulato almeno 30 giorni di lavoro effettivo, ossia di reale presenza sul posto di lavoro (a prescindere dall'orario prestato), nei 12 mesi prima dell'evento di disoccupazione.

Va detto che il beneficiario dell'indennità è vincolato a partecipare ai corsi di riqualificazione e formazione professionale proposti dai Centri per l'Impiego, che hanno l’importante finalità di favorire il rientro nel mondo del lavoro. Se il disoccupato si rifiuta o partecipa saltuariamente, l’erogazione del sussidio viene dapprima sospesa e poi revocata.

Calcolo NASpI

Il sussidio viene calcolato in base alla retribuzione media mensile percepita dal lavoratore. Se questa non supera la soglia di 1.195 euro (valore di riferimento per l’anno 2015 e rivalutabile annualmente), l’indennità sarà pari al 75% di questo importo, circa 896 euro.

Se al contrario questa soglia viene superata perché ad esempio il lavoratore percepisce uno stipendio medio di 1.280 euro, a quel valore prima calcolato (896 euro) bisogna aggiungere il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile (1.280) e 1.195 euro. In pratica l’indennità in questo secondo caso sarà pari a 896 + 21 = 917 euro circa.

Il sussidio così calcolato sarà corrisposto dall'Inps per 24 mesi, a partire dal 91° giorno di fruizione il valore dell’assegno viene progressivamente ridotto del 3% ogni mese.

E’ bene sapere che - per l’anno 2015 - l’importo del sussidio non può comunque superare i 1.300 euro lordi, importo anche questo rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

NASpI durata

La NASpI, indipendentemente dall'età del lavoratore, viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Questo significa che la durata massima è di 24 mesi. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017 la NASpI è corrisposta per un massimo di 78 settimane.

Ai fini del calcolo non vengono presi in considerazione quei periodi che hanno già garantito l’erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

La NASpI decorre dall'8° giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro, o dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se inviata successivamente.

NASpI domanda

Per richiedere l'indennità è necessario presentare la domanda attraverso il sito ufficiale dell'Inps, sezione “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”. Per far questo occorre essere in possesso del Pin dispositivo Inps. L'alternativa è compilare questo modulo di domanda di prestazione NASpI e presentarlo ad un Patronato (che ricordiamo offre assistenza gratuita). L'ultima possibilità è rappresentata dal Contact Center, raggiungibile ai numeri 803164 (gratuito) e 06164164.

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Il richiedente può rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità anche all'Inps - in alternativa al Centro per l'Impiego - all'atto di presentazione del modulo di domanda di prestazione NASpI. In tal caso deve indicare almeno un contatto telefonico per consentire ai Centri per l'Impiego di contattare la persona per offerte di lavoro e di effettuare ogni verifica di propria competenza.

Compatibilità con lavoro subordinato e/o autonomo

Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instaura un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale è superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (8.145 euro), decade dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale caso la prestazione è sospesa d'ufficio per la durata del rapporto di lavoro.

Se invece il reddito annuale è inferiore al reddito minimo escluso da imposizione, il lavoratore conserva il diritto all’indennità, a condizione che comunichi all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività il reddito annuo previsto. La NASpI in questo caso è ridotta di un importo pari all'80% del nuovo reddito da lavoro.

Attenzione: il nuovo datore di lavoro deve essere diverso dal datore di lavoro per il quale il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI, così come tra i due non devono sussistere rapporti di collegamento o di controllo.

La NASpI è compatibile anche con lo svolgimento di una attività lavorativa autonoma o con l'avvio di un'impresa individuale, sempre se dalle stesse si ricava un reddito inferiore alla soglia di 4.800 euro; nella fattispecie, tuttavia, l'indennittà viene ridotta nella misura dell'80% del reddito generato attraverso il lavoro autonomo. Se invece il reddito supera detta soglia, la Naspi non viene più erogata.

Se si svolge un lavoro di tipo accessorio, dunque con pagamento mediante voucher (leggi “Voucher lavoro: cosa sono e come funzionano”), si può continuare a beneficiare della NASpI a condizione di non registrate entrate superiori a 3.000 euro su base annua.

Per maggiori informazioni sull'argomento, ti suggeriamo la lettura di questo articolo "Naspi: quando è compatibile con l'attività lavorativa".

NASpI decadenza

La NASpI viene sospesa, decurtata o addirittura revocata se il lavoratore non risponde alle convocazioni effettuate dal Centro per l’Impiego o non partecipa costantemente e regolarmente alle iniziative formative o di riqualificazione professionale proposti dal Centro per l'Impiego.

Inoltre la NASpI decade nei casi in cui:

  • si rifiuta un’offerta di lavoro congrua;
  • si inizia un’attività lavorativa subordinata senza provvedere ad informare l’Inps;
  • si da avvio ad una attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale superando le soglie di reddito previste;
  • si raggiungono i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • si acquisisce il diritto all'assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la NASpI.

Naspi in un'unica soluzione

L’indennità di disoccupazione NASpI viene erogata mensilmente dall’Inps, ma può anche essere corrisposta in un’unica soluzione se il sussidio è finalizzato all’avvio di un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio.

In questo caso il lavoratore deve presentare all'INPS un’apposita domanda di anticipazione in via telematica entro e non oltre 30 giorni dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o dalla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa.

Qualora il lavoratore instaurasse un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI, sarebbe tenuto a restituire per intero l'anticipazione ottenuta, a meno che il rapporto di lavoro subordinato non sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.

Assegni familiari

I lavoratori che hanno diritto alla prestazione di disoccupazione NASpI possono chiedere anche l'assegno per il nucleo familiare, a condizione che il loro reddito non superi determinati limiti in rapporto ai componenti del nucleo ("Assegni familiari Inps: requisiti, tabelle e modulo di domanda").  Non si ha diritto agli assegni familiari nel caso di erogazione anticipata in un'unica soluzione della NASpI.

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46826 - piero
05/10/2016
L'inps, a seguito di una richiesta Naspi, richiede autocertificazione reddito presunto 2016 da lavoro autonomo. Perché, visto che non ho partita iva e, comunque, non svolgo alcuna attività?

44573 - Redazione
08/03/2016
Tommaso, il riferimento è alla retribuzione lorda.

44566 - Tommaso
08/03/2016
Buonasera, prima di tutto un grazie per i vostri articoli, poi una domanda: la retribuzione media mensile percepita dal lavoratore, cioè i 1.195 euro presi da voi in considerazione, sono al lordo o sono la retribuzione netta percepita dal lavoratore? In pratica io percepisco 1.344 euro nette al mese che come imponibile lordo sono 2.087 ai fini INPS e 1.700,52 ai fini IRPEF. Per una eventuale Naspi quale importo verrebbe preso in considerazione? Grazie.

42405 - Redazione
06/11/2015
Francesco, la mini aspi non c'è più, ma se è stato assunto con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) o a progetto (co.pro), potrebbe richiedere la Diss-Coll.

42393 - francesco
05/11/2015
Salve io ho lavorato da agosto a ottobre assicurato 2 mesi e 11 giorni...e nel 2014 ho lavorato un mese la potrei prendere la mini aspi

41523 - Redazione
25/09/2015
Fabio, la risoluzione consensuale che interviene nell'ambito di una procedura di conciliazione davanti alle DTL (direzioni territoriali del lavoro) si ha nell'ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, mentre nel suo caso - così ci sembra di aver capito - vi è stato un accordo liberamente sottoscritto tra azienda e dipendente.

41522 - Fabio
25/09/2015
Grazie della risposta. La dicitura "firma di apposito Verbale di conciliazione ex art. 411 c.p.c. presso la sede territoriale della Associazione datoriale competente" non copre esattamente questo caso?

41506 - Redazione
24/09/2015
Fabio, lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Sono esclusi, pertanto, i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di una risoluzione consensuale. La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non è ostativa al riconoscimento della Naspi qualora sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione da tenersi presso la Direzione Territoriale del Lavoro secondo le modalità previste all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012.

41498 - Fabio
24/09/2015
Buongiorno, grazie degli utili articoli pubblicati. Io dovrò risolvere il mio rapporto di lavoro concordando la cosiddetta "buonuscita", o "esodo incentivato", seguito da un preiodo di aspettativa retribuita. La formulazione che ho ricevuto è la seguene: " [....] il Dipendente e l’Azienda sottoscriveranno un accordo preliminare di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con contestuale rinunzia al preavviso e ad ogni ulteriore pretesa derivante dall’intercorso rapporto di lavoro ed alla sua risoluzione [....] firma di apposito Verbale di conciliazione ex art. 411 c.p.c. presso la sede territoriale della Associazione datoriale competente [...] Durante il periodo di aspettativa il Dipendente potrà recedere anticipatamente dal rapporto con preavviso scritto [...] " Mi pare di capire che questo caso ricada nella possibilità di ricevere la NASPI, sia alla fine del periodo di aspettativa che per recessione anticipata. Corretto? Grazie, saluti.

41059 - Redazione
03/09/2015
Marcella, è il lavoratore domestico (disoccupato) che deve rendere la dichiarazione al Centro per l’Impiego e - se in possesso dell'anzianità contributiva prevista dalla legge - richiedere all'Inps l'indennità di disoccupazione NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego).

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