Querela per ingiuria: quando è possibile chiedere il risarcimento dei danni

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Descrizione

In questa scheda è disponibile un fac simile di querela per ingiuria (art. 594 Codice penale).

Quando si commette un reato di ingiuria

Si commette un reato di ingiuria quando si offende l'onore e il decoro di una persona presente.

Il sig. Rossi viene tamponato dal Sig. Bianchi. In evidente stato di agitazione il Sig. Rossi, dopo aver constatato i gravi danni provocati dal sinistro, proferisce nei confronti del Sig. Bianchi - alla presenza di altre persone presenti - frasi offensive del tipo "Sei uno str.... vaff.... guarda dove guidi bastardo!"

Perché si possa parlare di ingiuria è fondamentale la presenza della persona offesa. Questo tra l'altro è uno degli elementi che distingue l'ingiuria dalla diffamazione.

Si distingue sia dall'ingiuria che dalla diffamazione la calunnia, che ci commette quando si accusa ingiustamente una persona, davanti a una pubblica autorità, di un fatto che non è vero.

Chiaramente quando si parla di presenza non ci si riferisce unicamente a quella fisica. Si commette il reato di ingiuria anche se le frasi vengono proferite a telefono oppure se l’offesa viene manifestata attraverso scritti o disegni diretti alla persona offesa, ma perfino se rivolgendosi ad una signora le si dice "Suo marito è un truffatore", visto che la donna sicuramente lo riferirà al marito.

Esempi di ingiuria

A decidere se determinate frasi costituiscono o meno ingiuria è naturalmente il Giudice che, a tal fine, deve tener conto del contesto, delle espressioni adoperate, del rapporto che intercorre tra le parti, della eventuale reiterazione, ecc.

Sarebbe troppo lungo stilare una casistica delle parole o dei gesti ingiuriosi, ma secondo la giurisprudenza va senz'altro codificato come ingiuria il gesto del dito medio o espressioni del tipo pezzente, bastardo, ladro, truffatore, delinquente, penoso, str.... ecc.

Quali sono gli effetti della denuncia per ingiuria

Il reato è stato depenalizzato. In altri termini non è più considerato un reato penale, con la conseguenza che le disposizioni dell'articolo 590 del C.P. non si applicano più:

  • reclusione fino a sei mesi o multa fino a 516 euro, oppure
  • reclusione fino a un anno o multa fino a 1.032 euro se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.

Oggi l'ingiuria è un illecito civile, con la conseguenza che la persona offesa non può più querelare la controparte recandosi nel più vicino comando di Polizia o dei Carabinieri, ma deve affidarsi ad un avvocato di fiducia ed intraprendere una causa civile al fine di ottenere dal Giudice il risarcimento dei danni.

Per chi versa in particolari situazioni economiche è possibile avvalersi del gratuito patrocinio.

Querela per ingiuria: vanno fornite le prove

E' del tutto evidente che in sede di giudizio per la persona offesa non è sufficiente esporre al Giudice le frasi proferite dalla controparte, ma diventa fondamentale fornire elementi di prova come testimonianze, registrazioni, ecc.

Questo è un aspetto da non sottovalutare se non si vuole rischiare di perdere la causa, la qualcosa comporterebbe anche il sostenimento delle spese legali a carico della controparte.

Tags:  querela

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