Come denunciare pubblicità ingannevoli e aggressive

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Ogni giorno siamo bombardati da decine di proposte pubblicitarie e comunicazioni commerciali attraverso mezzi come la televisione, la radio, i giornali, le affissioni, la posta, Internet ecc. L'intento chiaramente è quello di influenzare le nostre scelte nell'acquisto di beni e servizi.

Diventa perciò importante capire e valutare bene ciò che ci viene proposto, in particolare diffidare dai messaggi che promettono risultati miracolosi, verificare la completezza delle informazioni fornite, verificare sempre che il prezzo indicato sia comprensivo di ogni altro onere e spesa, controllare l'effettiva convenienza delle operazioni promozionali (sconti, liquidazioni, tariffe, ecc.), fare attenzione alla pubblicità occulta e così via.

Una pratica commerciale si definisce sleale o scorretta se è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che raggiunge o al quale è diretta. Chiaramente le pratiche commerciali sleali o scorrette sono vietate dalla legge.

Entrando nel dettaglio il Codice del Consumo distingue tra pratiche ingannevoli e pratiche aggressive.

Pratiche commerciali ingannevoli

Una pratica è da considerarsi ingannevole se contiene informazioni non corrette o non corrispondenti al vero o, anche se corrette, sono tali da indurre in errore il consumatore. E’ altresì ingannevole se omette di fornire informazioni rilevanti ad esempio per la salute dei consumatori o la sicurezza dei bambini, oppure se presenta in modo oscuro, incomprensibile o ambiguo le informazioni rilevanti di cui il consumatore ha bisogno per prendere una decisione consapevole.

Così è ingannevole esibire un marchio di fiducia o un marchio di qualità senza aver ottenuto la necessaria autorizzazione; asserire, contrariamente al vero, che un certo prodotto è stato autorizzato, accettato o approvato da un organismo pubblico o privato; dichiarare, contrariamente al vero, che il prodotto sarà disponibile solo per un periodo molto limitato o che sarà disponibile solo a condizioni particolari per un periodo di tempo molto limitato, in modo da ottenere una decisione immediata e privare i consumatori della possibilità o del tempo sufficiente per prendere una decisione consapevole; promuovere un prodotto simile a quello fabbricato da un altro produttore in modo tale da fuorviare deliberatamente il consumatore inducendolo a ritenere, contrariamente al vero, che il prodotto è fabbricato dallo stesso produttore; affermare, contrariamente al vero, che un prodotto ha la capacità di curare malattie, disfunzioni o malformazioni; affermare, contrariamente al vero, che il professionista è in procinto di cessare l'attività o traslocare; ecc.

Pratiche commerciali aggressive

Una pratica commerciale è da considerarsi invece aggressiva se ad esempio il venditore fa uso di minacce fisiche o verbali; sfrutta eventi tragici o fatti gravi per influenzare il consumatore; minaccia di promuovere azioni legali in modo palesemente infondato; effettua visite presso l'abitazione del consumatore, ignorando gli inviti del consumatore stesso a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi; effettua ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, via fax, per posta elettronica o mediante altro mezzo di comunicazione a distanza; impone al consumatore, che intende presentare ad esempio una richiesta di risarcimento, di esibire documentazioni inutili o sovrabbondanti rispetto a quelle necessarie con il solo scopo di  dissuaderlo dall'esercizio dei suoi diritti contrattuali; lascia intendere, contrariamente al vero, che il consumatore abbia già vinto, vincerà o potrà vincere compiendo una determinata azione un premio o una vincita equivalente, mentre in effetti non esiste alcun premio ne' vincita equivalente.

Tutti comportamenti, in definitiva, idonei a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore, tanto da indurlo a prendere una decisione che altrimenti non avrebbe preso in relazione ad un certo prodotto o servizio.

Come denunciare pratiche commerciali ingannevoli o aggressive

Diciamo innanzitutto che per la repressione delle pratiche commerciali scorrette è competente l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), meglio conosciuta come Antitrust, la quale in caso di accertata violazione può non solo vietarne la diffusione ma anche imporre sanzioni che, per le pratiche messe in atto a partire dal 15 agosto 2012, possono arrivare fino a 5 milioni di euro (in precedenza il tetto massimo era di 500.000 euro). Per lo svolgimento di tali compiti l’Autorità può avvalersi anche della Guardia di Finanza.

L'AGCM può agire d'ufficio o su segnalazione dei soggetti interessati. In questo secondo caso il consumatore può utilizzare questo modulo di segnalazione (disponibile nei formati doc e pdf). Una volta compilato il modulo può essere spedito:
- tramite posta ordinaria all'indirizzo Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Piazza Giuseppe Verdi 6/A – 00198 Roma;
- via fax al numero 06 85821256.

In alternativa è possibile compilare, previa registrazione, questo modulo on line disponibile sul sito dell'AGCM.

Una volta inoltrata la segnalazione all’Autorità, il consumatore riceverà una comunicazione da parte degli Uffici solo in caso di avvio dell'istruttoria. In caso di mancato avvio dell’istruttoria nel termine

Se nei 180 giorni successivi al ricevimento della segnalazione l’Autorità non da avvio all'istruttoria, la pratica si considera archiviata.

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