Tassa concessione governativa telefonia mobile rimborso

Descrizione
Da questa scheda è possibile scaricare due fac simile: l'uno per chiedere il rimborso della tassa concessione governativa cellulari e l'altro per diffidarne l'applicazione da parte della compagnia telefonica. C'è da dire, in realtà, che sul tema della tassa sui cellulari si sono avvicendate nel corso degli ultimi anni diverse sentenze, ricorsi e prese di posizione. Vediamo, dunque, di ripercorrerne i tratti salienti.

Abbiamo affrontato il tema della Tassa di Concessione Governativa (TCG) parlandoti del bollettino postale 8003, ossia dello strumento con cui è possibile di fatto versare la tassa allo Stato. In quella occasione abbiamo detto che si tratta fondamentalmente di una tassa connessa all’emanazione di un atto o provvedimento: rilascio o rinnovo del passaporto, rilascio del porto d’armi, iscrizione all'albo degli agenti di assicurazione e così via.

Negli anni passati la tassa di concessione governativa è balzata agli onori della cronaca per il fatto di essere stata applicata anche sui contratti di telefonia mobile. In pratica la tassa concessione governativa cellulari è dovuto, secondo lo Stato, per l'uso in licenza delle frequenze telefoniche.

Sta di fatto che oggi chi è titolare di un abbonamento di telefonia mobile paga in bolletta, oltre al normale canone o tariffa applicati dalla compagnia, una tassa pari a 5,16 euro al mese se è un privato e 12,91 euro mensili se è titolare di partita IVA. La cosiddetta "tassa sui cellulari" non è dovuta da chi possiede una SIM ricaricabile oppure da chi è titolare di un contratto con solo traffico dati.

C'è da dire comunque che oggi alcune compagnie, a scopo promozionale, offrono il rimborso tcg cellulari a coloro che sottoscrivono un nuovo abbonamento, accollandosi di fatto la tassa per conto del cliente. Ad ogni modo le aziende e i professionisti che pagano la tassa concessione governativa cellulari, hanno la possibilità di dedurre l'80% dell'importo addebitato.

Nel 2003 con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 259/2003 “Codice delle comunicazioni elettroniche” la TCG cellulari è stata abolita, ma solo sulla carta visto che le compagnie negli anni successivi hanno continuato ad applicarla (e lo Stato ad incassarla). Poi sono arrivate alcune sentenze delle Commissioni Tributarie Regionali che sembravano aver messo definitivamente la parola fine a questo odioso balzello, dichiarando la sostanziale illegittimità della tassa concessione governativa cellulari.

Per effetto di queste sentenze gli abbonati ai contratti di telefonia mobile si sono sentiti in diritto di inviare alla propria compagnia telefonica una diffida a mezzo raccomandata A/R perché non applicasse più tale tassa e contestualmente una richiesta di rimborso all’Agenzia delle Entrate per quanto indebitamente versato negli ultimi anni.

In realtà i rimborsi non sono mai stati disposti, nonostante le innumerevoli battaglie condotte dalle associazioni consumatori. Fino a quando non si è arrivati alla sentenza n. 9560 del 2 maggio 2014 della Corte di Cassazione che ha definitivamente legittimato la presenza della tassa concessione governativa cellulari.

Tags:  reclamo telefonia bolletta telefonica

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DOC   Fac simile richiesta di rimborso TCG cellulari
DOC   Fac simile diffida alla compagnia telefonica per applicazione TCG cellulari
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