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Rateizzazione contributi Inps : ecco come fare domanda

Come tanti ti trovi in un momento di difficoltà economica, devi far fronte comunque ai pagamenti più urgenti (lavoratori, utenze, affitto, ecc.) e decidi, per carenza di liquidità, di tralasciare, almeno per il momento, il versamento dei contributi previdenziali. Ma niente paura: se per questi debiti non ti è stata ancora notificata la cartella di pagamento da parte dell’agente della riscossione, hai la possibilità di avanzare una richiesta di rateizzazione Inps.

Rateizzazione Inps: requisiti

E’ importante ai fini della rateizzazione che

  • la richiesta si riferisca all’intero debito maturato nei confronti dell’Inps, ossia a tutti i carichi contributivi scaduti e non pagati con le modalità e nei termini previsti per ciascuna specifica gestione;
  • per detti debiti non siano stati inviati avvisi o avviate procedure di recupero da parte degli agenti per la riscossione;
  • i debiti maturati nei confronti del'istituto previdenziale non siano già inclusi in una precedente dilazione.

Consigliamo di rivolgerti alla sede Inps di appartenenza e chiedere il rilascio di una stampa dell’estratto conto contributivo con l'indicazione del debito, delle sanzioni quantificate alla data di presunta presentazione della domanda.

La rateizzazione Inps comporta chiaramente l'applicazione di un tasso di interesse, pari alla misura del tasso ufficiale di riferimento maggiorato di sei punti.

Dilazione Inps: chi può fare domanda

Possono presentare istanza di rateizzazione svariate categorie di contribuenti, quali:

  • lavoratori autonomi (artigiani e commercianti);
  • lavoratori autonomi agricoli;
  • professionisti iscritti alla gestione separata;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • sportivi professionisti;
  • datori di lavoro con dipendenti;
  • committenti co.co.co. e co.co.pro.;
  • altri contribuenti iscritti alle gestioni amministrate dall’INPS.
Il piano di rateazione proposto dall'Inps si considera accettato nel momento in cui il contribuente provvede al pagamento, entro la data stabilita, della prima rata.
 
Rispetto al debito oggetto di richiesta di rateazione, il contribuente rinuncia a proporre eventuali ricorsi.

Rateizzazione Inps: numero rate

L'Inps concede il pagamento dilazionato sino ad un massimo di 24 rate.

Tuttavia è possibile un prolungamento sino a 36 rate, autorizzato dal Ministero del Lavoro, quando ricorrono le seguenti circostanze: 

  • calamità naturali in occasione delle quali sono stati emessi decreti di sospensione dei termini;
  • procedure concorsuali dichiarate;
  • carenza temporanea di liquidità finanziaria connessa ad un ritardo nella liquidazione di certi crediti vantati nei confronti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici;
  • trasmissione agli eredi dei debiti contributivi;
  • situazioni di crisi aziendale dovuta ad una contrazione o sospensione dell'attività produttiva per eventi comunque non imputabili all'azienda;
  • situazioni di crisi economiche settoriali e locali, ovvero di un processo di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale.

Addirittura il Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell'Economia, può concedere una dilazione fino a 60 rate, qualora il mancato pagamento sia dipeso da:

  • oggettive incertezze di ordine giurisprudenziale o amministrativo circa la maturazione dell'obbligo contributivo;
  • fatto doloso del terzo denunciato all'Autorità giudiziaria nei termini di cui all'art. 124 c. 1 del c.p.

Come presentare domanda di rateizzazione Inps

Mantre in passato il contribuente era tenuto a compilare e presentare alla sede competente questa istanza rateizzazione Inps, oggi la richiesta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica.

Chiaramente per la domanda occorre autenticarsi, il che significa disporre del Pin Inps.

Una volta aver effettuato il login, il contribuente visualizzerà una domanda in formato editabile con riferimento alla quale sarà tenuto a specificare:

  • l'importo del debito;
  • il numero di rate mensili;
  • l'elenco dei crediti da inserire nella dilazione;
  • il motivo relativo al mancato tempestivo versamento dei contributi (crisi aziendale, calamità naturali e accidentali, ecc.).

Quindi, apponendo il segno di spunta, deve dichiarare di accettare tutte le condizioni specificate e di prendere atto di tutte le previsioni indicate sul modulo online.

A questo punto non resta che fare clic sul tasto "INVIA".

In presenza di debiti relativi a gestioni diverse (ad esempio gestione separata e gestione commercianti e artigiani) è necessario allegare anche il modulo SC18 Inps.

Se il contribuente ritiene di non essere in grado di compilare autonomamente la richiesta rateizzazione Inps on line può rivolgersi agli intermediari autorizzati, come commercialisti e Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

Richiesta rateizzazione Inps: cosa accade dopo

Una volta presentata l'istanza, l'istituto verifica prima il rispetto di tutte le condizioni necessarie ai fini della dilazione, quindi delibera l'accoglimento o meno della domanda.

Il provvedimento adottato viene emanato entro 15 giorni dalla presentazione della domanda e comunicato al contribuente tramite PEC, fax o raccomandata.

A questo punto il contribuente non dovrà far altro che recarsi presso gli uffici Inps per sottoscrivere l’ammissione della dilazione e del piano di ammortamento, avendo al seguito la quietanza relativa al pagamento della prima rata effettuata mediante il modello F24 editabile.

Il pagamento della prima rata deve avvenire nel termine fissato dal piano di ammortamento, da quel momento si attiva la rateazione e pertanto le rate successive alla prima avranno scadenza 30 giorni dal versamento della prima.

DURC regolare con rateizzazione Inps

E’ importante sapere che una volta ottenuta la rateazione e versata la prima rata, il contribuente non potrà di fatto considerarsi inadempiente e potrà chiedere il rilascio del Durc (Documento Unico di regolarità contributiva) senza che siano evidenziate situazioni di irregolarità contributiva.

L'Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) dal canto suo non può iscrivere ipoteca nei tuoi confronti né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva finché il contribuente è in regola con i pagamenti.

Revoca rateizzazione Inps

Come si è detto la rateizzazione Inps è subordinata alla circostanza che, durante l'intera dilazione, il contribuente provveda regolarmente al versamento della contribuzione corrente, nonché al versamento delle rate accordate. Il venir meno di una o di entrambe le condizioni comporta la revoca immediata della dilazione.

Altresì l’Inps procede all’immediata revoca della rateazione quando, pur in presenza della condizione di regolarità nel versamento della contribuzione corrente, sia accertato il mancato pagamento da parte del contribuente di due rate mensili consecutive.

Con la revoca del piano di rateazione, l’Inps affida il recupero delle somme all’agente di riscossione, con le relative maggiorazioni di sanzioni e interessi di mora.

Cartella esattoriale Inps rateizzazione

A questo punto i tuoi debiti contributivi saranno iscritti a ruolo e l’agente della riscossione provvederà a notificarti la relativa cartella esattoriale.

Per fortuna anche al verificarsi di questa ipotesi, sarà possibile presentare istanza di rateizzazione del debito, questa volta però non nei confronti dell’Inps ma dell'Agenzia Entrate Riscossione

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42271 - Redazione
30/10/2015
Felice, può fare la domanda di pensione anche nel corso del piano di rateizzazione, ma a condizione che abbia maturato i contributi minimi per averne diritto. Nel qual caso l'Inps le opererebbe una trattenuta sulla pensione medesima per le rate ancora in corso.

42257 - felice
28/10/2015
Salve, mia mamma ha chiuso l'attivita' commerciale tempo fa', una parte di contributi non li ha versati e quindi non puo' fare richiesta di pensione. Se li avresse versati riusciva ad avere i contributi per la pensione. Il commercialista ha detto che facendo richiesta di rateizzazione ad equitalia, puo' fare nel contempo anche richiesta di pensione in quanto non risulta più inadempiente, in modo che con la pensione paga le rate. E' vera questa cosa? Grazie


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