Cessione del credito: esempio, modalità, tipologie

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Descrizione

Fac simile di atto con il quale il creditore trasferisce ad uno o più soggetti un credito che vanta nei confronti di un debitore (art. 1260 e successivi del Codice Civile). Facciamo un esempio: Rossi (cedente) vanta un credito nei confronti di Bianchi di 1.000 euro per fornitura merce non pagata. Rossi decide di cedere il proprio credito a Verdi (cessionario). Bianchi (ceduto) una volta informato della cessione, può ritenersi liberato solo quando avrà provveduto a corrispondere la somma di 1.000 euro in favore di Verdi. 

Quando non è ammessa la cessione del credito

La cessione non è ammessa se:

  • il credito ha carattere strettamente personale
  • è vietata dalla legge
  • creditore e debitore hanno siglato un patto di non cessione del credito e si riesce a provare che il cessionario ne era a conoscenza.

Quando è utile una cessione del credito

La cessione di un credito può risultare ad esempio molto utile quando è necessario eliminare dal bilancio aziendale, crediti di difficile riscossione ma che concorrono comunque alla formazione del reddito imponibile, con il vantaggio di godere di una minore imposizione fiscale.

Va precisato, tuttavia, che possono essere eliminati dal bilancio solo quei crediti ceduti con la formula pro soluto (vedi relativo paragrafo).

E' necessario il consenso del debitore?

Ai fini della cessione del credito non è richiesto il consenso del debitore (ceduto), per il semplice fatto che per quest’ultimo è irrilevante dover adempiere il proprio debito a vantaggio di un soggetto piuttosto che di un altro.

Tuttavia se per il debitore ceduto è irrilevante la figura del cessionario, non è vero il contrario, essendo invece rilevante la solvibilità del debitore ai fini del soddisfacimento del credito acquisito dal cessionario. Ne discende la necessità del consenso del cessionario ai fini del perfezionamento del contratto.

Il debitore va informato della cessione del credito?

Assolutamente si. A tal proposito l'art. 1264 del Codice Civile dispone che la cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata.

Ti offriamo il fac simile di comunicazione cessione del credito che il cedente può utilizzare per informare il debitore della cessione del credito. La comunicazione va trasmessa con raccomandata con ricevuta di ritorno. In alternativa si può utilizzare la PEC a patto che cedente e debitore siano entrambi dotati di una casella di posta certificata.

Quali sono gli effetti della comunicazione al debitore

Una volta notificata (o accettata) la comunicazione di cessione del credito, qualora il debitore provvedesse al pagamento nei confronti del cedente (ossia del vecchio creditore), non potrebbe ritenersi liberato dall'obbligazione ed il cessionario (nuovo creditore) sarebbe legittimato ad agire nei suoi confronti per ottenere quanto dovuto. In altre parole il debitore correrebbe il rischio concreto di pagare due volte quanto dovuto.

Tale rischio potrebbe sussistere anche nel caso in cui il debitore avesse provveduto al pagamento nei confronti del vecchio creditore prima della comunicazione di cessione del credito, ma il nuovo creditore fosse in grado di dimostrare che il debitore era comunque a conoscenza dell'avvenuta cessione.

Modalità di cessione del credito

La cessione del credito può avvenire a titolo

  • gratuito: il cedente si limita a dichiarare la validità e l'esistenza del credito;
  • oneroso: il cedente a fronte del corrispettivo pattuito per la cessione dichiara la validità e l'esistenza del credito e contestualmente l'assenza di altri soggetti che possano avanzare pretese rispetto al titolo di credito.

Con la cessione del credito è previsto 

  • il trasferimento dei relativi privilegi e garanzie (pegno, ipoteca, fideiussione, ecc.)
  • la consegna al cessionario di una copia autentica della documentazione relativa al credito (contratto, fattura, ecc.). 

Cessione pro soluto: cosa significa?

Si parla di cessione pro soluto quando il cedente si limita a garantire unicamente l'esistenza e la validità del credito al momento della cessione (art. 1266).

Questo significa che non è responsabile dell’eventuale inadempimento del debitore ceduto.

Il cedente con una cessione di questo tipo riceve dal cessionario una somma inferiore rispetto all'importo del credito. Per stare all'esempio Rossi riceve da Versi non 1.000 ma ad es. 700 euro. La differenza di 300 euro è il costo che Rossi sopporta per l’operazione di cessione del proprio credito: ottenere subito da Verdi la somma in contanti e trasferire su di lui il rischio di insolvenza del debitore sul cessionario.

Chiaramente più alto è il rischio di non recuperare il credito, maggiore sarà il costo che Rossi dovrà pagare.

Cessione pro solvendo: cosa significa?

Si parla, invece, di cessione pro solvendo se il creditore cedente garantisce espressamente al cessionario la solvibilità del debitore.

In quest’ultimo caso qualora il debitore non dovesse assolvere al proprio debito, totalmente o parzialmente, il cessionario potrebbe rivalersi nei confronti del cedente, pretendendo anche gli interessi e l’eventuale risarcimento dei danni (art. 1267).

Il cessionario non avrebbe questo diritto di rivalsa nei confronti del cedente nel solo caso in cui l'insolvenza del debitore sia dipesa da sua inerzia e negligenza nel dare avvio alle pratiche di recupero credito nei confronti del debitore.

Tags:  debiti recupero crediti

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