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La dichiarazione di successione: tutto quello che c'è da sapere

Cos’è la dichiarazione di successione

Le persone che ricevono in eredità beni immobili e diritti reali immobiliari hanno l’obbligo di presentare, entro 12 mesi dalla morte, la dichiarazione di successione all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Dunque è sempre obbligatorio presentare la dichiarazione di successione, a meno che non ricorrano contemporaneamente queste tre condizioni:
- l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta;
- l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro (prima il limite era 25.833 euro);
- nell’attivo ereditario non sono compresi beni immobili o diritti reali immobiliari.

Se il defunto ha lasciato un testamento ("Come sapere se esiste un testamento"), prima di presentare la dichiarazione di successione occorre procedere alla pubblicazione del testamento. Se si tratta di un testamento pubblico, chiaramente occorre rivolgersi al notaio che l'ha ricevuto. Se invece si tratta di un testamento olografo ("Il testamento olografo: cos'è e come si fa"), ci si può rivolgere da qualunque notaio per la pubblicazione. A tal fine occorre procurarsi un estratto dell'atto di morte e il testamento olografo in originale.

Novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015

Oltre ad innalzare da 25.833 a 100.000 euro il limite del valore dell’attivo ereditario, in relazione al quale non sussiste l’obbligo della presentazione della dichiarazione di successione, la Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014 pubblicata in G.U. il 29 dicembre 2014) ha anche stabilito che i documenti sottoelencati possono essere sostituiti da copie non autentiche con la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che le stesse costituiscano copie degli originali:
- copia autentica degli atti di ultima volontà dai quali è regolata la successione;
- copia autentica dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata dai quali risulta l’eventuale accordo delle parti per l’integrazione dei diritti di legittima lesi;
- copia autentica dell’ultimo bilancio o inventario di cui all’art. 15, comma 1, del TUS, e all’art. 16, comma 1, lettera b), nonché delle pubblicazioni e prospetti di cui alla lettera c) dello stesso art. 16 del TUS;
- copia autentica degli altri inventari formati in ottemperanza a disposizioni di legge;
- documenti di prova delle passività e degli oneri deducibili nonché delle riduzioni e detrazioni di cui agli artt. 25 e 26 del TUS.

Come si effettua la dichiarazione di successione

Per la dichiarazione di successione è obbligatorio utilizzare questo modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Attenzione perché se si utilizza un modello differente, la dichiarazione risulta nulla.

Sul modello devono essere riportati i seguenti dati:
- le generalità degli eredi (quadro A);
- l’attivo ereditario (quadro B);
- eventuali donazioni e liberalità avvenute a favore degli eredi prima del decesso (quadro C);
- il passivo ereditario (quadro D).

I dati catastali relativi agli immobili oggetto della dichiarazione di successione vengono acquisiti d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate, per cui non si è tenuti ad allegare alla dichiarazione gli “estratti catastali”.

In presenza di più eredi è possibile presentare un’unica dichiarazione.

Dove va presentata la dichiarazione di successione

Una volta compilato, il modello va presentato all’ufficio nella cui circoscrizione era residente il defunto. Se il defunto non aveva la residenza in Italia, la denuncia di successione deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana.

Se non si dispone di questa informazione, allora la denuncia va presentata alla Direzione Provinciale II di ROMA - Ufficio Territoriale ROMA 6 - EUR TORRINO, in Via Canton 20 - CAP 00144 Roma.

La dichiarazione di successione può essere modificata entro la scadenza del termine di presentazione.

Le imposte di successione

Oltre alla presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi sono tenuti anche a pagare, se dovuta, l’imposta di successione.

La Legge 24 novembre 2006 n. 286 ha reintrodotto nel nostro ordinamento l’imposta sulle successioni e donazioni che era stata soppressa dalla Legge 18 ottobre 2001 n. 383. La nuova normativa si applica a tutte le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006. L’imposta si applica ai singoli lasciti a titolo di erede o legatario e non all’intero asse ereditario.

Le aliquote e le franchigie variano in relazione al grado di parentela degli eredi. Ma vediamole insieme:
a) il 4% nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta (figli, genitori e , in generale, ascendenti e discendenti) con una franchigia di 1.000.000,00 € per ciascun beneficiario;
b) il 6% nei confronti di fratelli e sorelle con una franchigia di 100.000,00  €
c) il 6% nei confronti degli altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado, senza franchigia;
d) l'8% nei confronti degli altri soggetti, anche in questo caso senza franchigia.

Se il beneficiario è persona portatrice di handicap riconosciuto grave ex L. n. 104/1994 la franchigia è di 1.500.000,00 €.

Calcolo della base imponibile per gli immobili

Per gli immobili ereditati in piena proprietà, la base imponibile per il calcolo dell’imposta è costituita dalla loro rendita catastale (rivalutata del 5%) moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti:
- 110 per la prima casa;
- 120 per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (esclusi quelli delle categorie A/10 e C/1) ;
- 140 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
- 60 per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;
- 40,8 per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

Per i terreni non edificabili il valore imponibile si determina, invece, moltiplicando per 90 il reddito dominicale già rivalutato del 25%.

Le imposte ipotecaria e catastale

La successione di beni immobili è ulteriormente soggetta ad imposta ipotecaria nella misura del 2% e ad una imposta catastale nella misura dell’1%. L’importo minimo da versare è di 200,00 € per ogni tributo.

Va precisato che qualora l’immobile (non di lusso) rappresenti per l’erede la “prima casa”, è possibile fruire di agevolazioni che consistono nel pagamento di imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di € 200,00 ciascuna (€ 168,00 fino al 31.12.2013).

I requisiti dell'erede per poter rientrare nell'agevolazione sono i seguenti:
- avere la residenza nel Comune in cui si trova l'immobile, in caso contrario deve obbligarsi a trasferirla entro diciotto mesi;
- non avere altre abitazioni nello stesso comune,anche in comunione col coniuge;
- non avere altre abitazioni acquistate con le agevolazioni della prima abitazione.

Questa la dichiarazione per fruire dell'agevolazione sulle imposte ipotecarie e catastale nel caso in cui l'immobile rappresenti per l'erede la prima casa.

Entrambe le imposte vanno versate con il modello F23 mediante autoliquidazione, cioè direttamente dagli eredi al momento della presentazione della dichiarazione di successione. Vanno utilizzati i codici tributo 649T per l’imposta ipotecaria e 737T per l’imposta catastale. L’attestato di pagamento va allegato alla dichiarazione.

La richiesta di voltura degli immobili

Ricordiamo che in presenza di immobili (terreno e fabbricati), deve essere presentata entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione, la richiesta di voltura agli uffici territoriali dell’Agenzia, al fine di aggiornare i dati relativi ai soggetti proprietari e alla misura del possesso.

Beni esclusi dall’imposta di successione

Non su tutti i beni che si ereditano si paga l’imposta di successione. L’applicazione è esclusa ad esempio per i titoli di stato (Bot, CCT, Btp), per le indennità di fine rapporto (Tfr), per i crediti verso lo Stato e per i veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico (sottoposti a tassazione separata).

Conti correnti, libretti e titoli

I conti correnti, i libretti di risparmio e i titoli (ad eccezione, come abbiamo visto, di BOT e CCT ed altri titoli di Stato), devono essere inseriti nella dichiarazione di successione.

Per sapere  come ricostruire i rapporti finanziari intestati al defunto, vi consigliamo la lettura di questo articolo: “Banche: come accedere ai dati del de cuius”.

Per lo svincolo delle somme, ogni istituto adotta delle procedure proprie. Taluni di essi si limitano ad accettare una dichiarazione sostitutiva da cui risultino le generalità del defunto nonché la parentela e le generalità di tutti i suoi eredi e legatari. All’autocertificazione è bene allegare il certificato di morte rilasciato dal Comune.

Altri istituti, invece, richiedono l'atto notorio reso da due testimoni dinanzi al Cancelliere della Tribunale o dinanzi al notaio. In questo caso i testimoni, che non devono essere parenti o affini del defunto o degli eredi (procurarsi carte di identità e codice fiscale di ognuno), devono essere a conoscenza della situazione familiare, visto che devono prestare giuramento indicando chi sono gli eredi del defunto.

Documentazione da allegare

Alla dichiarazione di successione devono essere allegati:
- dichiarazione sostitutiva del certificato di morte;
- autocertificazione di identità degli eredi;
- fotocopia dei codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi
- fotocopia di un documento di identità del defunto e di tutti gli eredi
- visure catastali
- certificato di destinazione urbanistica (per i terreni)
- prospetto di autoliquidazione delle imposte ipotecarie, catastali, di bollo e della tassa ipotecaria
- attestazione del versamento delle imposte (mod. F23)
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi per la richiesta dell’applicazione dell’agevolazione prima casa
- richiesta agevolazione fiscale per il portatore di handicap grave
- certificati di consistenza patrimoniale rilasciati dagli istituti finanziari interessati (in caso di conti correnti, azioni, titoli, ecc.);
- provvedimento di autorizzazione rilasciato dal Giudice Tutelare ad accettare o rinunciare all'eredità devoluta al minore;
- verbale di apertura della cassetta di sicurezza redatto dal notaio;
- copia autentica del verbale di pubblicazione del testamento olografo o segreto;
- copia autentica del testamento pubblico;
- nel caso di rinuncia all'eredità copia autentica del verbale.

Attenzione, l'elenco relativo alla documentazione da produrre non è esaustivo.

Pagamento dell’imposta di successione

L’imposta di successione viene calcolata direttamente dall’Agenzia delle Entrate, in base alla dichiarazione presentata e previa correzione di eventuali errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante.

Quindi è la stessa Agenzia che provvede ad inviare un avviso di liquidazione dell’imposta agli eredi, i quali dovranno provvedere al versamento entro i successivi 60 giorni utilizzando il modello F23.

Sanzione

Nel caso di omessa dichiarazione, è dovuta una sanzione da 258 euro a 1.032 euro (nei casi in cui non sia prevista l’imposta fiscale), oppure variabile dal 120% al 240% dell’imposta (nei casi in cui sia invece prevista l’imposta fiscale).

A chi rivolgersi

Per la compilazione della dichiarazione di successione è possibile rivolgersi ad un notaio, al proprio commercialista o esperto contabile, oppure ad un Centro di assistenza fiscale (CAF).

Cosa succede in caso di rinuncia all’eredità

Nel caso di rinuncia, il chiamato all’eredità se vuole essere esonerato dalla presentazione della dichiarazione di successione, deve darne notizia all’Agenzia delle Entrate competente attraverso la trasmissione di una copia autentica della dichiarazione di rinuncia all’eredità e della relativa ricevuta di pagamento.

In questo modo l’Agenzia delle Entrate potrà provvedere alla registrazione della rinuncia. Successivamente, sarà possibile ritirare una copia conforme all’originale dell’atto di rinuncia.

Per ulteriori dettagli sulla rinuncia all’eredità si rinvia alla lettura dell’articolo “Quando e come rinunciare all'eredità”.

Pubblicato il 10/03/2015    17 Commenti
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37838 - Redazione
04/04/2015 12:07
Carlo nel caso di pagamento tardivo delle imposte autoliquidate, è dovuta la sanzione pari al 30% ; il fisco però offre la possibilità di ridurre la sanzione se il contribuente provvede all'adempimento entro 30 giorni dalla scadenza della presentazione della successione o se vi provvede comunque entro i 12 mesi (ravvedimento operoso).

37823 - carlo
02/04/2015 15:32
A causa delle lungaggini del tribunale per il certificato della rinuncia all'eredità ho superato i 12 mesi per la successione dei beni lasciati da mio padre. Quali sono le sanzioni a cui vado incontro?

37456 - Redazione
25/03/2015 14:57
Gaetano, non vi è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a euro centomila e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, salvo che per effetto di sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare.

37449 - Gaetano
25/03/2015 11:00
In base alla Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014 pubblicata in G.U. il 29 dicembre 2014-; poichè il valore attivo dell'immobile lasciato in eredità è inferiore a €100.000,00 non sarei tenuto alla presentazione dell'atto di successione! E' corretto questa mia interpretazione? Grazie

37394 - Redazione
24/03/2015 15:56
Madeo, si è così, noi l'avevamo riportato nel nostro articolo (paragrafo "Come si effettua la dichiarazione di successione"). Ad ogni modo grazie per la segnalazione.

37387 - Madeo
24/03/2015 00:53
Dal sito Agenzia delle Entrate-Attenzione: i dati catastali relativi agli immobili oggetto della dichiarazione di successione vengono acquisiti d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate; i contribuenti non sono, quindi, più tenuti ad allegare alla dichiarazione gli “estratti catastali” (risoluzione n. 11/E del 13 febbraio 2013).

32392 - Redazione
06/10/2014 13:01
Valeria, la dichiarazione di successione non va presentata solo quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (figli, discendenti o genitori), e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

32374 - valeria
04/10/2014 11:33
Successione libretto postale tutti son tenuti a presentarla all'agenzia entrate? Anche se non c'è un capitale depositato e non si hanno immobili? Non capisco granche' grazie

28361 - Redazione
13/01/2014 10:53
Giovanni, provi a verificare se questo fac simile può fare al caso.

28338 - giovanni
11/01/2014 13:24
Salve non ho trovato il modulo per chiedere alla banca l'importo che aveva sul conto corrente o in azioni o altro, mio padre al momento del decesso per poterlo aggiungerlo alla domanda di successione. grazie giovanni


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