Fondi comuni di investimento

Non sempre si hanno le giuste competenze e il tempo necessari per gestire in prima persona i propri risparmi. In molti casi l'alternativa è quella di mettere insieme tanti piccoli capitali e farli gestire da un pool di esperti; in altri termini acquistare, tramite un istituto bancario o una Sim, quote di fondi comuni di investimento.

Il fondo comune di investimento può essere considerato come una specie di multiproprietà di titoli di varia natura (azioni, titoli di stato, obbligazioni, titoli esteri, ecc.), acquistati e gestiti da professionisti della finanza.
Si definiscono per la precisione fondi comuni di investimento "mobiliare" (l'oggetto dell'investimento è rappresentato esclusivamente da valori mobiliari) "aperti" (possono essere comprati e venduti in qualsiasi momento).

I risparmiatori diventano proprietari attraverso la sottoscrizione di un numero di quote di partecipazione proporzionale all'entità dei versamenti effettuati. Il valore delle "quote" viene calcolato quotidianamente dalla società di gestione, sulla base dei valori dei titoli costituenti il patrimonio del fondo, e pubblicato sui principali quotidiani italiani.

In pratica il Valore della quota = valore del patrimonio netto del fondo / n° quote in circolazione.
Moltiplicando il valore giornaliero della quota per il numero di quote possedute, si potrà in ogni momento calcolare il valore del capitale investito e dunque la performance del fondo. Al risultato di questo rapporto occorre aggiungere gli eventuali proventi distribuiti durante il periodo dal fondo stesso.

La performance di un fondo va valutata sempre in rapporto alla politica di investimento dichiarata dal gestore e all'andamento del mercato/parametro di riferimento (benchmark), solitamente dichiarato nel prospetto informativo di ogni fondo comune.

Ovviamente delegare la gestione di un patrimonio a dei professionisti ha un costo per il risparmiatore. Tale costo, comunemente definito "commissione", può essere richiesto dalla società di gestione all'atto della sottoscrizione o del disinvestimento, anche se ci sono fondi che non applicano né commissioni d'ingresso né di uscita ("no load"). Vengono applicate in misura percentuale sul valore nominale dell'investimento e diminuiscono al crescere della somma investita. Di solito sono maggiori per prodotti azionari e specializzati.
Nelle famiglie di fondi di uno stesso gestore, può essere richiesta una commissione di "switch", ossia di trasferimento di capitali da un fondo all'altro.

Oltre alle commissioni sono previsti costi per l'applicazione dei diritti fissi in ordine alle singole operazioni compiute e costi per la consegna (eventuale) al sottoscrittore del certificato fisico rappresentativo delle quote.

Tutti i fondi hanno invece una commissione di gestione, variabile in rapporto alla complessità della gestione da svolgere e prelevata direttamente dal patrimonio del fondo. Cosa importante, il valore della quota pubblicato sui giornali è al netto di questo costo.

Alcuni fondi prevedono anche delle commissioni di incentivo o di performance, applicate se il gestore raggiunge un rendimento maggiore rispetto ad un parametro prestabilito (banchmark) indicato nel regolamento e nel prospetto informativo. Tale premio può essere in misura fissa o variabile in rapporto all'extra performance.

I vantaggi offerti dai fondi comuni sono tanti:

  • diversificazione degli impieghi su un gran numero di titoli con conseguente riduzione del rischio;
  • gestione professionale e a tempo pieno;
  • liquidabilità dell'investimento;
  • forme di investimento diverse: in un'unica soluzione (PIC - Piano In Contanti) o attraverso versamenti periodici nel tempo (PAC - Piano di Accumulazione del Capitale) con importi minimi iniziali che variano da fondo a fondo; dunque la possibilità di partecipare alla gestione del patrimonio comune anche con risparmi contenuti;
  • ampia scelta tra diverse categorie (monetario, azionario, obbligazionario, bilanciato, ecc.)
  • diritto di informativa: la normativa vigente consente una costante ed adeguata informazione sulle caratteristiche, sui costi e sui rischi del prodotto scelto;
  • trattamento fiscale favorevole. In particolare per le persone fisiche e per le società o enti non commerciali i proventi distribuiti dal fondo o derivanti dal rimborso o dalla cessione delle quote non sono soggetti ad imposta né vanno riportate in dichiarazione dei redditi. Gli obblighi fiscali sono adempiuti direttamente dalla società di gestione. Per le società di capitali e gli enti commerciali entrano invece a far parte del reddito imponibile. Per le società di capitali è comunque riconosciuto un credito d'imposta pari al 15% dei proventi percepiti.

I fondi si classificano in base alla natura degli investimenti e quindi all'incidenza di obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari che li compongono. Si va dai fondi monetari (investono in titoli a breve termine, solitamente titoli di stato), che privilegiamo la liquidità dell'investimento e la stabilità del rendimento, ai fondi azionari (investono in azioni, obbligazioni convertibili, e altri titoli similari), più rischiosi ma con migliori possibilità di guadagno nel medio lungo periodo.

Ma come scegliere un fondo? Oltre al problema di individuare gli obiettivi di investimento, si tratta di scegliere anche in base ad una serie di altri fattori:

  • affidabilità, risorse e potenzialità della la società di gestione;
  • risultati di gestione (più che il dato di rendimento assoluto è significativo il confronto con i risultati ottenuti dagli altri fondi nello stesso comparto operativo, oppure da investimenti alternativi);
  • dimensioni del fondo (più grandi sono, minore è la possibilità di movimentazioni frequenti del portafoglio);
  • facilitazioni offerte (nessuna commissione per il passaggio da un fondo all'altro della stessa famiglia, abbinamento con un conto corrente o con una polizza assicurativa, ecc.);
  • costi.

Si raccomanda infine di:

  • leggere con attenzione il "prospetto informativo" del fondo predisposto dalla società di gestione secondo le direttive della Consob
  • informarsi sulle condizioni dei mercati;
  • acquistare in controtendenza;
  • investire in un'ottica di medio-lungo termine;
  • attuare la diversificazione.

Il sottoscrittore in qualsiasi momento può richiedere (fac simile) il rimborso totale o parziale delle quote possedute. Il rimborso viene eseguito sulla base del valore unitario della quota calcolato il primo giorno di borsa aperta successivo a quello in cui è pervenuta la richiesta di rimborso alla società di gestione.