Foia: la PA diventa più trasparente

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«Abbiamo mantenuto la promessa. Il Foia è legge. Con il decreto attuativo della riforma della pubblica amministrazione, approvato definitivamente, l’Italia adotta una legislazione sul modello del Freedom of Information Act. I cittadini hanno ora diritto di conoscere dati e documenti in possesso della pubblica amministrazione, anche senza un interesse diretto». Con queste parole il Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia ha annunciato l’approvazione del Decreto Legislativo del 25 maggio 2016 n.97 entrato ufficialmente in vigore lo scorso 23 giugno. Si parla del Foia come di un grande passo avanti per l’Italia, scopriamo dunque quali sono le novità introdotte dalla legge e quali sono i limiti.

Foia: cosa cambia

Il Foia, acronimo di Freedom of Information Act, è la legge che consentirà ai cittadini, a partire dal 23 dicembre 2016, di chiedere documenti e dati alla Pubblica Amministrazione senza esserne direttamente coinvolti e senza dare alcuna giustificazione sull’utilizzo che ne verrà fatto. Ad esempio potrà essere richiesta la tempistica necessaria alla realizzazione di un’opera pubblica, oppure quali sono i criteri di assegnazione di un dato appalto e così via.

Richiedere un qualsiasi documento sarà gratuito e la Pubblica Amministrazione legittimata al rilascio non potrà negarlo, a meno che non sussista una giustificazione plausibile. Qualora si realizzi questa ipotesi, il cittadino potrà opporsi al rifiuto, segnalando l’accaduto al Responsabile della trasparenza, al Difensore Civico oppure al Tar. Sull'argomento leggi anche “Il diritto di accesso civico: cos’è e come si esercita”.

Foia 2016: quali vantaggi

«Il Foia può garantire la massima trasparenza della PA e la più ampia partecipazione dei cittadini, che possono esercitare un controllo democratico sulle politiche e le risorse pubbliche». I vantaggi introdotti dalla legge ampliano il diritto all’informazione dei cittadini, che potranno fruirne sia in forma privata, richiedendo personalmente i documenti di cui hanno bisogno, sia in forma pubblica, mediante i mezzi di comunicazione di massa, soprattutto la stampa, che con il Foia vede abbattersi un grosso limite.

Più trasparenza, dunque, e un’azione tangibile contro la corruzione; ma il Foia non è che l’inizio di una piccola grande rivoluzione, infatti, stando alle parole del Ministro Madia «L’impegno sulla trasparenza non finisce qui. A breve, con un metodo che sin qui ha funzionato, coinvolgeremo le realtà della società civile sull’open government e apriremo un percorso di confronto e lavoro comune».

Ricordiamo che sul tema della trasparenza e del diritto di accesso abbiamo scritto in passato questo articolo: “Diritto di accesso ai documenti amministrativi: come esercitarlo”.

Foia e privacy: quali svantaggi

Anche nel Foia è possibile individuare dei punti di debolezza, che riguardano le limitazioni del diritto all’accesso di informazioni e documenti. Fanno eccezione, infatti, tutti gli atti e i documenti contenenti i cosiddetti “dati sensibili” ovvero quelli protetti dal Codice sulla protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003, art. 4), che rivelano lo stato di salute, l’origine etnica, la fede religiosa, le opinioni politiche, l’adesione a gruppi, associazioni e organizzazioni di un dato soggetto.

Non solo: la mancanza di un testo unico che contenga ed evidenzi le abrogazioni del decreto 33/2013 non aiuta a fare chiarezza; oltretutto il Foia non specifica quali conseguenze sono previste per la PA che nega il rilascio di un atto pubblico, né quali sanzioni rischia in caso di inadempienza. Sappiamo però che i cittadini ai quali viene negato l’accesso ad un documento pubblico possono far valere i propri diritti, così come accade per tutti coloro che inviano una richiesta di accesso gli atti, ma non ricevono una risposta immediata. La PA ha 30 giorni di tempo per rispondere alla richiesta di accesso, al termine dei quali si determina il silenzio rigetto. A questo punto i cittadini possono fare ricorso al Tar, una procedura che di per sé è abbastanza onerosa. Per saperne di più, leggi anche “Cosa fare se l'amministrazione non conclude la pratica nei termini previsti”.

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